A Ravenna prosegue la programmazione di Variazioni per Ammutinamenti, il festival di danza urbana e d’autore a cura dell’associazione Cantieri Danza che, dopo la prima parte svoltasi a settembre, continua anche nei mesi autunnali attraverso un programma ricco di spettacoli, laboratori, pratiche e incontri. Con questa edizione si amplia la proposta di progetti dedicati alle nuove generazioni, intessendo un dialogo continuativo anche con gli istituti scolastici – a partire dall’infanzia fino all’adolescenza – e intrecciando il corso di alta formazione professionale dedicato alle nuove generazioni di autori e autrici.
Variazioni per Ammutinamenti si apre venerdì 2 ottobre (ore 11, Artificerie Almagià) con la ricerca del coreografo Daniele Ninarello sulle memorie e sulle tracce lasciate sul corpo dalla cultura del controllo, della violenza e dell’offesa con NOBODY, NOBODY, NOBODY. It’s Ok Not To Be Ok. In questo lavoro Ninarello parte dalla sfera autobiografica in cui ripercorre la sua personale esperienza di “corpo bullizzato”, per estenderla ad un fuori più ampio. L’intenzione è quella di mettere in relazione lo spazio intimo dell’esperienza del corpo con lo spazio pubblico, con la volontà di esporre il corpo nella sua condizione di vulnerabilità maggiore.
Sabato 3 ottobre (ore 18, Artificerie Almagià) Grande attesa per lo spettacolo <age> di CollettivO CineticO, lavoro che ha lasciato un segno indelebile nel panorama teatrale, e che porta in scena tra serietà e leggerezza, emozione e ironia, “giovani esemplari di giovani umani tra i 15 e i 19 anni”. A rivelarsi sul palcoscenico sono esemplari di giovani umani a cavallo di quella soglia alchemica che è la maggiore età. Si raccontano, si definiscono senza mai finirsi, si cercano ad ogni passo maneggiando la materia iridescente della realtà. Entrano in scena senza sapere cosa accadrà ogni sera, senza sapere esattamente chi sono ma continuando a mettersi a fuoco e così facendo a mettere a fuoco noi, che li osserviamo come etologi appassionati e a nostra volta ci trasformiamo in adolescenti, in genitori, in noi stessi. Ciò che emerge non è solo un incandescente ritratto di un campione di umanità, ma anche una cartina tornasole del presente, con le sue vertigini e le sue incrinature, le sue contraddizioni e la sua bruciante poesia.
Domenica 4 ottobre (ore 17.30, Artificerie Almagià) Il festival prosegue con il collettivo fiorentino Kinkaleri che portano in scena Io danzo, io parlo, performance partecipativa sulla trasmissione del codice K, che coinvolge adulti e bambini, che dall’atto divulgativo diviene danza. Il codice inventato da Kinkaleri è un alfabeto gestuale che lega ogni lettera a un movimento semplice per trascriverlo direttamente sul proprio corpo, in continua dinamica nello spazio e nel tempo. La performance si propone di essere allo stesso tempo momento di pratica o di osservazione.










