martedì
24 Marzo 2026

Esordio vincente in Serie B per il Capra Team: 60-52 contro Parma tra l’entusiasmo del PalaMattioli

La stagione 2025/26 segna una tappa storica per il Capra Team Ravenna: la squadra di basket femminile ha iniziato la sua prima stagione di Serie B e lo ha fatto con una vittoria per 60 a 52 contro Parma.

Fondata a Villa Capra nel 2012 dal presidente Alberto Maioli con l’obiettivo di creare un punto di riferimento per il basket femminile a Ravenna, la società ha visto negli ultimi anni un aumento costante di tesserate, arrivando a superare le 140 atlete tra prima squadra, settore giovanile e minibasket. Il primo obiettivo della stagione appena iniziata è chiaro: consolidarsi in Serie B. Ma lo sguardo del Capra Team Ravenna va oltre: diventare una realtà cittadina stabile, capace di unire la comunità intorno a un progetto sportivo solido e ambizioso, e nel medio-lungo periodo ambire a palcoscenici ancora più prestigiosi. Parallelamente al lavoro sulla prima squadra, il club investe nel settore giovanile sotto la guida del direttore tecnico Fabio Lisoni, artefice della promozione, e nel minibasket, affidato ad Andrea Serri, già responsabile Minibasket FIP regionale. A coordinare le attività del vivaio e del minibasket c’è Carlotta Maioli, giocatrice, allenatrice e segretaria del club.

La prima squadra, affidata a uno staff tecnico rinnovato e ambizioso, unisce esperienza e gioventù, con conferme importanti e innesti di qualità per affrontare al meglio il debutto in serie B. Alla guida tecnica ci sarà Tommaso Luppi, chiamato a dare nuova linfa e visione al progetto, coadiuvato dalla vice allenatrice Sara Semprini, dal preparatore atletico Matteo Montigiani e dall’assistente Sara Bello. Confermatissime le artefici della promozione: il capitano Manuela Calabrese, insieme a Carlotta Maioli, Sofia Pirazzini, Alice Pieraccini, Francesca Sampieri e Alessandra Rossi. A loro si aggiungono innesti di esperienza e qualità come Federica Montanari, Silvia Bernabè, Cristina Currà, Veronica Andrenacci e Jomanda Rosier, pronte a dare solidità e profondità al gruppo.

«Mi fa particolarmente piacere – ha sottolineato il sindaco Barattoni durante la conferenza stampa di presentazione della squadra – accogliere nella sala del consiglio comunale le protagoniste di quella che sarà una prima assoluta per lo sport della nostra città: la prima stagione in serie B di una squadra di basket femminile ravennate. Dietro questo traguardo c’è un progetto lungimirante portato avanti da una società seria che ha investito e sta investendo non solo nella prima squadra, ma anche nel settore giovanile e nel minibasket. E lo ha fatto con una grande attenzione e vicinanza a tanti temi e manifestazioni che riguardano la vita non solo sportiva della città. Il mio augurio è che questa possa essere un’annata di soddisfazioni sportive e che grazie al vostro impegno tante giovani e giovanissime possano appassionarsi al basket e far crescere tutto il movimento cestistico cittadino».

L’esordio è stato vincente: le “capre” hanno trionfato per 60-52 tra le mura amiche del PalaMattioli (scuola Don Minzoni) contro il Magic Rosa Parma. Dopo un avvio contratto, il Capra Team ha preso fiducia, trovando ritmo e continuità offensiva. Nonostante i ripetuti tentativi di Parma di ricucire l’ampio strappo maturato nel secondo quarto, le ravennati hanno mantenuto il controllo della partita. Nell’ultimo periodo le ravennati hanno piazzato l’allungo decisivo. Protagoniste in doppia cifra Montanari (14 punti), Rosier e Calabrese (11 a testa).

Visite guidate in siti culturali poco conosciuti: 11 e 12 ottobre arrivano le Giornate Fai d’Autunno

Oltre 700 luoghi eccezionali, solitamente non visitabili, poco conosciuti e lontani dai consueti itinerari turistici, saranno protagonisti delle Giornate Fai d’Autunno, in programma sabato 11 e domenica 12 ottobre in 350 città, da nord a sud della Penisola. Anche la provincia di Ravenna intende favorire la tutela e la valorizzazione del proprio patrimonio attraverso la visita guidata di sei luoghi nascosti.
Alla scuola elementare “Filippo Mordani”, si terrà “Un luogo di memoria civica”. Sabato dalle 15 alle 17 e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, visite guidate a cura di studenti del Liceo Classico “Dante Alighieri”, dell’Istituto Tecnico Economico “G. Ginanni” e dell’Istituto Comprensivo “Guido Novello”.
“Una spirale di sassi e vetri, pavimento della Manica Lunga della Biblioteca Classense” sarà l’iniziativa ospitata dallo storico sito di via BaccariniSabato dalle 15 alle 17:30 e domenica dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 17:30 spazio a visite a cura di volontari del Gruppo FAI Ponte tra Culture di Ravenna e studenti del Liceo Artistico “Nervi-Severini”.  Anche visite in lingua ucraina domenica (ore 15) e in lingua inglese (ore 16).
Domenica 12, ore 17:30 presso la Sala Muratori della Biblioteca Classense, incontro con il Prof. Alberto Giorgio Cassani dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna: “L’occhio e il drago. Una lettura simbolica del pavimento della Manica Lunga della Biblioteca Classense” .
A cura del Gruppo FAI di Faenza ci sarà “Due piccole chiese, otto secoli di storia: chiesa di S. Sigismondo e oratorio Bertoni”. Sabato dalle 14:30 alle 18 e domenica dalle 10 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18, la visita della chiesa sarà curata dagli studenti del Liceo “Torricelli-Ballardini” di Faenza.
Anche il Gruppo FAI di Lugo sarà protagonista dell’evento.Annibale Luigi Bergamini, arte e follia” è il titolo dell’evento proposto al Museo Civico San Rocco di Fusignano. Sarà possibile visitare sabato e domenica dalle ore 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 17:30. La visite saranno a cura di volontari FAI e studenti Classe F per la Sanità ed Assistenza Sociale della sez. Stoppa, del Polo Tecnico Professionale di Lugo.
Infine la mostra “Carlino 140” sarà allestita alla Palazza di Budrio di Cotignola (via Gaggio, 7).
Le visite saranno condotte dai proprietari Roberto Zalambani e Marilena Lelli domenica dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 17:30.
«La storia civile è quest’anno il filo conduttore delle aperture Fai delle giornate d’autunno a Ravenna – afferma Claudia Giuliani, Capo Delegazione Fai di Ravenna –: la scuola elementare Mordani, punto di riferimento della vita scolastica ravennate da 180 anni, luogo identitario della memoria cittadina, in cui verrà anche esposto il Mosaico dei bambini “a Gonfie vele” e in Biblioteca Classense, il pavimento a mosaico di sassi e vetri della Manica Lunga dell’architetto Marco Dezzi Bardeschi e della mosaicista Maria Grazia Brunetti; un’opera di cui sarà finalmente illustrata la complessa iconografia, di ispirazione esoterica. Varia la proposta a cura dei Gruppi sul territorio, il gruppo di Lugo a Fusignano con  la complessa vicenda artistica, fra genio e follia, di Annibale Luigi Bergamini e alla Palazza di Budrio di Cotignola la storia del Resto del Carlino; a Faenza preziose piccole chiese, l’antica San Sigismondo e  la chiesina del Beato Bertoni, solitamente chiuse. il Fai, con un grande lavoro di squadra e sinergie con gli enti locali e i privati, rafforza l’immagine di un territorio ricco di storia e di volontà di scoperta e conoscenza».

Scavalcano la recinzione del Benelli per guardare la partita senza biglietto: Daspo per due tifosi

Nelle prime giornate di campionato al Benelli sono stati emessi due Daspo nei confronti di due individui sorpresi nel tentativo di scavalcare la recinzione dello stadio. Poco dopo il fischio d’inizio, infatti, il personale di vigilanza ha individuato due tifosi senza biglietto oltrepassare il perimetro in due parti diverse dello stadio, riuscendo a bloccarli nel loro  mentre cercavano di raggiungere gli spalti.

La polizia ha quindi proceduto con l’identificazione e i due i soggetti, entrambi con numerosi precedenti penali, che sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. A seguito dell’istruttoria svolta dalla Divisione Anticrimine della Questura per i due è stato adottato anche il provvedimento Daspo di due anni per uno e cinque anni per l’altro, che aveva già ricevuto una misura di divieto di accesos allo stadio per il coinvolgimento in disordini avvenuti al termine di una partita.

Dal 24 al 26 ottobre si celebra il Sangiovese: torna il Giovinbacco in 4 piazze del centro

Una delle iniziative più apprezzate dai ravennati torna in veste rinnovata. La 23esima edizione del “Giovinbacco. Sangiovese in festa” si terrà da venerdì 24 a domenica 26 ottobre. Quattro piazze del centro storico (Piazza del Popolo, Piazza Garibaldi, Piazza Kennedy e Piazza XX settembre) ospiteranno centinaia di etichette di vino, cibo di strada, punti di ristorazione e assaggi. Nella tre giorni enologica di un anno fa sono state 12mila le persone che hanno assaggiato i vini di oltre cento etichette romagnole.

«Inaugureremo il venerdì alle 18 per poi proseguire fino alle 23 tutti i giorni, con un eccezione per piazza Garibaldi in cui sarà possibile terminare i tagliandi fino a mezzanotte – afferma Johnny Bergamini dell’associazione organizzatrice Cooperdiem, durante la conferenza stampa di presentazione-. Quest’anno abbiamo deciso di introdurre una masterclass al giorno con esperti del settore. Abbiamo inoltre privilegiato una partecipazione in presenza delle varie cantine locali, le quali apriranno sabato e domenica alle 16, mentre i punti ristorativi saranno aperti dalle 12».

Non mancano le nuove proposte: Piazza Garibaldi sarà riconvertita in una zona food truck con cibo del territorio e non solo. L’ex “piazza della pasta fresca” vedrà 4 punti ristorativi ambulanti con specialità romagnole, asiatiche e vegane.
Un’altra novità sarà la presenza di due palchi, rispettivamente in Piazza Garibaldi e Piazza Kennedy, dove si alterneranno dj set e concerti con musica dal vivo dalle 19 alle 23.30. Spazio anche ad iniziative per le famiglie e non solo: sabato e domenica differenti artisti di strada (clown, acrobazie e circo) si esibiranno in centro.

In Piazza XX Settembre sarà allestita l’area del mercato agricolo di qualità e saranno 13 le aziende a vendere i propri prodotti a chilometro zero. Spazio anche all’associazione Libera Ravenna che sarà presente con la vendita solidale di mozzarelle provenienti dai territori confiscati dalla mafia. In Piazza del Popolo, i Lions Club Ravenna Bisanzio propongono un banco vendita di vino con il ricavato che andrà in beneficenza. Nell’edizione alle porte, il 50% dell’introito sarà devoluto alla realizzazione dell’area MTB nel nuovo Bike Park dell’Ippodromo. Sempre rivolto al sociale è la postazione allestita dal Servizio Dipendenze Patologiche in cui si potranno ricevere informazioni utili per per la guida sicura.

La formula per la degustazione del vino è sempre la stessa: per gli assaggi di vino sono a disposizione carnet per le degustazioni, che si acquistano online (sul sito https://giovinbacco.it/ e https://www.visitravenna.it/it) oppure sul posto. I carnet sono da 5 e 10 tagliandi, che vanno da un minimo di 15 ad un massimo di 25 euro con il calice, e da un minimo di 14 ad un massimo di 24 euro senza il calice. Una singola degustazione ha un costo che varia da uno a tre tagliandi.

A sostenere l’evento ci sarà anche Slow Food Ravenna, che proporrà iniziative collaterali a Palazzo Rasponi e una conferenza con la storica dell’arte Sabrina Marin (domenica 26 ottobre alle 16:30 al Seminario Arcivescovile): «Amo il vino e apprezzo il lavoro dei piccoli imprenditori che costituiscono un asse importante della nostra economia locale – spiega il vicepresidente di Slow Food Oscar Manzelli -. C’è grande preoccupazione per inflazione e dazi, e fare impresa per i piccoli è sempre più difficile. In queste iniziative si deve apprezzare lo sforzo dei piccoli imprenditori che fanno rete con il desiderio di migliorare».

L’assessore alla Cultura e allo Sviluppo Economico Sbaraglia si congratula con gli organizzatori: «Il Giovinbacco è una tradizione che si ripete e un impegno che si rinnova da 23 anni. Nulla va avanti da solo senza ripensare la proposta. Diventata una vera e propria festa per i ravennati ma per è anche contenitore di progetti di natura sociale. Al Giovinbacco non si parla solo di vino ma coinvolge tanti aspetti che hanno a che fare con la cultura. Tutto questo si inserisce in un ottobre ricco di eventi nel centro di Ravenna».

Al posto dell’area distrutta dall’incendio del 2023, Caviro ha inaugurato un impianto per la produzione di acido tartarico naturale

È stata inaugurato a Faenza il nuovo impianto per la produzione di acido tartarico naturale di Caviro Extra, società del Gruppo Caviro. All’evento organizzato all’interno del sito stesso e al successivo taglio del nastro hanno partecipato, tra gli altri, Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura e Agroalimentare della Regione Emilia-Romagna e Andrea Fabbri, vice sindaco del Comune di Faenza.

Il nuovo impianto, che porta a Faenza tutta la produzione di acido tartarico naturale di Caviro precedentemente svolta a Treviso, è stato interamente progettato dall’Ufficio Tecnico di Caviro Extra e sorge nell’area del sito di via Convertite interessata dall’incendio dell’8 maggio 2023. L’investimento complessivo ammonta a circa 20 milioni di euro. «Questa inaugurazione ha per noi un grande valore simbolico, oltre che concreto – ha esordito Carlo Dalmonte, presidente Gruppo Caviro -. Ci riappropriamo di una parte del sito che era stata distrutta grazie a un lavoro di progettazione e a investimenti straordinari. Oggi è il giorno della ripartenza e un ringraziamento particolare, a nome mio e del consiglio, va a tutte le persone di Caviro per il lavoro svolto durante le fasi più complesse della gestione dell’emergenza ma anche in questo percorso di rinascita».

«Sono passati poco più di due anni da quell’incendio che ha creato danni ingenti alla società e alla base sociale – ha aggiunto Valentino Tonini, direttore generale Gruppo Caviro e amministratore delegato di Caviro Extra -. Abbiamo saputo rialzarci e oggi inauguriamo un impianto all’avanguardia che darà continuità al nostro business e aumenterà la capacità di competere e stare sul mercato di Caviro. Questo nuovo impianto è un simbolo: rappresenta la nostra capacità di resistere e di ripartire».

Con una capacità produttiva di acido tartarico naturale di 5.000 tonnellate annue e una capacità di stoccaggio del prodotto finito di 1.200 tonnellate, il nuovo impianto rappresenta un esempio avanzato di valorizzazione dei sottoprodotti della filiera vitivinicola. Dopo il ritiro dalle cantine socie della feccia risultante dalla vinificazione, all’interno dell’impianto avviene la l’estrazione del tartrato di calcio, il prodotto intermedio che viene poi scomposto diventando acido tartarico naturale in soluzione poi filtrato e separato dal solfato di calcio (sottoprodotto che trova applicazione come fertilizzante). Dopo le fasi di cristallizzazione, concentrazione e centrifugazione, il prodotto viene lavato e decolorato fino ad arrivare all’aspetto bianco e privo di impurità che contraddistingue l’acido tartarico naturale. Segue poi la fase di essicazione e vagliatura che porta alle diverse tipologie granulometriche richieste dalle numerose applicazioni nel mercato. Il prodotto confezionato viene stoccato in un magazzino con atmosfera controllata e tecnologie che garantiscono la piena rintracciabilità dei lotti.

L’acido tartarico naturale di Caviro Extra è un prodotto 100% bio based che trova applicazione nel settore enologico, come correttore dell’acidità del vino; nel comparto alimentare, come acidificante e conservante naturale; in campo cosmetico, come ingrediente di creme e polveri; nel settore farmaceutico come eccipiente e coadiuvante; nel settore chimico-industriale per la produzione di tensioattivi, gessi, cementi per intonaci, lavorazioni elettroniche e prodotti per stamperie.

Nuovo accordo sugli affitti: contratti calmierati a fronte di una tassazione agevolata

Dopo anni di trattative, è stato raggiunto un nuovo accordo per il rinnovo dei Patti territoriali tra le associazioni dei proprietari immobiliari e quelle degli inquilini, che grazie alla legge 431/98 assicurano contratti calmierati per gli affittuari a fronte di una tassazione agevolata per i locatori (con cedolare secca al 10 percento anziché del 21 e aliquota Imu ridotta). A sottoscrivere l’intesa sulle nuove locazioni a canone agevolato sono state, da un lato, Confabitare, Confedilizia, Asppi, Uppi e Appc; dall’altro, le associazioni degli inquilini Assocasa e Federcasa Confsal. Restano invece fuori dall’accordo Sunia, Sicet e Uniat, legate alle associazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, che bollano i nuovi termini come troppo penalizzanti per gli inquilini.

Tra le principali novità in vigore dall’1 novembre infatti figura un aumento del 10 percento del valore massimo degli affitti (resta immutato però il valore minimo, dando possibilità di trattare il prezzo muovendosi in una forbice più ampia), l’uniformità nel conteggio della metratura degli immobili, senza tariffe agevolate per il forese e picchi in centro città, e un’indicazione di criteri più precisi per stabilire la corretta fascia di prezzo di una casa, che spaziano tra comfort, servizi, rifiniture e elettrodomestici presenti. A giocare un ruolo importante sarà anche la classe energetica: gli alloggi particolarmente virtuosi potranno apporre aumenti più elevati, per incentivare i proprietari al rinnovo energetico degli immobili.

Tra tre anni, la tabella dei prezzi sarà aggiornata con un aumento pari al 50 percento del rincaro Istat effettivo calcolato nel triennio. «I precedenti patti territoriali erano a dir poco obsoleti – afferma Roberto Scaini, presidente di Asppi Ravenna –. tratteggiati nel gennaio del 2018 e con l’intenzione di essere rivisti a stretto giro, sono rimasti in vigore per cinque anni, attraversando fasi delicate come pandemia, guerra, rincari e in azione, che ha colpito la nostra città più duramente di altre. L’adeguamento dei canoni al nuovo costo della vita era un passo più che necessario».

Del parere opposto Alberto Mazzoni, Segretario provinciale di Sunia, che recrimina aumenti per gli affittuari fino al 30-35 percento con conseguenti complicazioni anche per i proprietari: «Tra stipendi fissi e aumenti generalizzati, se un cittadino deve decidere tra comprare il cibo o pagare l’affitto, comprerà il cibo – spiega sulle pagine del Resto del Carlino -. Così gli stessi proprietari non verranno pagati e gli inquilini perderanno la casa e dovranno sostenere anche le spese dello sfratto. Nessuno vince».
I dati di Sunia infatti evidenziano già nel 2024 un aumento degli sfratti dell’11,27 percento a Ravenna, con un totale di 237 sgomberi effettuati e 477 procedure avviate, condizione destinate a peggiorare secondo le previsioni della federazione.

Stime fuori scala secondo Scaini: «Gli aumenti non supereranno il 15 percento – spiega il presidente di Asppi –. La nostra è un’operazione sociale: l’aggiornamento dei patti serve a non far dilagare il libero mercato, che porterebbe aumenti ben più salati agli inquilini. Lavoriamo nell’interesse di ambo le parti».
Tra le altre novità apportate dall’aggiornamento, la doppia verifica dei contratti che non sono stati redatti da un’associazione di proprietari o di inquilini (al fine di garantire il pieno rispetto delle regole), la possibilità di contratti transitori inferiori a sei mesi per gli studenti universitari che seguono corsi brevi e un ulteriore aumento del 7 percento sui valori in tabella per i proprietari che passano da un contratto a canone libero (4+4) a uno a concordato (3+2), con l’idea di dare nuovo slancio a una formula spesso scartata negli ultimi anni a favore di affitti liberi o brevi.

L’anteprima del Noam porta in provincia quattro appuntamenti in ricordo di Gene Hackman

L’anteprima del Noam Faenza Film Festival dedica la sua anteprima 2025 a Gene Hackman, uno degli interpreti più rappresentativi del cinema indipendente nordamericano, scomparso lo scorso 18 febbraio. L’omaggio prevede in sette appuntamenti nelle principali città romagnole, con quattro date in provincia. Si parte al Rasi, domenica 26 ottobre (ore 10) con la proiezione di The French Connection (1971)m in collaborazione con Ravenna Nightmare Film Fest. Mercoledì 29 ottobre, proiezione serale di Unforgiven (1992) al Nuovo Cinema Giardino di Brisighella, con presentazione di Andrea Valmori. A Faenza invece una proiezione serale al Cinedream Multiplex, con Uncommon Valor (1983) presentato da Andrea Valmori e una sabato 15 novembre alle 8.30, al Cinema Sarti con Hoosiers (1986) presentato da Andrea Chimento.

Gli altri appuntamenti spaziano tra Rimini (21 ottobre), Cesena (27 ottobre) e Forlì (3 novembre). Si tratta della seconda anteprima del festival, che nel 2024 aveva omaggiato il premio alla carriera Tim Sutton. La terza edizione del festival invece si terrà a Faenza dal 12 al 16 novembre 2025 e conferirà il premio alla carriera alla regista newyorkese Eliza Hittman, che sarà protagonista di una retrospettiva completa dei suoi film.

I sindacati dicono no all’unificazione degli istituti comprensivi San Pier Damiano e Novello

Il Comune di Ravenna sta valutando l’eventualità di chiudere l’istituto comprensivo San Pier Damiano unificandolo all’istituto comprensivo Novello. L’ipotesi è stata presentata dall’assessora comunale Francesca Impellizzeri ai sindacati di categoria in occasione di un incontro avvenuto il 2 ottobre scorso. I sindacati Cisl, Uil e Snals bocciano la proposta e criticano le scelte del Comune in una nota congiunta inviata alla stampa. Sul tema non è intervenuta Cgil.

Un primo incontro tra rappresentanti dei lavoratori e Comune è avvenuto il 18 settembre. «La rappresentante della giunta – scrivono i sindacati – in modo accogliente aveva espresso la disponibilità dell’amministrazione di rivedere la posizione in merito allo smantellamento dell’istituto scolastico. Invece durante l’incontro del 2 ottobre abbiamo constatato che tutte le parole spese nell’incontro informale erano state disattese; l’Amministrazione ci ha presentato una nuova ipotesi che, a detta loro, doveva essere molto diversa dalla precedente e che avrebbe salvaguardato il San Pier Damiano».

La proposta del Comune è l’unificazione dei due istituti comprensivi e la conseguente riorganizzazione degli stradari che indicano in quale scuola iscrivere il proprio figlio in base alla residenza. «A detta dei rappresentati del Comune di Ravenna – scrivono i sindacati –, tutte le possibili valutazioni sono state fatte e questa “nuova” proposta sarebbe l’unica possibile».

I sindacati esprimono delusione e contrarietà alla nuova ipotesi: «Non ci sembra essere assolutamente diversa dalla precedente. Abbiamo espresso il nostro dissenso rispetto all’unificazione dei due istituti scolastici; poiché, come la prima proposta, si tratta di un ridimensionamento scolastico, vale a dire che il Comune di Ravenna dal prossimo anno scolastico avrebbe solo 9 istituti comprensivi a fronte dei attuali 10. Il nostro obiettivo è uno solo e sarà sempre salvaguardare tutte le autonomie scolastiche della città e non solo».

I sindacati sostengono che ad oggi né l’Ufficio scolastico regionale né il ministero hanno richiesto alla provincia di Ravenna o al Comune di Ravenna di effettuare il taglio: «La Regione Emilia Romagna ha bloccato la legge del ridimensionamento fino al 2027, la nostra zelante amministrazione comunale sta anticipando i tempi per puro interesse economico».

Cisl, Uil e Snals attaccano la giunta: «Può permettersi di peggiorare volutamente il sistema di istruzione statale ragionando solo ed esclusivamente in termini prettamente economici o, testuali parole “per praticità e per razionalizzare”?».

Quali effetti  avrebbe l’unificazione? «Ricadrebbero soprattutto sul personale scolastico: ci sarebbero meno posti di lavoro e quindi esuberi sia sull’organico di diritto che su quello di fatto, quindi meno collaboratori scolastici (che sono le figure principali che sovraintendono alla vigilanza, all’igiene ed alla sicurezza nelle nostre scuole), meno assistenti amministrativi (deputati al corretto funzionamento della intera “macchina scuola”), e meno docenti, con tutto ciò che ne può conseguire in termini di qualità dell’insegnamento. Unificando si perdono posti di lavoro, la scuola statale non è un ristorante: se si chiude una scuola poi non si riapre più».

Il Comune afferma che l’unificazione è necessaria a causata dalla denatalità futura e dalla volontà di salvaguardare i plessi del forese. «Invece si dovrebbe usare la denatalità come una risorsa;  essa rappresenterebbe l’occasione per consentire ai docenti di lavorare in classi meno affollate e non in classi pollaio».

La Biennale della Ceramica si affianca alla bella personale di Salvatori

Nello stesso anno della Biennale ravennate dedicata al Mosaico in prossima apertura, continua a Faenza la Biennale Internazionale della Ceramica d’arte contemporanea in allestimento al Mic. Insieme all’esposizione temporanea e con lo stesso biglietto di entrata si potrà visitare la selezione di opere ceramiche premiate nelle passate edizioni della Biennale, oltre alla collezione permanente del museo che – per chi ancora non la conoscesse – è assolutamente da vedere, sempre però calcolando abbondanza di tempo.

A corollario di questa occasione è ancora visibile in una delle due sedi la bella personale di Andrea Salvatori, artista che mantiene vivo l’interesse degli estimatori con opere provocatorie, sempre centrate su temi affrontati con le giuste dosi di impegno o ironia: gli allestimenti di alcuni suoi lavori sono visitabili attualmente al Museo diocesano. Fino al 5 ottobre, una seconda esposizione è stata ospitata dal Museo Zauli.

Tornando alla Biennale, oltre cento artisti di tutto il mondo hanno partecipato al concorso indetto dal Mic per il 63° Premio Faenza, con opere che sono state selezionate da una giuria internazionale assieme alla direttrice del museo Claudia Casali. Il panorama offerto dal concorso fa comprendere come la tecnica ceramica sia sempre in evoluzione e mantenga un dialogo diretto sia con l’arte contemporanea nelle declinazioni offerte dagli altri linguaggi visivi, sia con i temi attuali più sensibili. Quindi se molte proposte rispettano la vocazione puramente decorativa della tecnica oppure si inseriscono in uno stretto dialogo già da tempo collaudato con arredo e design, altre opere si presentano come risposte sperimentali nei mezzi e molto variegati nei temi che comprendono dimensioni intime e riflessioni sullo scorrere del tempo, la fragilità degli ecosistemi, la violenza delle guerre o altri nodi di grande coinvolgimento.

Partendo dai premi, per la sezione over 35 va segnalata la vincitrice Hanna Miadzvedzeva (1988), ceramista polacca nata in Bielorussia che ha presentato una forma apparentemente funzionale: in realtà si tratta di una forma autonoma, simile ad un vaso ripiegato su se stesso, la cui superficie appare estremamente simile a una concrezione corallina. Non a caso l’opera fa parte della serie scultorea Landscapes, che indaga l’impatto delle forze naturali sulle emozioni umane e la percezione di sè: la forma cattura l’attenzione per capacità tecnica e sinuosità, metafore di un’autoriflessione quasi necessaria nel contesto drammatico attuale. L’interpretazione di questo lavoro si avvicina all’opera presentata da Iosifina Kosma, un’artista di origine greca che ripercorre nella sua creazione organica dalle linee suadenti e dinamiche l’analisi della relazione fra pura forma e senso dell’esistenza. Dedicato alla natura è il Fungus Lunae eseguito a due mani da Yulia Batyrova e Marat Mukhametov – artisti del Turkmenistan emigrati in Francia – che propongono in una tecnica ibrida fra porcellana e silicone una forma vegetale inesistente. Sulle stesse note di ibridazione fra mondi diversi si cimentano anche Monika Anna Grycko, artista polacca nota nel nostro territorio dove risiede da anni, e la francese Claire Lindner (1982): al posto del senso tragico della prima artista, è la sensazione di mistero e di paradossale seduzione che attraggono in Metamorfosi di Tanagra n.1 di Lindner, in cui il gres smaltato assomiglia a velluto cascante e la forma interseca mondo animale, vegetale e minerale.

Il secondo premio, riservato alla categoria under 35, è andato alla francese Léa Renard, che ha realizzato una serie di piccole sculture colorate che richiamano frutti, fiori, oggetti, ibridazioni fra animali e vegetali, disposte sopra cinque mensole a muro. Si tratta di un lavoro coinvolgente proprio per la semplicità di approccio, che nelle intenzioni dell’artista raccoglie una sorta di camera delle meraviglie in cui ogni singola scultura racconta una storia cercando di stimolare reazioni e collegamenti evocativi in chi osserva.

A metà strada fra lavoro concettuale e allestimento effimero, si colloca l’opera di Francesco Ardini (1986), che realizza una porzione di parete e pavimento a semplici piastrelle ceramiche. Sopra ad esse un deposito di polvere fa cogliere tracce di dita, disegni labili, scritte evanescenti come l’affermazione sottolineata “Ti amo”. Si tratta di un lavoro premiato che risponde a una riflessione sul tempo, la relazione fra sentimenti ed enunciati effimeri, come anche ai contesti poveri e anonimi in cui si lasciano messaggi e tracce di vita. Citiamo solo a malincuore i bei lavori di Anna e Paola Marinuzzi, Sibylle Meier, Takaharu Hori, Wiktoria Nedza, Fiorenza Pancino, Silvia Piani, Kai Zhang, Mattia Vernocchi e Francesco Bocchini; e chiudiamo in breve con la Resistenza ceramica di Marina Rodriguez (1979), un bel lavoro sulla dimensione della memoria collettiva, in questo caso dell’Argentina, paese natale dell’artista. L’opera recupera forme e decorazioni dei piatti delle nonne, prodotti dalla famosa fabbrica argentina di ceramiche Lozadur, mentre dall’altra omaggia tutti i desaparecidos della dittatura, un omaggio a una lotta e una ferita collettiva sempre vive nella memoria.

“63° Premio Faenza – Biennale Internazionale della Ceramica d’Arte contemporanea” fino al 30 novembre 2025 – Faenza, MIC, viale Baccarini 19 – orari: MA-DO 10-19
Andrea Salvatori. Terzo paesaggio – fino al 2 novembre – Faenza, Museo Diocesano
VE 10-12.30; SA-DO 10-12.30 / 16-18.30

Turismo, nei primi otto mesi pernottamenti in crescita di quasi il 5 percento a Ravenna e a Cervia

Le stime particolarmente negative da parte degli operatori balneari – che avevano parlato di un calo di presenze in spiaggia del 20 percento – non trovano conferma nei dati ufficiali Istat dei flussi turistici, facendo pensare che in spiaggia siano mancati in particolare modo i clienti ravennati, rispetto al passato.

Per il comune di Ravenna, infatti, luglio chiude in linea con il 2024 mentre in agosto i pernottamenti sono cresciuti del 2,6 percento. A soffrire sono però le strutture ricettive tradizionali, con gli alberghi che perdono oltre 3 punti percentuali sia in luglio che in agosto a fronte invece di una crescita importante (in agosto +5,8 percento, dato che arriva quasi al 10 percento se si considerano i primi otto mesi) degli esercizi ricettivi extra-alberghieri.

Analizzando il dato aggregato dei primi otto mesi dell’anno, il comune di Ravenna vede crescere i pernottamenti del 4,9 percento (in valori assoluti siamo oltre quota 2,6 milioni, di cui circa 736mila da turisti stranieri, dato in crescita addirittura dell’8,5 percento rispetto al 2024). Gli arrivi (ossia il numero di turisti che si è presentato effettivamente nelle strutture ricettive nei primi otto mesi del 2025) sono pari a 533.527, in crescita del 2,8 percento grazie agli ospiti stranieri, che sono risultati essere circa 162mila, in crescita di quasi il 9 percento (gli italiani invece sono risultati stabili rispetto all’anno scorso). Confrontando le destinazioni, il comparto città d’arte è rimasto stabile come pernottamenti nonostante un aumento degli arrivi, mentre i lidi ravennati hanno visto crescere i pernottamenti del 6 percento, nonostante un aumento del numero di turisti di solo l’1,4 percento.

Arriviamo quindi a Cervia, il comune più turistico del territorio ravennate, che chiude i primi 8 mesi con quasi 3,2 milioni di pernottamenti (sui circa 6 dell’intera provincia) in crescita del 4,7 percento rispetto allo stesso periodo del 2024. Una crescita non proporzionale però a quella degli arrivi, che sono risultati essere 777mila circa (1.416.134 il dato complessivo della provincia) con un aumento addirittura dell’11 percento, con gli stranieri (quasi 110mila) in crescita quasi del 16 percento.

Dando un’occhiata agli altri comuni della provincia (distanti comunque “anni luce” come numeri dai due principali), spiccano il +10 percento dei pernottamenti di Faenza (oltre 121mila in valori assoluti) e il +12 percento di Lugo (quasi 51mila). A chiudere la “top 5” dei comuni della provincia c’è Riolo Terme, con oltre 41mila pernottamenti, +7,6 percento, a fronte di “soli” 10mila arrivi (ma in esponenziale crescita, oltre il 31 percento in più), trainati dalla struttura termale che sta vivendo anni di importante sviluppo.

I risultati del settore giovanile del Ravenna: vince solo l’Under 17, che va in fuga

Weekend non particolarmente brillante per le squadre del settore giovanile del Ravenna Fc. L’unica vittoria arriva dall’Under 17, in fuga in testa alla classifica.

Ecco risultati, tabellini e classifiche di tutte le squadre impegnate nei rispettivi campionati nazionali, dai più grandi ai più piccoli.

Primavera 4

In casa del quotato Trento, il Ravenna raggiunge il pareggio nel secondo tempo con Sermenghi, ma dopo il vantaggio iniziale di Andreoni ha avuto a disposizione un rigore per andare sul doppio vantaggio, sprecato da Arlotti.

Sabato prossimo, 11 ottobre, impegno sulla carta agevole, in casa, contro il fanalino di coda San Marino.

TRENTO-RAVENNA FC 2-2
TRENTO: Simonini, Stankov, Fontana, Franchi, Fedele, Mahecha, Castelli, Coser (1′ st Calza), Giambertone (38’ st Said), Battocchi (30’ st Lochner), Ressia. A disp.: Malinverni, Manca, Marques, Pirvu, Baldessari, Lazzara, Modolo, Ferrari, Spingola, Marchi. All.: Morabito.
RAVENNA: Gardini, Zakaria, Tesselli, Sermenghi, Girelli, Raccagni (15′ st Raimondo), Andreoni, Leoni, Arlotti (5’ st Alberizia), Berardi, Teleku (15’ st Castellacci). A disp.: Morigi, Argelli, Correnti, Ruffino, Scocco ,Alpi, Villa, Godio, Imafidon, Ortelli. All.: Vernacchio.
RETI: 20’ pt Andreoni, 37’ pt Castelli (T), 5′ st Giambertone (T), 29’ st Sermenghi.

Classifica: Dolomiti Bellunesi 9; Giana Erminio 7; Ravenna 5; Trento*, Novara* e Forlì 4; Ospitaletto, Livorno e Sambenedettese 3; Bra* e San Marino 0 (* una partita in meno).

Under 17

I 2009 del Ravenna vanno in fuga con la quarta vittoria in altrettante partite. Ancora una volta di misura, i giallorossi espugnano il campo del Carpi fanalino di coda grazie al gol decisivo di Calamosca sul finale del primo tempo.

Domenica prossima il Ravenna capolista ospiterà il Trento.

CARPI-RAVENNA 1-2
CARPI: Trenti, Simoni (20′ st Baroni), Reda, Panetta, Bompani, Tonioni (28′ st Spaggiari), Benducci (28′ st Ferrigno), Tallarida, Corrado, Boschi (20′ st Calvitto), Grori (28′ st Garofalo). A disp.: Columbano, Reda, Lazzarini, Storchi. All.: Schillaci.
RAVENNA: Bergonzini, Calamosca (31′ st Bellotti), Brusa, De Modena, Fantelli, Lubieniecki (16′ st Baldini), Bertazzo, Pedriali (16′ st Rivalta), Ricci (39′ st Benazzi), Rusticelli (31′ st Alouani), Zaccherini (39′ st Richard Paradise). A disp.: Salimbeni, Parmiani, Monterisi. All.: Casadio.
RETI: 4′ pt Ricci, 19′ pt (rig.) Grori (C), 38′ pt Calamosca.

Classifica: Ravenna 12; Vicenza 8; Arzignano Valchiampo*, Virtus Verona* e Union Brescia 6; Vis Pesaro e Lumezzane 5; Cittadella**, Trento* e Dolomiti Bellunesi* 4; San Marino 2; Forlì** 1; Rimini** e Carpi 0 (** due partite in meno; * una partita in meno) 

Under 16

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L’Under 16 che è scesa in campo contro il Carpi

Sconfitta in rimonta per i 2010 che non riescono a bissare il successo all’esordio: contro il Carpi i giallorossi calano alla distanza.

Domenica prossima trasferta in casa dell’Ospitaletto, ultimo in classifica.

RAVENNA-CARPI 2-4
RAVENNA: Mazzini, Cepa (36′ st Magnosi), Bandini (36′ st Prosdocimi), Strazzari (19′ st Dello Russo), Dalmonte, Garotti (19′ st Sintini), Lamia (16′ st Sidero), Masotti (16′ st Yeo Kharnan), Fomete, Caltabellotta, Didonè (16′ st Barbirati). A disp.: Fortibuoni, Marcucci. All.: D. Buriani.
CARPI: Gualtieri, Di Iorio, Formisano, Belahna, Coppola, Vigolo, Manea (28′ st Pasternav), D’Alessandro (1′ st Coviello), Lugli, Goldoni (38′ st Fregni), Lauri (28′ st Cocchi). A disp.: Tavoli, Giambano, Calzolari, Montorsi, Capperi. All.: Sommelia.
RETI: 5′ pt Fomete, 9′ pt Caltabellotta, 28′ pt Lauri, 16′ (rig) e 29′ st Lugli, 23′ st Manea.

Classifica: Vicenza e Carpi 6; Cittadella e Virtus Verona 4; Trento e Ravenna 3; Lumezzane 2; Arzignano Valchiampo*, Union Brescia*, Dolomiti Bellunesi e Ospitaletto 0 (* una partita in meno).

Under 15

Seconda sconfitta (su quattro partite) in campionato per i 2011, che però a Carpi non demeritano.

Domenica prossima impegno casalingo contro il Trento.

CARPI-RAVENNA 2-1
CARPI: Gandolfi, Leo, Ianiro, Ciscato, Fabbraro, Della Gatta, Cirillo, Antonacci, Bonacini, Guarracino, Basetti. A disp.: Sala, Losi, Molinari, Marciano, Attanasio, Vitale, Iervolino, Meotto, Panini.
RAVENNA: Rosolen, Faccioli, Tassinari, Costantino (22′ st Oldano), Ballerini (22′ st Ingoli), Aldini (11′ st Zaharia), Brahimaj (7′ st Gjeloshi), Buscaroli (11′ st Filimon), Bergonzoni (22′ st Dushku), Montuschi (1′ st Rolfini), Malaguti (1′ st Musca). A disp.: Pierfederici. All.: R. Buriani.
RETI: 2′ pt Guarracino, 32′ pt Bonacini, 40′ st Tassinari.

Classifica: Vicenza 12; Vis Pesaro* e Union Brescia 9; Cittadella**, Dolomiti Bellunesi* e Virtus Verona* 6; Ravenna e Carpi 4; Trento* e Lumezzane 3; San Marino* e Arzignano Valchiampo* 1; Forlì** e Rimini** 0 (** due partite in meno, * una partita in meno).

Under 14

Seconda sconfitta in altrettante partite per i 2012, impegnati in un impegnativo campionato regionale prof con formazioni anche di serie A e B.

Sabato prossimo a Ravenna arriverà la capolista Parma.

RAVENNA-SAN MARINO 3-5
RAVENNA: Nanni, Petaroscia (20′ st Vertullo), Siroli, Guancini, Carlini (17′ st Ba), Guardigli (14′ st Sartini), Martinangeli (20′ st Lenzo), Ruiba (14′ st Molinari), Genova (20′ st Treré), Montana, De Martino (17′ st Eviani). A disp.: Albu, Balzani. All.: Colonna.
SAN MARINO: Zavoli (16′ st Righi), Magnani, Balzan (29′ st Benedettini), Rinaldi (7′ st Temperini), Berardi, Valentini, Valmaseda, Del Prete (17′ st Mariotti), Macina, Argentiano (22′ st Cupi), Sensoli (15′ st Gnani). All.: Di Spirito.
RETI: 4′ pt Genova, 23′ pt (rig.) e 13′ st Valentini, 25′ pt Valmaseda, 31′ pt Macina, 34′ pt e 32′ st Montana, 28′ st Berardi.

Classifica: Parma, Bologna e Sassuolo 6; Forlì, Cesena, Reggiana e San Marino 3; Modena, Ravenna e Carpi 0.

Cominciati gli abbattimenti dei pioppi in via Cimatti. Gli ambientalisti chiedono le perizie

Come annunciato dal Comune di Faenza nei giorni scorsi, nella mattinata di oggi, 6 ottobre, sono cominciati i lavori per l’abbattimento dei pioppi ai lati di via Cimatti nel tratto di circa 500 metri compreso tra il sottopasso della circonvallazione e via Santa Lucia. Il programma prevede di completare i tagli per il 10 ottobre: in questi giorni nella fascia oraria 8.30–19 la strada è chiusa al traffico.

Si tratta di pioppi bianchi piantati tra gli anni Sessanta e Settanta. Il Comune, in una nota alla stampa, afferma che gli alberi erano «già compromessi da interventi di capitozzatura eseguiti negli anni Ottanta e successivamente indeboliti da funghi lignicoli e dal maltempo, che hanno provocato più volte crolli e cedimenti. Le recenti alluvioni hanno inoltre aggravato la condizione degli apparati radicali, riducendo ulteriormente la stabilità degli alberi».

Il mondo ambientalista protesta e chiede di rivedere le decisioni. «Non ci hanno fatto visionare ancora nessuna perizia tecnica, che a quanto afferma il Comune è stata redatta dalla ditta Ares di Ferrara – si legge in un post sulla pagina Facebook dell’associazione Faenza Ecologica di cui è rappresentante Linda Maggiori, attivista e giornalista de Il Manifesto –. Perché non sono ancora state rese pubbliche? Noi abbiamo urgentemente fatto accesso agli atti, non ci bastano le rassicurazioni a parole. Chiediamo al Comune di sospendere i lavori, di confrontarsi. Il Comune doveva coinvolgere la popolazione e le associazioni ambientaliste con congruo anticipo, per permettere di fare eventuali controperizie».

L’associazione dice che non è chiaro quanti saranno abbattuti: «Il comune dice 30, ma gli operai dicono che devono abbattere tutti gli alberi del viale. Quindi più di 50». Il comunicato dell’amministrazione comunale, in effetti, non fornisce il numero delle piante da abbattere e, a precisa richiesta, non sono arrivate risposte dettagliate dall’ufficio stampa. Una perizia tecnica ha classificato trenta alberi come compromessi, «ossia in condizioni tali da rappresentare un pericolo concreto per la sicurezza pubblica». Ma anche gli altri esemplari, pur non ancora arrivati a questo stadio critico, mostrerebbero segnali di sofferenza. «Per questo motivo, un abbattimento selettivo limitato agli alberi peggiori non sarebbe una soluzione efficace: al contrario, lascerebbe in piedi soggetti già indeboliti e più esposti all’azione del vento, aumentando il rischio di crolli improvvisi».

Faenza Ecologica chiede l’istituzione di una consulta del Verde, composta da esperti, attivisti e cittadini: «Gli alberi sono beni comuni, patrimonio di tutta la città e sulla loro esistenza non possono decidere solo i tecnici. Come già successo a lido di Savio e in altre città, spesso le perizie sopravvalutano i difetti, le forze del vento e non guardano la resistenza dell’albero. Noi temiamo che la soluzione drastica sia stata “caldeggiata” dall’amministrazione per poter allargare la strada o progetti simili di “riqualificazione” che però si potrebbero fare mantenendo i pioppi o almeno tagliando solo quelli veramente secchi».

Il comitato cittadino che vuole salvare i pini di viale Romagna a Lido di Savio esprime la massima solidarietà al gruppo Faenza Ecologica: «Anziché privare un po’ per volta la zona dei numerosissimi servizi ecosistemici a favore dell’ambiente e della cittadinanza che solo una pianta adulta può dare, limitando gli abbattimenti alle piante realmente malate, si procede con la più sbrigativa eradicazione totale». Un presidio a difesa degli alberi si è svolto stamani nei pressi di via Cimatti.

Il Comune ha assicurato che nuove piante verranno posizionate al posto dei pioppi. Una rassicurazione che non basta agli ambientalisti: «Gli alberi sono esseri viventi, ci proteggono dalle inondazioni, permettono all’acqua di infiltrarsi nel terreno, fanno ombra, assorbono polveri sottili e anidride carbonica. Nessun nuovo alberello compensa i benefici ecosistemici di un grande albero, questo è un dato scientifico. Inoltre non potranno essere ripiantati vicino ai margini della strada in quanto il nuovo codice della strada lo vieta».

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