Quel genio di Igor Stravinsky che diede le ali ai Balletti Russi

In scena il 10 luglio alla Rocca Brancaleone, grandi interpreti della musica classica e étoiles internazionali della danza

Stravinskys LoveFra gli omaggi dedicati quest’anno dal Ravenna Festival al genio musicale Igor Stravinsky, a 50 anni dalla morte, spicca una soirée – in cartellone sabato 10 luglio alla Rocca Barncaleone – tutta giocata su alcune sue celebri partiture musicali dedicate alla mirabile arte della danza.

Così nasce Stravinsky’s Love, che reinterpreta schegge folgoranti dei suoi lavori, accompagnati dal vivo dal piano di Beatrice Rana, alternata con Massimo Spada, e dallo Stradivari dell’olandese Simone Lamsma.
Un viaggio fra i capolavori creati per il balletto, dal Pulcinella riletto da Sasha Riva e Simone Repele ai momenti nomadi dell’Histoire du soldat, ricreato da Sergio Bernal, fino al periodo americano con Ashley Bouder del New York City Ballet.
In scena, nei panni del musicista, Vladimir Derevianko, celebrata étoile internazionale che scandirà la serata con ricordi e aneddoti, molti dei quali legati agli anni ruggenti dei Ballets Russes di Diaghilev.

Stravinskys Love BalleriniLa splendida parabola a cui appartiene anche La sagra della primavera che Davide Dato interpreta nella coreografia di Uwe Scholz ricostruita da Giovanni Di Palma e per la prima volta presentata in Italia.
Gemma del programma, il nuovissimo Peter and Igor di John Neumeier creato su musiche de Le Baiser de la Fée per Jacopo Bellussi e Alessandro Frola.

La sceneggiatura dello spettacolo è firmata dal giornalista e autore Vittorio Sabadin, basandosi sugli scritti del compositore stesso, ed è interpretata da Derevianko, che si alternerà fra parole, passi di danza e brani al pianoforte. «Sarò Stravinsky senza tentare di assomigliargli fisicamente. Incarnerò l’essenza della sua arte», ha detto in un’intervista il danzatore e coreografo russo, divenuto cittadino italiano nel 1986. «Nella mia carriera – aggiunge Derevianko – la musica di Stravinsky mi ha profondamente segnato. Negli anni Settanta al Bolshoi si studiava anche violino e pianoforte e nel repertorio moscovita c’era la coreografia originale di Fokin dell’Uccello di fuoco».

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