Nuovo palazzetto, apertura cantiere estate 2019: seimila posti, costo 15,5 milioni

Presentato il progetto definitivo: l’obiettivo è l’inaugurazione per la primavera del 2021 in tempo per la fiera Omc dei petrolieri. Dalla Camera di Commercio 3 milioni. Il nome sarà deciso con il bando per la ricerca dello sponsor da cui si attendono 100mila euro all’anno

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Un rendering del nuovo palazzetto dello sport di Ravenna nell’area del Pala De Andrè

L’apertura del cantiere è prevista nell’estate 2019 e il completamento dei lavori all’inizio della primavera 2021: diciotto mesi per costruire il nuovo palazzetto dello sport a Ravenna. La finestra di tempo è fissata da Omc, la fiera biennale dei petrolieri del Mediterraneo che si svolge tra marzo e aprile al Pala De Andrè e nell’area circostante dove sorgerà il nuovo impianto. In altre parole non si può cominciare prima della prossima edizione e si vuole accogliere quella successiva con la nuova configurazione. Stamani l’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani e il sindaco Michele de Pascale hanno fatto il punto dei lavori: nella riunione del 23 novembre la giunta comunale approverà la delibera per il progetto definitivo e si potrà quindi procedere con la pubblicazione del bando di gara.

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Un rendering del nuovo palazzetto dello sport di Ravenna nell’area del Pala De Andrè

Alcune caratteristiche strutturali dell’edificio le avevamo già rese note nei mesi scorsi. Superficie coperta di 8.600 mq (di cui tremila utilizzabili in caso di esposizioni), potrà contenere seimila persone a sedere per gare di basket e volley (cinquemila in caso di concerti e spettacoli), sarà dotato di un impianto fotovoltaico con una produzione media annua di 173mila kwh, avrà un campo geotermico per la produzione di acqua calda sanitaria, avrà un impianto di aerazione capace di un ricambio di 120mila mc di aria all’ora. L’ingresso principale sarà dal lato della piazza centrale, da via Canale Molinetto invece l’accesso per gli atleti.

Stamani anche il punto della situazione sui costi e sulle coperture: in totale serviranno 15,5 milioni di euro. Era già noto che un milione arriverà dalla Regione nell’ambito di un bando da 35 milioni per le strutture sportive. Nei giorni scorsi sono stati annunciati due milioni dallo Stato in un altro bando. E oggi è stato annunciato il contributo da tre milioni dalla Camera di Commercio. Il resto uscirà dalle casse di Palazzo Merlato.

La progettazione è stata fai da te, senza cercare architetti esterni ma curata per intero dagli uffici comunali anche per abbattere i costi. L’ingegnere Massimo Camprini, dirigente dell’area, non fa mistero che nessuno dei tecnici avesse mai realizzato un’opera del genere: «Ma siamo orgogliosi di essere arrivati a questo punto. Quanto abbiamo fatto finora è stato difficile ma quello che ci aspetta da adesso lo sarà di più».

Rendering1«Non è stata una decisione presa a cuor leggero», ha commentato il sindaco a proposito della scelta di realizzare l’intervento mettendo fine a un dibattito che in città si trascina da anni sull’esigenza o meno di quest’opera. A far propendere per il sì sarebbe stata una serie di cause. Il bisogno di spazi certi per le squadre di pallavolo e pallacanestro (oltre al campo principali saranno costruite anche due palestre autonome adiacenti). La volontà di non rinunciare a fiere ed eventi espositivi (allontanando le sirene di altri luoghi che corteggiano Omc). La possibilità di entrare nel giro dei tour dei big della musica per spazi (a Rimini fanno tappa artisti del calibro di Negramaro e Jovanotti) e per qualità dell’acustica (il progetto su questo fronte è stato donato dalla fondazione Ravenna Manifestazioni «per avere un gioiello»). «Regaliamo alle società sportive, al mondo della cultura e alle imprese un contenitore che lancia una sfida senza limiti».

Il Pala De Andrè e il futuro palazzetto (il cui nome verrà deciso in base al contratto con uno sponsor da individuare tramite bando da cui si ipotizza di ricavare circa centomila euro all’anno) dovranno lavorare in sinergia creando una cittadella in cui possono trovare spazi eventi in contemporanea di diversa natura. Anche per questo il Comune affiderà la gestione di tutto il sito a un soggetto unico: proprio nel 2021 arriverà la scadenza della convenzione con la società Metro che oggi cura il De Andrè.

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