Il reporter di guerra: «Il Generale Inverno può aiutare la pace in Ucraina»

Fausto Biloslavo da 40 anni racconta i conflitti a tutte le latitudini del mondo e ha trascorso cento giorni nel Paese invaso dai russi: «Ho visto soldati scriversi il nome su braccia e gambe per recuperare i pezzi dopo una bomba». Il 19 novembre sarà al teatro Alighieri per ricevere il premio Guidarello alla carriera

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Fausto Biloslavo sul fronte del Donbass in Ucraina. Sullo sfondo un Bm21 pronto al fuoco

L’Ucraina è solo l’ultimo teatro di guerra coperto da Fausto Biloslavo. Il giornalista cominciò nel 1981 a Beirut e ora ha passato cento giorni nello Stato invaso dai russi, raccontando il conflitto per Mediaset e Il Giornale. Il reporter è uno dei premiati del Guidarello 2022 e lo abbiamo intervistato.

Cominciamo dai fatti più recenti. Il ritiro dei russi da Kherson apre una nuova fase della guerra?
«Mosca ha scelto di salvare 30mila soldati ed è un successo per l’Ucraina. Fonti attendibili dicono che sia un segnale di disponibilità a negoziare una via d’uscita. Ma a questo punto sono gli ucraini che non vogliono sentir parlare di negoziati perché sono in piena controffensiva e la propaganda sta addirittura cominciando a parlare di liberare la Crimea».

Razzi GRad Fronte Del Donbass

Razzi Grad in Donbass. Foto scattata da Fausto Biloslavo, premio Guidarello 2022 alla carriera per la copertura dei più importanti conflitti del mondo

Una pace è possibile?
«Sarà decisiva la collaborazione del Generale Inverno. Il freddo e il fango rallenteranno le operazioni. Questo è il momento buono per mettere i contendenti allo stesso tavolo, con la mediazione americana. Se non si farà nulla in questo inverno temo che in occasione del primo anniversario dell’invasione assisteremo a una ripresa più aspra che mai con la Russia che potrà mettere in campo 300mila riservisti».

Tocca agli Stati Uniti il ruolo di paciere?
«L’Europa con la E maiuscola non c’è e abbiamo demandato il ruolo al sultano Erdogan. E pensare che ora ci sarebbe un mediatore capace: Mario Draghi è portato su un palmo di mano dall’Ue, gli ucraini non possono dirgli di no e Putin non può permettersi di sbattere la porta in faccia a nessuno. La forza della trattiva dell’Europa è proprio data dal suo ruolo di fornitore di armi».

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Kharkiv, Ucraina. Foto scattata da Fausto Biloslavo, premiato con il Guidarello 2022 alla carriera

Nei cento giorni passati in Ucraina, quali sono state le scene più forti a cui si è trovato davanti?
«Sono state molte. L’8 aprile sono arrivato alla stazione ferroviaria di Kramatorsk dieci minuti dopo che un missile aveva fatto una strage di 60 civili, soprattutto donne e bambini. Sono stato in trincea con i soldati che tiravano a sorte per stabilire chi doveva essere in prima linea sapendo che quelli, nella migliore delle ipotesi, sarebbero stati feriti e si scrivevano i nomi con il pennarello sulla mimetica sulle gambe e sulle braccia con la speranza che in caso di esplosioni si potessero mettere insieme i pezzi dei loro corpi».

Inviato di guerra da quarant’anni. Quali sono le caratteristiche di questa guerra che la differenziano dalle altre?
«Si combatte nel cuore dell’Europa, non siamo a latitudini lontane dal mondo occidentale, e non c’è uno scontro fra tribù ma si fronteggiano due eserciti di cui uno di una super potenza mondiale. Si combatte con artiglieria pesante che quando colpisce fa un macello. È una guerra convenzionale e per l’ultimo ricordo di qualcosa di simile bisogna andare alla seconda guerra mondiale. Anche l’ex Jugoslavia era in Europa ma quelle erano piccole bande».

Fronte BAkmuth Cte Fiodor

Guerra in Ucraina. Foto scattata da Fausto Biloslavo, premio Guidarello 2022 alla carriera per la copertura dei più importanti conflitti del mondo

La vicinanza del teatro di guerra al cosiddetto Occidente ha reso più facile la copertura mediatica da un punto di vista logistico?
«Si combatte in Europa ma ci sono gli stessi problemi di tutte le guerre: coprifuoco, attività chiuse e quindi difficoltà a trovare un posto per dormire o cosa mangiare. Ho fatto un mese a tonno e prosciutto Serrano perché erano prodotti di importazione e restavano sugli scaffali dei supermercati perché troppo costosi per la popolazione. E poi la difficoltà principale erano gli spostamenti: trovare un autista possibilmente coraggioso con un’auto e della benzina in certi momenti è stato impossibile. Quindi zaino e gambe in spalla. Poi le cose sono cambiate quando i russi hanno lasciato Kyiv e una fetta del Paese ha ricominciato a vivere».

Con quale attrezzatura si muoveva?
«Più leggera possibile. La maggior parte di filmati e foto li ho fatti con un telefonino, pur avendo anche una fotocamera professionale. E soprattutto avevo diverse batterie per alimentare gli apparecchi sapendo di non poter trovare sempre corrente elettrica».

Charkiv 31 Marzo

Charkiv, Ucraina, a marzo 2022. Foto scattata da Fausto Biloslavo, premio Guidarello 2022 alla carriera per la copertura dei più importanti conflitti del mondo

E per chi deve raccontarla, è una guerra diversa?
«Le difficoltà dei reportage ci sono sempre. Ma mi sembra che la narrazione mainstream abbiamo dato solo un’angolatura facendo una distinzione netta fra buoni e cattivi e invece non è mai così netto il confine. Non bisogna farsi fregare dalla propaganda di entrambe le parti».

Come si fa?
«Mi sono dato la regola di raccontare quello che vedevo con i miei occhi. Ad esempio, i morituri nella trincea non potevano essere una finzione, li avevo davanti a me. Sul terreno il lavoro del giornalista è raccontare piccole storie che mostrano il conflitto più grande».

Quali sono stati i casi in cui la propaganda ha distorto la realtà?
«Si è detto che sono state bombardate centinaia di scuole lasciando intendere che si colpissero i bambini. Ma per capire cosa è successo bisogna sapere che le scuole in Ucraina sono tutte dotate di bunker sotterranei dall’epoca sovietica che, siccome gli studenti non andavano certo in classe, venivano usati anche dai soldati come rifugi. Oppure si è detto che i russi lanciavano bombe contro edifici civili lontani da obiettivi militari. Ma bisogna sapere che un missile può anche essere colpito dalla contraerea e frammentarsi e cadere in verticale dove capita».

Combattente Ucraino

Un combattete ucraino in una foto scattata da Fausto Biloslavo, premio Guidarello 2022 alla carriera per la copertura dei più importanti conflitti del mondo

Per un reporter era possibile passare da un lato all’altro del fronte?
«Mosca non avrebbe problemi a far entrare, però di fatto è stato impossibile perché l’Ucraina non avrebbe più permesso il rientro dalla Russia e ci avrebbero ritirato l’accredito e trattati da clandestini. Ero riuscito a farlo nel 2014 e 2015 perché all’epoca le linee di trincea non erano così definite».

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