Ravenna, il Comune al lavoro per un servizio di auto elettriche in condivisione

L’assessore Fagnani fa il punto sulle pratiche di mobilità sostenibile: entro fine anno un centinaio di colonnine di ricarica in luoghi pubblici e presto più ciclabili

BusLa città di Ravenna si è dotata di recente di un piano per la mobilità sostenibile: un libro dei sogni che indica la rotta da seguire per la pubblica amministrazione nelle iniziative che regolano modi e mezzi per gli spostamenti. Del tema ne parliamo con l’assessore Roberto Fagnani, titolare della delega Mobilità.

Come procede il servizio di monopattini in condivisione?
«Il concessionario è soddisfatto dei risultati. Si tratta di un mezzo nuovo, che sta prendendo piede un po’ in tutta Europa. È stato equiparato alle biciclette quindi le regole ci sono, vanno puniti gli utilizzi scorretti come si fa con qualunque altro mezzo. Nessuno pensa di vietare le auto quando qualcuno la usa in modo sbagliato. Se la situazione dovesse richiederlo il Comune potrebbe emettere un’ordinanza per regolare il servizio».

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Lei viaggia in monopattino?
«Finora non l’ho mai utilizzato».

Come si muove l’assessore alla Mobilità?
«Uso la bici e ho un’auto a metano ma sto pensando di passare a un’elettrica al prossimo acquisto. Esiste un campionato mondiale di automobilismo con auto elettriche: questo conferma l’interesse delle case produttrici».

Oggi chi vuole un’auto elettrica trova infrastrutture adeguate su questo territorio?
«Per la fine dell’anno arriveremo a un centinaio di colonnine di ricarica sparse nel comune. Da qualche anno il Comune ha concesso accesso alle Ztl e parcheggi gratuiti a chi le usa».

Il Comune ha mezzi elettrici?
«Una decina: alcuni agli uffici dei lavori pubblici e alcuni alla polizia locale».

A Ravenna non c’è un servizio di condivisione auto. Città troppo piccola?
«No, ci stiamo lavorando: sarebbe con auto elettriche con la formula della concessione come abbiamo fatto con i monopattini».

Non ha funzionato con le bicicletta: l’esperienza O-bike è durata poco.
«O-bike è un’azienda privata che ha provato a fornire il servizio e poi non è andata avanti. Il Comune ha deciso di riqualificare il vecchio servizio di bici pubbliche che c’era da tempo».

La rete di ciclabili è adeguata?
«Il piano urbano di mobilità sostenibile (Pums, ndr) è chiaro su questo aspetto: vogliamo intervenire per mettere i cittadini nelle condizioni e con le infrastrutture utili per scegliere di rinunciare all’auto. A breve verrà realizzata quella in via Maccalone a Piangipane, quella in via Bonifica a Ravenna. Per il collegamento tra Classe e Fosso Ghiaia stiamo facendo un ragionamento più ampio per collegare Ravenna a Mirabilandia (è notizia recente anche un contributo ministeriale per la mobilità ciclabile, ndr)».

Nel comune di Faenza chi prende la bici al posto dell’auto per andare al lavoro ottiene dei soldi
«Sono fondi della Regione, attiveremo il servizio anche noi».

Il Pums è stato approvato. Come procede l’attuazione?
«È un percorso lungo: le prime azioni messe in campo sono state la riqualificazione dei parcheggi e il bike sharing. La mobilità sostenibile è il grande tema di questo periodo storico: dobbiamo arrivare a un cambio culturale. Salire sul bus deve essere una scelta e non una condizione inevitabile per chi non ha l’auto».

Cosa state facendo per cambiare l’approccio culturale?
«Iniziative di sensibilizzazione, abbiamo lavorato molto a scuola, portiamo avanti il pedibus, abbiamo formato dei mobility manager scolastici, promuoviamo l’utilizzo del caschetto anche con iniziative come quella con la Porto Robur Costa».

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