Quel lavoro che ci serve e mancherà

Garofani Primo MaggioBuon 1° Maggio a tutti i lavoratori che hanno ricominciato in questi giorni, ai tanti che ricominceranno da lunedì, e a quelli che hanno sempre continuato a farlo da casa, nonostante in molti sia da ormai un paio di mesi che vanno avanti senza stipendio, con i bonus e i compensi da cassa integrazione che non sono mai arrivati. Sperando.

Un pensiero speciale e un infinito grazie va a tutti quelli che non hanno mai smesso di impegnarsi con tenacia per curarci e salvarci la vita, e fornirci quei beni e i servizi essenziali per poter vivere nell’isolamento.

Ma questa festa – e in un certo senso c’è ben poco da festeggiare – va dedicata soprattutto a chi il lavoro l’ha gia perso, rischia di perderlo o di scoprire decurtati, dimezzati o ridotti al lumicino salari e guadagni professionali o da impresa.
E non può essere solo un incoraggiamento (che tutto andrà bene…) o una solidarietà di facciata, ma un gigantesco sforzo collettivo a sostenere, collaborare, incentivare, includere con qualsiasi forma di ausilio, chi sembra destinato nei prossimi mesi, forse anni, a non farcela e ad essere emarginato dalla vita lavorativa e sociale.
Le comunità e l’intero Paese non possono permettersi, egoisticamente, una deriva delle diseguaglianze generate dalla mancanza di intraprendenza e di lavoro. Anche perché in uno scenario del genere, circondato dal disagio, chi è garantito oggi potrebbe non esserlo più domani.

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