Esposto degli ortisti alla procura «No all’obbligo di tesseramento»

Da via Chiavica Romea arrivano 44 firme per opporsi alla gestione di Auser-Cgil e Ancescao sulle aree comunali: «Serve ordine»

«Ci aspettiamo che il Comune metta ordine e regolarità nella gestione dei propri orti»: per 44 ortisti di via Chiavica Romea, che hanno firmato un esposto inviato al sindaco e alla procura della Repubblica (vedi testo integrale al link in fondo alla pagina), significa evitare che sia imposto loro il tesseramento alle associazioni cui fanno capo i centri sociali che gestiscono le aree ed evitare le minacce di mancata copertura assicurativa per chi non si associa. Aspetti che a loro giudizio dovrebbero essere prassi ma in realtà sistematicamente violati. I contrasti nel mondo degli ortisti erano emersi un paio di mesi fa quando fu il consigliere comunale Alvaro Ancisi (Lpr) a sollevare il caso chiedendo che l’amministrazione comunale, proprietaria dei terreni, facesse rispettare le regole.

Nel territorio comunale esistono sedici aree ortive per 1.283 lotti complessivi. A parte le tre più piccole (20 lotti in totale), gestite direttamente da Comune e una autogestita dagli ortisti (119), le altre dodici aree sono gestite, per conto del Comune, dai centri sociali di due associazioni nazionali: Auser-Cgil (7 aree con 317 lotti) e Ancescao (5 aree con 827 lotti), entrambe vicine al mondo di sinistra. Il regolamento comunale prevede la gestione affidata ai centri sociali, l’assegnazione al singolo in graduatoria in ordine cronologico di arrivo delle domande con un canone annuale di concessione (9 euro per i pensionati e 28 per gli altri) più una bolletta annuale da corrispondere al centro sociale per acqua, luce, gas e assicurazione. Insomma nessuna tessera è richiesta dalle disposizioni di Palazzo Merlato: «Secondo il regolamento – specifica Ancisi – il rapporto di concessione degli orti è esclusivo tra il Comune e l’assegnatario. È escluso alcun obbligo di iscrizione al centro sociale gestore». Invece il consigliere comunale riporta il caso del centro sociale Le Rose, gestore dell’area ortiva di via Chiavica Romea, dove viene considerata «obbligatoria per gli ortisti la tessera dell’Ancescao, con relativo pagamento, in funzione di sopratassa, della quota associativa».

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