martedì
30 Giugno 2026

Svuotava cantine per soldi e buttava i rifiuti in una discarica abusiva di 2mila mq

I carabinieri forestali hanno denunciato un 56enne. Sul terreno c’era di tutto tra cui elettrodomestici, arredi, 66 bici. Nel 2020 i militari hanno denunciato 38 persone in provincia per reati ambientali

P1070833Si faceva pagare per sgomberare cantine e locali ma anziché smaltire i rifiuti con le corrette modalità previste dalle norme, ha creato una discarica a cielo aperto su un terreno di duemila metri quadrati a Chiesuola di Russi. Un 56enne forlivese è stato denunciato dai carabinieri forestali e l’area è sotto sequestro.

Il lotto utilizzato per la discarica era recintato e con dei pannelli metallici per nascondere l’attività illecita e abusiva. All’interno i militari hanno trovato un’ingente quantità di rifiuti pericolosi e non (televisori, frigoriferi, lavatrici, automezzi e veicoli fuori uso, tavoli, sedie, materassi, piastrelle, macerie e 66 biciclette). I rifiuti coprivano quasi per intero la superficie ostacolando l’ingresso e rendendo difficoltoso l’accertamento.

Quando i carabinieri sono arrivati hanno trovato il gestore dell’area che stava proprio movimentando i rifiuti e si è giustificato dicendo che era sua intenzione sistemare il posto. Le indagini proseguiranno sotto la direzione della Procura della Repubblica di Ravenna al fine di valutare se possono sussistere altre ipotesi di reato più gravi.

Nel corso del 2020 i controlli dei carabinieri forestali sullo smaltimento illecito di rifiuti, con il sequestro di vaste aree utilizzate come discariche e il conseguente obbligo dei contravventori al ripristino dello stato dei luoghi, hanno portato al pagamento di sanzioni per oltre diecimila euro.

È un dato che emerge dal bilancio dell’attività 2020 del gruppo presente in provincia con le stazioni di Ravenna, Cervia, Bagnacavallo, Brisighella, Casola Valsenio e del Nucleo Investigativo. In totale quattromila controlli effettuai: 134 illeciti amministrativi per untotale di 63mila euro, 45 notizie di reato perseguite e 38 denunce.

Foto ComunicatoL’attività è dedicata a prevenire e reprimere la commissione di illeciti a danno dell’ambiente, in particolar modo quelli a tutela del patrimonio boschivo, della fauna selvatica e degli animali di affezione, quelli sullo smaltimento illecito dei rifiuti e dell’inquinamento delle acque nonché la tutela della sicurezza agro-alimentare.

«Di particolare rilievo – si legge nel comunicato stampa – sono stati i servizi svolti nell’area della pialassa Piomboni e Baiona in collaborazione con il reparto Carabinieri Biodiversità di Punta Marina e le altre forze dell’ordine, contro il fenomeno della pesca abusiva che hanno portato al sequestro di oltre 5 quintali di vongole, di imbarcazioni e attrezzature utilizzate dai contravventori».

La tutela delle acque ha portato alla denuncia dei dirigenti di una nota azienda alimentare della provincia per aver messo in atto un scarico abusivo delle acque reflue industriali e averne falsificato le analisi chimiche di autocontrollo.

Si butta dal tetto dell’Itis. Una settimana fa era morto sul lavoro un suo amico

Si è tolto la vita a 25 anni. La famiglia ne aveva denunciato la scomparsa

Polizia VolanteUn ragazzo di 25 anni è stato ritrovato morto nella notte tra mercoledì e giovedì nel cortile dell’Itis di Ravenna.

Il giovane si sarebbe lanciato dal tetto dell’istituto. Un suicidio che potrebbe essere legato alla morte di Christian Vernocchi – la vittima dell’infortunio sul lavoro dello scorso 14 gennaio a Cervia – di cui il 25enne era grande amico.

È successo poco dopo la mezzanotte. Sul posto le volanti della polizia, che stavano cercando il ragazzo dopo la denuncia di scomparsa della famiglia, con cui viveva nel Forlivese. Dalle celle telefoniche era risultato trovarsi nella zona dello stadio e i poliziotti hanno infatti rintracciato la sua auto nel parcheggio dell’Itis. Poco dopo il ritrovamento del corpo.

Il giovane, secondo la prima ricostruzione, avrebbe utilizzato le scale di emergenza, sempre aperte, per salire sul tetto.

Il Safari di Ravenna si offre di accogliere l’elefante abbandonato in una discarica

È successo in Francia. Lo zoo di Ravenna garantirebbe tutte le cure necessarie

Elefante CircoIl giardino zoologico di Ravenna ha preso contatti con l’Ambasciata francese a Roma per comunicare la propria disponibilità ad accogliere l’elefante abbandonato in Francia.

Si tratta di “Dumba”, elefantessa asiatica di 43 anni, ferita ai due lati della testa e con forti dolori alle zampe, ritrovata all’interno di un camion da circo, abbandonato nella remota campagna del Gard, nel freddo e in mezzo alla neve.

Il Safari Ravenna – che già ospita tre elefanti – si è offerto di organizzare il trasporto e di garantire poi, una volta arrivata al parco, tutte le cure necessarie.

Ampliamento da 4mila metri quadrati, su più piani, per il pronto soccorso di Ravenna

Entro fine mese la presentazione del progetto. Tre anni di lavori

entrata pronto soccorso ravennaEntro fine mese verrà presentato il progetto dell’ampliamento del pronto soccorso di Ravenna. Lo ha annunciato il sindaco Michele de Pascale nel corso dell’incontro in streaming con il direttore sanitario dell’Asl Romagna, Mattia Altini.

Ad anticipare il progetto è stato lo stesso Altini: si tratta di un ampliamento di 4mila metri quadrati, già finanziato e che necessiterà di 3 anni di tempo per essere completato. Riguarderà il piano terra e anche i piani superiori della palazzina del Dea dell’ospedale.

Intanto, secondo Altini, la situazione in questi giorni è migliorata, rispetto all’emergenza delle scorse settimane, grazie anche a un primo intervento a tampone che ha visto l’Azienda sanitaria recuperare in circa un mese e mezzo 24 posti letti aggiuntivi e due nuovi spazi per poter dividere i pazienti ad alto rischio e quelli non a rischio Covid.

Contemporaneamente è stata modificata anche l’organizzazione, con tutti i professionisti dell’ospedale che stanno turnando nell’Osservazione breve intensiva del Ps.

Una riorganizzazione che continuerà all’insegna di poche parole chiave: ampi spazi e flessibilità, ha sottolineato Altini, in modo da non farsi trovare più impreparati di fronte a future emergenze.

La Ravenna che sogna la Coppa America, protagonista alla Prada Cup

In quattro dalla nostra provincia al lavoro su Luna Rossa, Plazzi e Vettese invece nell’organizzazione del trofeo

Circolo Velico Ravennate Luna RossaC’è anche un pezzo di Ravenna tra i protagonisti della Prada Cup, il ciclo di regate che designerà lo sfidante ufficiale di Emirates Team New Zealand alla prossima Coppa America di vela, il prossimo marzo, considerato il trofeo più antico nella storia dello sport.

Si tratta di cinque soci del Circolo Velico Ravennate, già in passato protagonista della manifestazione. Matteo Plazzi, già vincitore della Coppa America con Bmw Oracle Racing, è il direttore tecnico della Prada Cup, mentre Antonio Vettese (membro del consiglio direttivo del circolo ravennate con Plazzi) ne è responsabile della comunicazione.

Sono invece all’interno di Luna Rossa – imbarcazione italiana che nel weekend si giocherà la finale contro Ineos Uk – Andrea Bazzini, Jacopo Plazzi e Umberto Molineris, gli ultimi due come membri del “sailing team”, Bazzini invece nel “design team”, tra i responsabili dello sviluppo dei software di bordo.

«Per il Circolo Velico Ravennate essere presente in America’s Cup è una tradizione che si rinnova: da quando team italiani hanno lanciato le loro sfide, non sono mai mancati atleti o tecnici riconducibili al nostro club – spiega Matteo Plazzi -. È un fatto del quale andare orgogliosi, che racconta di un ambiente permeato da una forte tradizione agonistica, nell’ambito della quale la formazione avviene in modo naturale. Chi impara trova il vantaggio delle esperienze altrui, chi è esperto e mette il proprio sapere a disposizione degli altri».

A fare i complimenti e a tifare per il gruppo ravennate è tra gli altri, sui social, l’assessore allo Sport del Comune, Roberto Fagnani.

A bordo di Luna Rossa, infine, da segnalare (come scrive il Carlino Ravenna oggi in edicola) anche la presenza di un cervese, Giuseppe Acquafredda, responsabile dell’albero e delle manovre.

Covid, 112 nuovi casi e altri 10 morti in provincia di Ravenna

 

Tornano a salire i nuovi casi di positività al coronavirus in provincia di Ravenna: nel bollettino di oggi, 20 gennaio, se ne sono registrati 112: 50 asintomatici e 16 ricoverati. I tamponi eseguiti sono stati 2042 in provincia.

La Regione ha comunicato 10 decessi “ravenna”: 7 pazienti di sesso maschile di 73, 74, 78, 85, 87, 88, 90 anni e 3 di sesso femminile di 75, 87, 92 anni.

Il bollettino regionale del 20 gennaio.

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 205.261 casi di positività, 1.090 in più rispetto a ieri (di cui la metà asintomatici), su un totale di 20.646 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 5,3%.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 52.579 (-659 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 49.859 (-628), il 95% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 64 nuovi decessi: 8 a Piacenza (4 donne – di 56, 81, 87 e 90 anni – e 4 uomini, di 78, 81, 90, 91 anni); 1 in provincia di Parma (un uomo di 67 anni); 5 a Reggio Emilia (3 donne – di 53, 80, 82 anni – e 2 uomini di 87 e 91 anni, quest’ultimo deceduto a Modena); 8 nel modenese (3 donne – di 63, 83 e 85 anni – e 5 uomini, rispettivamente di 52, 67, 2 di 74, 93 anni); 21 in provincia di Bologna (10 donne: una di 56, una di 79 anni, 2 di 86 – di cui una deceduta a Ferrara – , poi 88, 90, 92, 2 di 98, una di 99 anni; e 11 uomini: 54, 65, 76, 2 di 78, 83, 86, 87, 90, 2 di 97 anni); 6 nel ferrarese (5 donne – rispettivamente di 76, 85, 94, 95, 100 anni – e un uomo di 86 anni); 10 in provincia di Ravenna (3 donne – di 75, 87 e 92 anni – e 7 uomini, rispettivamente di 73, 74, 78, 85, 87, 88, 90 anni); 1 a Forlì-Cesena (un uomo di 91 anni); 4 nel riminese (2 donne, di 80 e 90 anni, e 2 uomini, di 68 e 74 anni).

In seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni scorsi, è stato eliminato 1 decesso dalla provincia di Ravenna, in quanto non riconducibile al Covid. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 8.935.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 230 (-2 rispetto a ieri), 2.490 quelli negli altri reparti Covid (-29).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 17 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 15 a Parma (-1), 18 a Reggio Emilia (-1), 46 a Modena (-2), 44 a Bologna (+2), 15 a Imola (+2), 29 a Ferrara (+1), 14 a Ravenna (-2), 1 a Forlì (-2), 5 a Cesena (invariato) e 26 a Rimini (+1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 17.654 a Piacenza (+62 rispetto a ieri, di cui 30 sintomatici), 14.564 a Parma (+60, di cui 37 sintomatici), 27.429 a Reggio Emilia (+155, di cui 53 sintomatici), 36.501 Modena (+97, di cui 70 sintomatici), 40.620 a Bologna (+145, di cui 74 sintomatici), 6.465 casi a Imola (+6, di cui 2 sintomatici), 11.606 a Ferrara (+64, di cui 25 sintomatici), 15.646 a Ravenna (+112, di cui 62 sintomatici), 7.497  a Forlì (+138, di cui 98 sintomatici), 8.495 a Cesena (+61, di cui 46 sintomatici) e 18.784 a Rimini (+190, di cui 71 sintomatici)

Confesercenti e Confcommercio lanciano la petizione: «Fate riaprire locali e negozi»

Le due associazioni: «Lasciate lavorare le nostre imprese»

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La protesta delle attività chiuse dello scorso ottobre

Confesercenti e Confcommercio della provincia di Ravenna lanciano una petizione per convincere le Istituzioni a cambiare registro: «nel rispetto delle misure di sicurezza in vigore, tutti i settori del commercio, dei pubblici esercizi e dei servizi alla persona devono poter rimanere aperti», scrivono le due associazioni in una nota inviata alla stampa.

«Nel corso di questi mesi, come Associazioni di rappresentanza delle piccole e medie imprese – commenta Monica Ciarapica, presidente provinciale di Confesercenti –, non ci siamo mai sottratti alle nostre responsabilità ed abbiamo svolto un difficile ruolo di salvaguardia del tessuto economico e di capillare informazione verso le imprese del territorio, che in diverse occasioni hanno stentato a comprendere il senso delle decisioni messe in atto dal Governo. Particolare disappunto e disagio sono avvertiti a causa dei tempi di adozione dei provvedimenti, che non lasciano mai la possibilità di organizzare e programmare il lavoro di importanti settori dell’economia».

«Molte attività – continua Mauro Mambelli, presidente Confcommercio – stanno soffrendo questa situazione: bar, ristoranti, tutto il mondo del turismo, dell’intrattenimento, della cultura, così come il commercio soprattutto nei settori non alimentare. Commercianti, sia in sede fissa che ambulanti, e grossisti che pur subendo danni economici enormi, per il solo fatto di poter continuare ad essere aperti, non beneficiano di alcun sostegno se non di sporadiche attenzioni. Inoltre i negozi di vicinato, i piccoli esercizi commerciali dei centri storici delle nostre città, sono stati desertificati dai vincoli della mobilità delle persone e dall’ utilizzo spinto dello smart-working. Tutto il settore dei fieristi e dello spettacolo viaggiante è fermo da mesi, il settore delle estetiste non lavora così come le palestre. Per non parlare delle gallerie e dei centri commerciali, i cui negozi sono costretti alla chiusura nei giorni potenzialmente più redditizi. Come Associazioni al servizio delle imprese, riceviamo quotidianamente segnali di preoccupazione, esasperazione ed è sempre più diffusa la sensazione di essere di fronte ad un accanimento verso tutto il settore del terziario e dei servizi. Considerato l’andamento dei contagi, appare peraltro evidente che non vi sia una diretta correlazione tra la diffusione del virus e la frequentazione di queste attività. Ora basta, lasciate lavorare le nostre imprese».

Per firmare la petizione cliccare il seguente link https://www.formoduli.com/invia/view.php?id=13478

Scuola, in Emilia-Romagna superiori in presenza al 50 percento fino al 6 febbraio

Tramonta l’ipotesi di rientro al 75 percento. L’ufficio regionale si cautela a fronte di un rischio considerato ancora alto

Rientro Scuola Classico
Ragazzi fuori dal liceo classico di Ravenna

In Emilia-Romagna le scuole secondarie di secondo grado proseguiranno l’attività didattica in presenza al 50% almeno fino a sabato 6 febbraio. Lo chiarisce l’Ufficio scolastico regionale, d’accordo col presidente di Regione Stefano Bonaccini e con la Prefettura di Bologna.

Una decisione definita «opportuna» in considerazione dell’andamento dell’epidemia del coronavirus e della valutazione di rischio ora considerato complessivamente “alto” in base ai dati forniti oggi all’Usr dalla Regione.

Tramonta dunque l’ipotesi ventilata nei giorni scorsi di un rientro in classe al 75% per le superiori dalla prossima settimana.

Nello specifico, sottolinea l’Ufficio scolastico regionale, la valutazione alta del rischio tiene conto anche di indicatori «quali l’incremento dei focolai e la ricomparsa di focolai nelle strutture residenziali».

Il parere tecnico della Regione indica che «solo il mantenimento rigoroso delle misure di mitigazione può contribuire ad evitare un rapido aumento del numero dei casi nelle prossime settimane». Anche il ritorno alla didattica in presenza al 50% «deve rispondere al medesimo principio di rigorosa applicazione delle misure di sicurezza».

L’invito che emerge dal dossier tecnico è di «osservare un atteggiamento di massima prudenza almeno fino a tutta la prima settimana di febbraio». Anche per non «inficiare» i possibili effetti positivi delle misure anti-Covid previste, evidenzia l’Usr. (ANSA.it)

Contributi e Tfr per il sindaco: esposto della Pigna, De Pascale assicura regolarità

Secondo la lista civica di opposizione il primo cittadino ha usufruito di una assunzione fittizia in una coop vicino al partito con un aumento dei costi per le casse pubbliche. La difesa: contratto trasferito tra aziende

De Pascale FbUna finta assunzione a tempo indeterminato in una cooperativa vicina al partito per andare subito in aspettativa non retribuita, concessa dalla legge a chi ha incarichi politici, e ottenere così che sia il Comune a farsi carico di contributi previdenziali e Tfr, come prevede la norma, con un aumento di questi ultimi grazie al diverso inquadramento della posizione per il contratto nazionale. È l’accusa mossa contro il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, dalla lista civica La Pigna.

La consigliera comunale Veronica Verlicchi ha depositato un esposto in procura e alla Corte dei Conti. Il primo cittadino sostiene che tutto sia regolare, accusa la forza di opposizione di affermare falsità, si dice disponibile a chiarire tutto qualora le autorità giudiziarie volessero approfondire e ha incaricato gli avvocati di valutare ogni azione possibile per tutelare la sua onorabilità.

Lo snodo di tutto è nel 2019. Fino al 30 settembre De Pascale è dipendente del Partito democratico provinciale di Ravenna (lo era dal 2013 quando divenne segretario), dall’1 ottobre risulta assunto alla Sercoop, società strettamente legata al Pd per cui segue in particolare gli aspetti amministrativi e contabili delle Case del Popolo (a fine 2019 Sercoop confluisce in Federcoop Romagna). Così come accaduto il 22 giugno 2016, all’indomani dell’elezione a Palazzo Merlato, anche a ottobre del 2019 il sindaco comunica al datore di lavoro (Pd nel primo caso, Sercoop nel secondo) che intende beneficiare dell’aspettativa politica.

Veronica Verlicchi
Veronica Verlicchi, capogruppo in consiglio comunale della Pigna

Nella sua ricostruzione, dettagliata nell’esposto sulla base di documenti ottenuti dall’amministrazione comunale, la Pigna ritiene anomalo che una coop di servizi contabili abbia assunto un 34enne con un diploma di scuola superiore che fino a quel momento ha fatto solo attività politica. Inoltre dal bilancio 2018, ultimo disponibile, emerge un utile di diecimila euro per Sercoop: come si può – si chiede la Pigna – avere margine per un’assunzione a tempo pieno indeterminato di un quadro? Infine i costi per le casse pubbliche, dettaglio cruciale: durante il periodo da dipendente del Pd, il Comune versava circa 16mila euro all’anno tra Tfr e contributi. Cifra che sarà più alta per il 2020, dice la Pigna, perché a parità di livello di inquadramento i due settori hanno contratti collettivi nazionali diversi con retribuzioni diverse e quindi contributi diversi, più alti per un dipendente Sercoop. E quindi, secondo la forza di opposizione, un vantaggio per la futura pensione di De Pascale.

Il sindaco respinge tutte le accuse. La prima replica riguarda il licenziamento e assunzione un giorno dopo l’altro. In realtà, spiega De Pascale, il Pd ha trasferito diversi suoi dipendenti all’interno di Sercoop e, come previsto dalla normativa, non c’è effettiva interruzione del rapporto di lavoro: per esigenze di riorganizzazione del partito, la posizione lavorativa occupata da De Pascale, ultimo segretario a godere di un’assunzione contestuale all’incarico, è stata trasferita da un soggetto giuridico ad un altro. A non cambiare è invece il livello di inquadramento: De Pascale assicura che il livello in Sercoop è l’equivalente di quello ricoperto nel Pd e ricorda che durante l’aspettativa gli scatti di anzianità maturano comunque. Per completare il quadro va detto che in effetti il partito e la cooperativa per le rispettive assunzioni fanno riferimento a contratti collettivi nazionali diversi perché settori diversi. Sarà cruciale l’eventuale differenza di costi.

Infine la domanda più politica: perché il Pd non si è tenuto in casa il suo dipendente? «La scelta viene da chi è nel ruolo di datore di lavoro. In prospettiva di un mio rientro futuro, il Pd ha valutato di non aver bisogno di un profilo come il mio mentre Sercoop sì, magari più per un ruolo di relazioni che strettamente amministrativo. Sono stato segretario del partito per tre anni e credo di aver maturato l’esperienza adatta».

Secondo Verlicchi la vicenda di De Pascale ricorda quella vissuta da Josefa Idem. L’ex assessora finì a processo nel 2016 per truffa proprio per un’assunzione nell’associazione sportiva di cui era presidente il marito a pochi giorni dall’incarico in giunta nel 2006 (primo mandato di Fabrizio Matteucci). Per la campionessa arrivò la prescrizione a estinguere il reato ma la sentenza del giudice di fatto accoglieva l’ipotesi accusatoria: la procura aveva chiesto 18 mesi di condanna.

L’anticipazione: il Giro d’Italia omaggia Dante con una tappa in partenza da Ravenna

Ipotesi 21 maggio, con arrivo a Verona. L’ufficialità in febbraio

Giro D'Italia 2019 Edizione 102 Tappa 10 Da Ravenna A Modena Km 145Le prime anticipazioni sul prossimo Giro d’Italia coinvolgono Ravenna che pare ormai certo sarà sede della tappa che sarà organizzata per omaggiare, in questo 2021, il settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri.

La data ipotizzata sarebbe quella del 21 maggio, con partenza appunto da Ravenna e arrivo nell’altra città dantesca (oltre naturalmente Firenze), ossia Verona.

Gli organizzatori di RCS Sport hanno fatto nei giorni scorsi sopralluoghi per concordare percorso e arrivo.

L’ufficialità dovrebbe arrivare nei primi giorni di febbraio.

Vende un Rolex su Subito.it, ma l’assegno da 6.600 euro era falso

La polizia è riuscita a identificare e a denunciare un 22enne

RolexAveva venduto il proprio Rolex a 6.600 euro a un 22enne campano, con cui si era messo in contatto attraverso la piattaforma Subito.it.

Ma l’assegno consegnatogli di persona, a casa propria, dopo qualche giorno è risultato “clonato”.

Il venditore ha così denunciato il fatto alla questura di Ravenna e gli investigatori della Squadra Mobile sono riusciti a risalire all’acquirente, denunciato in stato di libertà quale autore della truffa.

Covid, “solo” 50 nuovi casi in provincia di Ravenna. Ma altri 12 morti

 

Dopo gli 88 di ieri, continuano a scendere i nuovi contagi giornalieri in provincia di Ravenna, che nel bollettino odierno (19 gennaio) sono 50 (di cui 20 asintomatici e 11 ricoverati). Su un totale di 1.355 tamponi. La Regione ha però comunicato altri 12 decessi “ravennati”: 5 pazienti di sesso maschile di 83, 86, 89, 90, 93 anni e 7 di sesso femminile di 73, 77, 81, 84, due di 89, 93 anni).

Il bollettino regionale del 19 gennaio

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 204.174 casi di positività, 1.034 in più rispetto a ieri (di cui quasi la metà asintomatici), su un totale di 23.652 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 4,3%.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.947 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 142.061.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 53.241 (-988 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 50.489 (-938), il 94,8% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 75 nuovi decessi: 7 a Piacenza (tre donne di 85, 88 e 90 anni; 4 uomini di 72,76, 91 e 94 anni ); 2 in provincia di Parma (una donna di 82 anni e un uomo di 89 anni); 4 a Reggio Emilia (due donne di 73 e 81 anni, e due uomini di 80 e 95 anni); 6 nel modenese (tre donne – di 70, 82 e 90 anni – e tre uomini, di 63, 84 e 87 anni); 29 in provincia di Bologna (11donne – una di 60 anni, due di 83, una di 84, una di 86, una di 87, due di 88, una di 90, una di 91 e una di 100 anni – e 18 uomini: di 61, 71, 77, 78, 79, 80, 82, 5 di 85 anni, uno di 87, due di 89, poi di 92, 93 e 95 anni); 2 nel ferrarese (entrambe donne: di 63 e 87 anni); 12 in provincia di Ravenna (7 donne – di 73, 77, 81, 84 anni, due di 89 e una di 93 anni – e 5 uomini, rispettivamente di 83, 86, 89, 90, 93 anni); 7 a Forlì-Cesena (quattro donne di 78, 83, 91, 95 anni, e tre uomini: uno di 86 e due di 92 anni); 5 nel riminese (una donna 91enne e 4 uomini, di 76, 84, 87 e 89 anni). Infine, si segnala un decesso fuori regione: un uomo di 90 anni diagnosticato dall’Ausl di Modena ma residente in provincia di Mantova.
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 8.872.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 232 (-6 rispetto a ieri), 2.520 quelli negli altri reparti Covid (-44).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 17 a Piacenza (uno in meno rispetto a ieri), 16 a Parma (+2), 19 a Reggio Emilia (-1), 48 a Modena (-1), 42 a Bologna (-3), 13 a Imola (numero invariato rispetto a ieri 1), 28 a Ferrara (-1), 16 a Ravenna (+2), 3 a Forlì (invariato), 5 a Cesena (invariato) e 25 a Rimini (-3).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 17.592 a Piacenza (+77 rispetto a ieri, di cui 30 sintomatici), 14.505 a Parma (+,56 di cui 29 sintomatici), 27.274 a Reggio Emilia (+107, di cui 34 sintomatici), 36.404 Modena (+150, di cui 86 sintomatici), 40.477 a Bologna (+257, di cui 161 sintomatici), 6.459 casi a Imola (+19, di cui 6 sintomatici), 11.542 a Ferrara (+56, di cui 19 sintomatici), 15.534 a Ravenna (+50, di cui 30 sintomatici), 7.359  a Forlì (+50, di cui 30 sintomatici), 8.434 a Cesena (+62, di cui 42 sintomatici) e 18.594 a Rimini (+150, di cui 104 sintomatici).

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