Palmarini (Uil): «Pochi infermieri e medici in corsia, servono nuove regole»

Il sindacato: «Nessuno in Regione fa nulla. Disomogenità anche all’interno della stessa azienda». A Ravenna un infermiere ogni 20 pazienti e un dottore ogni 140

MedicoServe più omogeneità tra gli ospedali della Regione. A dirlo, in una nota stampa, è la Uil Fpl con il segretario provinciale Paolo Palmarini. A Ravenna il rapporto nel turno notturno è di un infermiere ogni 20 pazienti e di un medico ogni 140 degenti, fa notare il sindacato, ma intanto in Regione si discute del reparto Medicina di Imola dove il rapporto 1 infermiere ogni 18 pazienti viene definito al di sotto degli standard di sicurezza. «Se si analizzassero le dotazioni organiche dei reparti – fa notare Palmarini – e dei servizi degli ospedali pubblici e quelli privati accreditati, da Piacenza a Rimini, emergerebbero molte disomogeneità, come da anni la Uil Fpl denuncia, sia tra diverse Aziende e probabilmente anche all’interno delle singole Aziende».

L’auspicio del sindacato è quello di una maggiore sensibilità da parte delle forze politiche « che hanno un reale interesse alla qualificazione del sistema sanitario regionale» con  «una maggiore definizione di standard a garanzia della più ampia omogeneità delle dotazioni organiche». L’indicatore del numero dei posti letto «certamente non è esaustivo, vi sono infatti altri fattori che incidono direttamente, ma non vi è alcun dubbio che rispetto alla situazione attuale, nella quale si osservano forti disomogeneità, sarebbe molto opportuna una azione di tutte le forze politiche presenti in consiglio regionale per la definizione di regole che diminuiscano differenze molto spesso incomprensibili».

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