giovedì
08 Ottobre 2026
Sindacati

A Faenza il presidio per la morte dell’operaio Oleksandr Horberts: «La sicurezza non è negoziabile»

Presente anche il sindaco Massimo Isola: «Se la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro, questo deve essere dignitoso»

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«Nel settore delle costruzioni la sicurezza deve rappresentare il perno dell’organizzazione del lavoro e non può essere subordinata ai tempi di consegna, alla produzione, ai costi o ad alcun interesse economico. Non esiste urgenza lavorativa che giustifichi un rischio per la vita umana. Di conseguenza, non basta affrontare il tema unicamente in seguito a un evento luttuoso: si auspicano prevenzione reale, formazione effettiva, controlli rigorosi, rispetto delle norme e dei contratti, un’organizzazione adeguata delle attività e una chiara assunzione di responsabilità lungo l’intera filiera degli appalti e dei subappalti». Nella giornata di ieri (7 ottobre) i sindacati Filca Cisl Romagna, Fillea Cgil Ravenna e Feneal Uil Ravenna hanno indetto un presidio in via Pana 34, a Faenza, per commemorare la scomparsa di Oleksandr Horberts.

Horberts, operaio ucraino di 42 anni, ha perso la vita giovedì 1° ottobre proprio nel cantiere di via Pana a seguito della caduta di un carico dalla gru. Un secondo operaio, di 55 anni, è rimasto ferito. Sull’accaduto sono in corso le indagini e spetta agli organi competenti ricostruire la dinamica e accertare le responsabilità. Tuttavia, non è sufficiente individuare le cause, ma si rende necessario un cambiamento concreto all’interno dei cantieri.

«È opportuno superare il consueto copione. Cordoglio, indignazione e dichiarazioni lasciano spesso il posto alla consuetudine fino al verificarsi del prossimo evento drammatico – spiegano i sindacati, esprimendo un netto dissenso -. Non è accettabile uscire di casa per recarsi al lavoro senza la certezza di fare ritorno. Dietro ogni lavoratore che perde la vita vi sono una persona, una famiglia distrutta, dei colleghi testimoni dell’ennesima tragedia e una sconfitta per l’intero comparto. Non è più possibile continuare a contare i decessi».

Al presidio unitario hanno partecipato Filca Cisl Romagna, Fillea Cgil Ravenna e Feneal Uil Ravenna, insieme alle confederazioni Cisl Romagna, Cgil Ravenna e Uil Ravenna. Una piazza unita per stringersi attorno alla famiglia e ai colleghi di Oleksandr e per ribadire che in questo modo non si può procedere. «Gli incidenti sul lavoro sono una sfida complessa da affrontare perché agiscono su tanti piani diversi: catene di appalto, formazione dei lavoratori, ma soprattutto cultura del lavoro – commenta attraverso un post Facebook il sindaco di Faenza Massimo Isola, presente alla commemorazione – Spesso succedono, inutile nasconderlo, anche perché la sicurezza sul lavoro viene percepita come un costo, un ingombro, un vincolo.
Se la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro, esso deve essere dignitoso, e prima di tutto, sicuro.
Di fronte a questi drammi dobbiamo tutti reagire in modo unitario: istituzioni, forze sindacali, mondo del lavoro e della produzione».

Si tratta del secondo presidio sul tema della sicurezza in Romagna negli ultimi due giorni: martedì 6 ottobre infatti i sindacati hanno manifestato anche davanti alla Prefettura di Rimini a seguito del decesso di Saim Myrtaj, muratore albanese di 59 anni, caduto lunedì da un ponteggio in un cantiere di via Coletti. I dati delineano un quadro chiaro. In Emilia-Romagna, nei primi sette mesi del 2026, si registrano già 48 decessi sul lavoro, con un incremento del 2,1% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.

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