A Faenza torna “Cultura Impresa Festival”, con esempi d’eccellenza e buone pratiche

Cs Stampa

Uno scatto dalla conferenza stampa di presentazione del festival a Faenza

Venerdì 13 e sabato 14 ottobre, Cultura Impresa festival sarà al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza  e alla biblioteca Manfrediana.  Si tratta di un’iniziativa organizzata dalla Cooperativa di Cultura Popolare di Faenza e promossa da FederCultura di Confcooperative.

Il festival, dopo aver partecipato al Salone Internazionale del Libro di Torino lo scorso maggio, ha aperto la tradizionale riflessione autunnale organizzando la prima Summer School a Forlì, una due giorni di alta formazione dedicata agli imprenditori culturali, proseguendo poi con un appuntamento alla biblioteca San Giorgio di Pistoia all’interno delle iniziative per la Capitale italiana della cultura 2017 (Cultura per coltivare comunità) e con la giornata di lavoro all’Accademia Albertina di Torino (Cultura è… innovazione, territorio, futuro) venerdì scorso.

“Nuove politiche culturali, nuovi modelli organizzativi, innovativi e sostenibili” è il titolo di questa due giorni che sarà un’occasione per affrontare, senza riflessioni teoriche, ma con esempi d’eccellenza e buone pratiche, i temi della formazione alla cultura, dell’audience development, del rapporto con la tecnologia.

«Crediamo ci siano, a livello nazionale – afferma Chiara Laghi, presidente della Cooperativa di Cultura Popolare – delle eccellenze che, in vari settori, stanno apportando un contributo molto concreto al dibattito nazionale sia per quanto riguarda l’impresa culturale nel suo complesso che per quanto riguarda le politiche culturali, anche locali. Per questo in questa quarta edizione abbiamo deciso di raccontarle».

Sono tre i momenti del festival. Si aprono i lavori venerdì 13 pomeriggio alle 14 e fino alle 17 si parlerà di “Un’altra scuola è possibile? Cultura, innovazione e nuovi modelli che cambiano la formazione”, dopo i saluti istituzionali ai quali sarà presente anche la vice Presidente della Commissione Cultura della Regione Emilia Romagna, la riflessione prosegue con la presentazione di casi d’eccellenza, dall’istituto San Giorgio tra le scuole italiane vincitrici del premio Change Maker School 2017, la Scuola del fallimento di PlayRes, un’esperienza che insegna ad imparare dagli errori, la Non scuola del Teatro delle Albe, un progetto di formazione fuori dagli schemi da oltre 25 anni, la cooperativa LAMS di Matera vincitrice quest’anno del riconoscimento SIAE S’Illumina  e altri.

Sabato mattina un appuntamento tutto dedicato al pubblico più piccolo (0-6 anni) “Ooh! È nato un nuovo pubblico! Come coinvolgere i bambini fin dalla nascita nelle politiche culturali”, anche in questo caso esperienze di eccellenza aiuteranno a capire meglio come costruire politiche culturali che, proprio partendo dai nuovi cittadini, riescano a formare una nuova capacità di fruizione del prodotto culturale. Ospiti, tra gli altri, gli ideatori dello spazio Maxi Ooh! del Muse di Trento, il progetto Re Mida di Reggio Children, Nati per leggere, Intrecci teatrali di Varese.
L’appuntamento è alle 10.30 nello Spazio Giovani della Biblioteca Manfrediana, alle 12 letture per i più piccoli a cura dei volontari di Nati per leggere.

Il festival si chiude con un approfondimento sul rapporto tra tecnologia, innovazione e cultura “Una cultura hi-tech: quando la cultura incontra la tecnologia nasce innovazione”. Dalle 14.30 al Mic interverranno Zeranta Edutainment di Roma – che tra i progetti innovativi in campo formativo e di didattica museale ha realizzato i percorsi e le audio guide all’interno di Love, la mostra che a Roma è riuscita non solo ad avere un enorme successo di pubblico, ma è l’unico caso in Italia in cui il pubblico era costituito prevalentemente da giovani e adolescenti – Fabio Viola, uno tra i maggiori esperti di gamification in Italia; la piattaforma ITC Sacher di Bologna per la mappatura dei Beni Culturali e Matteo Dispenza, Ceo della società Libre e co-fondatore di Jobonobo.