Il caro carburanti e l’aumento dei costi di gestione mettono a rischio la sostenibilità economica del trasporto pubblico locale in Emilia-Romagna. A lanciare l’allarme è il Caipet, il Comitato che riunisce le associazioni delle imprese private del trasporto di persone su strada, secondo cui le aziende del settore in regione accumulano perdite per quasi 10 milioni di euro all’anno. I numeri presentati dal Comitato fotografano uno squilibrio significativo: le imprese perdono in media 43 centesimi per ogni chilometro percorso, a fronte di oltre 23 milioni di chilometri di servizio garantiti ogni anno. Gli operatori privati assicurano più del 20% del trasporto pubblico locale su gomma in regione.
A pesare è soprattutto il rincaro del gasolio, aggravato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Tra marzo e settembre 2026, secondo i dati diffusi dal Caipet, i prezzi hanno registrato aumenti medi del 37% rispetto allo stesso periodo del 2025, con extracosti stimati in circa 19 centesimi al chilometro per il solo carburante. A questi si sommano l’incremento del costo del lavoro, legato al rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri, quantificato intorno al 15%, e i maggiori oneri per assicurazioni, manutenzioni e ricambi. Le misure di sostegno adottate finora, sostiene il Comitato, non sono sufficienti a compensare gli aumenti. In particolare, il credito d’imposta avrebbe coperto meno di un terzo dei rincari, mentre le risorse ministeriali annunciate per il rinnovo contrattuale non sono ancora state erogate e non sarebbero comunque adeguate a riequilibrare i costi.
Le richieste alla Regione
Il Caipet, che riunisce Anav, Cna, Confartigianato, Confcooperative Lavoro e Servizi e Legacoop dell’Emilia-Romagna, chiede un intervento strutturale a livello nazionale e un confronto coordinato con la Regione. Secondo le stime del Comitato, il Fondo nazionale trasporti avrebbe bisogno di oltre 1,2 miliardi di euro aggiuntivi all’anno per rispondere alle necessità del settore.
Sul piano regionale, le richieste sono tre: istituire un tavolo permanente con Regione, agenzie per la mobilità e operatori pubblici e privati; prevedere risorse aggiuntive nel bilancio del 2027 per sostenere il riequilibrio economico dei servizi; avviare un’iniziativa istituzionale nei confronti del Governo per ottenere finanziamenti adeguati e compensazioni per i maggiori costi già sostenuti dalle imprese.
«Quando produrre un chilometro costa strutturalmente più di quanto viene riconosciuto, il sistema non regge», sottolinea il coordinatore del Caipet, Davide Missiroli, chiedendo un provvedimento straordinario per il 2026 che garantisca la continuità dei servizi. La preoccupazione riguarda in particolare i collegamenti con i piccoli centri, le aree interne e quelle montane, dove il trasporto pubblico rappresenta un presidio essenziale per l’accessibilità e la coesione territoriale. Senza un riequilibrio delle risorse e dei contratti, avverte il Comitato, la tenuta economica delle imprese potrebbe ripercuotersi sulla continuità e sulla capillarità del servizio.
Foto di repertorio


