sabato
27 Giugno 2026

Covid, in provincia 130 casi e altri due morti: un 50enne e un 88enne

 

Sono 130 (di cui 99 asintomatici) i casi di positività al coronavirus registrati nel bollettino di oggi (18 novembre) sul territorio provinciale di Ravenna. Sono 14 i pazienti che hanno avuto bisogno di essere ricoverati. Restano 11 (come ieri) i ricoverati in terapia intensiva in provincia.

Oggi la Regione ha comunicato anche due decessi nella provincia di Ravenna: 2 pazienti di sesso maschile di 50 e 88 anni.

Il bollettino regionale, aggiornato alle 12 del 18 novembre

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 95.654 casi di positività, 2.371 in più rispetto a ieri, su un totale di 20.732 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è oggi dell’11,4 %, rispetto al 9,9% di ieri.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 1.159 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 59.319 (2.053 in più di ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 56.626 (+2.058 rispetto a ieri), il 95,4 % del totale dei casi attivi.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 244 (-3 da ieri), 2.449 quelli in altri reparti Covid (-2).   Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 11 a Piacenza (-1 rispetto a ieri), 16 a Parma (-1 rispetto a ieri), 28 a Reggio Emilia (+2), 61 a Modena (-3),  65 a Bologna (-1), 4 a Imola (+3),19 a Ferrara (-1),11 a Ravenna (dato stabile da ieri), 5 a Forlì (-1),1 a Cesena (dato invariato) e 23 a Rimini (dato invariato).

Purtroppo, si registrano 53 nuovi decessi: 25 in provincia di Bologna (6 donne rispettivamente di 81, 80, 73, 56 anni e due di 95 anni; 19 uomini di cui 2 di 97 e 2 di 91 anni e gli altri rispettivamente di 93, 87, 84, 83, 80, 82, 79, 78, 74, 71,72, 64, 61, 60, 59); 11 in provincia di Modena (8 donne rispettivamente di 95, 92, 89, 87, 83, 81,79 e 60 anni, e tre uomini di 89, 87, 83 anni); 9 in quella di Reggio Emilia (4 donne, una di 21 e le altre di 98, 86 e 76 anni, e 5 uomini rispettivamente di 91, due di 88 anni, e gli altri 82 e 79 anni); 3 i quella di Ferrara (due uomini di 82  e 66 anni, e una donna di 92 anni); 2 nella provincia di Ravenna (due uomini di 88 e 50 anni), 2in quella di Rimini (entrambe donne, rispettivamente di 87 e 83 anni) e uno a Parma, un uomo di 91 anni.Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, in Emilia-Romagna i decessi sono complessivamente 5.168.

Le persone complessivamente guarite salgono a 31.167 (+265 rispetto a ieri).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 10.259 a Piacenza (+236  rispetto a ieri, di cui 31 sintomatici), 8.430 a Parma (+228, di cui 173 sintomatici), 13.932 a Reggio Emilia (+ 273, di cui 222 sintomatici),17.123 a Modena (+461 di cui 351 sintomatici),18.986 a Bologna (+528, di cui 204 sintomatici), 2.361 casi a Imola (+92, di cui 32 sintomatici), 4.647 a Ferrara (+105, di cui  5 sintomatici), 5.797 a Ravenna (+130, di cui 31 sintomatici), 3.607 a Forlì (+86, di cui  58 sintomatici),  2.991 a Cesena (+59, di cui 41 sintomatici) e 7.521 a Rimini (+173, di cui 64 sintomatici)

Nuovo parco Cesarea: piantato il primo di 199 alberi e riempito il laghetto

Occuperà una superficie totale di nove ettari con ingresso principale da via Antica Milizia: già seminato il prato, pronto fra qualche mese. Era previsto dal 1993

PRIMA PIANTA PARCO CESAREA RAVENNAIl primo albero, un tiglio, è stato piantato. Ne arriveranno altri 198. A Ravenna sono ufficialmente partiti i lavori per la realizzazione del parco Cesarea, la grande area verde che farà parte della nuova urbanizzazione compresa tra via Antica Milizia, via don Carlo Sala, via Stradone e lo scolo Lama. In totale 94mila mq di spazio naturale (più di dieci campi da calcio): 63mila destinati a prato, quasi novemila dedicati al lago (già realizzato) e oltre 20mila a rimboschimenti. Il Cesarea era previsto nel piano del verde adottato dal Comune nel 1993.

Il progetto, elaborato in collaborazione con lo studio Zucchi di Milano, è affidato allo studio ravennate di architettura del paesaggio Paisà (qui tutti i dettagli) e prevede la piantumazione di 199 alberi di varie tipologie (tiglio, acero, carpano, frassino, leccio, farnia e olmo). A cui vanno aggiunti altri 2.305 alberi, anche questi di varie e ulteriori specie (pioppo, susino, ciliegio, tamerice, salice, melo selvatico), per il rimboschimento della cintura verde nelle vicinanze.

PRIMA PIANTA PARCO CESAREA RAVENNAL’accesso principale sarà lungo via Antica Milizia in prossimità del comparto sportivo-parrocchiale esistente, mentre ulteriori accessi diretti al parco saranno posizionati lungo la via don Carlo Sala. I movimenti di terra che bordano il parco, come quelli realizzati al Baronio, costituiscono una sorta di raccordo continuo tra parco, infrastrutture e aree urbanizzate con una funzione di schermo dal rumore del traffico per la zona centrale. È prevista anche una caffetteria-ristorante, uno spazio al coperto che dovrebbe contribuire ad incentivarne l’attività anche durante i mesi invernali.

Al momento, oltre al lago, sono stati realizzati i sottoservizi utili per gli impianti di illuminazione, irriguo e fognario. Già eseguita la semina del prato che a breve colorerà di verde l’area. Grazie alla cintura verde esistente, il nuovo parco si collegherà con gli altri due della città, Teodorico e Baronio.

Il maestro Muti torna all’Alighieri: due concerti in streaming con la Cherubini

Visione gratuita 22 e il 29 novembre, su ravennafestival.live e anche sul sito dell’Ansa

Il maestro Muti e l'Orchestra Cherubini al teatro Alighieri di RavennaIl maestro, la sua orchestra e il teatro: quanto basta per riprendersi la gioia del fare musica insieme e condividerla con tutti, ovunque. Riccardo Muti dirige l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini al teatro Alighieri di Ravenna per due concerti in streaming gratuito il 22 e 29 novembre, alle 11 del mattino, sul sito ravennafestival.live (dove saranno a disposizione on demand per 15 giorni).

I concerti sono resi possibili dalla collaborazione fra Ravenna Festival, Fondazione Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e RMMUSIC, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.

Nei programmi scelti da Muti sono incise le coordinate che da sempre ne guidano l’attività, ovvero l’attenzione per la nuova generazione e l’amore per quello che può e deve continuare a essere il Paese della musica: è interamente dedicato a Schubert il programma del 22 novembre, con la Sinfonia n. 3 e l’Incompiuta eseguita per il primissimo concerto della Cherubini nel 2005; mentre domenica 29 si colora d’Italia con il Notturno di Martucci, il Preludio sinfonico di Puccini e pagine di Verdi, dalla Sinfonia del Nabucco ai Ballabili del Macbeth e alle Sinfonie da La forza del destino e I vespri siciliani.

I giovani musicisti della Cherubini restituiscono alla città di Ravenna, sempre più loro “casa”, quel cuore culturale che è il Teatro, attraverso due domeniche di musica che ne riaprono virtualmente le porte a spettatori di tutto il mondo. «Chi sceglie cuffie o auricolari – sottolineano gli organizzatori – potrà apprezzare al meglio l’esperienza audio immersiva che ricrea l’acustica unica del Teatro Alighieri, uno dei soli otto luoghi al mondo (e il solo teatro in Italia) a cui sia stata applicata l’innovativa tecnologia d&b Soundscape En-space».

L’iscrizione alle newsletter di Ravenna Festival e RMMUSIC regalerà invece l’accesso a contenuti esclusivi dalle prove di questi giorni. Nell’ambito del progetto “ANSA per la cultura”, che vede l’agenzia di stampa ospitare sul proprio sito web streaming dai principali teatri italiani, i concerti saranno visibili anche su ANSA.it. Si è inoltre rinnovata la collaborazione con lo Spring Festival di Tokyo, che trasmetterà i concerti sul proprio portale.

Il doppio appuntamento conclude la XXXI edizione di Ravenna Festival.

Su Tiktok insulti ai passanti e danni all’arredo urbano: 19enne denunciato

Il giovane aveva postato il video sul social network: la polizia locale ha setacciato anche Instagram e Facebook per individuarlo

Monumenti di Cervia check TikTok
Un fotogramma del video su Tiktok

Insulti e minacce senza motivo contro i passanti sul lungomare di Cervia e poi il danneggiamento dell’arredo urbano, tutto filmato e pubblicato su Tiktok verso fine estate. Un diciannovenne bolognese è stato denunciato dalla polizia locale arrivata alla sua identità partendo proprio dal social network.

I vigili urbani hanno indagato sul web passando al setaccio anche altre piattaforme come Instagram e Facebook. Il monitoraggio del profilo che aveva pubblicato il video e della cerchia di amici attorno, ha consentito di individuare il presunto responsabile, che è stato dapprima convocato in caserma e poi deferito all’autorità giudiziaria.

«I tempi cambiano ed è importante che anche le forze di polizia stiano al passo col cambiamento, perché i social sono sempre più diffusi e la vita su di essi è sempre meno virtuale quanto più reale – spiega il comandante Sergio Rusticali –. Siamo molto attenti anche su questo aspetto per due motivi principali. Il primo è che quelle che molti percepiscono come semplici bravate, in realtà costituiscono veri e propri reati. Il secondo è che vogliamo evitare lo spirito di emulazione dei giovanissimi, che vedono nei comportamenti borderline dei loro coetanei o dei ragazzi poco più grandi, modelli da seguire e imitare. Modelli che sono assolutamente sbagliati. Voglio lanciare un appello anche ai genitori: non vietate i social ai vostri figli perché ormai fanno parte di questa società, ma stategli vicino, insegnategli a usarli e spiegategli i pericoli della rete».

Gli animalisti protestano davanti all’allevamento di visoni alle porte di Ravenna

A San Marco circa mille animali. «Ordinanze locali per sospendere l’attività, anche alla luce dei casi di coronavirus»

Gli animalisti all'allevamento dei visoni di San MarcoManifestazione degli animalisti di Essere Animali davanti all’allevamento di visoni situato a San Marco, nel comune di Ravenna, uno degli ultimi 9 allevamenti di animali da pelliccia ancora attivi in Italia. L’organizzazione chiede l’introduzione di un divieto di produzione di pellicce su tutto il territorio nazionale, obiettivo della campagna Visoni Liberi.

Dopo aver lanciato nei giorni scorsi una mobilitazione social diretta al Presidente del Consiglio Conte e ai ministri del Governo, l’organizzazione ha scritto alle Regioni e ai Comuni interessati dalla presenza di allevamenti di visoni per chiedere di emanare ordinanze locali per sospendere l’attività di queste strutture, a causa di gravi motivi attinenti alla tutela della salute pubblica.

Il passaggio del coronavirus mutato dai visoni agli esseri umani, documentato in Danimarca, e i casi di visoni infetti rilevati, oltre che in Italia nell’allevamento a Capralba (Cr), anche in allevamenti in Olanda, Spagna, Stati Uniti, Svezia e Grecia, secondo l’organizzazione, «devono spingere le istituzioni ad adottare interventi urgenti».

«A fine anno gli allevatori uccidono i visoni soffocandoli con il gas, allo scopo di vendere la loro pelliccia e nei mesi successivi organizzano gli accoppiamenti, così da iniziare il nuovo ciclo di allevamento – commenta Simone Montuschi, presidente di Essere Animali –. È importante che il Governo impedisca le riproduzioni di animali, non devono nascere nuovi visoni destinati a vivere rinchiusi in gabbia e ad essere loro malgrado un pericolo per la nostra salute. Chiediamo il coinvolgimento anche di Regioni e Comuni per mettere per sempre la parola fine a questa forma di allevamento crudele, anacronistica e rischiosa per la nostra comunità. Nei giorni scorsi l’Assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia-Romagna, Raffaele Donini, ha espresso il proprio consenso circa la necessità di chiudere queste strutture. Le Regioni possono farlo per esigenze di tutela della salute pubblica, è necessario quindi passare dalle parole ai fatti».

Solo nell’allevamento a San Marco di Ravenna vi sono circa 1.000 visoni – assicurano da Essere Animali – nonostante sia una delle strutture più piccole d’Italia. Durante la manifestazione, gli attivisti e le attiviste dell’organizzazione si sono tenuti a distanza dalle gabbie in cui sono rinchiusi gli animali, le cui condizioni sono state monitorate nei giorni scorsi dai carabinieri del Nas e dai servizi veterinari dell’Azienda Usl Romagna, i quali non hanno riscontrato sintomi clinici riferibili a infezione da Sars-Cov-2.

A contagiare inizialmente gli animali i sono i lavoratori malati, ma in Olanda e Danimarca sono stati già documentati oltre 250 casi di salto di specie inverso dal visone all’essere umano, e casi in cui gli animali hanno trasmesso una mutazione del coronavirus che potrebbe ostacolare gli sforzi per la ricerca di un vaccino.

Il sindaco di Russi: «Le scuole sono sicure. Ma i bambini parlano di cene tra amici»

Valentina Palli richiama a una maggiore responsabilità gli adulti

Valentina Palli sindaco di Russi
Valentina Palli

Ha creato un certo scalpore in queste ore l’appello del sindaco di Russi, Valentina Palli. Nel consueto aggiornamento sui dati dell’edidemia, infatti, Palli ha sottolineato come al momento il contagio nelle scuole non avvenga «in ambiente didattico».

«La scuola, pur con tutte le sue regole e protocollo, è un luogo sicuro per i bambini e bambine – ha scritto il sindaco sui social –. Al contrario, il contagio si sta diffondendo in modo vistoso nell’ambito domestico dove evidentemente cala il livello di attenzione e di sensibilità al problema. Sono poi i bambini stessi a riferire di partecipare a cene tra amici, feste, e quant’altro. Questo atteggiamento da parte degli adulti è deprecabile. In primis, perché la scuola cerca di trasmettere ai bambine e alle bambine il senso del rispetto delle regole e della tutela dei più fragili. Se poi nell’ambiente domestico si sconfessa tale assunto, difficilmente vi è il dovuto grado di collaborazione. In seconda analisi, quando intere classi sono poste in quarantena, il problema non si limita ad essere sanitario, ma è anche economico ed organizzativo. Bambini minorenni non potranno essere lasciati a casa da soli di conseguenza o si ricorre ai nonni (che però sono in questo momento la fascia più fragile e se i bambini risultassero poi positivi per i nonni potrebbe essere un grosso rischio) oppure uno dei genitori deve rimanere a casa dal lavoro con un depauperamento economico della famiglia che a lungo andare si farà sentire. Questo per dire che quando scegliete di fare ciò che vi pare incuranti delle regole, ricordatevi che non state scegliendo solo per voi. Le vostre decisioni hanno conseguenze importanti, anche sugli altri».

«Questa mia – conclude – non vuole essere un’accusa a nessuno ne ho l’arroganza di volere insegnare ai genitori come comportarsi: lungi da me. Rimane però una raccomandazione ed un invito ad un maggior senso di responsabilità. Impariamo dai bambini, hanno tanto da insegnarci, anche in questa occasione».

E a Faenza contro la Dad una prof fa lezione nel cortile del liceo chiuso

Gloria Ghetti: «Disobbedienti? Il nostro è un presidio didattico: la scuola deve essere l’ultima a chiudere»

Gloria Ghetti fa lezione fuori dal liceo Torricelli a Faenza
Gloria Ghetti fa lezione fuori dal liceo Torricelli a Faenza

A Faenza una professoressa ha fatto lezione all’aperto, nel cortile del liceo Torricelli-Ballardini, al momento chiuso come tutte le scuole superiori in Italia, in cui è attiva la cosiddetta didattica a distanza.

Si tratta di Gloria Ghetti, del comitato Priorità alla scuola, che ha così risposto alla protesta dei ragazzi, che già nei giorni scorsi si erano ritrovati davanti alle scuole di Faenza per fare lezione.

Alcuni studenti hanno quindi seguito la lezione in presenza, fuori dalla scuola, altri attraverso i propri dispositivi, da casa, a distanza appunto.

«Invece di fare lezione in una classe vuota, come capita loro dalla chiusura delle superiori – si legge in una nota del comitato Priorità alla Scuola –, le nostre due insegnanti (oltre a Faenza è successo anche a Firenze, ndr) hanno immaginato uno spazio diverso. Quanto se ne era parlato in estate: le lezioni nei parchi, nei giardini, in ampi spazi, non per forza in un edificio scolastico. Fatalità, o forse no, le loro lezioni hanno girato intorno all’immaginazione: quella di un fisico di fine Ottocento, che propose una spiegazione su reversibilità e irreversibilità dei fenomeni termodinamici – accolta con freddezza dai suoi contemporanei, si rivelerà decisiva per la fisica del XX secolo; quella di uno scrittore che riflette sulla storia, invitando a scorgervi le possibilità che in tutti i momenti si aprono e si chiudono – la storia si basa su dati concreti e verificabili, ma ha bisogno di immaginazione (di una poetica) per coglierne il senso profondo, le conseguenze, l’umanità».

«Ho visto i ragazzi studiare seduti sui gradini delle loro scuole – ha commentato Gloria Ghetti a Repubblica.it – e mi sono detta: adesso cominciano ad andarci anche noi. Disobbedienti? Il nostro è un presidio didattico che vuole rivendicare il fatto che la scuola deve essere l’ultima a chiudere in questa emergenza».

Le richieste del comitato sono quelle di sempre: «spazi adeguati, docenti e personale a sufficienza, fine delle classi pollaio, diminuzione del rapporto docenti-studenti in tutti gli ordini e gradi, compresi i servizi educativi per l’infanzia. Sappiamo che moltissime scuole – sia tra quelle chiuse e spedite a distanza come tra quelle che restano aperte – hanno tuttora problemi di organico, carenza di insegnanti, orari provvisori; che la possibilità del tempo pieno e dei tempi prolungati si ferma a una certa altezza della penisola, escludendo ampiamente le regioni meridionali. Non vogliamo vivere l’estate del 2021 come abbiamo vissuto quella del 2020: il salvataggio – cruciale, essenziale – di questo anno scolastico deve andare di pari passo con la previsione e l’organizzazione del nuovo anno scolastico. Cominciamo a pensarlo, a immaginarlo ora: priorità alla scuola».

La coop bagnini rinvia di un anno la rata dai soci: in totale 600mila euro

In media sono tremila euro per ogni stabilimento balneare

La Cooperativa bagnini di Cervia ha deciso di far slittare allo scadere dell’anno prossimo il pagamento da parte dei soci di una rata dei servizi erogati nel 2020. In totale si parla di 600mila euro, in media tremila euro per ognuno dei duecento stabilimenti. Il pagamento dei servizi, in particolare il salvataggio e la duna di sabbia, che sono stati erogati alle imprese balneari durante l’anno e l’estate, sono stati anticipati dalla Cooperativa stessa.

La moratoria è un sostegno concreto per i duecento imprenditori balneari cervesi che potranno così posticipare di un anno una rilevante parte delle spese  dei servizi di spiaggia della stagione  2020. La Cooperativa sottolinea di aver comunque onorato le scadenze di tutti i debiti con i fornitori, così come gli stipendi dei dipendenti nonché la regolarità contributiva i cui pagamenti sono stati assolti puntualmente.

Covid, 230 nuovi casi in provincia di Ravenna. Registrati anche altri 7 decessi

 

Covid Casa Riposo AlfonsineSono 230 (di cui la metà asintomatici) i nuovi casi di positività al coronavirus registrati nel bollettino di oggi (17 novembre) in provincia di Ravenna, dove si devono aggiungere alla lista anche altri 7 decessi (3 uomini di 77, 87 e 89 anni e quattro donne di 73, 74, 82 e 92 anni).

Dei 230 nuovi malati in provincia, 12 sono stati ricoverati. Sono 11 quelli ricoverati in terapia intensiva, 3 in meno di ieri.

Il bollettino regionale del 17 novembre

Dall’inizio dell’epidemia da coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 93.285 casi di positività, 2.219 in più rispetto a ieri, su un totale di 22.381 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è oggi del 9,9%, rispetto al 17,6% di ieri.

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 57.268 (1.839 in più di ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 54.570 (+1.781 rispetto a ieri), il 95,2% del totale dei casi attivi.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 247 (dato stabile rispetto a ieri), 2.451 quelli in altri reparti Covid (+58). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 12 a Piacenza (dato invariato rispetto a ieri), 17 a Parma (invariato), 26 a Reggio Emilia (+1), 64 a Modena (+2), 66 a Bologna (+2),  1 a Imola (-2), 20 a Ferrara (invariato), 11 a Ravenna (-3), 6 a Forlì (dato invariato), 1 a Cesena (invariato) e 23 a Rimini (invariato).

Si registrano 48 nuovi decessi: 20 in provincia di Bologna (9 donne rispettivamente di 69, 79, 81, 86, 87, 88, 91 anni e 2 di 85 anni; 7 uomini di cui 2 di 74 anni, uno di 78, uno di 80, 2 di 84 e uno di 85 anni; altre 4 donne nell’imolese, rispettivamente di 41 anni, 90 anni e 2 di 80 anni); 8 in quella di Reggio Emilia (3 donne, una di 64 anni e 2 di 86 anni, e 5 uomini di 84, 85, 87, 92, 93 anni); 7 in provincia di Modena (6 donne rispettivamente di 70, 84, 91, 92 e due 90enni, e un uomo di 96 anni), 7 in quella di Ravenna (3 donne di 77, 87 e 89 anni e 4 uomini di 73, 74, 82 e 92 anni), 3 in quella di Parma (tutte donne, rispettivamente di 81, 83 e 91 anni); uno a Piacenza (un uomo di 88 anni), uno a Ferrara (un uomo di 87 anni) e uno in provincia di Forlì-Cesena (un uomo di 79 anni di Cesenatico). Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, in Emilia-Romagna i decessi sono complessivamente 5.115.

Le persone complessivamente guarite salgono a 30.902 (+332 rispetto a ieri).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 10.023 a Piacenza (+200 rispetto a ieri, di cui 90 sintomatici), 8.202 a Parma (+81, di cui 48 sintomatici), 13.659 a Reggio Emilia (+241, di cui 185 sintomatici), 16.662 a Modena (+517, di cui 377 sintomatici), 18.460 a Bologna (+360, di cui 147 sintomatici), 2.269 casi a Imola (+120, di cui 52 sintomatici), 4.542 a Ferrara (+117, di cui 6 sintomatici), 5.667 a Ravenna (+230, di cui 116 sintomatici), 3.521 a Forlì (+81, di cui 57 sintomatici), 2.932 a Cesena (+65, di cui 51 sintomatici) e 7.348 a Rimini (+207, di cui 106 sintomatici).

Volley, è morto a 44 anni Tommaso Sintini. Bonitta: «Di una bontà fuori dal comune»

Fratello maggiore di “Jack”, oggi gestiva la clinica veterinaria San Gaetanino di Ravenna

Tommaso SintiniLutto nel mondo del volley ravennate. È morto infatti a 44 anni, per un infarto, Tommaso Sintini, ex centrale cresciuto nel settore giovanile del Ravenna, fratello maggiore del più noto Giacomo “Jack”.

Tommaso aveva poi iniziato il suo percorso nei “grandi” del volley con la Zinella Bologna in B1, ma poi si era dedicato agli studi di veterinaria e oggi gestiva, insieme alla moglie Ambra, la clinica veterinaria San Gaetanino a Ravenna.

A piangerne la scomparsa è anche il Porto Robur Costa 2030. Nel settore giovanile ravennate Tommaso era stato tra i protagonisti del ciclo vincente dell’allora Porto Volley con il titolo italiano Under 18 e due Junior League nelle squadre allenate da Marco Bonitta, che così, senza trattenere la commozione, ricorda Tommaso. «Centrale d’attacco, di grande forza fisica, era un ragazzo educato, di carattere docile, sempre sereno, di una bontà fuori del comune. Ha fatto una discreta carriera sportiva ma la sua strada l’aveva già trovata nello studio e nella cura degli animali: su questo amore per loro ha costruito un percorso universitario e la sua attività professionale. Alla sua famiglia e al fratello ‘Jack’ mando un grandissimo abbraccio».

Il nuovo allenatore del Ravenna è Leonardo Colucci, ex giocatore di serie A

In panchina ha portato l’Inter ai rigori in Coppa Italia alla guida del Pordenone

WEB SITE ColucciDopo l’esonero di Magi, la panchina del Ravenna è stata affidata a Leonardo Colucci.

Il tecnico nativo di Cerignola ha firmato un contratto fino al termine della stagione e già oggi (17 novembre) seguirà il primo allenamento della squadra presso il centro sportivo di Glorie.

Colucci, dopo una lunga carriera da calciatore ad alto livello nella quale ha indossato, tra le altre, le divise di Cagliari, Bologna ed Hellas Verona, ha appeso al chiodo gli scarpini e si è dedicato alla carriera in panchina. Come allenatore dopo l’attività nel settore giovanile del Bologna è stato tecnico di Reggiana, Pordenone (con cui si è fatto notare portando fino ai rigori l’Inter a San Siro in Coppa Italia) e Vis Pesaro.

Silvia Calderoni testimonial Gucci nella mini serie girata da Gus Van Sant – VIDEO

L’attrice lughese protagonista della nuova collezione di Alessandro Michele

L’attrice lughese Silvia Calderoni, già in questi giorni su Sky nella serie Romulus, è la protagonista del film in sette puntate dirette dal pluripremiato regista Gus Van Sant nell’ambito della GucciFest, evento on line in cui viene presentata la nuova collezione di Alessandro Michele (che cura insieme a Van Sant anche la regia).

Nel primo episodio della mini serie la telecamera segue la Calderoni nella sua eccentrica routine mattutina nel suo appartamento di Roma. In una scena, lancia dal balcone un abito della sfilata Gucci donna Autunno Inverno 2015, la prima di Alessandro Michele con la Maison. La musica è a cura di Kim Gordon, storico membro dei Sonic Youth.

«Non ci sono parole abbastanza capienti per poter tradurre ciò che è stato partecipare a questo progetto – ha commentato l’attrice su Facebook –. Micro e macro affetti si sono fusi alla temperature del mio cuore. Non posso fare a meno di ringraziare ogni sorriso, ogni mano calda, ogni maestranza attenta che ha fatto sí che questo ingranaggio da orologio trasformasse desideri e sogni in un oggetto/opera che fra qualche giorno abiterà con noi questo bizzarro mondo. Ma il mio riconoscimento più grande va ad Alessandro e al suo luccicante coraggio. Grazie Ale per ricordarci ogni giorno che siamo fatte e fatti della materia con cui sono fatti i sogni».

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