Domenica 20 settembre, alle 11 l’incontro Da Dante al Rinascimento con il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo, che a Dante ha dedicato best sellers editi da Mondadori come A riveder le stelle (2020) o Il posto degli uomini. Dante in Purgatorio dove andremo tutti (2021). Il percorso proposto da Cazzullo per il festival racconta l’Italia non come uno stato politico, ma come una superpotenza culturale e linguistica; un viaggio che unisce il Poeta, considerato l’inventore dell’identità italiana, ai secoli dell’oro di Leonardo e Michelangelo, fondatori di una nazione nata dalla bellezza e dalla libertà.
A seguire il festival si conclude con il Premio Dante-Ravenna, quest’anno destinato a Riccardo Muti. Il direttore d’orchestra, che ha eletto Ravenna a propria casa e ha diretto le più prestigiose orchestre nei maggiori teatri del mondo, si batte da sempre per restituire all’opera italiana la sua originaria unità di musica, parola e teatro. Attraverso una costante, filologica e drammaturgica attenzione al valore espressivo della parola cantata, Riccardo Muti ha contribuito a custodire e trasmettere la ricchezza della nostra lingua, riconoscendone il ruolo essenziale nella costruzione dell’identità culturale del Paese. Al tempo stesso, il suo impegno nel promuovere nuove creazioni ispirate a Dante, come in occasione del settimo centenario della morte del Poeta, ha testimoniato la volontà di far dialogare la tradizione con il presente, confermando la vitalità dell’eredità dantesca.











