La Regione Emilia-Romagna ha deciso di sospendere il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 che secondo la normativa nazionale sarebbe dovuto entrare in vigore dall’1 ottobre 2026 (già rinviata di un anno) nei comuni con più di 100mila abitanti delle quattro regioni del Bacino padano (Piemonte, Lombardi e Veneto le altre tre). In Emilia-Romagna il provvedimento riguarderebbe 90mila veicoli nei nove capoluoghi di provincia: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini.
I veicoli diesel Euro 5 sono quelli che rientrano nella classe ambientale omologata secondo gli standard europei antinquinamento introdotti obbligatoriamente per le nuove vetture a partire dal settembre 2011 e rimasti in vigore fino all’entrata dello standard Euro 6 nel settembre 2015.
Come previsto dalla legge nazionale, la giunta regionale ha predisposto un pacchetto di misure alternative e compensative per garantire una riduzione delle emissioni inquinanti «addirittura superiore – si legge in un comunicato da Bologna – a quella quantificabile con il blocco dei diesel Euro 5».
Queste le misure previste: posticipo all’1 novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura e rafforzamento, nelle fasi emergenziali per la qualità dell’aria, delle limitazioni all’utilizzo degli impianti domestici a biomassa ampliando anche di un’ora – dalle 8 alle 19 – l’orario di applicazione delle limitazioni alla circolazione dei veicoli privati. Nello stesso tempo la giunta stanzia 10 milioni di euro per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore, anche abbinate a impianti fotovoltaici con un provvedimento che è già stato presentato per il via libera al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.



