Falcinelli (medici di base): «In tanti ci chiamano per prenotare il vaccino»

Il presidente ravennate dell’ordine: «Colleghi contrari? Nessuno che io sappia, ma proverei a convincerli: ce lo impone la deontologia»

Il dottor Falcinelli assume il vaccino anti-influenzale nel 2019, di cui era testimonial sul territorio. Ora si è appena vaccinato contro il Covid

Il dottor Falcinelli assume il vaccino anti-influenzale nel 2019, di cui era testimonial sul territorio. Ora si è appena vaccinato contro il Covid

Il presidente della Regione Stefano Bonaccini (e non solo) lo va ripetendo da diversi giorni: nella campagna vaccinale vanno coinvolti i medici di base. Ne abbiamo parlato allora con il presidente dell’ordine dei medici di Ravenna, Stefano Falcinelli.

«La nostra partecipazione sarà assolutamente centrale – ci dice al telefono – quando si entrerà nella fase della vaccinazione vera e propria alla cittadinanza (al momento è in corso invece, come noto, quella rivolta solo a operatori sanitari e degenti delle Cra, ndr) e in particolare durante la prima che coinvolgerà gli ultraottantenni fuori dalle case di riposo. Siamo ovviamente a disposizione, ma ci sono diverse cose da chiarire, prima».

Per esempio?
«In primis la parte amministrativa e burocratica. Quando mi sono vaccinato io al Pala De André, faccio un esempio, prima di arrivare al vaccino vero e proprio ho dovuto affrontare tre tavoli con moduli e autocertificazioni di vario tipo, tutto corretto, sia chiaro, ma organizzativamente parlando un po’ complicato per un medico di famiglia».

E poi naturalmente c’è la questione della conservazione del vaccino…
«Al momento si deve conservare a temperature (-80 gradi, ndr) impossibili da garantire in un ambulatorio di un medico di base. Speriamo che in futuro possano essere a disposizione, e in quantità sufficienti, altri vaccini come quello di AstraZeneca, più facilmente conservabili. In quel caso, ripeto, faremo di tutto per attrezzarci».

Ma i cittadini comuni sono già interessati al vaccino?
«Le posso dire che siamo subissati di persone che ci chiedono già di essere messe in lista. O che si informano su come possono fare, chiedono delucidazioni…».

E pazienti No Vax?
«Al momento non li ho ancora dovuti affrontare…».

Come smontare le loro paure?
«Si parla spesso dei tempi troppo brevi con cui sarebbe stato approvato, ma questo vaccino ha coinvolto un numero di persone e di investimenti mai visti prima. Le persone vaccinate in tutto il mondo sono già tantissime e non ci sono segnalazioni di reazioni avverse che non fossero previste. Ma facendola breve, tenuto conto della gravità della patologia che stiamo affrontando e di tutte le persone che sono morte, mi sembra assurdo non poter accettare l’unico strumento reale, efficace, che abbiamo a disposizione».

Ci sono medici che non si vogliono vaccinare sul nostro territorio?
«Quello che posso dire al momento è che al contrario ci sono colleghi che vorrebbero e che ancora non sono riusciti a farlo, per vari motivi, che stiamo cercando di risolvere».

Cosa succederebbe, da presidente dell’ordine, se scoprisse però che un collega si è rifiutato di farlo?
«Si tratta del nostro codice deontologico, che chiede al medico di valutare le proprie condizioni psicofisiche per poter essere in grado di svolgere la propria professione al meglio. Se tu non ti vaccini e sei potenzialmente veicolo di infezione non offri certo un buon servizio… Io sono comunque innanzitutto per la moral suasion, inizierei chiamando il collega per cercare di capire le sue motivazioni e cercando poi di convincerlo…».

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