La “strategia” del centrodestra ravennate

 

Camera Ardente Matteucci Donati Ancarani

Filippo Donati e Alberto Ancarani, alla camera ardente allestita in Comune per la morte dell’ex sindaco Matteucci, nel febbraio del 2020

Hanno avuto cinque anni di tempo per studiare la strategia, trovare una linea comune, preparare un candidato credibile, magari uno solo.

Ma sono arrivati all’inizio del 2021 senza uno straccio d’idea (o almeno riuscendo a nasconderla molto bene), limitandosi a sperare che la pandemia potesse far slittare le elezioni all’autunno. Con questo ottimo risultato in saccoccia, ora il centrodestra ravennate, a circa sei mesi dalle Amministrative, si presenta con una lista che è già andata da sola (La Pigna) con il proprio candidato sindaco (Veronica Verlicchi) e il resto della coalizione che non è riuscito a fare di meglio che fare uscire sui giornali il nome di un candidato sindaco (Filippo Donati, tra l’altro cinque anni fa tra i papabili invece per il Movimento 5 Stelle) per poi scazzarsi pubblicamente su quello stesso nome, con la speranza ora che perlomeno Alberto Ancarani vada fino in fondo e si candidi a sindaco da solo per Forza Italia.
Aspettando che dica la sua anche Alvaro Ancisi, non credete?

Se poi ri-vince De Pascale, diranno naturalmente che la colpa è dei ravennati, che non cambiano mai…

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