Incendio Atim: capannone non fruibile, analisi sulle acque di spegnimento nei fossi

L’edificio in via Proventa è della Antarex ma in affitto a una ditta che distribuisce arredamenti e macchine per uffici. Nella notte realizzato un argine per contenere gli scoli nel canale consorziale: i liquami verranno aspirati e bonificati

17Il nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco di Bologna definisce “non fruibile” il capannone in via Proventa a Faenza dove nella notte tra il 26 e il 27 gennaio si è sviluppato un vasto incendio che ha distrutto tutte le attrezzature e la merce stoccata. L’edificio è di proprietà della ditta Antarex che progetta e realizza macchinari per la ristorazione professionale come si vede dalle insegne sulla facciata, ma risulta in affitto alla Atim, società che tratta arredamenti e macchine per uffici. Il capannone non risulta pericolante ma, visto anche l’ammasso di materiale carbonizzato all’interno, soprattutto fotocopiatrici e stampanti, necessità di operazioni di bonifica.

Gli stessi tecnici dei vigili del fuoco, nel sopralluogo svolto nella giornata odierna, hanno cercato di raccogliere elementi utili per individuare le cause dell’innesco. Sul posto anche la polizia: nessuna ipotesi è esclusa per il momento.

2I laboratori Arpae di Ravenna dovranno completare le analisi sui campioni delle acque di spegnimento. Attraverso la rete fognaria, le acque sono confluite in un canale consorziale adiacente all’autostrada A14. In accordo con Comune di Faenza e Consorzio di bonifica della Romagna occidentale, è stato realizzato un argine di sbarramento in terra per contenerle e confinarle. Nella mattinata di oggi sono state compiute ulteriori indagini nel tratto del fosso interessato e si è posizionato un altro argine di sbarramento. Sono stati quindi prelevati ulteriori campioni e svolte alcune operazioni di aspirazione delle acque di spegnimento con autobotti. Le condizioni di siccità prolungata hanno fatto sì che nel canale consorziale fossero presenti in modo prioritario le sole acque di spegnimento; ciò dovrebbe facilitare le operazioni di pulizia del tratto interessato e l’invio a trattamento in impianti idonei.

Sono state effettuate alcune misure per la presenza in aria di acido cloridrico, ammoniaca, acido cianidrico, cloro e monossido di carbonio con fialette colorimetriche, e accertamenti sulle sostanze organiche volatili con strumentazione portatile, nelle vicinanze del capannone e in un altro punto sotto vento, senza rilevare concentrazioni significative. Vista la breve durata dell’evento, non è stato ritenuto necessario posizionare campionatori per il rilievo di microinquinanti organici.

9Il Consorzio di Bonifica specifica che l’area interessata ricade nel bacino scolante del canale Fiume Vetro, affluente della Cantrighella di Merlaschio, a sua volta affluente del collettore Fosso Vecchio, «canale che svolge un’importante funzione accessoria di vettore irriguo, oltre che di bonifica idraulica». La rete scolante consorziale è in comunicazione con il mare Adriatico attraverso il collettore generale Canale di bonifica in destra di Reno che sfocia a Casalborsetti. «Se non si fosse intervenuti con la massima tempestività – si legge in una nota diffusa dal Consorzio –, si sarebbero potuti avere effetti devastanti per l’ambiente e l’agricoltura in un’area estesa a tutto il territorio di pianura, costa compresa».

Sul posto è intervenuto anche l’assessore comunale con delega All’ambiente, Luca Ortolani. I tecnici del Comune domani effettueranno i prelievi per sottoporre le acquee alle analisi e al più presto si procederà allo smaltimento di quelle restanti.

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