I bagnini: «In aprile pensavamo al peggio, ora speriamo in un agosto come il 2019»

Un primo bilancio di Danilo Piraccini (Cervia): «Tanta gente, ma fin troppa euforia: serve la collaborazione di tutti»

Spiagge Di CerviaCon i suoi 3,5 milioni di pernottamenti all’anno, il comune di Cervia è il più turistico della provincia e tra i più importanti dell’intera regione. Numeri realizzati grazie in particolare alla spiaggia e non è quindi un caso che in questa fase di ripartenza siano passate quasi tutte le telecamere delle tv nazionali tra gli ombrelloni del litorale cervese. E tutti i vari operatori e giornalisti si sono dovuti arrendere all’evidenza: non c’era alcuna barriera di plexiglass e la vita, al mare, sembrava davvero essere tornata alla normalità.

«Effettivamente la spiaggia ha “recuperato” in maniera molto importante: in aprile quasi tutti noi addetti ai lavori avevamo già dato per perso il mese di giugno – commenta Danilo Piraccini della cooperativa bagnini di Cervia – che invece ha visto in questi ultimi weekend le spiagge molto affollate. Il ritorno alla normalità è stato favorito dal buon senso delle persone e dei nostri operatori, che non hanno mai creduto davvero a recinti e barriere».

«Le presenze di giugno – continua Piraccini – saranno comunque demolite rispetto all’anno scorso, anche i primi quindici giorni di luglio non saranno paragonabili con il passato, ma le nostre previsioni ci dicono che se tutto dovesse proseguire all’insegna della normalità, il mese di agosto potrebbe avere volumi davvero paragonabili con quelli 2019, favorito anche dagli italiani che erano abituati a fare le vacanze all’estero e invece potrebbero scegliere la nostra Riviera. Già in queste settimane stiamo iniziando a vedere i primi turisti, emiliani e lombardi, con un buon andamento del mercato delle seconde case. Speriamo poi di poter destagionalizzare il più possibile, seconda ondata del virus permettendo…».

Quel virus che in questi giorni in spiaggia sembra fare meno paura. «Purtroppo un po’ l’euforia per questo ritorno alla normalità, un po’ una certa spavalderia, hanno portato a comportamenti scorretti, che gli imprenditori non sono sempre in grado di frenare. Serve la collaborazione dei giovani, dei turisti. Tra l’altro le linee guida condivise con la Regione ci permettono di lavorare in tranquillità, consolidando buone prassi che auspico possano restare anche in futuro, come quella dello spazio minimo per ogni lettino, o il “delivery” sotto l’ombrellone, peraltro nel Cervese già molto diffuso ancor prima della pandemia».

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