Il Teatro delle Albe vince il premio Ubu per la messa in scena dell’Inferno dantesco

Gli autori: «Gioia da condividere con tutti i cittadini ravennati, che con noi e Ravenna Festival hanno realizzato lo spettacolo»

Ravena Festival - chiamata pubblica per Inferno

Marco Martinelli e Ermanna Montanari hanno vinto il premio Ubu per Inferno, la messa in scena della prima cantica della Divina Commedia. Alla cerimonia di consegna di sabato 16 dicembre al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano, Marco Martinelli e Ermanna Montanari e con loro il ravennate Teatro delle Albe, hanno ricevuto il riconoscimento per il “Miglior progetto curatoriale”.

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Inferno – commissionato e prodotto da Ravenna Festival – era candidato anche come “Spettacolo dell’anno” e “Miglior allestimento scenico” a Edoardo Sanchi con gli allievi del Biennio Specialistico di Scenografia per il teatro dell’Accademia di Belle Arti di Brera-Milano.

Dopo il Premio della Critica 2017 come miglior attrice a Ermanna Montanari, consegnato il 12 dicembre scorso a Roma dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro (Anct), lo spettacolo Inferno. Chiamata pubblica per la Divina Commedia di Dante Alighieri – ideazione e drammaturgia di Marco Martinelli e Ermanna Montanari (regia Marco Martinelli e Ermanna Montanari; produzione Ravenna Festival; coproduzione Ravenna Teatro/Teatro delle Albe) – si aggiudica ora il Premio Ubu 2017, il più importante riconoscimento teatrale italiano, per il “Miglior progetto curatoriale”. Con Inferno – che ha anche coinvolto oltre 1.000 cittadini tramite la Chiamata Pubblica – Marco Martinelli ed Ermanna Montanari hanno raccolto la scommessa di trasfigurare in teatro il capolavoro che ha dato origine alla lingua e alla letteratura italiana.

«Sono 40 gli anni del nostro fare teatro – dicono Marco Martinelli e Ermanna Montanari. Sono 40 gli anni del Premio Ubu. È con gioia che salutiamo questo doppio anniversario con il Premio Ubu a Inferno. Ogni notte, alla fine del viaggio infero, uscendo “a riveder le stelle”, ci si trovava attorno a una lunga scala azzurra puntata verso il cielo, e lì ringraziavamo: era un abbraccio rituale, dopo aver attraversato insieme il regno delle tenebre. Questo premio lo condividiamo con tutti i cittadini ravennati, che con le Albe e Ravenna Festival hanno realizzato Inferno. Vogliamo ringraziarli uno a uno, dalle bambine-angeli alle Arpie di tutte le età, dai soldati di vari continenti ai Diavoli esplosivi, dal coro del Flegentonte agli Avari, ai Prodighi, ai Serpenti, agli Usurai, ai Ruffiani, ai Cardinali corrotti, al coro dei cittadini che al tramonto ritmavano la processione dei primi canti, al coro degli organizzatori e tecnici e scenografi e costumisti, al coro di chi ha operato invisibilmente, al coro degli adolescenti che hanno cantato Paolo e Francesca e Beatrice, e ai musicisti che hanno ogni sera rullato senza sosta le loro percussioni, suonato le trombe e soffiato il segreto dentro le conchiglie».

Il commento del sindaco di Ravenna, Michele de Pascale: «Congratulazioni di cuore da parte mia e della città a Marco Martinelli, Ermanna Montanari e a tutta Ravenna Teatro, per il prestigioso e meritato riconoscimento, che ci rende assolutamente orgogliosi. Inferno è la dimostrazione concreta di una comunità capace di unire le proprie energie e di lavorare all’unisono per dare vita a opere bellissime, frutto di un lavoro positivo e armonioso, come è accaduto in questo caso tra Ravenna Teatro, Ravenna Festival, le istituzioni e l’intera cittadinanza. Non credo di esagerare se dico che una piccola parte di questo premio appartiene a tutti i cittadini e le cittadine di Ravenna».

«In un anno in cui abbiamo voluto scegliere come tema quello delle “rivoluzioni” – ha detto Franco Masotti, della direzione artistica di Ravenna Festival – le Albe di Marco ed Ermanna, rinnovando un sodalizio ventennale con il Ravenna Festival, hanno presentato un lavoro – Inferno – che riesce oggi a essere rivoluzionario nel suo riportare il teatro a quella comunità cittadina che lo esprime, lo vive e se ne nutre. Queste trentaquattro repliche sono state un’avventura e un’intrapresa esaltante che ha riportato Dante dalle vaghe sommità in cui era stato relegato qui tra noi, uguale a noi, e assieme a lui siamo già pronti a rimetterci in cammino verso la lontana luce del Paradiso, attraverso il Purgatorio prossimo venturo.»

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