venerdì
19 Giugno 2026

«Ai nostri operatori sanitari abbiamo dovuto ricordare l’importanza del riposo»

 

Nell’ambito di un approfondimento più generale sul mondo della sanità, abbiamo chiesto un intervento anche a Lorenzo Gottarelli, classe 1974, specialista in psichiatria, dal 2017 al lavoro presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Ravenna, uno dei venti reparti di psichiatria italiani “no restraint”, ossia che non usano la contenzione meccanica.

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Lorenzo Gottarelli

Il coronavirus è entrato nella mia vita in maniera molto diretta: il 7 marzo ho visitato una paziente, 12 ore dopo mi hanno comunicato, con una efficienza ai tempi difficile da poter immaginare, che è risultata positiva. Sono quindi stato messo in quarantena, mentre la paziente purtroppo è morta. Mia moglie dice che quel caso mi ha salvato la vita, nel senso che poi sono stato davvero irreprensibile nel rispettare tutte le misure di prevenzione, evitando perfino di grattarmi il naso senza protezioni quando mi prudeva, tanto per intenderci.

Anche il mio caso dimostra comunque come Ravenna in particolare abbia affrontato l’emergenza con grandissima tempestività: non si è perso tempo e si è predisposto, per esempio, un piano letti imponente, che non è stato infatti criticato da nessuno, cosa piuttosto incredibile a pensarci. Complici anche i racconti di colleghi da Piacenza e poi da Rimini durante quei primi giorni di emergenza, abbiamo poi vissuto momenti di paura. Anche noi psichiatri eravamo pronti ad andare sul campo nei reparti Covid, se ci fosse stato chiesto. Nel frattempo però è iniziato a fortificarsi un grande spirito di corpo e, senza che ci sia stato un ordine di servizio da parte della direzione, sono stati sempre di più medici e infermieri di altri reparti – che io non posso fare altro che chiamare eroi – a prendere servizio nei reparti Covid, in maniera del tutto volontaria, andando magari a stare nella casa al mare per non rischiare di infettare la famiglia.

Arrivando al mio settore di competenza, la psichiatria, l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) prevede che aumenteranno le persone con sofferenza psichica e dopo un calo di richieste di interventi psichiatrici durante la cosiddetta fase 1 si è tornati a un livello di richieste pre Covid. Ci immaginiamo, in particolare, tre tipi di problemi. Il primo che è diretta conseguenza della quarantena, relativo a persone costrette a convivere in situazioni per loro difficili. Penso a strategie di adattamento che si possono rivelare inefficaci o a un sicuro aumento di strategie disfunzionali, come il consumo di alcol o l’uso di sostanze. Un secondo ordine di problemi è quello relativo a persone già note al nostro servizio, costrette però come tutta la popolazione a confrontarsi con una riduzione dei trattamenti come per esempio un tirocinio che si è sospeso. E poi ci saranno nuove fragilità, quelle di persone che non hanno mai avuto un problema, ma che si ritroveranno in nuclei famigliari senza lavoro. La disoccupazione è d’altronde un fattore di rischio per il disagio psichico. Al momento questo aspetto ancora non lo tocchiamo con mano, ma è molto probabile che dovremo farci i conti. Ed è a questo punto difficile fare previsioni sulle risorse sanitarie necessarie per affrontare questo plausibile aumento di richieste di aiuto.

Per l’infanzia è facile prevedere che tante situazioni di disagio si siano acuite, perché la scuola, oltre che di insegnamento, è anche un luogo di osservazione, da parte degli adulti, e di cura, che ora ovviamente è venuto meno. Con un conseguente aumento anche della disparità, tra chi può permettersi lezioni a distanza e chi, banalmente, no.

In generale è possibile prevedere che tutti in un certo qual modo soffriremo psichicamente e qualcuno si ammalerà. Come prevenzione l’Oms dà consigli chiari. Sintetizzando si tratta della semplice e banale cura di sé. Un’alimentazione corretta, fare attività fisica, vestirsi bene anche in casa senza lasciarsi andare, cercare di aumentare la socialità, magari anche tramite telefonate e videochiamate, senza chiudersi in se stessi o dare la precedenza a reazioni patologiche come alcol, fumo e sostanze.

In questo periodo di emergenza noi del reparto di psichiatria di Ravenna abbiamo anche sviluppato degli interventi a supporto degli operatori sanitari, particolarmente sotto stress. D’altronde statistiche alla mano, in Italia sono morti tre medici al giorno durante la pandemia. Questo è normale che faccia paura, così come subentra la paura di infettare i tuoi cari e la tua famiglia. Dalle adesioni in ospedale, a Ravenna, è parso chiaro che di questo servizio di supporto ce n’era bisogno, in tanti hanno avuto la maturità di capire che avrebbero dovuto farsi aiutare. Molto interessante è poi il servizio di supporto che abbiamo messo in campo rivolto alle intere equipe e non solo ai singoli. In questo caso, dove c’erano problemi, si sono acuiti in queste settimane. Le squadre molto unite invece hanno moltiplicato le forze, come davanti a un terremoto. Il nostro compito è stato in questo senso quello di far capire ai nostri operatori che non erano davanti a una corsa breve, ma a una maratona. E che fa parte del mestiere anche il riposo. Diverse persone hanno lavorato anche 12 ore al giorno per 7 giorni a settimana. Diversi sono stati a casa un giorno negli ultimi 60. E di loro spontanea volontà, senza che sia mai arrivato un ordine di servizio, ripeto. L’altra caratteristica comune emersa dai nostri incontri con gli operatori, infine, è un certo abbassamento della soglia emotiva, anche questo inevitabile. D’altronde l’ho visto anche su di me: alla riapertura dei bar, quando al momento di pagare il caffè mi è stato detto “lei non paga perché è un dottore”, beh, mi sono commosso…»

Incontri quotidiani per interrogarsi sul teatro di domani con Polis

Il festival ravennate sui canali online della compagnia ErosAnteros con protagonisti della scena italiana e internazionale fino al 24 maggio

Poster Polis 2020
Il poster del Polis Teatro Festival 2020 creato da Gianluca Costantini

Entra nel vivo il festival Polis della compagnia ErosAnteros che nell’edizione 2020 si è trasformato in un grande confronto sul tema “Quale teatro per il domani” con una serie di appuntamenti quotidiani alle 18 con artisti, operatori e studiosi italiani e stranieri .
Si comincia il 20 maggio con un dibattito a pià voci dedicato agli spazi per il teatro futuro a cui partecipano Csaba Antal, Chris Baldwin, Anna Bandettini, Francesca D’Ippolito, Marco De Marinis, Elena Di Gioia, Federica Fracassi, Eugenio Giorgetta, Frank Hoffmann, Miloš Latinović, Lucia Medri, Laura Palmieri, Amedeo Romeo, Julia Varley.

Giovedì 21 maggio, a confrontarsi sulle “Parole per il teatro di domani”, intervengono Federico Bellini, Nicola Borghesi, Ascanio Celestini, Ian De Toffoli, Renzo Francabandera, Gerardo Guccini, Florian Hirsch, Marco Martinelli, Maria Dolores Pesce, Pascal Rambert, Attilio Scarpellini, Marco Sgrosso.

Il giorno successivo 22 maggio si parla di “Visioni per il teatro” con Elena Bucci, Silvia Costa, Luigi De Angelis, Martina Gamboz, Roberto Latini, Vincent Jean Emile Longuemare, Marco Lorenzini, Jean Mallamaci, Luca Micheletti, Ermanna Montanari, Andrea Pocosgnich, Magda Siti e Stefano Vercelli.

Il 23 maggio il tema è quello dei linguaggi con Luigi Ceccarelli, Borut Jerman, Chiara Lagani, Maria Federica Maestri, Lorenzo Mango, Anna Maria Monteverdi, Silvia Mei, Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi, Silvia Pasello, Andrea Penna, Daniela Sacco, Benedetta Saglietti.

Domenica 24 maggio, ultima giornata, si parlerà di corpi con Penny Arcade Aka Susana Ventura, Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla, Roberta Carreri, Claudio Cirri, Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, Lucia Franchi e Luca Ricci, Piergiorgio Giacché, Hervé Goffings, Raimondo Guarino, Bojan Jablanovec, Licia Lanera.
Dopo il convegno, la diretta video lascerà spazio a Parteci-polis, il consueto appuntamento con i progetti partecipativi del festival. Verrà reso noto il nome del vincitore del bando nazionale “L’Italia dei Visionari di Polis Teatro Festival”, scelto dai cittadini che hanno partecipato al progetto “Politai visionari”.

Il tutto sulla pagina Facebook ErosAntEros, il canale Youtube ErosAntEros, il sito polisteatrofestival.org e emiliaromagnacreativa.it.

Coronavirus, il bollettino: tre nuovi casi di positività in provincia di Ravenna

 

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 27.314 casi di positività, 47 in più rispetto a ieri. 4.312 i tamponi effettuati, che raggiungono così complessivamente quota 268.200. Le nuove guarigioni oggi sono 231 (17.987 in totale), mentre continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi che a oggi sono scesi a 5.330 (-195).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi, 19 maggio, sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 4.561, – 151 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 99 (-6). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid (-38).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 17.987 (+231): 1.681 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 16.306 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, si registrano 11 nuovi decessi: 8 uomini e 3 donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 3.997. I nuovi decessi riguardano 2 residenti nella provincia di Parma, 1 in quella di Reggio Emilia, 1 in quella di Modena, 5 in quella di Bologna (nessuno nell’imolese), 1 in quella di Ferrara, 1 da fuori Regione. Nessun decesso tra i residenti nelle province di Piacenza, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.436 a Piacenza (3  in più rispetto a ieri), 3.402 a Parma (10 in più), 4.900 a Reggio Emilia (8 in più), 3.879  a Modena (3 in più), 4.502 a Bologna (12 in più); 391 le positività registrate a Imola (dato invariato), 980 a Ferrara (nessun caso in più). In Romagna i casi di positività hanno raggiunto quota 4.824 (11 in più), di cui 1.015 a Ravenna (3 in più), 938 a Forlì (1 in più), 768 a Cesena (2 in più), 2.103 a Rimini (5 in più).

Ravenna, nidi e scuole materne non riapriranno. Nonostante l’appello del sindaco…

Aperte le iscrizioni per i centri estivi del Comune, che partiranno però come al solito in luglio

AsiliIl 28 maggio non riapriranno nidi e scuole materne. La proposta lanciata dal sindaco Michele de Pascale non ha trovato il via libera del Governo, che nell’ultimo decreto ha solo permesso il via libera per i centri estivi (di cui la Regione Emilia-Romagna ha previsto la ripartenza già l’8 giugno).

Sancendo così di fatto in maniera definitiva la chiusura “in presenza” dei servizi educativi 0-6 anni per l’anno scolastico in corso. L’Amministrazione Comunale si è quindi attivata per l’apertura in maniera sperimentale dei centri estivi (per la fascia di età superiore ai 3 anni) a partire, come gli anni scorsi, dal primo luglio (nonostante la possibilità di aprire già l’8 giugno), e come negli anni scorsi gestiti in appalto da cooperative e non affidati al personale docente del Comune stesso. Che nelle prossime settimane, in piccoli gruppi, sarà richiamato in servizio presso le proprie scuole di appartenenza per attivare le azioni necessarie e propedeutiche alla chiusura dell’anno scolastico.

A questo link le informazioni per le iscrizioni ai centri estivi comunali

In vista del prossimo anno, invece, è stato costituito un tavolo di lavoro provinciale per la predisposizione di specifici protocolli, necessari in vista dell’apertura a settembre, per scuole statali, comunali, paritarie, Fism. Il coordinamento pedagogico del Comune di Ravenna, in un incontro conclusosi da poco, ha chiesto al sindaco la riduzione del numero di bambini per sezione e l’apertura di nuove sezioni di nido e scuole dell’infanzia.

Ravenna, istituite nuove aree pedonali in centro. Via anche le auto dei residenti

Da via Baccarini a via San Vitale. «Così i locali potranno ampliare l’offerta dei posti a sedere»

Zona Guido Novello Classense
Anche una parte di piazza Caduti verrà pedonalizzata

Provvedere a una più sicura e corretta fruibilità delle aree del centro, che porti ad una limitazione dell’impatto della presenza dei veicoli e ad un più consono uso del suolo pubblico; salvaguardare il flusso delle utenze deboli (persone con mobilità ridotta, pedoni e ciclisti, ecc) e la qualità dei luoghi con presenza di attività commerciali ed edifici di riconosciuto valore storico-culturale.

Con questi obiettivi la giunta del Comune di Ravenna ha approvato l’istituzione di nuove aree pedonali in centro, coerentemente con quanto previsto dal Piano generale del traffico urbano e dal Piano urbano della mobilità sostenibile.

Nelle aree pedonali esistenti e di nuova istituzione, in particolari momenti, proprio come l’attuale fase di riapertura di bar e ristoranti dopo la chiusura forzata per l’emergenza Coronavirus, potranno essere adottati temporaneamente provvedimenti maggiormente restrittivi della circolazione e ampliate le occupazioni di suolo pubblico, fatte salve le esigenze di circolazione dei mezzi di emergenza.

«Con l’approvazione di questa delibera – dichiara il sindaco Michele de Pascale – raggiungiamo due fondamentali risultati. Da una parte continuiamo un percorso che questa Amministrazione aveva intrapreso da tempo, cioè quello di rendere il nostro bellissimo centro storico sempre più vivibile per cittadini e turisti; dall’altra lo facciamo in un momento in cui questa iniziativa diventa ancora più importante per gli esercenti dei locali del nostro centro storico, che stanno affrontando una sfida epocale, quella di riprendere la loro attività dopo il lock down che tutto il Paese ha dovuto vivere per l’emergenza Coronavirus. Siamo certi che questa opportunità consentirà loro di lavorare in maggiore serenità e sicurezza, ampliando l’offerta dei posti a sedere e rendendo il nostro centro ancora più accogliente e attrattivo».

All’interno delle nuove aree pedonali sarà da prevedere una disciplina puntuale della circolazione, attraverso specifiche ordinanze.

La prima azione propedeutica, per migliorare l’accessibilità delle merci, sarà la realizzazione di nuovi stalli riservati ai veicoli per carico/scarico merci, esternamente alle aree pedonali stesse. Infatti nelle aree pedonali i veicoli merci che devono approvvigionare le attività commerciali potranno circolare solo dalle 3 alle 10. Per questo è stata prevista nelle zone adiacenti alle nuove aree pedonali la realizzazione di ulteriori piazzole per il carico e scarico merci, per agevolare i conducenti dei veicoli che non avranno la possibilità di accedere negli orari loro consentiti.

Inoltre, poiché nelle aree pedonali non potranno parcheggiare neanche i residenti e domiciliati – fatta eccezione per le operazioni di carico e scarico merci in prossimità della propria residenza o  domicilio, nonché per accedere a cortili e autorimesse – la attuale zona a traffico limitato sarà suddivisa in maniera più agile, fondamentalmente in quattro settori, e sarà consentito a chi vive nelle aree pedonali ed è munito di contrassegno di tipo R di parcheggiare gratuitamente e senza limiti di tempo in due dei quattro settori. La circolazione nelle aree pedonali sarà consentita ai veicoli a servizio delle persone con disabilità, muniti di apposito contrassegno, al solo fine di raggiungere la propria residenza o domicilio, sostando nelle aree contraddistinte da apposita segnaletica stradale, nonché ai mezzi di emergenza.

Successivamente alla realizzazione dei nuovi stalli riservati ai veicoli per carico/scarico merci, prevista indicativamente dalla prima settimana di giugno, l’attuazione delle pedonalizzazioni avverrà, indicativamente dalla seconda settimana di giugno, dando attuazione a questi comparti di intervento omogenei:

• via A. Diaz, vicolo degli Ariani, via Antica Zecca, piazza L. Einaudi e corsello piazza G. Garibaldi (in questo ambito sono da prevedere lavori di segnaletica per la riorganizzazione degli stalli all’interno della piazza G. Garibaldi)

• via C. Ricci, via Mentana, via G. Mazzini (tratto da piazza dei Caduti per la libertà a via Tombesi dell’Ova), via A. Baccarini (tratto da piazza dei Caduti per la libertà a via N. Rondinelli), porzione di piazza dei Caduti per la libertà (in questo ambito sono da prevedere lavori di segnaletica per la riorganizzazione degli stalli all’interno della piazza Caduti per la libertà; posizionamento di rastrelliere per biciclette in via A. Baccarini)

• via F. Mordani, via G. Matteotti, via Quattro Novembre, via S. Muratori, piazza A. Costa, via Ponte Marino, vicolo Gabbiani

• via C. Cavour, via M. Fanti, via Mura di San Vitale, via San Vitale (tratto da via Mura di S. Vitale a via P. Traversari), via G. Argentario, via Salara (tratto da via Cavour a via San Vitale).

L’ordine di attuazione degli stralci funzionali è puramente indicativo e potrà variare, in relazione a specifiche esigenze operative, ovvero dell’Amministrazione. Ad esempio, la pedonalizzazione di parte dell’ultimo comparto citato (via Cavour da porta Adriana a via Manfredo Fanti, via Manfredo Fanti e via Mura di San Vitale) avverrà in una fase successiva.

Scrittura Festival si terrà regolarmente “dal vivo”, dal 7 agosto al museo Classis

L’annuncio del direttore Cavezzali. In settembre si tornerà anche al Pavaglione di Lugo

Foto1 Esterno Classis ScrittuRa festival 2020 si svolgerà in una inedita edizione estiva. Si tratta del festival diretto da Matteo Cavezzali (e realizzato grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna, all’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna e del Comune di Lugo) che solitamente si teneva nel mese di maggio e quest’anno rinviato a causa della pandemia.

«Siamo felici di annunciare che ScrittuRa si svolgerà, dal vivo e con rigoroso rispetto delle norme. Si terrà dal 7 agosto a Ravenna, con appuntamenti a Classis, grazie alla collaborazione con RavennAntica, e a Lugo al Pavaglione a settembre», scrive Cavezzali. Aggiungendo che «presto daremo altri dettagli sul programma e su come prenotare i posti per gli eventi, in modo da evitare assembramenti all’ingresso».

«Ringraziamo le assessore Elsa Signorino, Anna Giulia Gallegati e il direttore della RavennAntica Sergio Fioravanti – termina Cavezzali – per il prezioso impegno nel trovare soluzioni nuove per rispettare le norme e rendere possibile l’attività dal vivo».

Valle della Canna, via ai lavori per consentire l’afflusso di acqua dal Reno

Per la siccità lo scorso autunno nell’area naturale si verificò una strage di volatili per una intossicazione da botulino

Sequestro Valle CannaSono iniziati i lavori del cantiere per il primo di una serie di interventi previsti nella Valle della Canna, la zona umida costeggiata dalla statale Romea tra Marina Romea e Casal Borsetti. Si tratta del ripristino e della modifica di una paratoia, attualmente dismessa, di proprietà di Ravenna Servizi Industriali (Rsi), per alimentare la valle dall’angolo sud-est, tramite la canaletta Anic. La realizzazione di quest’opera consentirà di immettere acqua proveniente dal Reno, consentendo un flusso con direzione sud-nord/est e conseguire una miglior circolazione delle acque rispetto alla situazione attuale. L’intervento è stato autorizzato nel mese di marzo e i lavori dovrebbero essere ultimati entro il mese di giugno.

Come noto, proprio per la mancanza di acqua lo scorso autunno nell’area naturale si verificò una strage di volatili per una intossicazione da botulino che era proliferato proprio per il ristagno di acqua.

A causa della mancanza di piovosità degli ultimi mesi (e in mancanza di previsione di piogge importanti nel breve periodo), considerato che con i lavori del cantiere non sarà possibile procedere ad alcuna immissione di acqua in valle per almeno 5-6 settimane, si è richiesto ad Rsi di effettuare un’immissione idrica straordinaria in Valle della Canna per almeno sette giorni. Ciò in previsione del periodo estivo che comporterà l’aumento delle temperature e una conseguente maggiore evapotraspirazione e un ulteriore abbassamento del livello idrico già piuttosto ridotto dalla siccità primaverile.

Si tratta solo di un primo intervento sull’area, mentre è in corso un tavolo tecnico-scientifico di confronto, promosso dal Comune di Ravenna insieme al Parco del Delta, con l’ISS (Istituto Superiore di Sanità), ed in particolare il Centro nazionale di Riferimento per il Botulismo, ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), il Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria Locale, la Regione Emilia-Romagna e in particolare il Servizio Aree Protette e Sviluppo della montagna e il Servizio Territoriale Agricoltura, Caccia e Pesca di Ravenna per analizzare la situazione della valle in vista della prossima stagione estiva e programmare gli interventi necessari alla sua manutenzione.

Ruba la bici dell’edicolante e la sbeffeggia mentre lo insegue: 50enne denunciato

Furto in centro di giorno: la donna se n’è accorta  e ha provato a bloccarlo a piedi. Le telecamere di videosorveglianza hanno permesso alla polizia locale di inviduare il ladro che aveva già rivenduto il velocipede

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In alto a sinistra il ladro in sella alla bicicletta appena rubata e in basso a destra l’edicolante derubata che tenta l’inseguimento

Ha aspettato che l’edicolante si allontanasse per qualche istante dal suo chiosco e in pochi istanti ha forzato il lucchetto della bicicletta della donna, poi è saltato in sella e si è dileguato, trovando pure il tempo per sbeffeggiare la sua vittima che ha tentato un disperato inseguimento a piedi. Furto in pieno centro a Faenza di giorno (il pomeriggio del 13 maggio) ma pochi giorni dopo il ladro è stato denunciato. Si tratta di un 50enne albanese residente a Faenza da anni: la polizia locale lo ha individuato grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso proprio il momento del furto.

I vigili sono riusciti a risalire ad alcuni fotogrammi dove il volto dell’uomo era riconoscibile. Ieri pomeriggio, 18 maggio, una pattuglia si è presentata a casa dello stesso per convocarlo in Comando in via Baliatico. Di fronte all’evidenza dei fatti, l’uomo ha confessato il furto: per lui la denuncia per furto aggravato.

La bicicletta non è stata recuperata perché il ladro ha riferito di essere riuscito a rivenderla a un’altra persona di cui non ha voluto indicare il nome. La polizia locale invita chi è attualmente in possesso della bicicletta rubata a presentarsi al Comando di via Baliatico e restituirla per non incorrere nel reato di ricettazione (648 cp) nel caso fosse invece fermato dai vigili.

Le attività di via della Lirica fanno squadra per la ripartenza – FOTO

 

Pochi mesi prima del lockdown, avevano organizzato la prima festa del quartiere, dando prova di grande compattezza. Ora le attività economiche di via della Lirica fanno ancora squadra, dandosi manforte per la ripartenza.

Ecco quindi un video e una serie di scatti in cui commercianti e imprenditori di una delle vie più frequentate di Ravenna danno il bentornato ai loro clienti, in questa “fase 2”, nuova per tutti, partita il 18 maggio.

Il Pd annulla la festa dell’Unità: «Anche per non fare concorrenza ai ristoranti»

I Dem decidono di non realizzare l’evento, non solo per le difficoltà organizzative

FestaIl Partito Democratico di Fusignano ha deciso di non realizzare la Festa dell’Unità per l’estate 2020. Non solo per le comprensibili difficoltà organizzative legate alla necessità di garantire la necessaria sicurezza, ma anche – si legge in una nota – «per una riflessione sul ruolo del Partito all’interno di una comunità». Non sembra infatti coerente, al Pd di Fusignano, «organizzare una festa in una situazione in cui la collettività è ancora alle prese con difficoltà economiche, creando inoltre spiacevoli concorrenze con i ristoratori del territorio, già alle prese con una situazione ovviamente molto delicata dopo mesi di chiusura».

«Tutto ciò che è stato non potrà non lasciare segni nella società e sulle persone – dice il segretario comunale Mirta Battaglia -. Credo che da questa pandemia usciremo diversi, intanto dovremo ripensare la socialità e le sue modalità; la piazza potrà avere un ruolo diverso sia come aggregazione sia per lo stare assieme. Il Covid-19 ha creato una crisi economica e sociale inedita, per certi aspetti drammatica: per cui il ruolo della politica dovrà essere fondamentale. Perché i Comuni, che sono l’ente più prossimo ai bisogni e alle esigenze crescenti delle comunità, saranno determinanti, dovranno fronteggiare gli effetti lasciati dalla pandemia, puntando ad obiettivi chiave. In questo scenario, il ruolo di un partito come il Pd è quello di farsi delle domande, dandosi a sua volta degli obiettivi: fare politica deve essere questo, altrimenti è solo piccola gestione dell’ordinario. Dobbiamo potenziare cioè la riflessione sui settori fondamentali: la sanità, la ricerca, la scuola, l’ambiente».

Ecco il nuovo modello di autodichiarazione per poter uscire dalla regione

Ma può essere ancora utilizzato il precedente, barrando le voci non più attuali

È disponibile on line sul sito del Viminale il nuovo modello di autodichiarazione per gli spostamenti, da oggi (18 maggio) tra le regioni.

Può essere ancora utilizzato il precedente modello barrando le voci non più attuali.

L’autodichiarazione è in possesso degli operatori di polizia e può essere compilata al momento del controllo.

Nel nuovo modulo il cittadino dichiara di non essere sottoposto a quarantena, indica punto di partenza e destinazione dello spostamento, conferma di essere a conoscenza delle limitazioni vigenti a partire da oggi su tutto il territorio nazionale e di quelle disposte dalle Regioni interessate dallo spostamento.

Occorre poi indicare una delle quattro motivazioni che determinano la legittimità dello spostamento: comprovate comprovate esigenze lavorative; assoluta urgenza; situazione di necessità; motivi di salute. (Ansa.it)

Epidemia Covid: in provincia un altro giorno con zero morti e zero nuovi contagi

È la quarta volta che accade nelle ultime due settimane. Il totale dei positivi diagnosticati resta 1.012 (di cui 660 guariti e 81 morti)

MascherinaLa provincia di Ravenna registra un altro giorno con il doppio zero nell’andamento dell’epidemia di Covid-19: oggi, 18 maggio, nessun nuovo caso di contagio e nessun decesso tra i malati. È la quarta volta che accade nelle ultime due settimane. Il totale delle diagnosi da coronavirus quindi resta stabile a 1.012 (di cui 660 circa già guariti e 81 deceduti).

La giornata di oggi in tutta la regione Emilia-Romagna ha visto 35 nuovi casi, un incremento fra i più bassi mai registrato: alle 12 le positività complessive sono quindi 27.267 (5.614 i tamponi effettuati oggi, che raggiungono così complessivamente quota 263.888).  Le nuove guarigioni oggi sono 153 (17.756 in totale), mentre continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi che a oggi sono scesi a 5.525 (-131).

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 4.712, – 112 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 105 (-6). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid (-13). Si registrano 13 nuovi decessi: 6 uomini e 7 donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 3.986. I nuovi decessi riguardano 4 residenti nella provincia di Piacenza, 3 in quella di Modena, 4 in quella di Bologna (nessuno nell’imolese), 1 in quella di Ferrara, 1 in quella di Forlì-Cesena (in territorio cesenate). Nessun decesso di residenti a Parma, Reggio Emilia, Ravenna, Rimini e da fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.433 a Piacenza (11 in più rispetto a ieri), 3.392 a Parma (13 in più), 4.892 a Reggio Emilia (1 in più), 3.876  a Modena (5 in più), 4.490 a Bologna (1 in più); 391 le positività registrate a Imola (dato invariato), 980 a Ferrara (nessun caso in più). In Romagna i casi di positività hanno raggiunto quota 4.813 (4 in più), di cui 1.012 a Ravenna (lo stesso dato di ieri), 937 a Forlì (lo stesso dato di ieri), 766 a Cesena (3 in più), 2.098 a Rimini (1 in più).

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