Il Comune ha pagato 85mila euro per avere la partenza della tappa del Giro d’Italia

Per l’ottava volta in 102 anni di storia della corsa rosa, Ravenna ospita il via di una frazione: il 21 maggio da piazza del Popolo poi 35 km in provincia prima di entrare nel Bolognese. Quel giorno scuole chiuse. Alcuni dei protagonisti arriveranno in città il giorno prima in cui il calendario prevede un riposo

Cassani

Davide Cassani di Solarolo è uno dei ciclisti ravennati che hanno preso parte al Giro e ora è ct della Nazionale

Per ospitare la partenza di una tappa del Giro d’Italia il Comune di Ravenna ha pagato 85.400 euro agli organizzatori della corsa ciclistica. La cifra è stata resa nota dall’assessora al Bilancio, Valentina Morigi, nella seduta del consiglio comunale del 30 aprile scorso quando ha comunicato il prelevamento dal fondo di riserva per coprire la spesa della convenzione con la società Rcs che pubblica la Gazzetta dello Sport e organizza la gara dal 1909.

Nella delibera della giunta del 19 marzo scorso si leggono queste motivazioni alla base dell’accordo tra le parti: «Il Giro d’Italia è una manifestazione sportiva che per le sue caratteristiche valorizza i contenuti paesaggistici, turistici, culturali e di costume del uogo, in quanto il ciclismo è uno sport popolare fortemente radicato nel tessuto sociale e divulgatore di valori non solo sportivi. Rappresenta una opportunità unica per valorizzare il territorio comunale, il quale potrà beneficiare di grandi flussi turistici attraendo segmenti di visitatori di vario tipo. È quindi un evento di rilevanza globale importante dal punto di vista sportivo ma anche per l’economia del territorio che lo ospita». L’assessora Morigi ha ricordato qualche numero della copertura mediatica riservata all’evento per dare la dimensione dell’auspicato ritorno di visibilità: 200 televisioni per un’audience potenziale di 800 milioni, 10 milioni di persone sulle strade, 2.500 giornalisti accreditati, 100 ore di trasmissione tv.

Ravenna Panini Giro

La decima tappa della corsa rosa partirà da piazza del Popolo martedì 21 maggio alle 13.45. Per ragioni logistiche e di viabilità, come riportato da Il Corriere Romagna, per quella giornata il Comune ha deciso di disporre la chiusura di alcune scuole in città: tutte le superiori, le medie e le elementari all’interno della zona rossa, quella del centro maggiormente coinvolta dall’evento. Al momento Palazzo Merlato non ha ancora comunicato l’elenco degli istituti interessati. La frazione arriverà a Modena dopo 147 km. Poco meno dei primi 35 si snoderanno su strade della provincia di Ravenna: dal salotto buono del centro la carovana si dirigerà verso San Marco per poi toccare Godo, Bagnacavallo, Lugo, Sant’Agata sul Santerno, Massa Lombarda ed entrare nella provincia di Bologna.

Il programma della manifestazione prevede per il 19 maggio la tappa Riccione-San Marino e poi un giorno di riposo per il 20 maggio. Questo farà sì che le iniziative collaterali a Ravenna cominceranno già il giorno prima della partenza, quando alcune squadre e staff si avvicineranno alla città dei mosaici per riprendere poi a pedalare. E allora ci siamo chiesti quale sia la ricaduta del passaggio sui principali albergi in città, per dimensione o posizione. Il Grand Hotel Mattei, quattro stelle con 124 camere al quartiere ex Anic, registra circa un 40 percento di occupazione dovuta alla corsa. Meglio è andata al Cube, altro quattro stelle a Fornace Zarattini con circa 80 camere: tutto esaurito con due squadre alloggiate. L’Nh al quartiere stazione invece dice di essere tutto esaurito ma lo sarebbe stato a prescindere dal Giro. Byron e Bisanzio, in pieno centro, non hanno prenotazioni per il giro. Filippo Donati, titolare del Diana e presidente regionale di Asshotel, ipotizza che il grosso delle prenotazioni sia concentrato tra Cervia e Riccione nelle strutture di fascia più elevata.

 

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