Venerdì 18 settembre alle 17.30 si inaugura la mostra fotografica di Giampiero Corelli Io sono Dante. Pare che oggi in Italia non più di 70.000 persone si chiamino Dante. È uno dei quei nomi che sono al contempo onore e onere, richiamando immediatamente una figura di enorme statura nella storia e nella letteratura, e la sua ricorrenza testimonia l’attaccamento a una tradizione e il richiamo affettivo al Poeta. Corelli si è messo alla ricerca di chi può dire, oggi, “Io sono Dante”, lasciando emergere uno dei tanti aspetti del radicamento dell’autore della Commedia nella nostra vita.
A seguire a Giorno e notte nella Commedia, una riflessione di Raffaele Pinto, formatosi alla Normale di Pisa e all’Università “Federico II” di Napoli ed attualmente professore di Filologia Italiana presso l’Università di Barcellona, dove coordina un seminario permanente di psicoanalisi, cinema a letteratura. La sua ricerca si è concentrata anche su Dante e l’irradiazione della sua opera nella letteratura e nel cinema.
Alle 21 l’appuntamento è ai Musei Byron e del Risorgimento: nella corte interna, Vincenzo De Angelis, Amerigo Fontani, Marcello Prayer e Anna Laurence propongono Profeti in esilio (Dante, Byron e Da Ponte), una conversazione con letture e musiche (Francesco Dillon al violoncello) attorno alla traduzione che, dalla New York del 1819, il librettista di Mozart propose della Profezia di Dante che Byron compose proprio a Ravenna, ispirato dall’amata Teresa Guiccioli. Emerge forte, attraverso i secoli, l’appello alla libertà e all’unità dell’Italia.











