Futura casa di riposo ancora vuota dopo dieci anni. Ancisi chiede chiarimenti

L’immobile fu un lascito di Maria Fabbri. Da due anni sono stati conclusi i lavori, ma manca il regolamento di accesso e gestione

Casariposo

Futura residenza sociale per anziani Adolfo e Maria Fabbri

Alvaro Ancisi di LpRa torna a chiedere conto alla Giunta comunale della futura residenza sociale per anziani Adolfo e Maria Fabbri, ricostruendone la lunga vicenda. Scrive infatti il consigliere di opposizione: “Già nel novembre 2007 il Comune di Ravenna acquisì ed incamerò i beni ricevuti in eredità dalla signora Maria Fabbri. Il lascito comprendeva: la casa della donatrice, 12 vani e un parco-giardino situati in via Circonvallazione alla Rotonda dei Goti a fianco del supermercato Eurospin, da trasformare per testamento in una casa di riposo per anziani; una somma di 1.156.802 euro, ricavata dalla vendita di titoli bancari, finanziari ed assicurativi; un mobilio del valore di 4.049 euro; strumenti musicali per 9.800 euro. Il Comune valutò che la somma liquida era sufficiente non solo per ristrutturare la casa, ma per ampliarla, potendo così accogliere 26 anziani. Il consiglio comunale espresse un forte apprezzamento per tanta generosità, prendendo atto che, attraverso questa donazione, Maria Fabbri aveva anche voluto onorare la memoria del marito, il violoncellista Adolfo Fantini, ex allievo e insegnante dell’istituto superiore di studi musicali Giuseppe Verdi di Ravenna. Lo conferma il testamento olografo: “Lascio la mia proprietà di detti miei beni al Comune di Ravenna…con la raccomandazione che detta casa di riposo ed attrezzature siano dedicate al nome mio e di mio marito Adolfo Fantini”.” Tuttavia, riporta Ancisi, l’immobile fu poi abbandonato al degrado, tanto da spingere il consigliere a scrivere una prima interrogazione al sindaco il 12 dicembre 2010 e una seconda il 14 marzo 2012, a cui l’assessore ai Servizi sociali rispose che i lavori sarebbero iniziati nel 2013 e che la nuova casa di riposo sarebbe stata completata e arredata entro dicembre 2014. In realtà i lavori  si sono conclusi nell’ottobre 2015. “Da allora, la nuova residenza per anziani si mostra però, agli stessi occhi dei clienti dell’Eurospin, chiusa e disabitata. Il consiglio comunale, a cui spetta approvare il regolamento della struttura, atto indispensabile per procedere al suo utilizzo, non ne sa niente. Sono passati 10 anni da quanto il Comune ricevette l’eredità. In un’amministrazione minimamente efficiente ne sarebbero bastati due. Non è stato per colpa del governo o del patto di stabilità imposto dall’Unione Europea. C’era l’immobile, c’erano i soldi, c’era la necessità di posti letto per anziani. Non dovendo aggiungere altro, mi limito a chiedere se e quando la Giunta comunale intende sottoporre al Consiglio comunale almeno una bozza del regolamento di accesso e di gestione della futura residenza sociale per anziani Adolfo e Maria Fabbri.”

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