venerdì
26 Giugno 2026

Covid, 96 nuovi contagi a Ravenna. Dove si registrano anche altri 2 decessi

 

In provincia di Ravenna nel bollettino di oggi, 28 ottobre, sono registrati 96 nuovi casi di Covid: 44 maschi e 52 femmine; 60 asintomatici e 36 con  sintomi; 86 in isolamento domiciliare e 10 ricoverati. Nel dettaglio: 66 da contact tracing; 22 per sintomi; 6 per test volontari; 2 per categorie professionali.

Il bollettino regionale di oggi, 28 ottobre

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 50.494 casi di positività, 1.212 in più rispetto a ieri, su un totale di 21.376 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti passa così dal 6,6% di ieri al 5,7% di oggi.

Dei nuovi contagiati, sono 582 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,3 anni.

La situazione dei contagi nelle province vede quella di Modena con 280 nuovi casi, poi Bologna (222), Reggio Emilia (171), Rimini (114), Ravenna (96), Piacenza (91), Parma (75). Poi la provincia di Ferrara (57), l’Imolese (37), Cesena (36) e Forlì (33).

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 18.230 (1.153 in più di quelli registrati ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 17.112 (+1.072 rispetto a ieri), il 93,8% dei casi attivi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 119 (+16 rispetto a ieri), 999 quelli in altri reparti Covid (+65).

Sul territorio, le 119 persone ricoverate in terapia intensiva sono così distribuite: 10 a Piacenza (+2 rispetto a ieri), 12 a Parma (-1), 6 a Reggio Emilia (+1), 16 a Modena (+5), 43 a Bologna (+4), 4 a Imola (+1), 6 a Ferrara (+1), 4 a Ravenna (-1), 7 a Forlì (+2), 3 a Cesena (+1) e 8 a Rimini (+1).

Purtroppo, si registrano 14 nuovi decessi: 4 in provincia di Ravenna (una donna di 91 anni e 3 uomini di 78, 90 e 91 anni, tra cui anche i due anziani della casa di riposo di Alfonsine di cui avevamo già scritto), 3 in provincia di Bologna (3 uomini di 73, 82 e 95 anni), 3 in provincia di Parma (3 uomini di 72, 88 e 89 anni), 2 in provincia di Modena (2 uomini di 80 e 81 anni), 1 in provincia di Reggio Emilia (un uomo di 85 anni) e 1 in provincia di Ferrara (un uomo di 91 anni). Dall’inizio dell’epidemia i morti complessivi in Emilia-Romagna sono 4.593.

Le persone complessivamente guarite salgono a 27.671 (+45 rispetto a ieri).

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 6.567 a Piacenza (+91, di cui 2 sintomatici), 5.420 a Parma (+75, di cui 53 sintomatici), 7.789 a Reggio Emilia (+171, di cui 119 sintomatici), 7.090 a Modena (+280, di cui 174 sintomatici), 9.647 a Bologna (+222, di cui 90 sintomatici), 943 casi a Imola (+37, di cui 27 sintomatici), 2.366 a Ferrara (+57, di cui 29 sintomatici); 2.653 a Ravenna (+96, di cui 36 sintomatici), 2.172 a Forlì (+33, di cui 25 sintomatici), 1.671 a Cesena (+36, di cui 22 sintomatici) e 4.176 a Rimini (+114, di cui 53 sintomatici).
In seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati, sono stati eliminati 3 casi (1 Modena, 1 Bologna, 1 Forlì) in quanto giudicati non Covid-19

Nuovo Dpcm, via libera ai “ristori”: ai ristoranti da 5 a 25 mila euro

 

Conte Firma DpcmIl Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto ristori.

«Vale complessivamente oltre 5 miliardi – ha commentato il premier Giuseppe Conte – che saranno usati per dare risorse immediate a beneficio delle categorie» penalizzate dall’ultimo Cdm.

I ristori a fondo perduto «arriveranno sul conto con bonfico dell’agenzia delle entrate, è il modo più efficace, confidiamo che a metà novembre chi ha aderito alla prima edizione potrà riceverlo, subito dopo anche gli altri».

I contenuti principali del decreto sono quelli di cui si è parlato negli ultimi giorni. Il più importante è la riedizione del contributo a fondo perduto per le attività chiuse o con orario ridotto dopo l’ultimo dpcm adottato dal governo. I bar riceveranno il 150% di quanto ricevuto con il primo indennizzo a fondo perduto, quello del decreto Rilancio arrivato prima dell’estate. I ristoranti il 200%, il doppio. Mentre le discoteche, che da agosto non hanno mai riaperto, arriveranno al 400%. Confermato anche il limite massimo dell’indennizzo, pari a 150 mila euro.

Per i lavoratori dello sport c’è un indennizzo di 800 euro, per gli stagionali del turismo e i lavoratori dello spettacolo si arriva a 1.000.

Per la cassa integrazione vengono introdotte sei settimane aggiuntive da utilizzare entro la fine di gennaio. Sempre alla fine di gennaio viene prorogato il blocco dei licenziamenti introdotto all’inizio della pandemia.

Da febbraio in poi, salvo nuove modifiche, non potrà licenziare solo chi in quel momento starà usando la cassa integrazione.

Confermata anche la cancellazione della seconda rata dell’Imu, che scade il 16 dicembre, per tutte le attività chiuse o limitate nell’orario dall’ultimo dpcm. Per chi paga un affitto scatta invece un credito d’imposta di tre mesi, con l’importo che può essere dedotto dalle tasse future oppure girato al proprietario.

Gli importi che verranno erogati tramite il Dl Ristori sono “significativi”, ha aggiunto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. «L’importo medio per i ristoranti fino a 400.000 euro di fatturato – ha detto a titolo esemplificativo – è di 5.173 euro», per quelli fino a un milione di fatturato, 13.920 euro quelli fino a cinque milioni di fatturato e 25.000 euro per quelli oltre i cinque milioni. «Per sale da concerto e teatri l’importo per la fascia più bassa sarà circa 5.000 euro, per quella media di circa 13.900 euro», fino a 30.000 euro medi per i fatturati maggiori.

«Ci sono anche i tassisti e i titolari di noleggio con conducente tra le categorie destinatarie dei ristori stanziati dal Governo nel Decreto approvato oggi a sostegno delle attività chiuse o danneggiate dalle ultime misure anti Covid»: così la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli al termine del Consiglio dei ministri. «Taxi e Ncc hanno giustamente rappresentato in un incontro presso il Mit che l’attività, se pure non sospesa, lo sarà di fatto dopo le 18, considerate le chiusure del dpcm. Potranno così usufruire di un indennizzo pari al 100 % di quanto hanno ottenuto con il dl Rilancio dell’aprile scorso». (ANSA.IT)

Covid, record di tamponi in regione. In provincia picco da 96 contagi

In Emilia-Romagna quasi 130 ricoveri in un giorno, 10 in terapia intensiva

Covid Casa Riposo AlfonsineSono 96 i nuovi casi di Covid accertati in un solo giorno a Ravenna, il dato più alto mai registrato dall’inizio della pandemia. Su 96 nuovi casi ci sono 46 asintomatici e 7 nuovi ricoverati, di cui uno in più in terapia intensiva (in provincia al momento i pazienti sono cinque).

Per un dato più a lungo termine, dalla Provincia informano che a ieri (26 ottobre) le persone completamente guarite ammontavano a 1.656 (28 delle quali nell’ultima settimana, su 2.557 contagiati complessivi), mentre i pazienti ancora in malattia (casi attivi) erano 686 (346 in più rispetto al 19 ottobre); di questi pazienti 49 sono ricoverati e 637 in isolamento domiciliare, di questi ultimi 351 asintomatici e 286 con sintomi compatibili con tale regime.

Il bollettino regionale, aggiornato alle 12 del 27 ottobre
Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 49.285 casi di positività, 1.413 in più rispetto a ieri, su un totale record di 21.401 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti passa così dal 9,5% di ieri al 6,6% di oggi.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente, tra i nuovi positivi 314 persone erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 288 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,4 anni.

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 17.080 (1.315 in più di quelli registrati ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 16.043 (+1.187 rispetto a ieri), il 93,9% dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 15 nuovi decessi: 6 in provincia di Bologna (4 uomini di 76, 82, 86 e 92 anni e due donne di 85 e 95 anni), 3 in provincia di Modena (2 uomini di 86 e 87 anni e una donna di 88), 2 in provincia di Parma (2 uomini di 84 e 92 anni), 2 in provincia di Ferrara (2 donne di 88 e 95 anni), 1 in provincia di Reggio Emilia (1 uomo di 85 anni) e 1 in provincia di Forlì-Cesena (1 donna di 83 anni di Cesena). Dall’inizio dell’epidemia i morti complessivi in Emilia-Romagna sono 4.759.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 103 (+10 rispetto a ieri), quelli in altri reparti Covid 934 (+118). Sul territorio, le 103 persone ricoverate in terapia intensiva sono così distribuite: 8 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 13 a Parma (invariato), 5 a Reggio Emilia (invariato), 11 a Modena (+5), 39 a Bologna (invariato), 3 a Imola (+1), 5 a Ferrara (invariato), 5 a Ravenna (+1), 5 a Forlì (+2), 2 a Cesena (invariato) e 7 a Rimini (invariato).

Le persone complessivamente guarite salgono a 27.626 (+83 rispetto a ieri).

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 6.476 a Piacenza (+102, di cui 12 sintomatici), 5.345 a Parma (+107, di cui 74 sintomatici), 7.618 a Reggio Emilia (+174, di cui 133 sintomatici), 6.811 a Modena (+293, di cui 122 sintomatici), 9.426 a Bologna (+312, di cui 65 sintomatici), 906 casi a Imola (+32, di cui 20 sintomatici), 2.309 a Ferrara (+64, di cui 42 sintomatici); 2.557 a Ravenna (+96, di cui 50 sintomatici), 2.140 a Forlì (+48, di cui 38 sintomatici), 1.635 a Cesena (+48, di cui 37 sintomatici) e 4.062 a Rimini (+137, di cui 48 sintomatici).

Nuovo Dpcm, ancora proteste in piazza: sabato manifestazione del mondo della cultura

A organizzare due addette ai lavori di una scuola di danza. «Non si può accettare in silenzio»

6Dopo l’evento di ieri promosso dalle palestre, sabato 31 ottobre (dalle 17.30 alle 18.30) è stata organizzata un’altra manifestazione contro il nuovo Dpcm anti Covid.

Si tratta di quella che gli organizzatori definiscono come «una manifestazione pacifica e apolitica in nome dell’Arte», nelle sue varie declinazioni, dalla danza alla musica, dal teatro al cinema. Un modo per ribadire, scrivono gli organizzatori, di una scuola di danza di Ravenna, che le discipline artistiche «non sono né secondarie né di minore importanza sia per valore economico sia per valore culturale».

Alessandra Rizzo e Michela Bulgarelli, addette ai lavori, dicono di essersi prese la responsabilità di organizzare questo evento solidale «in nome di tutte le realtà presenti a Ravenna e provincia, affinché si possa dare voce alle centinaia di persone che vivono di arte. La danza – continua la loro nota inviata alla stampa –, come il canto, la recitazione, la musica non può essere abbandonata o dimenticata pensando che con qualche sovvenzione economica venga risolto il problema».

«Nessuno di noi vuole scavalcare le decisioni dello Stato, anzi abbiamo tutti rispettato in questi mesi le svariate regole imposte e le altrettante richieste per adattare le strutture in termini economici, ma allo stesso tempo non è possibile accettare in silenzio una decisione così netta nel tagliarci le gambe per la seconda volta. Tanta, troppa gente ruota intorno a questo settore: bambini, giovani, talenti, imprenditori, società, migliaia di addetti ai lavori che non si meritano di perdere le loro passioni, il loro lavoro e di conseguenza il loro sostentamento. È una manifestazione aperta non solo a chi lavora nel settore “arte” ma vuole coinvolgere anche chi è vicino e sostiene il tema; per tale motivo, invitiamo tutti coloro che in modo educato, corretto e responsabile vogliono con la loro presenza sensibilizzare l’opinione pubblica».

Le organizzatrici avvisano inoltre che si potrà partecipare mantenendo il distanziamento e con la mascherina e invitano a portare cartelloni, magliette o bandiere «con messaggi di solidarietà».

Fino a mille euro a fondo perduto per ogni edicola dell’Emilia-Romagna

Via libera dalla giunta regionale. La misura si va ad aggiungere al bonus statale

Edicola Mario

È ufficiale il sostegno della Regione alle edicole dell’Emilia-Romagna, duramente colpite dall’emergenza Covid. L’Assemblea legislativa ha infatti approvato la legge regionale firmata dalla Giunta guidata dal presidente Stefano Bonaccini che concede un contributo a fondo perduto fino a mille euro agli esercenti di punti vendita esclusivi di giornali e riviste presenti nel territorio emiliano-romagnolo.

A copertura del provvedimento è previsto un tetto massimo di spesa complessiva di 500 mila euro, a esaurimento, fondi già stanziati per il 2020 dall’esecutivo regionale.

Il contributo, previsto per l’esercizio finanziario 2020, andrà a ogni soggetto che riceverà il “Bonus una tantum edicole”, previsto dal decreto-legge del 19 maggio scorso sulle misure urgenti di sostegno al lavoro e all’economia relative all’emergenza Covid 19, per il quale l’istruttoria nazionale è in corso. Fino al 30 ottobre i titolari delle edicole potranno quindi presentare domanda per il contributo nazionale e automaticamente la procedura sarà valida anche per l’integrazione regionale.

Ravenna, nuovo servizio di bike sharing con anche 45 bici a pedalata assistita

E altre 240 tradizionali, distribuite in circa 50 stazioni in città

123021080 3384071081710773 8957666414952973307 OÈ attivo a Ravenna un nuovo servizio di bike sharing, reso possibile grazie a tre finanziamenti (due di tipo statale e uno di tipo europeo).

Il servizio è costituito da una flotta di 45 biciclette a pedalata assistita distribuita nelle cinque stazioni, realizzate grazie al progetto europeo Sutra (Darsena di Ravenna, Marina di Ravenna, Porto Corsini , Ponte Nuovo e Classe) e da 240 biciclette a pedalata muscolare presenti in città.

Le biciclette a pedalata assistita sono dotate di una batteria integrata che consente un’autonomia di 100 km per potersi muovere in totale assenza di fatica tra una postazione e l’altra usufruendo delle piste ciclabili esistenti.

In città sono poi presenti circa 50 stazioni per il prelievo e il conseguente rilascio delle biciclette a pedalata muscolare che potranno essere utilizzate («a prezzi veramente bassi e convenienti», sottolineano dal Comune) all’unica condizione di riconsegnarle sempre in una stazione Velospot.

Per ulteriori approfondimenti sul servizio e dettagli riguardo la procedura di prelievo di una bicicletta è possibile scaricare l’App oppure visitare il sito web: https://www.velospot.info/manager/public/network/24/

Morti due anziani ospiti della casa di riposo Boari: erano positivi al Covid

Sul totale di 56 degenti si registrano 40 positività: tra i ricoverati tre hanno avuto bisogno di ossigeno, nessuno in terapia intensiva. Da oltre un mese non si registravano decessi in provincia: il conto sale a 94 su quasi 2.500 casi

Action Adult Affection Eldery 339620Il coronavirus sta facendo vittime tra gli ospiti della casa di riposo Boari di Alfonsine: su 56 anziani al momento si contano due morti e 40 positivi. I decessi arrivati tra il 24 e il 26 ottobre, già riportati dai quotidiani locali, finora non sono comparsi sui bollettini quotidiani diramati da Provincia e Regione ma la conferma arriva dal sindaco Riccardo Graziani, con due post su Facebook.

Era da metà settembre che non si registravano morti collegate al coronavirus in provincia di Ravenna. In totale il conteggio sale così a 94 su quasi 2.500 casi diagnosticati dall’inizio della pandemia (poco meno di 1.700 sono guariti).

«Non sono giornate semplici quelle che stiamo vivendo – scrive il primo cittadino alfonsinese –. Debbo purtroppo dare atto di un ulteriore decesso, presso l’ospedale di Lugo, di uno degli ospiti della Cra Boari. Porgo le condoglianze mie e dell’amministrazione comunale alla famiglia. Dei degenti presso strutture ospedaliere, tre hanno avuto necessità di ossigenoterapia, ma nessuno è in terapia intensiva. è però doverosa la corretta cautela, dato che sono situazioni suscettibili di rapido mutamento».

Continua il monitoraggio da parte della Ausl Romagna su una situazione delicata, con consistente personale sanitario impiegato su questo fronte, per dare la massima assistenza agli anziani. «Voglio rimarcare – continua il sindaco – l’impegno di tutti gli operatori all’interno della Cra, in prima linea in questa emergenza. Nessuno di loro si è risparmiato in questo difficile momento».

Il premier a Muti: «Ristori immediati». Ma le nuove misure «non sono in discussione»

Conte risponde sul Corriere della Sera al direttore d’orchestra ravennate e chiede alla politica di «non soffiare sul fuoco del malessere sociale»

Premier ConteIl premier Giuseppe Conte risponde al maestro Riccardo Muti. E lo fa con una nota pubblicata sempre sul Corriere della Sera, dove il direttore d’orchestra ravennate aveva lanciato un appello contro la chiusura dei teatri.

Il premier conviene con Muti sul fatto che «la decisione di chiudere le sale da concerto e i teatri è oggettivamente “grave”» e che cultura e spettacoli «costituiscono alimento per lo spirito, nutrimento per l’anima».

«Èuna decisione – scrive il premier – che non abbiamo preso a cuor leggero perché siamo consapevoli che tutti i protagonisti del mondo dello spettacolo stanno soffrendo enormi difficoltà ormai da molti mesi.

Al Dpcm, scrive ancora Conte «ho apposto la mia sottoscrizione solo quando siamo stati sicuri di potere approvare, nel Cdm che si svolgerà questo pomeriggio, un decreto-legge che consentirà di erogare ristori immediati e misure di sostegno. Siamo costretti a fare questi ulteriori sacrifici. Ma non intendiamo affatto rinunciare alla bellezza, alla cultura, alla musica, all’arte, al cinema, al teatro. Le assicuro che, con il ministro Franceschini, siamo già al lavoro per far riaccendere al più presto microfoni, riflettori, proiettori, e per assicurare le premesse per un effettivo rilancio di tutte le attività dello spettacolo».

Lo stesso premier è intervenuto con una lettera anche sulle pagine del Fatto Quotidiano, rispondendo di fatto alle manifestazioni di protesta svoltesi in tutta Italia (anche a Ravenna) contro le chiusure decise dal Governo per limitare la diffusione del contagio da Covid. Rispetto a ristoranti, palestre, cinema e teatri, scrive Conte sul Fatto, «non abbiamo deciso queste chiusure indiscriminatamente. Puntiamo a ridurre momenti di incontro e soprattutto l’afflusso nei mezzi di trasporto».

«Uscire la sera per andare al ristorante, cinema o teatro significa prendere mezzi pubblici o taxi, fermarsi prima o dopo in una piazza a bere qualcosa o a incontrarsi con amici abbassando la propria soglia di attenzione e creando assembramenti». Inoltre «diminuendo le occasioni di socialità, abbassiamo anche il numero di contatti rendendo così più facile fare i tracciamenti. Ora è il momento della responsabilità – conclude Conte – La politica, e questo vale soprattutto per chi è al governo, deve saper dar conto delle proprie scelte ai cittadini, assumersi la responsabilità delle proprie azioni e non soffiare sul fuoco del malessere sociale per qualche percentuale di consenso nei sondaggi».

Ordinanza della Regione: via libera al 75% di Didattica a distanza alle superiori

E la mascherina diventa «fortemente raccomandata» anche in aula alle medie e alle elementari

Mascherina ScuolaLa Regione recepisce il nuovo Dpcm del Governo che alza al 75% la percentuale minima di didattica a distanza alle scuole superiori. Anche in Emilia-Romagna, quindi, gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, statali e paritari, adottano la didattica digitale integrata complementare alla didattica in presenza per gli studenti dei percorsi di studio e per gli iscritti ai percorsi di secondo livello dell’istruzione degli adulti, con criteri di rotazione fra le classi o fra gli studenti all’interno delle classi per non meno appunto del 75% delle attività.

È quanto prevede un’ordinanza alla firma del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, in vigore dal 27 ottobre e fino al prossimo 24 novembre, che nell’introdurre la quota minima possibile di lezioni on line da remoto alle superiori precisa che andrà garantito il diritto alla didattica in presenza agli alunni con disabilità. Oltre a raccomandare l’applicazione dell’attività didattica in presenza prioritariamente nelle classi prime e quinte, rispettivamente alle prese col primo anno e con l’anno dell’esame di Maturità.

Entro 2 giorni dalla data di entrata in vigore dell’ordinanza, le istituzioni scolastiche definiscono in autonomia le modalità di attuazione della didattica a distanza prevista.

L’orario di ingresso alle lezioni verrà definito in seguito a un incontro del Coordinamento regionale e locale sulla scuola, così come definito dal Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di istruzione per l’anno scolastico 2020/2021 (il cosiddetto “Piano scuola”).

Inoltre, nell’ordinanza è “fortemente raccomandato” l’utilizzo della mascherina in aula all’interno di tutte le classi della scuola primaria di secondo grado (elementari) e della scuola secondaria di primo grado (medie) – dove è confermata la modalità in presenza in aula per tutti gli studenti – e secondo grado (superiori).

«Manteniamo il 25% di didattica in presenza, il massimo possibile dopo il decreto del Governo – afferma l’assessore alla Scuola e Università, Paola Salomoni –. In Emilia-Romagna abbiamo voluto con forza la riapertura delle scuole, definendo linee guida con le rappresentanze sociali poi riprese dal Governo in quelle nazional. Abbiamo anticipato il ritorno in aula il 14 settembre, potenziato i trasporti con 21 milioni di euro, per circa 400 autobus e quasi 7 milioni di chilometri di servizio aggiuntivi, e mantenuto la didattica in presenza in tutte le nostre scuole fino ad oggi, che è sempre stata la priorità per noi. Il Governo ha deciso di alzare la didattica a distanza fino alla soglia minima del 75%, quando noi, insieme alle altre Regioni, avevamo proposto di non prevedere quote minime, lasciando ai territori la possibilità di introdurla o meno, a seconda delle criticità presenti. La comunicazione di ieri del ministero dell’Istruzione ci costringe ad accelerare i tempi e già oggi recepiamo il Dpcm, introducendo quindi la soglia minima possibile, quella del 75%, cercando insieme alle autorità scolastiche di salvaguardare il più possibile le lezioni in presenza delle classi e delle prime in particolare e il diritto degli studenti con disabilità a seguire le lezioni. Ci siamo confrontati con i sindacati e l’Ufficio scolastico regionale e continueremo a farlo nei prossimi giorni – chiude Salomoni – per garantire il diritto allo studio e la sicurezza, di ragazzi e ragazze e di chi nella scuola lavora. Per questa ragione, nella Giunta di oggi, abbiamo scelto di aprire ai test rapidi e gratuiti presso le farmacie anche al personale scolastico, oggetto di uno screening specifico lo scorso mese di settembre».

In piazza tra la rabbia delle palestre e quelli che “non siamo negazionisti ma…”

Manifestazione ordinata in piazza del Popolo a Ravenna contro il nuovo Dpcm: poco distanziamento ma tante mascherine. Prima parlano le attività sportive e i ristoratori, frustrati dalle limitazioni improvvise dopo aver modificato strutture e procedure. Poi al megafono prende parola chiunque

4Nel giorno in cui la provincia di Ravenna ha registrato l’aumento di contagi da Covid più alto in assoluto in otto mesi di pandemia (87 che equivalgono al 3,5 percento del totale), qualche centinaio di persone è sceso in piazza nel capoluogo per protestare contro l’ultimo Dpcm del Governo Conte che chiude palestre, piscine e teatri e limita l’apertura di bar e ristoranti non oltre le 18. Proprio all’orario in cui le serrande si sono abbassate è cominciata la manifestazione nata meno di 24 ore prima dalla proposta spontanea dei gestori di una palestra della città che hanno poi ottenuto l’autorizzazione dalla questura.

2Nessun disordine. Il coro “Libertà” è stato l’unico punto in comune con quanto visto a Napoli o Roma nei giorni scorsi. A Ravenna qualche striscione e cartelli delle società sportive, poco distanziamento tra i partecipanti – portati ad assembrarsi anche per la difficoltà a sentire chi parlava visto l’uso di un semplice megafono – ma mascherine sul volto di tutti e modi civili, al netto di qualche coro di “vaffa” all’indirizzo del premier.

Ma anche tanta improvvisazione. Che dopo la prima mezz’ora ha finito per dare parola, di fatto, a chiunque passasse dalla piazza e avesse voglia di dire la sua. E non necessariamente solo sul Dpcm: “perché siamo in democrazia”, anche se poi negli interventi in molti hanno parlato di dittatura già presente. Per un’ora buona le divagazioni fuori tema sono state numerose: l’inutilità dell’app Immuni, la merda che mettono nei vaccini, il “non possono obbligarci a usare la mascherina”, i soldi buttati nei monopattini invece che nelle terapie intensive, gli inutili banchi con le rotelle, il reddito di cittadinanza che diventerà strumento per controllare le persone, basta acquisti online, abbiamo in corpo una quantità di virus pari a 10 alla quattordicesima. Di tutto, di più. Spesso con una premessa chiara ad aprire ogni intervento: “Non sono negazionista e/o complottista ma”.

6Per la prima mezz’ora invece le voci amplificate erano state solo quelle delle palestre. Imprenditori che dicono di essersi adeguati a tre diversi protocolli per poi ritrovarsi chiusi con un preavviso di un giorno. Imprenditori che dicono di aver ridotto le capienze delle sale per favorire il distanziamento. Che dicono di aver avuto controlli dai Nas ed esserne usciti con i complimenti dei carabinieri. Imprenditori che vogliono essere considerati attività indispensabile «perché gli ospedali non li riempiamo ma li svuotiamo». Ma anche perché «muoiono più persone per sedentarietà che per Covid». Imprenditori che sostengono di non essere untori, di non essere focolai: e in effetti dalle autorità nazionali che hanno deciso la chiusura non sono arrivate statistiche a motivare le scelte di chi chiudere e chi no. Mezz’ora era il tempo che la questura aveva concesso. E i promotori l’hanno usata anche limitando gli interventi di chi stava uscendo dal seminato.

Poco dopo le 18.20 il gruppo delle associazioni organizzate ha annunciato la conclusione dell’iniziativa e l’invito a lasciare la piazza. E infatti striscioni e cartelli con i nomi delle realtà locali sono spariti. Ma il megafono è rimasto lì e lo stesso hanno fatto molte persone, per lo più semplici cittadini come l’autista di uno scuolabus che non andavano in piazza dai tempi della guerra in Kosovo. Ma anche altri imprenditori come il titolare di un pub con un manichino trafitto pugnalato da bollette, mutuo, tasse: “Perché se ti fai autorizzare allora che protesta è?”. E, come detto, è stato il liberi tutti. Con qualche tentativo (andato a vuoto) di invitare il sindaco a uscire dal municipio, con le critiche ai giornalisti che nelle cronache “ci chiameranno negazionisti”. Con la rabbia accumulata da mesi di sofferenza da parte di chi fatica a capire i criteri con cui le decisioni piombano dall’alto e vengono spiegate poco.

Il sindaco Michele de Pascale non è sceso in piazza ma, insieme al vicesindaco Eugenio Fusignani e agli assessori Giacomo Costantini e Roberto Fagnani, ha accolto in municipio una delegazione degli organizzatori e dei rappresentanti delle quattro associazioni di categoria dell’artigianato e del commercio. Il primo cittadino ha espresso piena vicinanza alle imprese colpite dai provvedimenti entrati in vigore, «assicurando che l’amministrazione metterà in campo tutte le misure di sostegno possibili e che non verranno lasciate sole». Il sindaco ha anche sottolineato l’importanza di impegnarsi a tutti i livelli nei confronti del Governo nella direzione di definire norme diverse, che differenzino tra chi rispetta le regole e si è adattato ai protocolli e chi invece non l’ha fatto.

Le palestre (e non solo) in piazza a Ravenna contro il nuovo Dpcm

La rabbia degli imprenditori colpiti dalle nuove misure anti Covid

Sono scesi in piazza con i cartelli delle proprie palestre per protestare contro le chiusure imposte dal nuovo Dpcm di contenimento del contagio da Covid-19. E con loro c’erano clienti e anche altri imprenditori colpiti dalle nuove misure.

In tanti si sono dati appuntamento in piazza a Ravenna, dalle 18 di oggi, 26 ottobre. Con mascherina e “pacificamente”, sottolineano.

A questo link la nostra cronaca della serata.

Peculato e truffa ai danni dello Stato, sospesi 8 dirigenti del Consorzio Bonifica

Misure cautelari interdittive nei confronti di “figure apicali” dell’ente della Romagna Occidentale accusati di ripetute condotte illecite

L’utilizzo improprio dell’auto di servizio “per attendere a scopi personali quali l’andare a giocare a carte con gli amici al circolo o al supermercato per fare la spesa”, l’allontanamento sistematico dal posto di lavoro durante l’orario di servizio e “la falsa attestazione di ore di lavoro straordinario in realtà non prestate”. Sono tra le “condotte illecite” accertate dagli investigatori all’interno del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale nell’ambito dell’operazione “Dirty water”, un’indagine coordinata dalla procura di Ravenna e svolta (a partire dal 2019) dalla polizia di Stato.

Il Gip del tribunale ha emesso ordinanze di “misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio” nei confronti di otto persone,  figure apicali del Consorzio di Lugo. I periodi di sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio variano, a seconda della posizione degli indagati, dai dodici ai sette mesi.

Le indagini della procura – scaturite da un’iniziale fonte confidenziale che agli inizi del 2019 aveva tinteggiato una situazione della gestione interna del Consorzio caratterizzata da numerose e ripetute condotte illecite – hanno permesso di ricostruire, attraverso le numerose attività investigative poste in essere dagli agenti della Digos, un sistema diffuso del “malaffare” tra diverse figure direttive.

L’indagine ha portato all’individuazione di un vero e proprio sistema illecito di rimborsi chilometrici per conseguire, di fatto, una indebita integrazione stipendiale, in base al quale alcuni capi reparto, assegnatari di auto di servizio, falsamente attestavano di aver utilizzato la propria auto privata per motivi di lavoro, chiedendo in seguito un rimborso spese per i chilometri percorsi (e in realtà non effettuati).

Oggi (26 ottobre) è stata data esecuzione alle misure cautelari nei confronti dei dipendenti del Consorzio, che risultano allo stato indagati dalla Procura della Repubblica di Ravenna per i reati di peculato, truffa ai danni dello Stato e “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici aggravata”.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi