“Guernica” di Picasso e l’esperienza di “traduzione” dei mosaicisti ravennati

«La Scuola di Ravenna è l’unica che realizza fin dalla metà del ‘900 mosaici da “cartoni” di artisti contemporanei»

Paladino Albero Della Pace Mosaico

Mimmo Paladino, “Albero della Vita”, mosaico del Parco della Pace a Ravenna

Riceviamo e pubblichiamo questo intervento della mosaicista Elena Pagani* a proposito del dibattito scaturito negli ultimi giorni sull’opportunità a Ravenna di tradurre in mosaico Guernica di Picasso, compresa l’obiezione che un’opera del genere è già stata realizzata a Spilimbergo.

Quanti sono gli attori che interpretano uno stesso ruolo? Ognuno con la propria voce e il proprio stile. Qual è il problema? Se Picasso fosse ancora tra noi Ravenna potrebbe proporre una collaborazione diretta, e magari vedere le sue mani sperimentare il mosaico ravennate. Ravenna Capitale del Mosaico contemporaneo nasce dal dialogo con la pittura di grandi artisti in un rapporto paritetico tra progetto e realizzazione del mosaico. Artisti e mosaicisti. Severini, Chagall, Afro, Lanskoy, Villa, Mendini, Balthus e la Scuola di Ravenna, l’unica che realizza mosaici da “cartone” d’artista fin dalla metà del secolo scorso.

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Ricordo il tempo in cui erano più di uno gli studi e le associazioni di Ravenna ad accogliere gli ex-allievi dell’Istituto d’Arte per il Mosaico per realizzare i grandi mosaici che ora fanno parte della collezione del Mar. Interpretazioni da “cartoni” di artisti che già conoscevano il mosaico, ma al tempo stesso, rimanevano affascinati nel vedere come noi, giovani allievi, tramutavamo in materia le loro pennellate. Erano gli Anni 80. Gli stessi anni in cui si realizzavano i grandi mosaici per il Parco della Pace. Un momento aureo per il mosaico contemporaneo, con iniziative di stampo ravennate, grazie all’entusiasmante tenacia di Isotta Fiorentini Roncuzzi. Tantissimi i mosaicisti ravennati coinvolti.

Alcuni partirono per raggiungere gli artisti all’estero, nei loro rispettivi studi per dare il loro contributo alla stesura dei progetti e realizzare parti dei mosaici. Esperienze uniche come la collaborazione con Edda Mally. A Ravenna, in un laboratorio allestito temporaneamente all’interno di Palazzo Verdi in via Pasolini, un gruppo di 15 giovani ex-allievi dell’Istituto d’Arte realizzano il grande mosaico dell’Albero della Vita, su “cartone” di Mimmo Paladino. Era il 1986. Il progetto misurava 30 x 42 cm. Fu un lavoro di squadra immenso, oltre ogni individualismo: 300 metri qadrati di mosaico pavimentale. Un confronto a più mani con la guida dei maestri mosaicisti e un momento di aggregazione importante che ha segnato il percorso di molti della mia generazione, rimasti legati all’ambiente del mosaico.

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Da sinistra, il “cartone”, un particolare del mosaico e il laboratorio di realizzazione dell’opera di Mimmo Paladino

Soprattutto questo l’obiettivo fondamentale che si legge nella proposta di Carnoli, Landi e Racagni per il futuro di Ravenna Città del Mosaico. Una nuova occasione di aggregazione culturale per le giovani generazioni di mosaicisti ravennati, l’obiettivo comune di mostrare quel sapere delle mani celebrato da Andrea Emiliani nel suo Elogio della Mano. Nutrimento indispensabile per la salvaguardia della tradizione musiva ravennate, nel momento in cui assistiamo alla profonda crisi che investe le Istituzioni del mosaico nel nome della semplificazione e dell’accanimento contro l’autonomia del mosaico come codice espressivo specifico.

Guernica è solo un pretesto in cui profondi conoscitori della scena musiva ravennate intravedono la possibilità di esprimere al meglio le competenze della scuola di Ravenna, peraltro riconosciuta dagli stessi amici di Picasso. Del Guernica in mosaico di Spilimbergo si sa, ovvio, è pur vero però che tutti possono suonare Verdi, ma l’interpretazione del maestro Muti è unica e riconosciuta nel mondo per la sua qualità. Non fredda riproduzione, ma interpretazione con slancio e sensibilità diversa.

Grazie al dibattito sorto attorno a Guernica che allarga la questione a un problema più ampio della nostra città. Qual è il livello di ascolto di chi ci amministra? E qual è la direzione? Da troppo tempo non si prendono decisioni importanti sulla salvaguardia del mosaico a Ravenna. Come la storia insegna. Guernica o non Guernica.

Elena Pagani
– ex-allieva e docente di mosaico dell’ex-Istituto d’Arte per il Mosaico
– docente di pittura Liceo Artistico Nervi-Severini
– socia fondatrice Associazione Dis-Ordine ex-allievi e insegnanti Scuole d’Arte di Ravenna e Provincia

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