Infiltrazioni piovane, bagni guasti, aule fredde: il liceo classico se la passa male

Le segnalazioni riguardano soprattutto la succursale di via Bixio ma anche la sede centrale di piazza Anita Garibaldi dell’Alighieri. E il caso arriva in consiglio comunale con un question time presentato da Ancisi (Lpr). Risponde l’assessore: manutenzione già in programma

Temperature in classe attorno ai 13 gradi per problemi con il riscaldamento, una luce pericolante, infiltrazioni di acqua piovana, molti bagni inutilizzabili per pessime condizioni: sono alcune problematiche riguardanti la sede centrale di piazza Anita Garibaldi e la succursale di via Bixio del liceo classico Dante Alighieri di Ravenna. Il caso, segnalato pubblicamente da un rappresentante degli studenti, arriva in consiglio comunale dove oggi, 12 dicembre, in apertura di seduta è prevista la risposta a un question time di Alvaro Ancisi (consigliere di opposizione con Lpr).

Come noto, la competenza sulle scuole superiori è della Provincia il cui presidente è lo stesso sindaco di Ravenna, Michele de Pascale: «Mi rivolgo al sindaco quale presidente della Provincia, proprietaria degli istituti superiori della nostra città – afferma Ancisi –, per chiedergli se intende attivare una collaborazione tra l’ente stesso, il consiglio d’istituto, gli studenti ai quali potrebbero essere chieste, anche a fini formativi, alcune prestazioni per piccoli lavori a loro congeniali e se necessario i servizi tecnici del Comune, allo scopo di compiere una ricognizione su entrambe le sedi del Classico per individuare gli interventi necessari a ripristinarvi ovunque le condizioni di sicurezza e piena funzionalità; cogliere l’occasione delle vacanze natalizie per effettuare i lavori più urgenti e alla portata; impostare un piano a medio termine per gli interventi più complessi».

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Le segnalazioni a proposito della succursale di via Bixio, che ospita circa 500 studenti, sarebbero già state esposte alla dirigente e al consiglio d’istituto senza esito. Ancisi parla di «temperature attorno ai 13 gradi perché il riscaldamento non funziona; lavagne inutilizzabili perché mancano i pennarelli per scriverci; tre soli proiettori e impianti audio ad uso di 21 classi, le quali se li devono dividere, organizzandosi alla bell’e meglio per vedere anche dei semplici filmati, benché il materiale necessario sia chiuso in magazzino; in alcune classi mancano le tende e quindi non è possibile fare buio per le proiezioni; altre hanno l’intonaco sbrecciato e andrebbero ridipinte e manutentate; i due giardini, uno dei quali attiguo alla scuola, non possono essere utilizzati dagli studenti durante la ricreazione mancandovi, a detta della dirigente dell’istituto, le condizioni di sicurezza per accedervi». La succursale del liceo classico ha preso il posto, in via Bixio, dell’istituto professionale Olivetti, trasferito a settembre nella sede del Callegari in via Umago, dove la Provincia si è impegnata al massimo durante l’estate, rispondendo anche alle pressioni del consiglio comunale, per realizzarvi notevoli interventi di adeguamento, anche non previsti in progetto.

Ma anche dalla storica sede centrale di piazza Anita Garibaldi, sul viale della stazione, arrivano segnalazioni di disfunzioni: «Una classe è rimasta per settimane senza aula causa infiltrazione di acque piovane; in un’aula, una luce del soffitto è pericolante; molti bagni sono inutilizzabili perché in pessime condizioni anche strutturali (in uno manca la porta, un altro è stato chiuso); il giardino è inutilizzabile; alcune barriere architettoniche penalizzano gli studenti con difficoltà fisiche».

Al quetion time ha risposto Ouidad Bakkali, assessore comunale all’Istruzione. In buona sostanza è stato ricordato che sono in programma una serie di interventi di manutenzione dovranno migliorare la situazione: ad esempio nel 2018 verranno cambiati gli infissi e la caldaia («Ci risulta che solo l’1 dicembre la temperatura sia scesa sotto i 18 gradi che sono la minima richiesta»). La risuluzione della mancanza di strumentazioni può essere risolta solo dalla scuola a cui compete l’acquisto delle attrezzature tramite sponsor o fondi ministeriali. Per quanto riguarda i bagni è confermato che alcuni sono inagibili anche per via di atti vandalici ma «è garantito il rapporto di un bagno per aula».

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