giovedì
15 Gennaio 2026
sociale

Donne a “scuola di autostima” per combattere la violenza di genere

È in partenza il nuovo corso di Psicologia Urbana e Creativa che punta a decostruire gli stereotipi e gli automatismi che portano alla disparità

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A scuola di autostima, comunicazione empatica e individualità: partirà giovedì 22 gennaio il corso “Dinamiche di potere tra i generi”, nell’ambito del progetto “Io mi sento 2026”. Il progetto, promosso dall’associazione Psicologia urbana e creativa che ha come obiettivo quello di ridurre la conflittualità nelle relazioni interpersonali.

Nello specifico, questo corso si rivolge unicamente a un pubblico femminile, con incontri tutti i giovedì fino al 26 febbraio, dalle 18.30 alle 20.45 alla Casa delle donne di via Maggiore 120. A condurre le lezioni, le psicologhe e psicoterapeute Giancarla Tisselli, Chiara Gnani, Serafina Lo Nigro, Elisa Claudio e Ylenia Mordenti ed è svolto in collaborazione con il Comune di Ravenna – assessorato alle Politiche e culture di genere, Linea Rosa e Casa delle Donne. Il corso è aperto a tutte le interessate, previo contributo di 10 euro per l’iscrizione all’associazione Psicologia urbana e creativa e di 10 euro a parziale copertura dei materiali forniti. Per iscriversi basterà scrivere a psicologiaurbanaecreativaaps@gmail.com

«Il maltrattamento psicologico colpisce l’identità della donna, riducendone potere e autostima, compromettendo intimità, affetti e qualità delle relazioni – spiegano le psicologhe -. Anche forme apparentemente lievi di svalutazione o prevaricazione, se ripetute, possono innescare un’escalation di violenza, che può essere prevenuta attraverso comportamenti alternativi fondati sulla consapevolezza emotiva e relazionale». Il percorso affronterà infatti i temi centrali della vita relazionale, offrendo strumenti pratici per riconoscere le situazioni di disparità, rafforzare l’autostima, migliorare la gestione delle relazioni e delle dinamiche familiari, fino alla decostruzione di stereotipi, pregiudizi e automatismi culturali che legittimano il maltrattamento psicologico.

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