Igor, tonnellate di droga, l’incubo spaccate: un anno di cronaca nera in provincia

I principali avvenimenti del Ravennate nell’anno che si sta chiudendo, finora senza omicidi per la prima volta dopo sei anni. Le accuse a Norbert Feher per l’assassinio del metronotte a Savio, il decesso del 18enne a Lugo abbandonato in auto dagli amici dopo una notte di sballo, la presunta violenza sessuale filmata su una 18enne ubriaca

Igor

La prima foto di Igor dopo l’arresto, pubblicata dal sito Wikilao

Ora che è stato arrestato, in Aragona grazie a un blitz delle forze dell’ordine spagnole dopo un triplice omicidio, si potrà forse chiarire una volta per tutte se il serbo Norbert Feher, alias il russo Igor Vaclavic (nome e nazionalità fasulli utilizzati in passato), sia il killer del metronotte Salvatore Chianese, ammazzato a Savio il 30 dicembre del 2015. L’arresto del criminale – in fuga dall’Italia dove era ricercato per gli omicidi di un barista e di una guardia ecologica volontaria lo scorso aprile tra Budrio e Portomaggiore e fortemente sospettato per l’episodio ravennate – è l’evento di cronaca nera più significativo dell’anno anche per la provincia di Ravenna in un anno in cui non si sono registrati omicidi volontari (fino al momento di andare in stampa, è bene precisarlo). I due delitti che gli vengono attribuiti sono avvenuti poche spanne fuori dai confini della nostra provincia e in primavera anche il comando provinciale dei carabinieri di Ravenna ha partecipato alla caccia all’uomo, ingrossando la schiera di chi di fatto è stato preso in giro da un uomo solo in fuga.

SpaccataMa la parte finale del 2017 ha riservato anche altri accadimenti significativi per le pagine di nera della cronaca locale. Da novembre in poi, ad esempio, si sta assitendo a un martellamento di spaccate e furti notturni in attività commerciali di ogni tipo, nessuno escluso. Bar, supermercati, negozi, aziende, in pieno centro o alle porte della città non fa alcuna differenza per i criminali: in alcuni casi i malviventi agiscono senza fare rumore scassinando le serrature con attrezzature da professionisti, in altri vanno poco per il sottile e sfondano vetrate e porte con auto come arieti, con rastrelliere da bici o tombini. Alcune attività hanno dovuto addirittura subire l’onta del secondo furto a distanza di pochi giorni. I carabinieri hanno eseguito alcuni arresti e denunce (sette in tutto), sospettando di aver trovato alcuni componenti delle bande.

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RAVENNA 20/11/2017. CARABINIERI, CONFERENZA PER MAXI SEQUESTRO DI DROGAIl 10 novembre passerà alla memoria invece come il giorno del più grande sequestro di droga nel nostro territorio: 25 quintali di roba tra hashish a marijuana. Oltre che per la quantità, mai vista tutta in una volta a queste latitudini, l’operazione dei carabinieri sconvolge per alcuni dettagli di contorno. La droga era su un furgone, caricato sulla spiaggia di Lido di Classe dopo uno sbarco dal mare con una piccola imbarcazione che ha verosimilmente raggiunto la costa dai Balcani. Durante le ricerche di un fuggitivo dal veicolo dopo il fermo, una pattuglia dei carabinieri si è imbattuta in una coppia di uomini di cui uno si è dichiarato carabiniere e ha sfoderato una pistola rubata finendo per sparare un colpo che non ha raggiunto nessuno durante una colluttazione. Si trattava in effetti di un carabiniere, poi arrestato a fine novembre e ritenuto collegato allo sbarco di droga.

Andando a ritroso nel tempo si trova una vicenda piuttosto controversa su un tema di grande attualità, la violenza sulle donne. A fine ottobre la squadra mobile ha arrestato due giovani, un romeno di 27 anni e un 26enne italiano di origini senegalesi, con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una 18enne talmente ubriaca da non potersi reggere in piedi. I due sono accusati in concorso ma solo uno dei due ha fatto sesso con la giovane, l’altro nel frattempo li filmava con un telefonino. Il rapporto e il filmato non sono smentiti dagli accusati ma i loro avvocati sostengono che la ragazza fosse consenziente. I giudici di Ravenna hanno accolto la tesi dell’accusa, i giudici del Riesame di Bologna dopo aver visionato i video sul telefonino di uno degli arrestati hanno ritenuto anche alcuni elementi mostrino la consensualità della 18enne e quindi hanno scarcerato i due. Al momento l’indagine prosegue con l’iscrizione nel registro degli indagati di un’amica della vittima che si trovava nell’appartamento del centro di Ravenna, di proprietà di un terzo ragazzo, quando è avvenuto il presunto abuso.

Tra i fascicoli aperti in procura troviamo anche quello su un bando pubblico affidato dal Comune di Ravenna allo studio Giaccardi per un’analisi della reputazione dei lidi. Il vincitore del bando non è indagato ma lo sono tre persone che si sono occupate dell’aggiudicazione: secondo gli inquirenti avrebbero volutamente ignorato la mancanza di un requisito che il concorrente aveva correttamente dichiarato. La vicenda ha scosso i corridoi di Palazzo Merlato perché quando si aprì il bando, la consigliere comunale del movimento Cambierà inviò una mail con posta cerficata con il nome di chi secondo lei avrebbe poi vinto e la previsione fu confermata. Ne nacque un esposto che segnalava la coincidenza fra il nome di chi aveva vinto il bando e uno di quelli nell’elenco delle cento imprese che in campagna elettorale avevano sottoscritto il manifesto per il turismo proposto dal condidato del centro sinistra, e ora sindaco, Michele de Pascale.

A marzo il salotto buono di Milano Marittima è stato violato da un commando armato con un’azione degna dei film polizieschi più crudi: con due auto rubate hanno tentato di abbattere la vetrina di due gioiellerie senza riuscirci e dopo i tentativi andati a vuoto hanno rinunciato al bottino e sono fuggiti. Diversa sorte è toccata invece all’ex calciatore Marco Di Vaio in vacanza a giugno con la famiglia sulla costa cervese: in strada gli è stato rubato un orologio da 40mila euro.

RAVENNA 16/09/2017. INCIDENTE A LIDO ADRIANO, MORTI DUE POLIZIOTTISono stati giorni di lutto quelli di settembre quando in tanti hanno pianto per la morte di due poliziotti in servizio alla questura. Pietro Pezzi e Nicoletta Missiroli hanno perso la vita in un incidente stradale durante un turno di servizio. La loro pattuglia è finita fuori strada colpendo il tronco di un albero a Lido Adriano mentre a sirene spiegate era diretti a un campeggio per sedare una lite in corso.

C’è poi una vicenda legata al consumo di droga che vede il decesso di un 18enne. Matteo Ballardini, studente di Lugo, è stato trovato morto all’interno della sua auto in un parcheggio il 12 aprile. Il ragazzo sedeva sul lato passeggero senza vita. Per quel decesso sono indagati cinque giovani: sono le ultime persone che l’hanno visto vivo, le persone con cui Ballardini ha avuto contatti durante la serata precedente in cui è uscito in loro compagnia per una serata di sballo a base di alcol e droga. Secondo la procura i compagni di baldoria lo avrebbero mollato in auto quando già stava male andandosene a casa senza chiedere aiuto.

Vicenda inquietante ma per altri versi è invece quella emersa a luglio. Un’operazione antimafia partita da Napoli ha portato al sequestro di un’intera palazzina a Russi e all’arresto di un bancario faentino che lavorava per la Cassa di Risparmio di Ravenna. I magistrati campani sono convinti che gli immobili siano di proprietà di una società collegata alla mafia e il bancario fosse un riferimento dei clan proprio per investimenti e operazioni finanziarie. Non meno importante l’operazione antimafia Malavigna di fine anno, condotta dalla Dia con la collaborazione locale del comando provinciale della guardia di finanza, conclusa con sette arresti tra cui quello di un noto imprenditore del vino.

A tre giorni dalla conclusione dell’anno, il 2017 in provincia di Ravenna non ha visto alcun omicidio volontario commesso. Si tratterebbe della prima volta che accade da diverso tempo a questa parte: dal 2011 in poi infatti c’è stato almeno un assassinio all’anno. Nel 2016 due casi: Giulia Ballestri e il 57enne Ugo Tani, cuoco assassinato a Savio dal giovane amante a colpi di mannaia. Nel 2015 il numero più alto: sei episodi. Il 30 dicembre il metronotte Salvatore Chianese ucciso in una cava a Savio, il 12 settembre l’ambulante abusivo Mor Seye a Casal Borsetti (questi due attualmente sono irrisolti), in agosto a Faenza morì Andrey Goncharov, colpito da un colpo di pistola sparato da un amico che stava giocando con un’arma rubata, in luglio un’anziano uccide la moglie Rosa Bassani a Lugo senza saper dire perché lo fece, a maggio un ex vigilante uccise la moglie Paola Fabbri e poi si uccise a Savio, in aprile Maria Pia Rossini uccisa dal figlio Secondo Merendi.

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