Ottanta ospiti in cerca di padrone Tutti i numeri del canile comunale

Capienza per circa 160: associazioni, coop, volontari e un addestratore garantisono il funzionamento. Oltre 200mila euro l’anno per la gestione

Dall’inizio degli anni Duemila, quando si sono raggiunti anche picchi di circa 250 presenze, i numeri sono decisamente cambiati. Oggi al canile comunale di Ravenna (in via Romea Nord 177) ci sono solo un’ottantina di cani in attesa di essere adottati a fronte di una capienza che è di circa il doppio.

I dati del 2014 parlano di 203 cani vaganti catturati, 20 entrati per rinunce di proprietà, 7 nati nel canile, per un totale di 230 ingressi a fronte di 213 uscite (142 per restituzione ai proprietari, 62 per adozioni e 10 per decesso). A fornirli l’assessore ai Diritti degli animali del Comune, Giovanna Piaia, nel corso della presentazione nei mesi scorsi del nuovo regolamento che lo disciplina, approvato dal consiglio comunale in sostituzione di quello in vigore dal 2002. L’assessore ha sottolineato l’importanza della gestione pubblica del canile e le principali finalità che il Comune persegue attraverso il regolamento e la sua applicazione: «Assicurare la salute e il benessere dei cani; contrastare il fenomeno degli abbandoni favorendo altresì l’affidamento e l’adozione dei cani; incentivare la lotta al fenomeno del randagismo; rieducare i cani con comportamento asociale»

All’interno del canile opera infatti ora anche un addestratore cinofilo che tiene corsi per gli adottanti, mentre – anche rispetto ad alcune polemiche del passato – il nuovo regolamento «garantisce e valorizza l’apporto del volontariato», al quale è dedicato uno specifico titolo del regolamento. L’unica associazione a operare in convenzione con il Comune è Clama, che riceve 2mila euro all’anno esclusivamente però per attività che abbiano lo scopo di incentivare le adozioni. Suoi volontari (e quelli di Enpa ma non solo) affiancano invece (insieme anche ad alcuni tirocinanti in condizioni di svantaggio personale e sociale) gli operatori del canile. Operatori della cooperativa sociale La Pieve che fino al 2017 percepisce circa 135mila euro l’anno tramite la convenzione biennale del Comune per occuparsi direttamente degli animali (100mila euro) e della pulizia e della cura delle aree verdi del canile (per i restanti 35mila euro). A completare i servizi all’interno del canile l’assistenza veterinaria (10mila euro all’anno sempre a carico del Comune) e naturalmente quelli che un tempo venivano definiti “accalappiacani”, il servizio di recupero cani vaganti o feriti, affidato in convenzione all’associazione Amici degli animali a fronte di un corrispettivo di 25mila euro l’anno. A fornire supporto nell’identificazione dei cani ci pensano infine i volontari di Legambiente che, del tutto gratuitamente, fanno anche da sentinelle in città per vigilare sul corretto comportamento dei proprietari di cani nelle aree pubbliche, richiamando le persone direttamente e con segnalazioni alla municipale.

Ma è vero, come sostiene qualcuno, che non è sempre semplice adottare un cane al canile? «So che si dice questo in giro – ci spiega Roberta Benigno, medico veterinario dell’ufficio Diritti degli animali del Comune di Ravenna – ma la realtà è che prima di affidare un cane a una persona gli operatori vogliono giustamente capire quanto questa persona sia convinta e consapevole, quindi è prassi dare più appuntamenti e creare un piccolo percorso pre-adozione». Adottare un cane al canile è naturalmente del tutto gratuito mentre chi se ne vuole disfare deve fornire una giustificazione importante e credibile agli uffici comunali, che vagliano la richiesta. In caso di accoglimento si paga 150 euro per un cane che non sia un cucciolo (al canile cuccioli non ce ne sono) e 500 euro per un animale invece aggressivo.

Oltre a quello di Ravenna (che serve anche il Comune di Russi), in provincia di Ravenna ci sono altri tre canili comunali. Quello di Bizzuno, nel Lughese, serve in realtà nove Comuni (Lugo, Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara, Conselice, Cotignola, Fusignano, Massa Lombarda e Sant’Agata sul Santerno) e ospita un centinaio di cani (in passato ci sono stati picchi da circa 180 presenze), con la gestione affidata all’associazione di volontariato Cinoservizio da una ventina d’anni. Più piccolo il canile di Cervia (via Ghiaine, zona Terme), gestito dal 2010 attraverso un bando biennale (in scadenza nel 2016) all’associazione Arca2005 e che ospita attualmente una trentina di cani (cinque anni fa erano più del doppio). Infine a Faenza il canile comunale è stato realizzato in tempi piuttosto recenti e copre i bisogni in particolare dei paesi collinari del faentino, mentre il canile storico della città manfreda è quello – unico in Romagna – di proprietà dell’Enpa con alle spalle cinquant’anni di storia e che sarà al centro il prossimo anno di un progetto di ristrutturazione finanziato interamente dall’associazione animalista. I due canili ospitano attualmente circa 160 cani complessivamente.

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