La Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio ad un nuovo giudizio del tribunale del Riesame di Bologna, il provvedimento sulle misure cautelari interdittive per le tre dottoresse indagate dalla procura di Ravenna nell’inchiesta sui presunti certificati falsi per evitare il Cpr. Le tre dottoresse, con altri cinque medici del reparto di Malattie infettive di Ravenna, sono indagate per falso ideologico: a marzo il giudice per le indagini preliminari aveva stabilito dieci mesi di sospensione dall’attività professionale (per le altre cinque persone il giudice aveva stabilito solo l’obbligo di astenersi dal rilascio di altri certificati per gli ingressi nei Cpr). La notizia è riportata dal sito dell’agenzia di stampa Ansa.
Il sito del quotidiano Avvenire riparta alcune parole di Salvatore Tesoriero e Francesca Cancellaro, gli avvocati delle tre dottoresse: «L’annullamento disposto dalla Suprema Corte restituisce alle dottoresse la dignità personale e professionale così duramente aggredita dall’inchiesta ravennate. Avevamo sottolineato nel ricorso per Cassazione come l’operato delle nostre assistite corrispondesse all’adempimento dei doveri di cura e di tutela della salute di ogni persona sanciti dalla Costituzione e dalle fonti sovranazionali, oltre che dalla deontologia che presidia la professione medica».


