Progetto da 110mila euro finanziato dalla tassa di soggiorno
A oltre un anno dal passaggio della tromba meteomarina il 10 luglio 2019, ci si sta avviando lentamente alla normalità con la pianificazione e l’avvio delle opere di ripiantagione dei viali principali di Milano Marittima.
Con un progetto interamente finanziato dall’imposizione della tassa di soggiorno, dell’importo complessivo di 111.000 euro, a partire dal mese di ottobre, nell’ambito dell’Accordo quadro di manutenzione del verde pubblico, si procederà alla potatura completa dei pini radicati nel quadrilatero compreso tra Viale II Giugno, Viale Matteotti, I° traversa e X° traversa, che sono state le piante più sollecitate dal trauma del passaggio del vento a oltre 140 km orari, con la finalità di messa in sicurezza del traffico veicolare e ciclopedonale.
Nel periodo autunnale si procederà poi alla posa di 70 pini domestici di rilevanti dimensioni (circonferenza 25-30 cm e oltre 3 metri di altezza), posizionati a una distanza di circa 10 metri sulla fila, che verranno collocati in Viale II Giugno tra la V° e la X° traversa, in Viale Matteotti tra Piazzale Napoli e la IX° traversa e nelle aree verdi di Piazzale Genova, Piazzale Napoli e Rotonda Torino.
Una parte di Piazzale Genova è già stato oggetto di un intervento di microprogettazione finanziato dal Lions Club Ad Novas di Cervia con la messa a dimora, nella primavera scorsa, dei primi 7 pini domestici.
La scelta dell’Amministrazione è stata quella di tornare, dopo l’emergenza fitosanitaria della comparsa della cocciniglia del pino, che aveva vietato prima e sconsigliato poi di ripiantare pini, alla piantagione di questa specie simbolo della località di Milano Marittima.
In considerazione dello sviluppo rilevante di questa specie arborea a livello aereo e radicale – si legge in una nota del Comune di Cervia – «le piantagioni sostitutive si concentreranno sui viali principali, creando asole di ampie dimensioni per garantire un buon sviluppo alle piante, evitando interferenze con la viabilità pedonale, mentre non si procederà, in accordo con il Servizio Viabilità, alle piantagioni sostitutive degli alberi caduti sulle traverse tra Via Matteotti e Via II Giugno, per garantire la percorribilità pedonale dei marciapiedi, spesso di ridotte dimensioni».
Infine, a completamento degli interventi di ripristino delle alberature cadute in ambito urbano a causa della tromba d’aria, è prevista anche la rinaturalizzazione del tracciato della pista ciclabile tra la ferrovia e il Parco Naturale, grazie alla piantagione di un doppio filare composto da esemplari alternati di Acero campestre, Pero da fiore e Carpino nero.
Domande fino al 30 novembre per i residenti dei comuni di Ravenna, Cervia e Russi
House XXL
Sono tre le procedure aperte per ottenere contributi al pagamento dell’affitto per le famiglie in difficoltà grazie al fondo regionale che ha destinato 635.416,99 euro al distretto sociosanitario dei Comuni di Ravenna (515.404,53 euro), Cervia (83.742,34) e Russi (36.270,12).
È possibile a partire da oggi (28 settembre) e fino al 30 novembre presentare domanda per la rinegoziazione dei canoni di locazione (informazioni reperibili al link http://bit.ly/rinegoziazioni-affitti).
Si tratta di un ulteriore beneficio oltre a quelli già in corso relativi allo scorrimento delle graduatorie vigenti riaperte dopo lo stanziamento delle nuove risorse e alla possibilità di accedere a contributi diretti per coloro che hanno subito cali del reddito da lavoro a causa del covid-19 (informazioni reperibili al link http://bit.ly/contributo-affitto-2020).
La rinegoziazione prevede la riduzione dell’importo del canone di locazione libero o concordato o transitorio oppure la modifica della tipologia contrattuale da libero o transitorio (anche studenti) a concordato oppure nella stipula di nuovo contratto concordato.
Il beneficio della rinegoziazione è inteso ad aiutare le famiglie a fronteggiare le difficoltà nel pagamento del canone ma anche ad incentivare i proprietari di alloggi sfitti a immetterli sul mercato della locazione a canone concordato. Destinatari sono i nuclei familiari con Isee fino a 35.000 euro.
Il contributo è erogato una tantum al locatore.
Per i residenti nel Comune di Ravenna la domanda va inoltrata in modalità ordinaria all’indirizzo fondoaffitto@comune.ra.it dove è possibile anche richiedere informazioni; in caso di indisponibilità di strumentazione informatica, la domanda, compilata in ogni sua parte, sottoscritta e corredata dagli allegati richiesti, può essere presentata in forma cartacea con consegna diretta all’U.O. Coordinamento Pianificazione Socio sanitaria, in via Massimo d’Azeglio, 2 – 2° piano, previo appuntamento telefonico allo 0544.482550, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e il martedì e giovedì pomeriggio anche dalle 15 alle 17.
Inoltre, in seguito a specifico protocollo sottoscritto con le organizzazioni di rappresentanza dei proprietari e degli inquilini, è possibile farsi assistere nella gestione della pratica di rinegoziazione dai seguenti organismi e sindacati: Associazione piccoli proprietari edilizia (Appe – Confedilizia Ravenna), Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari (Asppi), Unione piccoli proprietari immobiliari (Uppi), Associazione piccoli proprietari case (Appc), Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari (Sunia), Sindacato inquilini casa e territorio (Sicet), Unione nazionale inquilini ambiente e territorio (Uniat).
Sono esclusi dai contributi legati alla rinegoziazione coloro che hanno già usufruito nello stesso anno di un contributo del Fondo per l’”emergenza abitativa” o di un contributo del Fondo per la “morosità incolpevole”; che hanno già ricevuto la concessione di un contributo ai sensi della delibera di giunta regionale 1815/2019; che sono assegnatari di un alloggio di Edilizia residenziale.
Stazionari anche i dati regionali con 96 positivi su quasi 93mila tamponi e oltre 2mila test sierologici. Un morto a Parma
Sono quattro i casi positivi al coronavirus registrati di oggi domenica 27 settembre in provincia di Ravenna. Si tratta di 2 pazienti di sesso maschile e 2 di sesso femminile, 1 è asintomatico mentre 3 hanno sintomi ma sono tutti in isolamento domiciliare. Uno è stato invidivuato a seguito di sintomi, 3 a seguito di contact tracing famigliare. Anche oggi non risultano comunicati decessi, d’altra parte sono state rilevate 37 guarigioni complete e una guarigione clinia per la quale saranno effettuati tamponi di negativizzazione.
I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel ravennate, aggiornati alla mattinata di oggi, sono dunque 1.777.
Per quanto riguarda il dato regionale, in Emilia-Romagna, su quasi 9.300 tamponi sono emersi 96 nuovi casi positivi, di cui 54 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. Le persone complessivamente guarite salgono a 25.864 (+130), in calo i casi attivi (-35)
Sono stati effettuati anche 2.058 test sierologici. L’età media dei nuovi casi è di 38 anni. Al momento del tampone, 48 erano già in isolamento. Scendono anche i ricoverati in terapia intensiva: sono 15 (-2).
Un solo decesso è stato segnalato a Parma, si tratta di un anziano 93enne
Dal 6 al 14 novembre, “Metànoia” di Sergei Polunin e “Faust rapsodia” al Pala De André e al teatro Alighieri
Sergei Polunin
Dopo la “straordinaria” edizione estiva nel 2020 il Ravenna Festival continua la sua programmazione proponendo anche la tradizionale Trilogia d’Autunno – trittico di linguaggi artistici quali danza, musica e parola poetica – quest’anno attraverso due originali eventi di grande valore creativo e impatto emotivo. Il primo vede protagonista Sergei Polunin, stella ribelle del balletto che per il Festival affronta la sfida di una coreografia tripartita tra Inferno, Purgatorio e Paradiso. In prima mondiale venerdì 6 novembre, Metànoia è la risposta di un artista contemporaneo a un capolavoro assoluto quale la Commedia, ma anche un viaggio nel profondo della natura umana. Mentre Metànoia è in programma al Pala De André (repliche 8, 10, 12, 13 novembre) con uno speciale allestimento per 600 spettatori, sarà il Teatro Alighieri ad accogliere Faust rapsodia – Dal ciel sino all’inferno, nuova produzione che completa questa edizione della Trilogia d’Autunno, dedicata a Dante. Il 7, 11 e 14 novembre è tempo per un altro viaggio ultraterreno, sui testi di Goethe e le musiche di Robert Schumann, nell’adattamento drammaturgico e musicale di Luca Micheletti e Antonio Greco; a teatro saranno disponibili 200 posti, anche in questo caso nel pieno rispetto delle normative vigenti.
Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti per Pala De André e Teatro Alighieri: 40 Euro (I settore), 20 euro (II settore). Il biglietto per il Teatro Alighieri include l’ingresso alla Basilica di San Francesco. Carnet due spettacoli con riduzione del 15%.
Speciale giovani: under 18 e universitari 50% tariffa; under 14 5 euro accompagnati da un adulto.
I biglietti possono essere acquistati online su ravennafestival.org, telefonicamente (0544 249244) e presso la Biglietteria del Teatro Alighieri (solo su appuntamento prenotando allo 0544 249244, lun-sab 9-13); presso tutte le filiali La Cassa Spa e uffici IAT.
La sorprendente mostra del collettivo Magma allestita fino all’11 ottobre all’ex convento di Bagnacavallo
Bertozzi e Casoni, “Ritratto”
Nonostante il Covid abbia colpito duramente tutto il settore culturale costringendo i musei a file, prenotazioni, riduzione delle aperture e degli eventi, il territorio romagnolo ha mantenuto una vivacità di proposte che in molte zone italiane è puro ideale.
Nelle arti visive il tributo maggiore è stato versato dal settore contemporaneo ma ci sono sorprese come la mostra appena inaugurata a Bagnacavallo. Voluta dall’assessora alla Cultura Monica Poletti, Non giudicare è stata affidata all’organizzazione del collettivo MAGMA e alla curatela di Viola Emaldi.
Ripartire dal territorio è lo spunto della manifestazione: l’ampio spazio del bellissimo ex convento di San Francesco ospita una selezione di artisti dal curriculum consolidato, tutti legati per nascita, vita o professione alla provincia ravennate. Gli artisti ospiti non hanno bisogno di molte presentazioni; ricordiamo solo che l’occasione della tradizionale festa di San Michele ha costituito una buona occasione per visitare questa bella mostra che resta aperta al pubblico fino all’11 ottobre.
Andrea Salvatori
Nicola Samorì
Immancabile è la visione del breve cortometraggio San Vittore (2018) realizzato dal ravennate Yuri Ancarani che ritorna con questa opera commissionata dalla Kunsthalle di Basel a quella sensibilità verso i temi sociali che ha contraddistinto la primissima fase del suo lavoro, presentato al tempo proprio a Ravenna. Il corto – girato con la solita impeccabile precisione stilistica – indaga lo spazio fisico del penitenziario milanese sorto dopo l’unità d’Italia. I protagonisti sono i bambini – i figli dei detenuti sottoposti al rigido protocollo dei visitatori – i loro disegni e le proiezioni sullo spazio e sulle relazioni col mondo degli adulti, suggerite da immagini delicate e terribili che sfuggono ad qualsiasi effetto documentaristico.
Nelle altre sale si possono ammirare gli evocativi collage di Sergia Avveduti e la serie dei disegni di Alessandro Pessoli che, riprendendo uno degli atti fondamentali dell’infanzia, articola una riflessione fra linguaggi alti e bassi di questa tecnica.
Il lavoro concettuale di David Casini si ispira invece ad un ritratto eseguito da Tiziano da cui vengono estrapolati alcuni particolari con un risultato surrealista e ironico, lo stesso che possiamo percepire nella scultura di Bertozzi e Casoni, un’irriverente traduzione a tre dimensioni della famosa Mademoiselle Rivière di Ingres.
Stefania Galegati
Yuri Ancarani
Lo stesso processo di confronto con l’arte del passato si riflette nel lavoro di Marco Samoré: lo spazio senza tempo, claustrofobico e kafkiano di Piranesi si sedimenta nell’installazione dal titolo Globoool. La riflessione sull’arte del passato è la base di partenza anche delle opere di Silvia Camporesi, da sempre orientata alla tecnica fotografica: belle le sue immagini tratte dalla serie Mirabilia che indagano il patrimonio artistico e paesaggistico italiano, in particolare quello poco sconosciuto e con caratteristiche di forte stranezza compositiva.
Nel corridoio centrale campeggia a parete il grande dipinto scenografico di Enrico Minguzzi; l’effetto è condiviso con la serie di dipinti in dissoluzione di Nicola Samorì che affronta il martirio di Marsia tramite una sorta di spellamento progressivo della superficie pittorica.
Nonostante l’utilizzo di una tecnica tradizionale, le sculture di Italo Zuffi – copia fedele di oggetti mediante materiali archeologici come mattoni – si confrontano con le operazioni di memoria, ricerca e copia mentre l’utilizzo di pelle ovine nelle opere di Chiara Lecca riporta ad una poetica che indaga le relazioni fra uomo e natura. Non manca la ceramica che viene impiegata da Andrea Salvatori, secondo la sua usuale vena di còlto humour nero, e da Alessandro Roma che presenta un’installazione in collaborazione con la danzatrice Paola Ponti.
Anche il progetto da cui nasce il lavoro di Stefania Galegati, originaria di Bagnacavallo, ha un aspetto corale essendo nato dalla collaborazione fra 4 donne: l’enorme tela e il video che l’artista ha realizzato fanno parte di una serie dedicata alla Isola delle femmine, una striscia di terra che affaccia la costa settentrionale della Sicilia. Riserva naturale dal 1997, l’isola ha subìto la traslitterazione del proprio nome dall’arabo al dialetto siciliano e poi all’italiano, diventando nel tempo il luogo immaginario del confino delle “femmine cattive”. La proprietà oggi è privata ma il gruppo di donne che sostiene il progetto sta per lanciare un esteso crowdfunding femminile internazionale per acquistare l’isola, chiedendo di partecipare ad un atto simbolico che dirotta la storia, il nome, le leggende e il significato. In nome dell’arte, della natura e delle donne.
Non giudicare. Fino all’11 ottobre; convento di San Francesco, Bagnacavallo; orari: Mar-Ven 18-23; Sab 16-23; Dom 10-12.30 e 15-21.
L’avviso si sovrappone e prolunga quello di ieri per vento, temporali, possibile criticità idraulica
Dalle 12 di oggi, domenica 27 settembre, alla mezzanotte di domani, lunedì 28, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna l’allerta meteo numero 74, per criticità idraulica, idrogeologica, temporali, vento, stato del mare e criticità costiera, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. L’allerta è gialla.
Il cambio di sede al chiuso (ingresso da Largo Firenze di fianco a San Francesco) causa possibile maltempo
Tiziano Fratus a Ravenna per Itinera
Causa il rischio di maltempo l’incontro pomeridiano della festa di Itinera di oggi domemica 27 settembre, intitolato “Natura in Città” che dovevasi tenersi al Giardino Rasponi si svolgerà invece svolgerà alla Sala Ragazzini (largo Firenze attigua alla Basilica di San Francesco). L’orario d’inizio resta invariato alle ore 15.30.
Al talk parteciperà anche Tiziano Fratus impegnato questa mattina alla passeggiata tra gli alberi monumentali e protetti della Città di Ravenna.
Ingresso gratuito previa prenotazione obbligatoria su www.trailromagna.eu
Nuova allerta meteo (gialla) della Protezione Civile da stanotte alla mezzanotte di domani
L’autunno incalza, dopo la pausa di oggi, con una nuova pertubazione che potrebbe guastare la domenica con piogge e temporali, soprattutto nella seconda parte della giornata. Dalla mezzanotte di oggi alla mezzanotte di domani, domenica 27 settembre, quindi, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna l’allerta meteo numero 73, per criticità idrogeologica e temporali, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. L’allerta è gialla.
L’allerta completa si può consultare sul portale Allerta meteo Emilia Romagna (https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it/) e anche attraverso twitter (@AllertaMeteoRER); sul portale sono presenti anche molti altri materiali di approfondimento, tra i quali le indicazioni su cosa fare prima, durante e dopo le allerte meteo.
Si raccomanda di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso: prestare particolare attenzione allo stato dei corsi d’acqua ed evitare di accedere ai capanni presenti lungo gli stessi (se si allaga la golena il capanno deve essere evacuato); prestare attenzione alle strade eventualmente allagate e non accedere ai sottopassi nel caso li si trovi allagati; fissare gli oggetti sensibili agli effetti della pioggia e della grandine o suscettibili di essere danneggiati.
In tutta la regione gli infetti verificati oggi sono 99, a fronte di oltre 10mila tamponi. Nessuna vittima
In provincia di Ravenna oggi si sono registrati nuovi 4 casi di contagio da Covid-19. Si tratta di 3 pazienti di sesso maschile e 1 di sesso femminile, 1 è asintomatico mentre 3 hanno sintomi ma sono tutti in isolamento domiciliare. Uno è stato invidivuato a seguito di rientro dall’estero (Romania), 1 a seguito di contact tracing famigliare e 2 per sintomi.
D’altra parte si registrano 20 guarigioni complete e 4 guarigioni cliniche per le quali saranno effettuati tamponi di negativizzazione.
I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel ravennate, aggiornati alla mattinata di oggi, sono dunque 1.775.
Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna a fronte di oltre 10mila tamponi si sono verificati 99 nuovi casi positivi, di cui 54 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. Effettuati anche 2.765 test sierologici. L’età media dei nuovi casi è di circa 44 anni. Al momento del tampone, 53 erano già in isolamento. I casi attivi sono 4.717 (+66), il 95% in isolamento a casa con sintomi lievi.
Non è stato segnalato nessun decesso
La 28enne centrale toscana è alla seconda stagione a Ravenna: «Con i test anti Covid siamo controllate spesso, così è più facile restare serene e pensare al campo». Esordio stagionale per l’Olimpia il 27 settembre a Cutrofiano (prima in casa il 4 ottobre)
Per lei è solo la seconda stagione con la maglia dell’Olimpia Teodora in A2 – e la prima è rimasta pure incompiuta per il lockdown – ma Ludovica Guidi con i suoi 28 anni da compiere a dicembre è la più esperta del nuovo gruppo agli ordini di coach Simone Bendandi e a lei toccano i gradi di capitano. Origini livornesi che affiorano nell’accento, un bagaglio di esperienza maturato anche in Francia, alta 186 cm, numero 8 sulle spalle scelto a Ravenna dopo aver sempre avuto il 13, scaramanzie limitate all’uso delle stesse mollette e dello stesso elastico nei capelli ogni partita: la centrale, iscritta a Ingegneria Edile-Architettura a Pisa, prende il testimone da Lucia Bacchi dopo il ritiro.
Guidi, le parole sono importanti: capitano o capitana?
«L’abitudine è capitano, è sempre stato così. Sentire capitana fa un po’ strano ma va bene lo stesso».
E allora vada per capitana. Pronta per il comando?
«È un onore avere questo ruolo in una squadra con questa storia. Ho ringraziato la società per il riconoscimento nei miei confronti e penso che arrivi in un percorso di crescita: sono pronta. La squadra è giovane, per metà nuova, e la stagione è particolare».
Qualche capitana del passato sarà un riferimento?
«Una di sicuro è Lucia Bacchi da cui prendo il testimone. Lei ha undici anni più di me e me la ricordo da avversaria quando ho iniziato nel 2009 a Donoratico. E l’altra è Ludovica Dalia: a Cuneo mi ha insegnato qualche trucchetto».
Adesso cambia il rapporto con le compagne?
«No, c’è solo un po’ di autorità in più riconosciuta quando in campo dai qualche indicazione».
A proposito: senza il rumore del pubblico si rischia di farsi sentire dalle avversarie mentre si decidono gli schemi…
«È vero, bisognerà stare attente. C’erano campi dove non riuscivi a sentirti fra compagne. Ora nelle dirette tv della prima giornata le voci di chi è in campo si sentono anche dalla tv».
La mancanza del pubblico sarà un fattore influente?
«Il sostegno del tifo ti può dare spinta e grinta in più. Mancherà quell’adrenalina e dovremo essere brave a tenere la concentrazione lo stesso. Certo che in alcuni palazzetti di piazze calde, soprattutto al sud, verrà a mancare molto per le squadre di casa».
Le porte chiuse sono l’effetto di una pandemia ancora in corso. Il lockdown vi ha fermato in primavera, ora com’è stato ricominciare? Il distanziamento in uno sport di squadra è un miraggio: paura dei contagi?
«Prima dell’inizio della stagione c’è stato il tampone per tutte e poi test prima di ogni partita: questo vuol dire che siamo molto controllate e ci aiuta a stare serene. Se in testa avessimo anche la paura del virus sarebbe difficile trovare concentrazione in campo».
La lunga sosta forzata ha lasciato ruggine?
«Tutte abbiamo cercato di tenerci in attività, per fortuna io avevo un giardino. Quando siamo tornate in palestra è bastato poco per rinfrescare la tecnica: diciamo che il pallone lo abbiamo riconosciuto presto. Fisicamente invece c’è voluto più tempo per riprendere la condizione anche perché di solito in estate c’era il beach volley per tenerci in attività, quest’anno fino a luglio è stato impossibile».
Un anno fa il presidente De Lorenzi aveva pianificato un biennio di tempo per arrivare alla promozione e battezzare il nuovo palazzetto a settembre 2021 con la Teodora in A1. Un anno è andato perso per il Covid, questo vuol dire che l’obiettivo di quest’anno è ben chiaro…
«L’anno scorso si è fermato tutto quando eravamo in corsa per giocarcela. Quest’anno i playoff sono un desiderio concreto. E dovremo essere brave a raggiungerli anche per poter contare su Laura Grigolo che si è infortunata al ginocchio e tornerà solo nel 2021: potrà essere una bocca di fuoco importante ma solo se avremo raggiunto il primo obiettivo».
Secondo anno a Ravenna: com’è la città da vivere?
«La sto ancora scoprendo un po’ alla volta. Vengo da un paesino piccolo sul mare, San Vincenzo in provincia di Livorno, quindi la grande città non è per me: Ravenna in questo è perfetta, mi muovo anche in bici. Poi quest’anno ho cominciato a scoprire anche la parte estiva, da Marina alle bancherelle in centro. Se future compagne dovessero chiedermi un parere, il giudizio sarebbe sicuramente positivo».
Rassegna delle opere di Gianni Cassani e Rosetta Berardi alla galleria FaroArte. Inaugurazione domenica 27 alle 17
Vernice domenica 27 settembre, alle ore 17, per la mostra “Ri-tratti pittorici e fotografici” curata da Giovanni Gardini e dedicata ai dipinti di Gianni Cassani e alle fotografie di Rosetta Berardi: due tecniche artistiche diverse rivolte ad una simile poetica tesa a raccogliere l’intima espressione di un volto.
I ritratti di Giovanni Cassani sono personaggi ispirati da ammirazione e affetto. Non sono quindi ritratti commissionati, l’autore ha scelto il soggetto a sua insaputa. Non sono semplici rappresentazioni della fisionomia del soggetto, ma cercano di cogliere e interpretare l’essenza della persona ritratta.
I ritratti fotografici di Rosetta Berardi sono stati realizzati nel mese di giugno 2018 in una Casa di Riposo di Russi. Nell’esecuzione di questi ritratti l’autrice ha cercato di cogliere quella che è la bellezza della dignità nella persona anziana.
Gianni Cassani è nato ad Alfonsine, in provincia di Ravenna, nel 1938. La pittura è stata sempre la passione che l’ha accompagnato nel tempo, sin dalla giovinezza. Una forma d’arte in cui ha trovato rifugio e soddisfazione e attraverso la quale ha cercato di indagare il senso delle cose. Nel corso dei decenni ha seguito varie ispirazioni e utilizzato diverse tecniche. Oggi dipinge con colori acrilici e si è dedicato ai ritratti. Nella scelta dei soggetti agisce sempre la bussola degli ideali che lo hanno orientato per tutta la vita e che hanno a che fare coi valori della cultura e con una spinta etico-politica che nell’animo di Cassani non si è mai spenta.
Rosetta Berardi nata in Sicilia, vive e lavora a Ravenna. Da anni opera nel campo dell’arte e dell’editoria. Nel 1962, assieme alla famiglia, si trasferisce a Ravenna dove si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti. Si laurea a Bologna in Storia dell’Arte Contemporanea.
Il suo percorso artistico, iniziato alla fine degli anni ‘70 con un linguaggio pittorico, si sviluppa per fasi con una ricerca tesa al piacere dell’uso dei materiali. È sempre stata sensibile al fascino della contaminazione: un percorso libero di interrogarsi apertamente su pittura, installazione, fotografia.
La mostra, promossa e organizzata da Capit Ravenna, resterà aperta al pubblico fino all’11 ottobre.
Passeggiate, incontri, escursioni, a Ravenna e dintorni, fino all’11 ottobre con la rassegna di Trail Romagna
Ritrovare la felicità e la liberta di percorrere un cammino collettivo fra pinete e parchi, giardini e alberi secolari anche in città. Un esercizio di benessere fra il corpo e la mente, la natura e la cultura. Ecco ItineRa 2020. Perfino quest’anno di di paure e incertezze non ha fermato la Festa del Cammino Consapevole, che festeggia questo autunno i quattro anni di attività.
Grazie alla passione di Trail Romagna e al sostegno degli assessorati Cultura, Ambiente, Sport, Turismo e Immigrazione del Comune di Ravenna, anche quest’anno la festa si rivolge come da tradizione ad un pubblico variegato con un programma ricco di eventi diversi, ma tutti accomunati dall’amore per la scoperta del nostro patrimonio naturale e culturale. “Verde cammino” è il titolo della rassegna 2020, a concentrare l’attenzione sulla relazione strettissima che da sempre intercorre tra natura, cammino e creatività, fra l’energia che solo il verde sa trasmettere e il susseguirsi dei passi. Naturalmente, non mancherà un ventaglio di proposte a declinare il cammino nelle più svariate forme, secondo le specifiche esigenze e gli aspetti che Trail Romagna si premura ogni anno di sottolineare: il cammino come basilare terapia psicofisica, come occasione conviviale di dialogo e confronto, come procedimento spirituale necessario a riconnetterci alle nostre antiche e profonde radici. Saranno tredici giorni ricchissimi, a celebrare come sempre la centralità del tessuto umano, ambientale, storico e culturale di Ravenna, con itinerari vecchi e nuovi, ma sempre e comunque tesi a rimettere in moto il rapporto dei cittadini con la loro città, fuori dai luoghi comuni e dagli automatismi, preferibilmente all’aria aperta.
Si comincia sabato 26 settembre, nel vero cuore verde di Ravenna, ovvero la pineta – non per nulla sul gonfalone della città campeggia un pino marittimo – con l’appuntamento La pineta di Ravenna. Paesaggio, cultura, identità. Partendo dalla Cà Vecia nella Pineta San Vitale, il fotografo Paolo Bernabini e i Carabinieri per la Biodiversità guideranno il pubblico attraverso questo vero e proprio “monumento” naturale, sulle tracce delle fotografie realizzate a fine Ottocento da Luigi Ricci.
La giornata prosegue in notturna, con la performance teatrale all’aperto Nastagio. Racconto notturno .Il pubblico verrà condotto fino a una radura nel bel mezzo della Pineta di Classe, la stessa pineta che ha fatto da sfondo a una della più belle novelle del Decameron di Boccaccio, quella di Nastagio degli Onesti, sarà il teatro naturale di questo inedito lavoro scritto da Iacopo Gardelli e interpretato da Lorenzo Carpinelli e Flaminia Pasquini Ferretti, con effetti sonori curati da Giacomo Bertoni (l’evento è già sold out, ndr).
settembre di Itinera si chiude domenica 27 con due appuntamenti in centro città. La mattina il poeta Tiziano Fratus guiderà il pubblico in 7 piante monumentali patrimonio di Ravenna, un tour fra le aree verdi pubbliche e private della città alla ricerca di questi veri e propri “patriarchi”, testimonianze viventi del cambiamento storico e ambientale della città; anche perché, come sostiene Fratus, ogni albero è un monumento.
Tiziano Fratus
Il pomeriggio ci si sposta all’Orto Botanico del Giardino Rasponi, per un incontro di approfondimento intitolato Natura in città. Dal Codice Forestale Camaldolese alle Scienze Forestali, la gestione del verde. In collaborazione con il progetto di Rete Almagià, intitolato “Appunti per un Terzo paesaggio”, vari ospiti racconteranno come la progettazione delle aree verdi cittadine sia cambiata nella storia. Ad intervenire in questa “tavola verde”, oltre al già citato Fratus, Valeria Bucchignani, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Dom Claudio Ubaldo Cortoni, monaco camaldolese; Giovanni Nobili, comandante del Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Punta Marina; Gianandrea Baroncini, assessore all’ambiente; Massimiliano Costa, progettista per la tutela ambientale del Comune, Paolo Gueltrini, paesaggista e architetto e Laura Prometti, portavoce del Consorzio di Bonifica della Romagna.
L’incontro del 1° ottobre si tiene invece all’Orto Botanico del Giardino Rasponi. Verso sera le camminatrici e autrici Emina Cevro Vukovic e Nora Bertolotti presenteranno il loro libro Consigli per viandanti giardinieri. Storie di paesaggi, semie talee, pubblicato da Ediciclo: un manuale che unisce il piacere del cammino all’aperto e il sapere del botanico, e che elargisce utili consigli a chiunque voglia arricchire il proprio balcone o giardino dei tesori vegetali che arricchiscono il nostro paese, dalle Alpi alla macchia mediterranea.
Venerdì 2 ottobre l’appuntamento è dedicato al rapporto fra cammino e cibo: cosa si mangiava un tempo durante i pellegrinaggi? E come è cambiata la dieta del camminatore? Uno dei massimi esperti italiani di storia e cultura dell’alimentazione, Massimo Montanari, dialogherà attorno a questo tema affascinante assieme a Franco Chiarini, di RavennaFood -ChefToChef e Carlo Casadio, medico nutrizionista, durante l’evento Nutrirsi in cammino. Il cibo dei viandanti dal fiaschetto del pellegrino alle barrette energetiche è ospitato nel tardo pomeriggio presso i Chiostri della Biblioteca Classense.
Per il fine settimana Itinera si sposta nuovamente fuori città, facendo tappa sabato 3 ottobre in uno dei luoghi più belli e suggestivi del Parco del Delta del Po. Con una camminata ecologica guidata di 8 chilometri a partire dal Palazzone di Sant’Alberto, le guide di Atlantide condurranno il pubblico fino al gioiello verde di Boscoforte, una penisola ricca di vegetazione rara e fauna allo stato brado che si inoltra nelle Valli di Comacchio.
Penisola di Boscoforte nelle Valli di Comacchio
Come ogni anno, Trail Romagna torna a rendere omaggio al percorso che ha creato in collaborazione col Cai, il Cammino di San Romualdo: il 4 ottobre si torna sulla tappa Pereo-Faenza con un percorso di 20 chilometri sulle orme del santo eremita, partendo la mattina presto dal meraviglioso Palazzo San Giacomo a Russi (la “Versailles sul Lamone”), fino alla chiesa di Santa Maria ad Nives dove morì S. Pier Damiani nel 1072.
Sabato 10 ottobre, in un luogo d’eccezione, il teatro naturale della Pineta di San Giovanni, voluto dal presidente della Micoperi, Silvio Bartolotti, andrà in scena lo spettacolo di Michele Dotti, Siam mica qui a farci salvare dai panda. La pièce ripercorre con ironia le tappe formative della vita dell’autore, per evidenziare come i principi fondamentali della Natura (ciclicità, diversità, interdipendenza) siano attivi anche nelle società umane.
Infine, il giorno seguente, l’11 ottobre, si rimarrà in zona Darsena per un urban walk alla scoperta della Ravenna tanto amata da Michelangelo Antonioni, quella divisa fra mare, archeologia urbana, industria e periferie. Partenza in mattinata dalla Darsena Pop Up, per poi attraversare i luoghi simbolo della città affacciati sul Candiano: l’Autorità Portuale, l’ex Ippodromo, l’ex Tiro a Segno, fino ad arrivare agli argini della Lama.
Il programma completo – con calendario eventi, info utili e aggiornamenti, costi di partecipazione e prenotazioni sul sito: www.trailromagna.eu