Un terzo del bilancio Asp per assistere mille disabili

La presidente dell’azienda dei servizi sociali Susanna Tassinari: «Il nostro obiettivo è quello di favorire socializzazione e integrazione»

handicapNel bilancio dell’Asp (azienda servizi alla persona, l’ex consorzio per i servizi sociali) l’assistenza ai disabili impegna più di un terzo delle risorse: 12 milioni di euro all’anno su 34. L’azienda pubblica segue un migliaio di persone a partire dalla più tenera età sul territorio di Ravenna e Russi.

«L’orientamento di fondo di tutta l’assistenza è quello di favorire la socializzazione e l’integrazione – spiega Susanna Tassinari, presidente dell’Asp – cercando di evitare la residenzialità che finisce per isolare le persone. Al centro dei servizi Asp c’è la persona con le sue esigenze specifiche. La volontà è quella di operare con inserimenti in contesti di condivisione e formazione in base a diversi gradi di disabilità. Quando non è possibile si ricorre ai centri residenziali che ospitano il disabile notte e giorno oppure ai centri diurni da dove le famiglie vanno a riprenderli ogni sera. A queste strutture accreditate dal servizio sanitario regionale l’Asp corrisponde il pagamento delle rette».

Particolarmente consistente l’impegno verso i minori di 18 anni che da sola impegna due milioni di euro l’anno: quattro bambini assistiti in centri residenziali, 35 nei centri diurni e poi un centinaio di educatori che seguono oltre 500 studenti di scuole di ogni ordine e grado durante le ore scolastiche affiancando gli insegnanti di sostegno. «Nell’anno scolastico 2013-14 complessivamente sono state fatte 70mila ore di attività in autonomia o in affiancamento».
Poi ci sono gli adulti: 93 sono in centri residenziali (con rette giornaliere che possono andare da 108 a 235 euro al giorno in base alle necessità sanitarie di assistenza), 48 in centri diurni (da 64 euro a 130 al giorno) e 181 inseriti in centri socio-occupazionali che si occupano proprio di agevolare la presenza fuori da contesti protetti, fornendo competenze attraverso laboratori, corsi, lezioni. Infine una cinquantna di persone vengono assistite a casa.

Attraverso un contratto con la ditta Coerbus, selezionata attraverso un bando di gara pubblica, viene garantito anche il servizio di trasporto: «Particolarmente impegnativo perché viene modulato a domicilio, non esistono le fermate ma si va a prendere la persona a casa o nella struttura».
«Infine ci sono anche iniziative che riguardano il tempo libero come momento di svago e di socializzazione. Non sono sostenute dall’Asp ma da contributi esterni. In questo senso è ormai un appuntamento storico per la nostra realtà le vacanze e Andalo grazie alla Fondazione Del Monte che permette a undici ragazzi di fare un’esperienza in autonomia dallle famiglie ma ovviamente con l’accompagnamento di un educatore per ogni disabile».

coarrozzella disabileL’assessore comunale Giovanna Piaia: «Il Tavolo delle Disabilità servirà anche per formare le associazioni riunite».

Sono diverse le associazioni private che nel territorio comunale si occupano di assistenza ai disabili in varie forme. Le associazioni sono riunite nel Tavolo delle Disabilità, un punto di riferimento coordinato dell’assessorato ai Servizi sociali. Ne parla l’assessore competente Giovanna Piaia: «Il loro ruolo è fondamentale, svolgono una funzione sociale indispensabile in questo settore facilitando la coesione tra le parti e l’integrazione». Il Tavolo si riunisce ogni due mesi circa e Piaia ha ora in cantiere di dare una linea precisa ai prossimi incontri: «Ci siamo accorti che per quanto tutti abbiano competenze acquisite nel corso del tempo, potrà essere utile una formazione che fornisca a tutti un pacchetto di conoscenze comuni sulle norme, le disposizioni, le regole in modo da creare un terreno comune di confronto su cui innestate le singole specificità di ogni settore e di ogni associazione».Nel vasto panorama delle associazioni l’ultima nata è La Ruota Magica perché va a seguire una fetta di popolazione che finora non aveva un riferimento: i neonati con disabilità.

Compartecipazione ai costi: oggi tutti pagano la stessa cifra, ma in futuro potrebbe arrivare l’Isee.

Oggi le famiglie compartecipano alle spese per l’assistenza versando la pensione di accompagnamento per chi si trova nei centri residenziali (sufficiente in media a pagare un paio di giorni di retta), con due euro a viaggio e poco più di cinque euro per i pasti per chi frequenta i centri diurni. Con l’introduzione della nuova Isee non è escluso che si possa pensare a una compartecipazione delle famiglie basata sui redditi e non più uguale per tutti (un po’ come accade con i nidi o i pasti delle scuola), spiega la presidente di Asp Susanna Tassinari. Mentre non è al momento nemmeno ventilata l’ipotesi di chiedere una compartecipazione per gli educatori nelle scuole. In questo caso infatti di parla di “diritto allo studio” ai ragazzi che Asp (e quindi Comuni) garantiscono supplendo alle mancanze dello stato. «Altrove – spiega Tassinari – impiegano personale Oss, mentre noi scegliamo educatori che ovviamente, avendo una diversa qualifica, costano di più. Ma lo facciamo proprio per curare al massimo l’aspetto di crescita di questi ragazzi».

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