sabato
10 Ottobre 2026
Rubrica L'osservatorio

La farsa dei provvedimenti antismog

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E come ogni anno sono arrivate le terribili limitazioni che, per fortuna, ci permettono di mantenere l’aria pulita in Emilia-Romagna e di vivere così ancora a lungo. Da quest’anno sarebbe dovuto partire il blocco della circolazione per i Diesel Euro 5, già rinviato di un anno. Il provvedimento, però, era piuttosto fastidioso per i proprietari di Diesel Euro 5, pensa un po’ e così la Regione, con un atto di grande coraggio, ha deciso di rinviare nuovamente il blocco.

Ma attenzione: mica gratis. In cambio ci sono alcune misure compensative che dovrebbero garantire una riduzione delle emissioni addirittura superiore, ci hanno detto. La prima consiste nel posticipare al 1° novembre l’accensione degli impianti di riscaldamento civili. Prima del 1° novembre, comunque, se avete freddo potete tranquillamente accendere. Tanto non se ne accorge nessuno. Le altre due misure scatteranno invece soltanto in caso di emergenza. E già questo è meraviglioso, perché se l’obiettivo delle misure è evitare l’emergenza, una misura che scatta quando l’emergenza è già arrivata è un po’ come mettere l’ombrello quando ha già smesso di piovere. Ma andiamo avanti. In caso di emergenza, dicevamo, scatterà la limitazione dell’uso degli impianti di riscaldamento a biomassa fino a 4 stelle comprese. Problema numero uno: in pochi sanno esattamente cosa sia un impianto di riscaldamento a biomassa. Problema numero due: chi ce l’ha spesso non sa di averlo. Problema numero tre: ammesso che lo sappia, non è detto che sappia quante stelle abbia. Problema numero quattro: ammesso che lo sappia, dovrebbe anche controllare se c’è l’emergenza. A quel punto, insomma, tanto vale tenere acceso il camino e sperare nel meglio. La terza misura alternativa che ci permette di rinviare lo stop agli Euro 5 sarà anch’essa in vigore in caso di emergenza e prevede la modifica degli orari di limitazione del traffico per i veicoli diesel fino a Euro 5: dalle 8 alle 19, anziché dalle 8.30 alle 18.30 come in passato. In pratica si comincerà mezz’ora prima e si finirà mezz’ora dopo a fare esattamente la stessa cosa di prima: niente. Che tanto non controlla nessuno.

Restano poi confermate le misure strutturali, valide per tutti i Comuni, tra cui i 19 gradi di riscaldamento al massimo per case, uffici, attività ricreative e di culto. Ma tranquilli, come dicevo prima, anche in questo caso nessuno controlla. Per mantenere pulita la nostra aria, però, il divieto fondamentale è quello di “combustione all’aperto a scopo di intrattenimento”: anche quest’anno, insomma, niente fuochi d’artificio in giardino, fatevene una ragione. È per il nostro bene.

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