Raccolta rifiuti, Legambiente: «Non votate per chi non è a favore del porta a porta»

L’associazione chiede ai candidati in corsa per le elezioni del 26 maggio di esprimere la propria posizione sul sistema di igiene ambientale: «Dove hanno introdotto la tariffa puntuale sono diminuiti gli scarti e anche riduzioni dei costi»

Abbandono RifiutiDal 6 maggio in otto comuni su nove della Bassa Romagna (Lugo l’unico escluso) la raccolta rifiuti subirà alcune modifiche e il circolo Legambiente “Cederna” e la rete Rifiuti Zero si chiedono quando verrà messo in pratica il principio “chi inquina paga”. La domanda è rivolta soprattutto ai 24 candidati sindaco alle prossime elezioni amministrative che vedranno il rinnovo di otto consigli comunali su nove (a Bagnara si è votato nel 2018).

«Cosa hanno intenzione di fare i comuni della Bassa Romagna, dopo le elezioni del prossimo 26 maggio?». La rete Rifiuti Zero Emilia-Romagna e Legambiente chiedono a tutti i candidati sindaco e a tutte le forze politiche di pronunciarsi a favore della scelta della raccolta porta a porta con tariffa puntuale su tutto il territorio, meglio se implementata su tutte le frazioni, da attuarsi entro i tempi stabiliti per legge. «La non risposta è considerata risposta negativa. Le risposte dei candidati sindaco e delle liste verranno rese note in tempi utili prima delle elezioni amministrative e si invita fin da ora a non votare quei candidati e quelle liste che non avranno aderito esplicitamente a quanto chiesto».

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«Affrontare la gestione dei rifiuti come questione ambientale non è più un’opzione, ma un obbligo – scrivono le associazioni ambientaliste – reso pressante dal fatto che il cambiamento climatico e lo sperpero delle risorse molto al di sopra delle possibilità di rigenerazione del pianeta sono oggi una certezza conclamata. Come dimostrano i dati statistici dei comuni della nostra regione, i migliori risultati in quantità e qualità sono raggiunti dai comuni porta a porta integrale con tariffa puntuale». I dati citati riguardano il Carpigiano: «I rifiuti indifferenziati da smaltire, dai 250 iniziali sono ormai sotto i 60 kg per abitante contro il doppio dei comuni a calotta – dichiara Natale Belosi, coordinatore della Rete Rifiuti Zero – mentre le impurità e quindi gli scarti delle frazioni differenziate nella calotta sono almeno tre volte rispetto al porta a porta. Risultato: nella calotta lo spreco di risorse da bruciare o interrare si moltiplica. Alea, la nuova società pubblica Forlivese, dopo i prevedibili e inevitabili mesi di caos nel momento della trasformazione del sistema di raccolta, presenta ora dati tendenziali come quelli del Carpigiano, con un’ottima qualità e, ora, con un territorio pulito e libero da cassonetti, il tutto con un calo dei costi dell’8,7 percento».

Legambiente e Rifiuti Zero avanzano suggerimenti: tra le misure possibili ci può essere la vendita di bevande in contenitori da restituire su cauzione, come si faceva fino a pochi anni fa. La stessa raccolta differenziata dovrebbe essere finalizzata al riciclaggio tramite “conferimento premiato nelle isole ecologiche” e contestualmente estendere, ovunque possibile, la raccolta “porta a porta” in modo da giungere al superamento dei cassonetti stradali e contrastare così efficacemente gli “abusi” quotidiani .

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