Sea Watch, striscione “Con la capitana Carola” al balcone della Casa delle Donne

L’associazione femminista contribuisce alla raccolta fondi per le spese legali della comandante Rackete al timone della nave di una Ong con 40 profughi a bordo al largo di Lampedusa. La penna del disegnatore ravennate Costantini omaggia la 31enne

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La vignetta di Gianluca Costantini per Carola Rackete

La Casa delle Donne di Ravenna ha esposto al balcone della sua sede in via Maggiore uno striscione con scritto “Con la capitana Carola” per testimoniare la propria vicinanza alla comandante Carola Rackete della nave di una Ong con 40 profughi a bordo al centro della nota vicenda che si sta trascinando dal 12 giugno nelle acque al largo di Lampedusa. La Casa delle Donne fa sapere che contribuirà con una donazione alla raccolta fondi per far fronte alle spese legali che la Sea Watch 3 dovrà sostenere. «Siamo profondamente grate alla giovane e coraggiosa Carola Rackete, capitana della nave Sea Watch 3 perché dà a tutte e tutti noi una testimonianza straordinaria della forza dei valori dell’umanità coniugati ai valori del diritto».

All’imbarcazione è stato negato il permesso di entrare in porto a Lampedusa per sbarcare i migranti. La 31enne capitana è indagata per favoreggiamento e violazione dell’articolo 1099 del codice della navigazione, contestato al comandante che non obbedisca all’ordine di una nave da guerra nazionale, dopo aver ignorato l’alt di una motovedetta della guardia di finanza ed essere entrata nel pomeriggio del 26 giugno in acque territoriali italiane con l’intenzione, poi non portata a termine, di attraccare.

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«La Capitana – scrive l’associazione femminista – come Antigone 2500 anni fa, ha disobbedito alla legge di un potere maschile arrogante, cinico e disumano per obbedire a una legge superiore, iscritta nella natura dell’essere umano, peraltro recepita dalla civiltà giuridica moderna. Consapevole delle gravi sanzioni a cui va incontro, la Capitana ha compiuto un atto nonviolento di obbedienza al diritto che fa emergere l’illegalità del divieto strumentale alle navi delle Ong di salvare vite in mare».

Da Ravenna una stoccata al ministro dell’Interno: «Ci riconosciamo nel linguaggio di senso, semplice e chiaro di questa giovane donna che sa di essere nel giusto a fronte del linguaggio violento, vendicativo, sprezzante del Creonte italiano che sbeffeggia una donna salda al timone da settimane che ha come priorità quella di far sbarcare 42 persone salvate in mare».

Anche il disegnatore ravenante Gianluca Costantini, storico collaboratore di Ravenna&Dintorni con la rubrica/blog “Tutto d’un tratto”, ha appoggiato la battaglia di Rackete con la sua penne in una vignetta pubblicata su Facebook. Costantini denuncia anche un piccolo caso contro il social di Zuckerberg: «Hanno bloccato la mia promozione su un post su Sea Watch. Norme della Comunità Europea. Mi hanno chiesto la carta d’identità. Ma non è bastato. Sarà una coincidenza che il disegno parli di Sea Watch?».

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