Sciopero all’Unigrà per il contratto. L’azienda: «Abbiamo aumentato i salari»

Stato di agitazione proclamato tra i 650 dipendenti per le questioni legate al rinnovo del contratto collettivo. I sindacati accusano la multinazionale di non aver aderito, la direzione replica segnalando la scarsa adesione tra le associazioni datoriali

Sede Unigrà LrI dipendenti dell’Unigrà di Conselice, multinazionale dell’agroalimentare con 850 dipendenti e un fatturato di 640 milioni di euro all’anno, hanno proclamato lo stato di agitazione perché sostengono che l’azienda si si rifiutata di aderire al rinnovo del contratto nazionale dell’industria alimentare siglato il 31 luglio. I sindacati hanno proclamato uno sciopero per la giornata di oggi, giovedì 22 ottobre: per i lavoratori giornalieri ultime quattro ore, per i lavoratori turnisti ultime quattro ore per ogni turno di lavoro.

L’Unigrà, in merito, afferma che da anni è iscritta a Confindustria Emilia e applica da sempre il Ccnl industria alimentare, scaduto il 31 dicembre 2019: «La trattativa di rinnovo – si legge in una nota diramata da Conselice –, come consuetudine, è stata affidata a Federalimentare per conto di tutte le 14 associazioni verticali di categoria dell’alimentare. In questo caso le associazioni datoriali hanno tenuto comportamenti tra loro molto diversi, al punto che 3 su 14 (Ancit, Unione Italiana Food, ex Aidepi, e Assobirra) hanno sottoscritto in autonomia un contratto che non si può, in tutta evidenza, ritenere “collettivo”, in quanto non condiviso da Confindustria, Federalimentare e dalla stragrande maggioranza delle altre associazioni».

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In proposito i sindacati Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil ricordano che a seguito dello strappo da parte delle associazioni datoriali che si sono rifiutate di firmare il rinnovo, sottoscritto dopo dieci mesi di trattative e due giorni di negoziato no-stop, i sindacati di categoria hanno deciso di dichiarare in tutte le aziende, che non hanno aderito al rinnovo, lo stato di agitazione «a causa di scelte incomprensibili dettate solo dall’indisponibilità a riconoscere un aumento di 13 euro a partire da aprile 2023». I rappresentanti dei lavoratori invitano le aziende che non hanno aderito a cambiare idea e fare un gesto di responsabilità, riconoscendo ai lavoratori, gli aumenti salariali assolutamente appropriati (di 119 euro a regime) a cui si aggiungono 5 euro di welfare e 30 euro che verranno erogati a tutti i lavoratori per i quali non viene svolta la contrattazione di secondo livello.

I vertici aziendali sostengono di aver comunque, nonostante non avessero obblighi in tal senso, provveduto a erogare ai lavoratori (650 nella sola sede di Conselice) l’aumento retributivo previsto dal nuovo accordo e decorrente da dicembre 2019. Il prossimo aumento è previsto per settembre 2021, quando l’azienda auspica che i contrasti sul rinnovo del Ccnl saranno stati definitivamente appianati.

Infine l’azienda mette sul tavolo quanto fatto a favore dei lavoratori nell’ultimo periodo: pur avendone i requisiti, è stato deciso di non attivare la cassa integrazione Covid ed è stato riconosciuto un bonus salariale ai lavoratori che hanno prestato attività nei mesi di marzo, aprile e maggio «ben superiore a quello riconosciuto a livello nazionale, assicurando a tutto il personale una polizza sanitaria a copertura dei rischi legati al Covid-19».

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