Anche Arrigo Sacchi in municipio per il rilancio dello storico Low Ponte

Al via il nuovo progetto del presidente onorario Fabio Bazzocchi, ex calciatore e allenatore della società di Ponte Nuovo, malato di Sla

«Perché lo faccio? Perché nella malattia ho trovato tanti amici che quotidianamente aiutano me, i miei figli, la mia famiglia. Amici conosciuti nel mondo del calcio, praticando questo sport. A tutti loro devo una parte del mio tempo, che voglio usare per dare a tanti ragazzi e adulti la possibilità di essere fortunati come lo sono stato io, la possibilità di essere circondati da persone magnifiche». Alla fine della presentazione nella sala preconsiliare del municipio di Ravenna, è il messaggio di Fabio Bazzocchi a sintetizzare quello che c’è dietro tutta l’operazione, che è di una semplicità disarmante: l’amicizia e la passione per il calcio. D’altronde Fabio ha giocato per buona parte della sua vita, allenando inoltre anche i bambini. Nel Low Ponte, la società di Ponte Nuovo (nata sulle ceneri dello storico Low Street di Ravenna) che negli ultimi anni, dopo stagioni importanti nelle categorie dilettantistiche, ha attraversato una fase molto difficile a causa della crisi economica, rischiando di scomparire. Ora il rilancio, grazie soprattutto alla volontà di Fabio, 46 anni il prossimo aprile, dal 2010 costretto a convivere con la Sla (sclerosi laterale amiotrofica), malattia neurodegenerativa che gli impedisce qualsiasi movimento. Comunica tramite messaggi e social network grazie a un software che legge il movimento degli occhi. Mentalmente, lo si sarà capito, è lucidissimo. «Ha sicuramente più memoria di me», è stata la battuta di Arrigo Sacchi, tra gli ospiti d’eccezione della presentazione in Comune del nuovo Low Ponte, rivelando che Fabio la sera prima gli aveva ricordato che si erano già visti nel 1988.

Il Low Ponte ripartirà grazie a tante persone qualificate che hanno risposto all’appello di Fabio (nominato presidente onorario), che lo hanno conosciuto sul campo e che vogliono contribuire a riportare la società ai fasti di un tempo. Il presidente sarà Piero Valentini, figura storica ed ex custode, al Low Street sin dalla sua nascita negli anni Settanta. La filosofia sarà quella di collaborare con tutte le società dei dintorni senza preclusioni (compreso il Ravenna, attaccato invece in passato per la decisione di aprire una franchigia per i giovani), puntando tutto sul settore giovanile (ma ci sarà di nuovo anche la prima squadra) e all’insegna dei principi della Carta dei diritti del bambino, come ha spiegato il preparatore e responsabile dell’area tecnica Andrea Zavatta.

«Fabio ci sta insegnando valori importanti – è stato poi il commento di Sacchi –, in un paese come l’Italia in cui regna la confusione, in cui si vuole vincere sempre, anche tra i bambini. Fabio è un esempio formidabile di costanza, volontà, determinazione, faccio a lui e a tutti i suoi collaboratori i miei migliori auguri».

Hanno parlato di Fabio come un esempio anche gli altri due allenatori professionisti ravennati presenti in municipio per l’occasione, Davide Ballardini e Andrea Mandorlini. Il primo ha rivelato di essere diventato amico di Fabio al mare, dove ha conosciuto anche moglie e i suoi due bambini («Lui incarna tante belle cose dello sport – ha detto Ballardini –, la tenacia e il rispetto delle regole in primis»), Mandorlini invece ha ricordato anche i suoi primi passi calcistici proprio al Low Street, prima poi di arrivare a vincere anche uno scudetto con l’Inter e di allenare in serie A.

Tra il folto pubblico in municipio (in rappresentanza dell’Amministrazione ha preso la parola l’assessore allo Sport Roberto Fagnani) tanti addetti ai lavori e semplici amici di Fabio, passati anche solo per fargli un saluto.

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