Terremoto in Albania, il dramma vissuto da Ravenna: «Mia sorella dorme in giardino»

Tre albanesi trapiantati in città raccontano le vicende di parenti e conoscenti colpiti dal sisma

Terremoto Albania 2Sono scossi e comprensibilmente preoccupati gli albanesi a Ravenna che hanno parenti e conoscenti nella zona di Durazzo colpita dal terremoto ieri, 26 novembre. Nella notte la città, poco distante dall’epicentro del sisma, è stata svegliata da una scossa di magnitudo 6.4 che ha  fatto crollare molte case, causando centinaia di feriti e 27 vittime, numero che è desitato ad aumentare nelle prossime ore.

Mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie, con il sostegno di unità speciali provenienti dai paesi limitrofi, tra cui l’Italia, gli sfollati cercano riparo da parenti e amici o confluiscono verso lo stadio della città, dove sono state allestite delle tende. Ma la paura continua, come ci racconta Mimoza Felahi che a Ravenna gestisce una casa famiglia per anziani: «A Durazzo ho una sorella e un fratello. Per fortuna stanno tutti bene ma la casa in cui vive mia sorella ha subito dei danni e hanno dovuto evacuarla, si teme possa crollare con le prossime scosse. Adesso dorme in giardino, vive in continuo stato di allerta». Una sorte differente è toccata invece ad altri edifici della città, costruiti in una zona bonificata dal governo in cui in passato si estendeva una palude: «In quell’area una palazzina è stata inghiottita dal terreno, due piani sono rimasti schiacciati e da sotto le macerie si sentivano le urla dei feriti». Su Facebook Mimoza ha raccontato il panico vissuto in diretta mentre era al telefono con la sorella e dall’altra parte la terra tremava.

Racconti drammatici che hanno raggiunto anche Edlira Sherifi, a Ravenna ormai da anni: «Mia sorella vive a Durazzo con la famiglia, in un palazzo di sette piani. Per fortuna è riuscita a evacuare in tempo e a trovare riparo a casa della suocera. Mio fratello, che vive a Vicenza, ha saputo da amici che due anziani, colti dal panico, si sono gettati dal balcone. Sono stati ricoverati d’urgenza all’ospedale».

«A Thumana, un villaggio vicino a Durazzo – ci racconta Miranda Kalefi, impiegata all’anagrafe di Cervia Informa –, ci sono moltissimi dispersi e quelli che sono sopravvissuti non vogliono andarsene. Io ho un fratello e dei parenti a Kavaje, un altro paese molto vicino a Durazzo. Martedì notte, alle 2, hanno avvertito una scossa e sono andati a dormire al pianterreno. Per fortuna lì non ci sono stati danni».

Il sollievo per i cari si mescola però alla consapevolezza delle tante persone che hanno perso tutto, e di una città che non esiste più: «Quasi tutti i palazzi sono evacuati e le persone vivono di fortuna, nelle macchine e dai parenti – conclude Mimoza –. Durazzo è diventata una città fantasma».

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