Contributi e Tfr per il sindaco: esposto della Pigna, De Pascale assicura regolarità

Secondo la lista civica di opposizione il primo cittadino ha usufruito di una assunzione fittizia in una coop vicino al partito con un aumento dei costi per le casse pubbliche. La difesa: contratto trasferito tra aziende

De Pascale FbUna finta assunzione a tempo indeterminato in una cooperativa vicina al partito per andare subito in aspettativa non retribuita, concessa dalla legge a chi ha incarichi politici, e ottenere così che sia il Comune a farsi carico di contributi previdenziali e Tfr, come prevede la norma, con un aumento di questi ultimi grazie al diverso inquadramento della posizione per il contratto nazionale. È l’accusa mossa contro il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, dalla lista civica La Pigna.

La consigliera comunale Veronica Verlicchi ha depositato un esposto in procura e alla Corte dei Conti. Il primo cittadino sostiene che tutto sia regolare, accusa la forza di opposizione di affermare falsità, si dice disponibile a chiarire tutto qualora le autorità giudiziarie volessero approfondire e ha incaricato gli avvocati di valutare ogni azione possibile per tutelare la sua onorabilità.

Lo snodo di tutto è nel 2019. Fino al 30 settembre De Pascale è dipendente del Partito democratico provinciale di Ravenna (lo era dal 2013 quando divenne segretario), dall’1 ottobre risulta assunto alla Sercoop, società strettamente legata al Pd per cui segue in particolare gli aspetti amministrativi e contabili delle Case del Popolo (a fine 2019 Sercoop confluisce in Federcoop Romagna). Così come accaduto il 22 giugno 2016, all’indomani dell’elezione a Palazzo Merlato, anche a ottobre del 2019 il sindaco comunica al datore di lavoro (Pd nel primo caso, Sercoop nel secondo) che intende beneficiare dell’aspettativa politica.

Veronica Verlicchi

Veronica Verlicchi, capogruppo in consiglio comunale della Pigna

Nella sua ricostruzione, dettagliata nell’esposto sulla base di documenti ottenuti dall’amministrazione comunale, la Pigna ritiene anomalo che una coop di servizi contabili abbia assunto un 34enne con un diploma di scuola superiore che fino a quel momento ha fatto solo attività politica. Inoltre dal bilancio 2018, ultimo disponibile, emerge un utile di diecimila euro per Sercoop: come si può – si chiede la Pigna – avere margine per un’assunzione a tempo pieno indeterminato di un quadro? Infine i costi per le casse pubbliche, dettaglio cruciale: durante il periodo da dipendente del Pd, il Comune versava circa 16mila euro all’anno tra Tfr e contributi. Cifra che sarà più alta per il 2020, dice la Pigna, perché a parità di livello di inquadramento i due settori hanno contratti collettivi nazionali diversi con retribuzioni diverse e quindi contributi diversi, più alti per un dipendente Sercoop. E quindi, secondo la forza di opposizione, un vantaggio per la futura pensione di De Pascale.

Il sindaco respinge tutte le accuse. La prima replica riguarda il licenziamento e assunzione un giorno dopo l’altro. In realtà, spiega De Pascale, il Pd ha trasferito diversi suoi dipendenti all’interno di Sercoop e, come previsto dalla normativa, non c’è effettiva interruzione del rapporto di lavoro: per esigenze di riorganizzazione del partito, la posizione lavorativa occupata da De Pascale, ultimo segretario a godere di un’assunzione contestuale all’incarico, è stata trasferita da un soggetto giuridico ad un altro. A non cambiare è invece il livello di inquadramento: De Pascale assicura che il livello in Sercoop è l’equivalente di quello ricoperto nel Pd e ricorda che durante l’aspettativa gli scatti di anzianità maturano comunque. Per completare il quadro va detto che in effetti il partito e la cooperativa per le rispettive assunzioni fanno riferimento a contratti collettivi nazionali diversi perché settori diversi. Sarà cruciale l’eventuale differenza di costi.

Infine la domanda più politica: perché il Pd non si è tenuto in casa il suo dipendente? «La scelta viene da chi è nel ruolo di datore di lavoro. In prospettiva di un mio rientro futuro, il Pd ha valutato di non aver bisogno di un profilo come il mio mentre Sercoop sì, magari più per un ruolo di relazioni che strettamente amministrativo. Sono stato segretario del partito per tre anni e credo di aver maturato l’esperienza adatta».

Secondo Verlicchi la vicenda di De Pascale ricorda quella vissuta da Josefa Idem. L’ex assessora finì a processo nel 2016 per truffa proprio per un’assunzione nell’associazione sportiva di cui era presidente il marito a pochi giorni dall’incarico in giunta nel 2006 (primo mandato di Fabrizio Matteucci). Per la campionessa arrivò la prescrizione a estinguere il reato ma la sentenza del giudice di fatto accoglieva l’ipotesi accusatoria: la procura aveva chiesto 18 mesi di condanna.

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