«La diversità è salvezza», così il condirettore del Teatro delle Albe Alessandro Argnani alla presentazione della Stagione dei Teatri di Ravenna, sabato 26 settembre, alla consueta sala Corelli del Teatro Alighieri.
Durante i saluti istituzionali, il sindaco Alessandro Barattoni si è detto «orgoglioso di sostenere chi da anni crea comunità», mentre l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia ha aggiunto: «Il teatro può esser tante cose, non solo un luogo fisico ma un momento condivisione, una dimensione, un linguaggio che indaga. Generazioni diverse ne fanno parte, rimane una casa aperta».
Alcuni autori, registi, attori dei più importanti spettacoli nel programma – alcuni via video, altri come Elena Bucci e Marco Sgrosso, presenti – hanno salutato e raccontato parte del loro lavoro. In particolare i due autori, di scuola De Berardinis, portano in scena La morte e la fanciulla, un testo del 1993 insieme a Gaetano Colella. «Il teatro rimane vita e speranza – ha detto Bucci -. Questo spettacolo racconta il rapporto tra individuo, vita e potere, ancora attuale. Una persona sola può cambiare il corso delle cose? Possiamo agire contro l’ingiustizia? La risposta è forse sì».
«Diceva Peter Brook – ha aggiunto Sgrosso – che il teatro è una porta aperta, le opposizioni sono confronti; della relazione con ciò che non capiamo nasce una crescita. I classici sono civili, politici e indagano l’animo umano. Per noi è bello scontrarci con psicologie ed evoluzioni complesse».
In video, un messaggio registrato di Stefano Massini, atteso all’Alighieri con “Lo Zar”, storia di Vladimir Putin. «Parliamo di una storia di terrore e potere, costata la vita a giornalisti e dissidenti. Un racconto quasi shakespeariano, sono molto fiero di poter portare questo spettacolo a Ravenna».
Roberto Latini, attore e regista, parla invece a nome del regista Theodoros Terzopoulos, per la settima volta sul palco con Le Baccanti, a 81 anni. «Si tratta di un lavoro sulla figura del migrante e del rifugiato – spiega Latini -. Le metamorfosi sono al centro del problema, resta un testo di grande attualità messo in scena da un grande maestro».
Arrivano poi anche i saluti in video di Chiara Lagani di Fanny Alexander, in scena con L’Analfabeta di Agota Kristof: «Siamo felici di essere nella stagione, stiamo costruendo un incontro collegato allo spettacolo per poter approfondire e rinnovare un’alleanza fertile tra pubblico, cultura e una città».
IL PROGRAMMA
L’abbonamento alla Stagione prevede 6 titoli fissi e 2 a scelta tra 16 spettacoli, per un totale di otto appuntamenti. Completano la programmazione due lavori fuori abbonamento e otto eventi nel prologo tra settembre e novembre, per un totale di 32 appuntamenti, fra teatro, installazioni e danza.
I sei spettacoli fissi, in scena al Teatro Alighieri, sono: Prima del temporale (26-29 novembre), con Umberto Orsini che – tra passato e presente, risate e malinconie – ripercorre la sua carriera artistica diretto da Massimo Popolizio; Erano tutti miei figli (28-31 gennaio), una profonda indagine sul rapporto tra genitori e figli a partire dall’opera di Arthur Miller con la regia di Elio De Capitani; Lo Zar (3-7 febbraio), un ritratto agghiacciante e ipnotico sulla figura di Vladimir Putin, firmato e interpretato da Stefano Massini; Riccardo III (4-7 marzo) di Shakespeare, con Maria Paiato nei panni del Re, personaggio fra i più complessi del teatro elisabettiano; Le Baccanti (18-21 marzo), del maestro greco Theodoros Terzopoulos, che rilegge Euripide facendo di Dioniso l’archetipo del rifugiato; Perfetti sconosciuti (22-25 aprile), l’adattamento teatrale dell’omonimo film di Paolo Genovese, con protagonisti tra gli altri Paolo Calabresi e Valeria Solarino.
Nel ventaglio dei titoli che compongono gli appuntamenti a scelta, si trovano invece: L’ombra perduta di Peter Schlemihl, di Marco Baliani, che affronta l’assenza di futuro e la corruzione dell’uomo contemporaneo attraverso il personaggio di Von Chamisso; Taci, anzi parla. Diario di una femminista 1972-1977 di Ateliersi, un’immersione nelle atmosfere dei movimenti anti-patriarcali anni ’60 e ’70 a partire dal diario di Carla Lonzi, fra le donne più influenti del femminismo italiano; Morte di Arpagone. Da Raffaele Viviani a Molière, a firma di Collettivo LaCorsa, una riflessione sulla tradizione come materia viva con protagonista una figura ibrida tra i personaggi di Viviani e L’avaro di Molière; Extrema Ratio. 5 sketches mistico-paranoici per due attrici, due attori e un calamaro di Armando Pirozzi e Emanuele Valenti, cinque sketches umoristici sulla possibilità della grazia e il paradosso della trascendenza, tra situazioni surreali, comicità e ironia. E ancora, Fulvio Sacco e Christian Giroso si ispirano alla leggenda secondo la quale Topolino sarebbe nato a Caivano (Napoli) per realizzare Caivano Dreamin’. Se puoi sognarlo puoi farlo, uno spettacolo che celebra la forza dei sogni e la magia di chi non smette mai di guardare oltre la realtà; Hamlet travestie è invece lo storico spettacolo della compagnia Punta Corsara, riallestito in occasione dei vent’anni dalla nascita del progetto, che narra di una famiglia napoletana di oggi, schiacciata dalla quotidianità; Giorgina Pi porta in scena Lemnos, una rilettura del mito di Filottete per interrogare le origini della violenza e le forme dell’abbandono oggi; la compagnia georgiana HOI presenta una performance di teatro fisico, Maro, ispirata al diario e alla vita di Maro Makashvili, infermiera, poetessa e prima eroina femminile della Georgia; Nel blu. Avere tra le braccia tanta felicità è l’ultima creazione di Mario Perrotta, Premio Ubu 2025 come miglior progetto sonoro, che racconta la biografia e l’arte del grande cantautore Domenico Modugno. Si prosegue con Ermanna Montanari, che con Luṣ torna al poemetto di Nevio Spadoni in una nuova e inedita versione nella quale Bêlda continua a essere la figura intoccabile e derisa, che invoca la luce su di lei e sul mondo, contro le ombre del presente; e poi, Vorrei una voce, un monologo sulle canzoni di Mina cantate in playback, inno alla capacità di sognare, nato dall’intenso percorso teatrale nella casa Circondariale di Messina con le detenute di alta sicurezza svolto dall’attore e regista Tindaro Granata; La morte e la fanciulla di Elena Bucci, Marco Sgrosso e Gaetano Colella, la storia di una donna e del suo dubbio: l’ospite portato a casa dal marito è lo stesso uomo che la violentò durante la prigionia?; Trickster di Operabianco, in cui un danzatore trasforma il suo corpo in uno spazio instabile guidato da un trickster, figura che, tra distruzione e creazione, è capace di aprire nuove possibilità di senso. A fine Stagione troviamo Uno spettacolo gigantesco di Alice Sinigaglia, un’esperienza teatrale vertiginosa che catapulta nella bocca dei giganti Gargantua e Pantagruele per celebrare la libertà di essere mostruosi; Damn!, una performance site-responsive di Tea And, in tre lingue (italiano, LIS, inglese), che esplora il legame invisibile tra produzione, consumo e trasformazione del territorio; e L’Analfabeta di Fanny & Alexander con protagonista Federica Fracassi nei panni della scrittrice Ágota Kristóf: un viaggio nell’esperienza dell’esilio e nel laboratorio creativo di una delle più influenti autrici del Novecento.
Info: www.ravennateatro.com
Tindaro Granata


