Un 2017 da record (anche) per i monumenti ravennati: tutti i numeri dei visitatori

Incassati oltre 400mila euro a Sant’Apollinare in Classe, mai così tanti ingressi al Battistero degli Ariani. In crescita del 4 percento anche i siti della Curia

Sanvitale

San Vitale

La Basilica di Sant’Apollinare in Classe continua a recuperare visitatori e resta di gran lunga il monumento statale più visitato della regione. Nel 2017 sono stati oltre 177mila gli ingressi registrati alla basilica, circa 8mila in più dell’anno precedente, miglior risultato dopo il 2011 (anche se ancora lontano dai 300mila visitatori degli anni Novanta, quando la basilica non era ancora a pagamento). Ma a spiccare è anche la crescita di circa il 10 percento degli incassi: per la prima volta nella storia sono stati superati i 400mila euro di introiti lordi. Un dato che fornisce anche una sorta di piccolo identikit dei visitatori, visto che dal 2014 con la riforma Franceschini non è più gratuito l’ingresso per gli over 65: tra i motivi (oltre naturalmente all’aumento del biglietto da 3 a 5 euro di qualche anno fa) per cui gli introiti oggi sono circa il doppio di quelli del 2010 e del 2011, nonostante un calo dei visitatori.

Tornando alla speciale graduatoria relativa ai siti statali, sono ravennati anche altri due monumenti tra i primi quattro più visitati in regione. Al terzo posto (dietro la Pilotta di Parma) da registrare il record assoluto fatto registrare dal Battistero degli Ariani, curiosamente proprio nel primo anno, il 2017, di ingresso a pagamento (al costo simbolico di 1 euro a persona). Sono stati oltre 106mila i visitatori, quasi 30mila in più rispetto al già ottimo 2016. Al quarto posto della classifica regionale stilata dal Ministero dei Beni Culturali, infine, il Mausoleo di Teodorico con oltre 90mila ingressi, circa 20mila in più rispetto all’anno precedente.

FAMILA MRT 24 11 – 02 12 20

Risultati che sono in linea con il nuovo record fatto registrare nel 2017 dai musei e monumenti statali in Italia (superata la soglia dei 50 milioni di visitatori) e il 3 percento di crescita in Emilia-Romagna (passata in un anno da 1.028.124 a 1.057.368 visitatori), con Ravenna che resta saldamente la prima provincia (davanti a Parma), nel 2017 con quasi 400mila visitatori complessivi, circa 50mila in più rispetto al 2016.

Completando la panoramica dei principali monumenti statali, circa 6mila in più (da 21 a 27mila) i visitatori registrati al Museo Nazionale con incassi in crescita addirittura del 130 percento (passati da 20 a quasi 50mila euro) mentre l’unico sito del polo museale del ministero in provincia a perdere (restando comunque praticamente stabile) è palazzo Milzetti, a Faenza.

Il maggior numero di visitatori, però, a Ravenna è naturalmente registrato dalla Curia, potendo contare su un biglietto unico che comprende ben cinque degli otto monumenti Unesco della città, tra cui la più nota Basilica di San Vitale. Senza riuscire a fornirci ulteriori dettagli, la direzione dell’Opera di Religione ci comunica che nel 2017 il totale dei visitatori è stato di 456.890 (sia paganti che gratuiti, esclusi quelli dei residenti nel comune di Ravenna), in crescita di circa il 4 percento rispetto al 2016 e, probabilmente (in assenza di un archivio storico completo e consultabile), anche in questo caso il risultato migliore di sempre.

Considerando che il Comune di Ravenna ancora non è in grado di fornirci i dati del Museo d’arte della città e che quelli della Tomba di Dante non sono disponibili (lo saranno in futuro grazie alle nuove telecamere), per completare il panorama dei monumenti ravennati restano quelli gestiti dalla fondazione Ravennantica, al momento al lavoro per l’inaugurazione del nuovo museo di Classe, annunciata ufficialmente proprio in questi giorni per l’autunno. Il 2017 si chiude con un segno negativo per l’altro nuovo sito da poco aperto al pubblico, l’antico porto di Classe che registra 2mila visitatori in meno rispetto al 2016 (19mila contro 21mila), ma ne perde tremila solo nel mese di marzo, pagando così l’effetto Pasqua che nel 2016 cadde in marzo. Complessivamente invece sono circa 163mila gli ingressi registrati dalla fondazione nei siti ravennati, quasi 20mila in più rispetto al 2016. A farla da padrone la Domus dei Tappeti di Pietra (che ha appena vinto, grazie agli utenti del web, il premio Francovich per la migliore valorizzazione di un sito di interesse medievale d’Italia) con circa 72mila ingressi, davanti ai 42mila di San Nicolò (Museo Tamo) e ai 29mila della Cripta Rasponi, all’interno del Palazzo della Provincia.

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