mercoledì
24 Giugno 2026

Troppi costi con le nuove regole: il Comune di Ravenna cancella il pre e post scuola

Per la fascia d’età 3-6 anni. Proteste dei genitori e critiche di Ravenna in Comune

01Il Comune di Ravenna non attiverà il servizio di “pre” e “post” nelle scuole dell’infanzia comunali (dove però è previsto un ingresso anticipato) e statali. La comunicazione è arrivata a pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico ed è stata contestata già da diverse famiglie, oltre che dalla lista di opposizione, di sinistra, Ravenna in Comune, che in una nota inviata alla stampa critica la decisione dell’Amministrazione.

Il motivo è legato alle nuove normative anti Covid che vietano di “mischiare” bambini di diverse sezioni, che nell’età considerata (3-6 anni) non possono riuscire a mantenere il distanziamento e non hanno l’obbligo della mascherina.

Sindaco e assessore competente hanno spiegato che per questioni di costi non era immaginabile per il Comune poter pensare di attivare il servizio, non potendo garantire un educatore per (nei casi limiti) ogni bambino. Si è sperato fino all’ultimo in un’interpretazione meno stringente delle norme da parte della Regione, che però non è arrivata.

Nelle scuole elementari invece il servizio sarà regolarmente garantito (con bambini più grandi è più semplice mantenere il distanziamento ed è possibile utilizzare le mascherine), ma solo a partire dal 28 settembre.

Il ministro Azzolina martedì a Ravenna per la presentazione dei progetti danteschi

 

Lucia AzzolinaIn occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico, a partire da lunedì 14 settembre, l’Amministrazione comunale di Ravenna, invece delle consuete visite ufficiali alle scuole del territorio, realizzerà brevi incontri informali con dirigenti e insegnanti, per non creare disagi organizzativi alle scuole stesse, impegnate a gestire nella maggior sicurezza possibile l’accesso, la permanenza e l’uscita degli studenti in ottemperanza alle normative anticovid.

Martedì 15 settembre inoltre, alle 9 nella sala Dantesca della biblioteca Classense, si svolgerà la presentazione dei progetti delle scuole elementari, medie e superiori del territorio comunale dedicati a Dante per il settimo centenario della sua morte, da parte delle autorità scolastiche, alla presenza di rappresentanti dell’Amministrazione comunale e della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

Seguirà un breve sopralluogo all’istituto professionale statale Olivetti Callegari, oggetto di importanti lavori di riqualificazione.

Covid, a Ravenna 25 contagi in un giorno, di cui 12 con sintomi

 

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 33.363 casi di positività, 138 in più rispetto a ieri, di cui 66 asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Sono i dati del bollettino regionale aggiornati alle 12 di oggi, 12 settembre.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei 138 nuovi casi, 57 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 54 sono stati individuati nell’ambito di focolai già noti.

Sono 29 i nuovi contagi collegati a rientri dall’estero, per i quali la Regione ha previsto due tamponi naso-faringei durante l’isolamento fiduciario se in arrivo da Paesi extra Schengen e un tampone se di rientro da Grecia, Spagna, Croazia e Malta. Il numero di casi di rientro da altre regioni è 12.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 40 anni.

Su 66 nuovi asintomatici, 31 sono stati individuati attraverso gli screening e i test introdotti dalla Regione, 2 tramite i test pre-ricovero, 32 grazie all’attività di contact tracing mentre in 1 caso l’indagine epidemiologica è ancora in corso.

Per quanto riguarda la situazione nel territorio, il maggior numero di casi si registrano nelle province di Bologna (29), Ravenna (25), Modena (18), Rimini (12), Ferrara (12) e Parma (10).

A Ravenna e provincia, su 25 nuovi positivi, 6 sono rientri dall’estero (4 dall’Albania, 1 dall’Ucraina e 1 dalla Romania), 2 da altre regioni (1 dalla Sardegna e 1 dalla Puglia), 13 da tracciamento su casi già noti e 4 individuati a seguito di attività di screening. Un paziente è ricoverato, gli altri 24 in isolamento domiciliare.

I tamponi effettuati ieri sono 9.911, per un totale di 1.019.818. A questi si aggiungono anche 2.026 test sierologici.

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 3.827 (97 in più di quelli registrati ieri).

Si registra un decesso nella provincia di Bologna: un uomo di 78 anni con precedenti patologie.

Le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 3.658 (86 in più rispetto a ieri), il 95% dei casi attivi. I pazienti in terapia intensiva sono 17 (-1 rispetto a ieri),mentre i ricoverati negli altri reparti Covid 152 (+12).

Le persone complessivamente guarite sono 25.067 (+40 rispetto a ieri): 12 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 25.055 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.884 a Piacenza (+7, di cui 1 sintomatico), 4.083 a Parma (+10, di cui 4 sintomatici), 5.553 a Reggio Emilia (+9, di cui 7 sintomatici), 4.643 a Modena (+18, di cui 10 sintomatici), 5.930 a Bologna (+29, di cui 20 sintomatici), 534 a Imola (+6, di cui 1 sintomatico), 1.319 a Ferrara (+12, di cui 8 sintomatici), 1.619 a Ravenna (+25, di cui 12 sintomatici), 1.258 a Forlì (+4, di cui 2 sintomatici), 1.043 a Cesena (+6, di cui 1 sintomatico) e 2.497 a Rimini (+12, di cui 5 sintomatici).

E a scuola nascono le classi miste con computer per la didattica a (breve) distanza

Per ridurre il numero di studenti in aula e garantire il distanziamento, alcuni saranno spostati a rotazione in altre stanze con un tutor dove seguiranno le lezioni sullo schermo

17Per consentire il rientro in aula di sedicimila studenti e oltre mille docenti delle scuole superiori della provincia di Ravenna rispettando le disposizioni anti-contagio, tutte le sedi dei quindici istituti sul territorio hanno avuto bisogno di interventi edilizi di varia natura per una spesa totale di900mila euro a carico della Provincia, ente di riferimento per le secondarie di secondo grado.

Le opere sono state fatte per raggiungere due obiettivi: aule grandi a sufficienza per garantire la distanza di almeno un metro da bocca a bocca di ogni studente durante le lezioni ed evitare gli assembramenti nei momenti di entrata e uscita aumentando i varchi di passaggio oltre a quelli centrali.

Il percorso per definire gli interventi è cominciato a giugno con gli incontri in videoconferenza fra le istituzioni coinvolte: l’assessorato e l’ufficio scolastico regionali, gli assessori dei comuni capoluogo e i delegati per le Province. Scopo: individuare una base comune per gli interventi evitando avanzamenti in ordine sparso. Una volta giunte le linee guida del ministero sono cominciati i confronti diretti con i singoli dirigenti scolastici per raccogliere le richieste di ognuno e i successivi sopralluoghi tecnici per valutare la fattibilità. Con una indicazione precisa dalla Provincia: gli interventi siano funzionali anche in un futuro mondo in cui il Covid sarà solo un ricordo.

Gli interventi più comuni sono stati abbattimenti o spostamenti di pareti e l’apertura di varchi di collegamento, magari per creare finestre con protezioni per il contatto con il pubblico. È stato necessario agire anche nei cortili esterni degli edifici per creare nuovi percorsi pedonali sicuri a servizio delle entrate aggiuntive che si sommano a quelle standard: più passaggi con assegnazioni che tengono conto anche dei piani di evacuazione in caso di incendio permetteranno di mantenere gli stessi orari di inizio e fine giornata.

In tre scuole si è deciso di sostituire gli infissi per facilitarne l’uso e il frequente ricambio d’aria caldamente richiesto dalle linee guida. Questi saranno gli unici cantieri ancora da completare il 14 settembre: gli altri dovrebbero essere ultimati per la prima campanella.

Tra le novità c’è la nascita delle pluri-aule. In alcune classi il distanziamento fra i banchi potrebbe ridurre i posti disponibili solo di poche unità rispetto al totale, lasciando fuori magari solo due o tre alunni. Questi verrano mandati in stanze attrezzate con postazioni computer distanziate insieme ad alunni nelle stesse condizioni ma di altre classi per una sorta di didattica a (breve) distanza: in presenza di un tutor seguiranno la lezione che si svolge fisicamente poco più in là. Si andrà a rotazione, esclusi i portatori di handicap e gli studenti Dsa.

Da seduti al banco non sarà obbligatoria la mascherina. Lo sarà invece in tutte le occasioni di movimenti: all’entrata e all’uscita, per andare in bagno, per andare alla cattedra o alla lavagna, negli intervalli. Mascherine, gel igienizzanti e altri dispositivi di sicurezza saranno reperiti dalle scuole con i propri fondi ricevuti dal ministero

Pallavolo, 192 giorni dopo, al Pala De André torna in campo la Consar Ravenna

Contro Padova in Coppa. «Non vediamo l’ora di scendere in campo»

CIVITANOVA 21/11/2019. VOLLEY PALLAVOLO Consar Ravenna Cucine Lube Civitanova 2 3.«Ricominciamo a giocare. È davvero tanto tempo che non lo facevamo. Non vediamo l’ora di scendere in campo». Nelle parole di Marco Bonitta, coach della Consar, c’è tutta l’attesa, la gioia, la carica della squadra ravennate per l’esordio nella nuova stagione, che si avvicina.

Domenica, alle 18, al Pala de Andrè è in programma la prima partita del girone B della Coppa Italia nella nuova formula a gironi ideata dalla Legavolley e aperta alle squadre classificate dal quinto al 12° posto della classifica dell’ultimo campionato, cristallizzata al momento della sospensione. Un ritorno in campo dopo sei mesi e mezzo, o 192 giorni, da quell’ultima partita disputata prima che il virus prendesse il sopravvento.

Teatro di gara sarà ancora il Pala de Andrè ma questa volta in tribuna ci sarà posto per un po’ di tifosi, il 25% della capienza massima, che potranno così ammirare e applaudire la rinnovatissima squadra che coach Bonitta ha allestito per provare a stupire ancora, dopo lo straordinario sesto posto dell’annata passata.

Il primo avversario sulla strada della Consar è la Kioene Padova, nell’anticipo di una sfida di campionato tra due squadre che partono con l’obiettivo della salvezza.

Le biglietterie del Pala de Andrè saranno chiuse. Per il personale addetto alla partita, nelle sue varie mansioni, e per i tifosi che hanno conquistato il biglietto in prevendita sono previste rigorose misure di prevenzione anti-Covid e di rispetto dei protocolli riportati nei vari provvedimenti ministeriali e regionali.

La Camera di Commercio di Ravenna sarà commissariata: «Decisione scellerata»

Dovrà poi essere accorpata a quella di Ferrara. Il presidente Guberti: «Riforma sbagliata nei tempi»

Foto Guberti Fronte CCIAA
Il presidente della Camera di Commercio di Ravenna, Giorgio Guberti

A partire da lunedì, 14 settembre, la Camera di Commercio di Ravenna verrà commissariata dal Governo per poi essere accorpata a Ferrara, come invece non è stato possibile fare in questi mesi. L’articolo 61 del Dl agosto prevede infatti il 13 settembre la decadenza degli organi delle Camere di commercio con meno di 75.000 imprese.

«La nostra unica colpa – conferma il presidente della Camera di Commercio di Ravenna, Giorgio Guberti – è quella di avere in provincia di Ravenna meno di 75.000 imprese».

«L’accelerazione della riforma camerale imposta con il DL Agosto è sbagliata nei tempi – prosegue Guberti – e non tiene conto, da una parte, delle esigenze e delle volontà espresse dai territori e, dall’altra, del ruolo fondamentale che le Camere di commercio, in particolare quelle con un bilancio solido ed i conti a posto come la Camera di Ravenna, svolgono a sostegno dell’economia reale in un momento così delicato. Moltissime imprese lottano con un calo della domanda e con una produzione che non riprende, i prossimi bilanci saranno in rosso e ci sono questioni urgenti da affrontare legate alla patrimonializzazione, alla liquidità e al rilancio degli investimenti. Non siamo usciti dall’emergenza. La Camera di commercio – prosegue il presidente – rappresenta, insieme alle associazioni di categoria, l’indispensabile cinghia di trasmissione tra le esigenze di ogni singolo pezzo di territorio e la risposta che le istituzioni possono dar loro».

Dopo aver investito più di due milioni di euro, dal periodo di lockdown alla ripartenza, per venire incontro al grave deficit di liquidità delle imprese ravennati, la Camera di Commercio – si legge in una nota dell’ente – venerdì scorso, ha stanziato altri 800.000 euro per rilanciare imprese e territorio, puntando su giovani, attrattività, innovazione e mercati internazionali. Via libera, in particolare, all’importante cofinanziamento delle celebrazioni Dantesche “Viva Dante 2020/2021”, al sostegno di numerose iniziative di valorizzazione del territorio e a tre nuovi bandi a fondo perduto per la ripartenza in sicurezza e la continuità aziendale.

Tre, in particolare, gli ambiti di intervento dei bandi messi a punto dall’Ente di Viale Farini: turismo, formazione e competenze strategiche, innovazione tecnologica. Tra le spese ammissibili, quelle per l’igienizzazione e la sanificazione degli ambienti, l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e per la misurazione della temperatura corporea, studi, consulenze e servizi per ripensare l’organizzazione degli spazi di lavoro al fine di ridurre la prossimità fisica dei dipendenti e per chi viene a contatto con i luoghi di svolgimento dell’attività d’impresa, connessione internet e attrezzature necessarie alla connettività dei dipendenti in smart working, formazione del personale, ed altre ancora. Sarà possibile presentare domanda di contributo con procedura telematica e firma digitale, già completa della documentazione di spesa, a partire dal 21 settembre prossimo. I contributi alle imprese, evidenziano gli uffici della Camera di commercio, saranno erogati già entro la fine dell’anno.

«Agricoltori, artigiani, industriali, commercianti, albergatori, ristoratori, cooperatori: è a queste imprese – conclude Guberti – che ci siamo rivolti in questi anni investendo, ad esempio, più di 10 milioni nell’accesso al credito e nell’innovazione aiutando oltre 5 mila imprenditori a familiarizzare con il digitale e a favorire l’adozione delle tecnologie 4.0. Abbiamo reso disponibile un “cassetto digitale”, dove oggi 40.000 aziende ravennati possono consultare con una App i propri documenti. Dopo la recente riforma dell’internazionalizzazione, abbiamo messo in campo nuove attività per rafforzare il nostro ruolo di “ultimo miglio” sul territorio per tutti quegli imprenditori che ancora adesso, in piena emergenza sanitaria, necessitano di assistenza specialistica e di un primo orientamento all’estero. E nella stessa direzione abbiamo promosso e sostenuto progetti sul turismo, sulla valorizzazione dei beni culturali e sulla sostenibilità».

Mascherine, certificati, temperatura: le info utili per il ritorno a scuola

Una campagna di comunicazione con le risposte ai quesiti più diffusi

10Scuola, si riparte: lunedì 14 settembre il ritorno in classe in Emilia-Romagna, con 548.176 alunni, che arrivano a 620 mila compresi gli istituti paritari, pronti a sedersi nuovamente sui banchi nelle oltre 25 mila classi in 500 istituzioni scolastiche presenti da Piacenza a Rimini.

“Ripartire insieme, tornando sui banchi, anche facendo tesoro dell’esperienza vissuta durante la pandemia”. A questo guarda il messaggio della campagna di comunicazione della Regione, al via il 14 settembre, per la riapertura dell’anno scolastico: “Torniamo tutti a scuola” lo slogan, con una riflessione che campeggia sulla locandina: “Il 14 settembre riapre la scuola. Il lockdown ci ha insegnato molte cose. Diamo forma a una nuova scuola”, e l’hashtag #torniamoascuolaER. Ma anche una seconda locandina “Nuove sane abitudini…a scuola”, con le 10 semplici pratiche per ripartire in sicurezza.

Uno spot radio, uno spot tv, una locandina, banner per testate web e un sito – www.torniamoascuolaer.it – in costante aggiornamento,su cui trovare le informazioni utili per il rientro in sicurezza e risposte alle domande e ai dubbi che, giorno dopo giorno, potranno sorgere.

Chiarimenti e indicazioni presenti sui comportamenti corretti da tenere, spiegati nei materiali, a disposizione anche delle scuole: ad esempio quando va indossata la mascherina, come comportarsi sugli scuolabus e sull’autobus, cosa fare in caso di febbre o sintomi compatibili con CoVID-19, perché occorre misurare la temperatura ogni mattina, cosa succede se un alunno rimane a casa per più giorni con febbre, malessere o altre indisposizioni o se risulta positivo al tampone; e ancora: in quali casi va portato il certificato del pediatra per la riammissione a scuola, come bisogna comportarsi in mensa e come vengono puliti gli ambienti scolastici.

Il giovane attore ravennate al Festival di Venezia: «Che emozione con Oliver Stone»

Parla Matteo Gatta, protagonista del film su Ceausescu presentato al Festival, insieme a Lodo Guenzi. «La Romania sembra la Romagna. La dittatura? Una ferita troppo fresca»

Presentato nella sezione delle Giornate degli Autori di questa 77esima edizione della Biennale di Venezia, il film Est. Dittatura last minute porta con sé un pezzo importante della giovane e promettente Ravenna artistica. Diretta da Antonio Pisu e tratta dal libro Addio Ceauşescu di Maurizio Paganelli e Andrea Riceputi, questa pellicola indipendente prodotta da Genoma Films vede il debutto sul grande schermo di Matteo Gatta, ravennate classe’96.

L’ho raggiunto al telefono qualche giorno dopo l’ordalia del red carpet.

Partiamo, come dovuto, dal festival. Com’è stata l’accoglienza?
«È stato davvero molto bello. Ci sono arrivato un po’ spaventato, a dire il vero: i vestiti firmati, le passerelle… In realtà è stato tutto molto tranquillo. La mattina le interviste, in cui io dò quasi sempre le risposte sbagliate. Poi la sera, alla proiezione, è venuto Oliver Stone, che è rimasto a vedere il film e ci ha riservato bellissime parole. È stato molto emozionante per me, e per fortuna che c’era con noi Antonio Pisu, il regista…».

Come avete lavorato con lui?
«Tutto è iniziato con quattro giorni di prove a Bologna: una cosa rarissima nel mondo del cinema. Antonio voleva che il terzetto funzionasse in modo naturale, che si vedesse un rapporto di amicizia affiatato anche fuori dal set. E ha vinto la scommessa: Jacopo Costantini è di natura un entusiasta, Lodo Guenzi è molto tranquillo. Ci siamo trovati da dio e moltissime battute del film le abbiamo improvvisate. Come si dice: quando una cosa c’è, non la reciti».

È stato difficile per te e Jacopo, che venite dal teatro, lavorare con Lodo Guenzi, un nome già affermato e popolare?
«La distanza si è colmata quasi subito, ma effettivamente conoscere Lodo è stato strano. Spesso con una persona famosa non riesci ad essere subito te stesso, e questo pensiero ti porta a essere un po’ antipatico. Ma il bello di Lodo è che è perfettamente cosciente di questa distanza, ed è il primo a volerla abbattere».

So che il film è tratto da una storia vera, un viaggio da Cesena a Bucarest.
«Sì, è un road movie e allo stesso tempo un film di formazione. Siamo nell’89: tre romagnoli partono per la Romania della dittatura pensando di andare a divertirsi. Passando in Ungheria vengono intercettati da un rumeno che affida loro una valigia: da qui cominciano a succedere molte cose…».

Come vuole Tarantino, immagino che il contenuto della valigia sia segreto…
«Esatto! Ma il punto è questo: tre personaggi con aspettative e speranze diverse – il mio personaggio è il più introspettivo del film – si trovano di fronte a qualcosa che non conoscevano. Capiscono cosa significa vivere al di fuori dei privilegi, assistono alla realtà di un regime agli ultimi stadi. E quando tornano a casa non possono più vedere le cose con gli occhi di prima».

Un viaggio “nuovo” anche per voi?
«Assolutamente. Nel mese e mezzo di riprese fra Ungheria eRomania ho avuto modo di capire molte cose. Ad esempio, ho notato una grande somiglianza fra Romagna e Romania, e non solo per il nome: la campagna rumena ricorda molto quella ravennate. Gente un po’ chiusa, profondamente attaccata alla propria terra: ma nel momento in cui entri in contatto con loro, ti dimostrano un’ospitalità eccezionale».

È stato complesso parlare in Romania della dittatura di Ceauşescu a distanza di soli 30 anni dalla sua fine?
«Il primo giorno di riprese abbiamo dovuto appendere fuori da un ufficio postale il ritratto di Ceauşescu. Era una strada piuttosto trafficata e quando la gente passava in macchina si paralizzava dalla paura. Ho pensato al film Lui è tornato, che racconta di un Hitler che ritorna nella Germania di oggi e si ambienta subito fra fanatici di second’ordine. Ecco, una cosa così non potrebbe succedere in Romania. È una ferita ancora troppo fresca; il tabù Ceauşescu è fortissimo».

Tu nasci in teatro, prima nella non-scuola delle Albe e poi al Piccolo di Milano con Luca Ronconi. Come cambia il lavoro sul personaggio dal teatro al cinema?
«Questo personaggio è molto simile a me e parla con accento romagnolo, così la distanza da colmare è stata minima. Non ho dovuto ricorrere a preparazioni fisiche o linguistiche. L’unica difficoltà è che la sequenza delle scene la decidono i tempi di produzione: ho recitato l’ultima scena dopo una sola settimana di riprese. La cosa cruciale è mettere in situazione il tuo personaggio».

Quando potremo vedere il film?
«La questione virus sta complicando molto l’attività delle sale cinematografiche. L’obiettivo è uscire entro la fine dell’anno».

E adesso?
«Chissà. A fine anno, probabilmente, sarò al Rasi col mio spettacolo Amore. Voglio continuare a far teatro. Fare cinema è bellissimo, ma ti capita raramente. Cercherò di lavorare, di crearmi il lavoro da solo. È un mercato difficile è bisogna farci i conti; ma bisogna anche far capire che la nostra generazione ha una voce molto originale che non va snobbata»

Esplosione nella notte a Mezzano: fanno saltare il bancomat e scappano con i soldi

Alla filiale Unicredit lungo la Reale. Indagano i carabinieri

Una banda di malviventi ha fatto saltare nella notte tra venerdì e sabato lo sportello bancomat della filiale Unicredit di Mezzano, lungo la Reale.

L’esplosione sarebbe avvenuta attorno alle 3 di notte e ha provocato ingenti danni anche al resto della struttura.

I ladri sono scappati con un bottino ancora da quantificare.

Indagano i carabinieri, che cercheranno di fare luce anche sui danni riscontrati anche nel vicino sportello bancomat della Bcc.

Chiude dopo 56 anni il Conad di S. P. in Vincoli, portato avanti da tre generazioni

Il 24 settembre in paese inaugurerà il nuovo punto vendita

Conad San Pietro In Vincoli
Il Conad City di San Pietro in Vincoli chiude dopo 56 anni

Chiude oggi (12 settembre) dopo 56 anni il Conad City di San Pietro in Vincoli. Una storia lunga tre generazioni che verrà salutata anche da Viviana Cicognani ed Ermanno Pompignoli, moglie e marito di oltre 80 anni che diedero vita alla bottega nel 1964.

A San Pietro in Vincoli resterà comunque il marchio Conad, con il nuovo punto vendita che verrà inaugurato il prossimo 24 settembre e dove – scrive il Carlino Ravenna nella notizia pubblicata sull’edizione di oggi – troveranno continuità occupazionale molti addetti del Conad City.

Il nuovo supermercato è frutto di un investimento di quasi 5 milioni di euro di Conad, per un punto vendita da mille metri quadrati (oltre sei volte quello attuale) sorto al posto delle ex scuole elementari di San Pietro in Vincoli, lungo via Farini.

Un “mosaico” con le opere di 40 artisti all’ingresso dell’ospedale di Ravenna

Un omaggio al personale sanitario impegnato nella lotta al Covid 19. Alla galleria niArt la mostra di presentazione

Installazione 1aQuaranta artisti, ravennati e da tutto il mondo, hanno aderito al progetto del mosaicista Felice Nittolo e dell’associazione niArt Gallery, partecipando con una loro opera alla sorta di mosaico di arte contemporanea che verrà installato all’ingresso dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna per omaggiare il personale sanitario impegnato nella lotta al Covid-19.

Sarà possibile ammirare le opere in una mostra temporanea che verrà inaugurata il 19 settembre (ore 18) alla galleria niArt di via Anastagi, a Ravenna, fino al 3 ottobre. L’8 ottobre, invece, l’inaugurazione dell’installazione definitiva delle opere all’ingresso storico dell’ospedale, quello su via Missiroli.

«L’installazione – si legge nella cartella stampa – è un mosaico di linguaggi artistici e vuole essere testimonianza morale e culturale che interroga l’umanità sui temi  di relazione, della vita, dell’isolamento, sui concetti di memoria, di solidarietà, di condivisione. L’emergenza sanitaria ha imposto una nuova organizzazione della modalità di fruizione dell’arte e, portare l’arte nel cuore della comunità è porla al servizio della società e del suo sviluppo».

Ecco i quaranta artisti che hanno partecipato: Marco Ara, Paola Babini, Giuliano Babini, Mauro Bartolotti, Rosetta Berardi, Raniero Bittante, Marit Bockelie, Claudio Borghi, Maria Pia Campagna, Luigi Campanelli, Siliva Casaveccia, Lea Contestabile, Antonio Caranti, Angela Corelli, Marco De Luca, Filippo Farneti, Luca Freschi, Kine Hellebust, Mokichi Hotsuka, Takako Hirai, Toyoharu Kii, Giovanni Lanzoni, Marco Lando, Stefano Mazzotti, Nanni Menetti, Serafino Maiorano, Veridiano Marzi, Franca Minardi, Felice Nittolo, Roberto Pagnani, Franco Palazzo, Roberto Papetti, Romeo Petrone, Paolo Racagni, Alessandra Rota, Stefano Tedioli, Enzo Tinarelli, Matylda Tracewska, Cesare Vitali, Gianni Zaffagnini.

Sequestrati al porto 210 depuratori arrivati dalla Cina, potenzialmente pericolosi

Senza certificati di sicurezza e indicazioni sull’origine. Multata la società importatrice

Foto
Il sequestro dei depuratori a opera di finanzieri e funzionari dell’Agenzia della Dogana

Sequestrato al porto di Ravenna un carico proveniente dalla Cina di 210 generatori di ozono (depuratori ambientali) potenzialmente pericolosi, in quanto privi della necessaria certificazione di conformità agli standard di sicurezza dell’Unione Europea. E con una documentazione senza indicazioni circa l’origine e le caratteristiche tecniche dei prodotti.

Il sequestro è stato realizzato dai finanzieri del comando provinciale di Ravenna insieme ai funzionari della locale Agenzia delle Dogane.

I prodotti sequestrati – sottolineano in una nota le Fiamme Gialle – “sarebbero stati immessi nel mercato locale senza alcuna garanzia circa il rispetto degli standard minimi di sicurezza in ordine all’utilizzo in bassa tensione ed alla compatibilità elettromagnetica del prodotto, così come previsto dalle normative europee di settore”.

La mancata chiara indicazione del produttore e della successiva filiera di importazione e commercializzazione sull’etichetta e sulla documentazione commerciale, avrebbe poi reso vana anche ogni eventuale azione tesa all’attivazione della garanzia sul corretto funzionamento degli apparecchi.

I finanzieri e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane hanno anche contestato al destinatario della merce, una società emiliano-romagnola, la violazione delle disposizioni del Codice del Consumo che prevedono una sanzione amministrativa da un minimo di 516 ad un massimo di 25.823 euro.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi