Blocco del traffico dal primo ottobre. La Pigna: «Così si penalizzano i più poveri»

Dal primo ottobre stop alla circolazione in centro dei veicoli immatricolati prima del 2011. La lista civica: «Scelta che un impatto ambientale limitatissimo»

Smog

Da lunedì 1 ottobre entrano in vigore nei Comuni con più di 30mila abitanti i provvedimenti di limitazione della circolazione per ridurre l’inquinamento atmosferico e a tutela della salute pubblica. Le limitazioni della circolazione resteranno in vigore fino al 30 marzo 2019 (eccetto i festivi), dal lunedì al venerdì dalle 08.30 alle 18.30. Inoltre, viene istituito il divieto di circolazione nel centro abitato nelle domeniche ecologiche previste per il 7 ottobre, il 4 novembre, il 2 dicembre, il 13 gennaio 2019, il 3 febbraio 2019 e il 3 marzo 2019 dalle 8.30 alle 18.30. Il provvedimento riguarda i veicoli a benzina minori o uguali a Euro 1, auto diesel minori o uguali a Euro 4, veicoli commerciali diesel minori o uguali a Euro 4 e ciclomotori e motocicli minore o uguali a Euro 0.

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Le auto potranno circolare solo sulle circonvallazioni esterne.In caso di sforamento di primo livello (per quattro giorni consecutivi) e/o di secondo livello (per dieci giorni consecutivi) registrati da Arpae verranno adottate ulteriori misure emergenziali. Il provvedimento è in attuazione al Piano aria integrato regionale (Pair 2020) e in seguito all’accordo tra le Regioni del Bacino padano e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare.

Fin qui le regole. A Ravenna, la lista civica La Pigna sostiene che le politiche della Regione non tengono «conto delle pesanti ripercussioni sulle fasce economicamente deboli della popolazione emiliano romagnola e, quindi, ravennate. Vengono infatti colpite le auto immatricolate fino al 2011, quindi recenti».  Una scelta «che avrà un bassissimo impatto sul miglioramento della qualità dell’aria a fronte di pesanti effetti per le tasche di molti cittadini. Parrebbe una svolta ambientalista del Pd se non fosse che su altre questioni le scelte piddine sono tutt’altro che ecologiche. Come, ad esempio, la decisione di mantenere le attività di incenerimento». Secondo La Pigna infatti, «la tanto annunciata chiusura dell’inceneritore Hera di Ravenna, annoverato peraltro tra le promesse elettorali del Sindaco de Pascale, non sarà mantenuta. Anzi, sarà ampliato l’impianto di via Baiona che passerà da 40.000 a 50.000 tonnellate di rifiuti all’anno».

La lista civica La Pigna propone al Sindaco de Pascale, attraverso una mozione già depositata, «di adottare un pacchetto di incentivi comunali, a partire dal 2019, a favore dei cittadini che acquistano biciclette e motori elettrici, auto elettriche o ibride e a coloro che convertono l’alimentazione del proprio mezzo a gpl o metano. Questa iniziativa, per quanto riguarda le auto, darebbe un ulteriore stimolo all’acquisto di auto elettriche ed ibride. Mentre l’intero pacchetto degli incentivi concorrerebbe concretamente al raggiungimento degli obiettivi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile che tra l’altro prevede la riduzione dell’inquinamento dell’aria provocato dalla circolazione di auto e moto e l’aumento dell’economicità del trasporto».

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