lunedì
15 Giugno 2026

Le cliniche private di Cotignola e Faenza del gruppo Gvm a supporto degli ospedali

Maria Cecilia e San Pier Damiano Hospital nella rete emergenziale per curare i pazienti Covid-19

Box Isolati UTI MCHPer l’emergenza dovuta alla diffusione del Covid-19, GVM Care & Research attivo a supporto della Regione Emilia Romagna e delle Ausl locali già dalla prima settimana di marzo con Villa Torri Hospital, inserisce nella rete emergenziale, in accordo con le istituzioni, anche Maria Cecilia Hospital di Cotignola e San Pier Damiano Hospital di Faenza.

In totale ora sono 5 gli ospedali GVM a supporto del Servizio Sanitario Regionale: oltre ai due in provincia di Ravenna ci sono Clinica Privata Villalba e Villa Torri Hospital a Bologna e Salus Hospital a Reggio Emilia.

Già attivo, su richiesta dell’Ausl Romagna, Maria Cecilia Hospital, «Ospedale di Alta Specialità accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, ha trasformato una parte della propria terapia intensiva in area Covid per accogliere i pazienti affetti da Covid-19 provenienti da altri ospedali del territorio», si legge in una nota inviata alla stampa dal gruppo. Si tratta di 8 posti letto nel reparto di Terapia Intensiva ad alta tecnologia con box isolati. Questa area si trova nel piano della terapia intensiva di Maria Cecilia Hospital, con 24 posti letto complessivi, ma in un’ala separata rispetto al resto del reparto. Ogni paziente nel box è monitorato tramite una consolle centrale del reparto, con la quale è possibile creare condizioni di pressione neutra, positiva o negativa.

«Per contribuire a decongestionare le attività urgenti e indifferibili – continua la nota –, si sta in questi giorni perfezionando un possibile accordo organizzativo con l’Ausl Romagna con cui le attività chirurgiche urgenti e indifferibili degli Ospedali Pubblici saranno trasferite insieme alle equipe e pazienti nelle sale operatorie dell’Ospedale di Cotignola. Il possibile accordo di collaborazione ha l’obiettivo di supportare la struttura pubblica nella gestione dei pazienti chirurgici con priorità elevata in maniera da riuscire a fronteggiare meglio l’assistenza di un numero elevato di pazienti Covid-19 in Terapia Intensiva».

Box Isolati UTI MCH 2Infine, Maria Cecilia Hospital, su indicazione dell’Ausl Romagna, sta predisponendo il trasferimento di pazienti Covid-19 che non richiedono trattamento di Terapia Intensiva presso l’Ospedale Pubblico di Lugo, che è stato trasformato da giorni in Covid Hospital, così da migliorare la gestione e la disponibilità della struttura anche per le attività descritte.

«In questo momento di emergenza sanitaria abbiamo tutti la responsabilità e il dovere di dare il nostro contributo. Maria Cecilia Hospital, come gli altri Ospedali del Gruppo, è come sempre a fianco del Servizio Sanitario Nazionale, delle Regione e dell’Ausl Romagna a beneficio dei cittadini ora più che mai – dichiara Lorenzo Venturini, direttore generale Maria Cecilia Hospital –. Ci impegniamo quotidianamente a farlo attraverso la cooperazione nella gestione dei pazienti e la messa in disponibilità della nostra piattaforma tecnologica anche ai professionisti provenienti dagli ospedali pubblici, realizzando in questo modo un reale modello integrato di assistenza pubblico-privato che si dimostra la sua efficienza soprattutto in questi momenti».

Sempre in ottica di solidale risposta alla richiesta di sostegno pervenuta da Ausl Romagna e Ausl di Imola, San Pier Damiano Hospital, che aveva già dato la sua disponibilità per 148 posti letto istituzioni regionali e locali, è ora attivo con 102 posti letto di cui 26 dedicati ai pazienti Covid, e 70 ai pazienti No Covid con 6 posti in Terapia Intensiva.

«San Pier Damiano Hospital, in questo momento di grave emergenza per l’Italia e sulla base dell’esperienza che il nostro Gruppo sta facendo in altre regioni del Paese, aveva già dato la sua disponibilità alla Ausl Romagna per supportare gli Ospedali Pubblici e i cittadini – afferma Maria Cecilia Sansavini, amministratore delegato di San Pier Damiano Hospital –. Per questa ragione abbiamo investito direttamente convertendo anche un nostro intero reparto per il trattamento dei pazienti affetti da Covid-19 e siamo già attivi per fare la nostra parte. Questo importante sforzo organizzativo è merito di tutti i nostri tecnici, infermieri, medici e operatori di staff a qualsiasi livello che, con grande senso di responsabilità, hanno dedicato loro stessi alla realizzazione di tutto questo nell’interesse della popolazione».

Emergenza coronavirus, sono 1.267 i morti in regione. Quasi 12mila i contagi

In provincia di Ravenna 37 nuovi casi nelle ultime 24 ore

Tamponi Coronavirus 1280x720Sono 11.588 i casi di positività al coronavirus accertati in Emilia-Romagna alle 12 di oggi, 27 marzo, ossia 772 in più di ieri. 47.798 i test refertati, 5.403 in più sempre rispetto a ieri.

Complessivamente, sono 5.057 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (377 in più rispetto a ieri); aumentano di poche unità – come si sta verificando negli ultimi giorni – quelle ricoverate in terapia intensiva, che sono 308, 7 in più rispetto a ieri. I decessi sono passati da 1.174 a 1.267: 93, quindi, quelli nuovi, di cui 59 uomini e 34 donne.

Al tempo stesso, continuano a salire le guarigioni, che raggiungono quota 960 (168 in più rispetto a ieri), 806 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 154 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi (+30 rispetto a ieri).

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 25 residenti nella provincia di Piacenza, 13 in quella di Parma, 16 in quella di Reggio Emilia, 15 in quella di Modena, 13 in quella di Bologna (di cui 2 nel territorio imolese), 2 in quella di Ferrara, 4 in quella di Ravenna, 3 in quella di Forlì-Cesena (2 nel territorio di Forlì), 5 in quella di Rimini.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.276 (63 in più rispetto a ieri), Parma 1.690 (79 in più), Reggio Emilia 1.861 (163 in più), Modena 1.772 (96 in più), Bologna 1.185 (+151più rispetto a ieri, e 228  Imola, 9 in più), Ferrara 244 (32 in più rispetto a ieri), Ravenna 488 (37 in più), Forlì-Cesena 580 (di cui 278 a Forlì, 37 in più rispetto a ieri, e 302 a Cesena, 30 in più), Rimini 1.264 (75 in più).

Migliaia di mascherine e tute dalla Cina per gli ospedali di Ravenna, Faenza e Lugo

La donazione della China Merchants Industry, la compagnia che ha la sede europea a Ravenna

1La China Merchants Industry – una delle più significative compagnie di Stato cinesi, operante nei settori della logistica portuale, della cantieristica, delle infrastrutture e della finanza che ha stabilito la sua sede europea a Ravenna – attraverso la China Merchants Charitable Fundation ha donato agli ospedali di Ravenna, Faenza e Lugo 50.000 mascherine di tipo chirurgico e 5.000 NFPP2, 2.000 occhiali monouso, 1.000 tute di protezione medica monouso, disponibili già da oggi (27 marzo) nelle strutture sanitarie.

Il general manager della China Merchants Industry Holdings, Simple Hu Xianfu, ha annunciato questa generosa donazione attraverso una lettera amichevole indirizzata al sindaco di Ravenna Michele de Pascale, nella quale ha espresso una grande empatia per la popolazione italiana che sta fronteggiando la stessa epidemia globale della Cina, e la volontà di sostenere concretamente l’Italia nella lotta al Covid-19 elargendo dispositivi di protezione individuale, ai medici e agli operatori sanitari del nostro territorio.

3L’arrivo dei Dpi donati, è stato gestito attraverso una joint venture tra Ravenna Farmacie, che si è occupata di verificare l’idoneità dei prodotti, Sapir che ha gestito la parte logistica e la Casa di spedizione Casadei Ghinassi che si occupata degli aspetti doganali e d’importazione.

«Ringrazio di cuore – commenta il sindaco – il general manager della CMGH Simple Hu Xianfu per le bellissime parole e il generoso gesto di cui la nostra comunità è immensamente grata e di cui non ci dimenticheremo.  L’amicizia e la leale collaborazione che ci lega, trova in questo difficile frangente l’espressione più alta, quella di due comunità che stanno fianco a fianco, in uno dei momenti più dolorosi di questa epoca storica. Nei prossimi giorni spero di poter annunciare l’arrivo di ulteriori Dispositivi di protezione individuale per i nostri medici e operatori sanitari, che sono ogni giorno in prima linea nel fronteggiare l’emergenza e devono poterlo fare nelle migliori condizioni di sicurezza».

«Parlo a nome di tutti i miei colleghi che lavorano per China Merchants – commenta Stefano Schiavo Chief executive officer di Cmit – siamo molto orgogliosi che il management della nostra casa madre, abbia immediatamente e senza alcuna esitazione, accolto con entusiasmo la nostra richiesta di supporto per l’ospedale di Ravenna. Essere parte di un grande gruppo ha fatto si che nonostante tutte le difficoltà note per l’approvvigionamento, siano passati solo pochi giorni dalla nostra richiesta, all’arrivo del materiale sanitario. Ringrazio ancora Mr. Li Jianhong Presidente di China Merchants Group , Mr. Wang Cuijun,Vice Presidente China Merchants Group e Mr. Simple Hu General Manager di China Merchants Industry,  ed evidenzio come aver voluto scegliere una espressione latina (Verae amicitiae sempiternae sunt) per manifestare la loro vicinanza, testimoni il grande rispetto per la nostra cultura.  Agli operatori sanitari va tutto il nostro aiuto e supporto perché lavorano per i nostri cari e per la nostra salute. Devono essere tutelati per primi perché sono loro in prima fila e senza la loro opera non riusciremo mai a sconfiggere questo mostro del Covid-19.  Aggiungo, infine, che tutti i dipendenti di China Merchants Industry Technology, hanno deciso di contribuire in proprio per l’acquisto  di un piccolo macchinario medico che possa essere di vero aiuto ai chi lavora per noi. Un caloroso grazie infine a tutti quelli che hanno contribuito ad aiutarci a far arrivare il materiale e che si sono adoperati con entusiasmo e professionalità».

L’azienda che sanifica con l’ozono: «Richieste moltiplicate, interventi quotidiani»

La Mito di Cesena ha una filiale a Ravenna. L’amministratore: «È un gas con potere ossidante, le direttive del ministero certificano che agisce contro virus e batteri». Partita anche una produzione interna di mascherine per il personale

90599174 2925498244152798 8620205388358221824 O«La sanificazione con l’uso dell’ozono è un servizio che facciamo da tempo ma adesso con la diffusione del coronavirus le richieste si sono moltiplicate: facciamo in media quattro interventi al giorno». Andrea Sintucci è l’amministratore della Mito Sistema Ambiente, società multiservizi di Cesena con una filiale a Ravenna. E nella provincia ravennate sta svolgendo un terzo degli interventi di sanificazione: aziende, abitazioni, industrie, automezzi.

Sintucci, prima del coronavirus dove si usava la sanificazione con l’ozono?
«Da anni noi lo facciamo in ambienti dove ci sono stati incendi, oppure come trattamento anti-larvale o contro gli insetti, ma anche contro i cattivi odori. Eravamo già preparati e abbiamo aggiornato le procedure secondo le indicazioni sanitarie».

Come funziona?
«L’ozono è un gas che da anni viene usato per questi scopi. La sua efficacia per sterilizzare batteri, virus, acari e spore è attestata dalle direttive del ministero. In poche parole ha un effetto ossidante molto elevato che agisce sulle proteine che rivestono il virus e ne causa la morte».

Qual è il procedimento delle vostre squadre?
«Se si tratta di un ambiente circoscritto, come una stanza o un ufficio, si calcola il volume dello spazio e si mette un macchinario all’interno per il tempo necessario a saturare l’ambiente. Se invece è uno spazio più grande come un capannone industriale o lo spazio comune di un condominio si utilizza un atomizzatore a ultra basso volume, che può essere a spalla o su un carrello: le particelle sono talmente fini che rimangono in sospensione. Poi gli ambienti vanno aerati per il tempo necessario».

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Andrea Sintucci

Nessun danno o conseguenza per gli elementi di arredo o macchinari?
«Nessuno. Il gas penetra negli interstizi ma non danneggia, non ci sono problemi per circuiti elettrici. Ma nemmeno per gli alimenti».

Dove state facendo interventi?
«Molte aziende, case di riposo, condomini. Un intervento può richiedere anche 4-5 ore: abbiamo due squadre operative da due persone ognuna e siamo fuori tutti i giorni».

C’è difficoltà a reperire mascherine e dispositivi di sicurezza, come vanno le cose per i prodotti che servono per i vostri servizi?
«Avevamo una buona scorta in magazzino e per ora siamo coperti. Con le mascherine invece ci siamo trovati con gli stessi problemi di tutti: ogni tanto ci chiama qualcuno per chiederci se vogliamo comprarne, facciamo l’ordine ma poi non arrivano. E allora abbiamo messo in piedi una piccola produzione interna per il nostro uso…».

Come le producete?
«Tra i prodotti che vendiamo ci sono coprimaterassi e coprifedere in Tnt, il tessuto non tessuto. Abbiamo preso quel materiale e lo abbiamo trasformato».

Pensa che passata l’emergenza rimarrà l’abitudine di sanificare gli ambienti di lavoro o in cui si vive?
«Credo che sarà inevitabile. In certi spazi ci sarà gente che vuole avere la garanzia di trovare una pulizia completa. È una questione di salute. Abbiamo sempre consigliato di farlo, è una buona prassi: almeno una volta al mese sarebbe utile per migliorare l’igiene degli spazi comuni. Invece negli ultimi anni della crisi le pulizie sono uno dei servizi su cui si è tagliato più spesso».

Le scuole potrebbero anche non riaprire, ma l’anno sarà valido. Calendario invariato

Non ci sarà promozione d’ufficio, gli insegnanti dovranno valutare gli studenti

Chairs Classroom College Desks 289740Le scuole potrebbero anche non riaprire più per quest’anno. Un’eventualità già considerata da molti e che è ufficialmente presa in considerazione dal Governo, con il ministro all’Istruzione Lucia Azzolina che al Senato ha dichiarato che «si tornerà a scuola se e quando le condizioni lo consentiranno».

L’anno scolastico, però, sarà valido in ogni caso e non si prolungherà – almeno secondo l’interpretazione di oggi sul Corriere della Sera – oltre la data di chiusura formale prevista per la seconda settimana di giugno, così come non dovrebbe subire cambiamenti radicali neppure l’avvio del prossimo anno scolastico, a metà settembre.

Il Governo però non emanerà una norma per la promozione d’ufficio e rimanda ai professori la gestione di voti e valutazioni a distanza (che si dovranno comunque dare), con la possibilità che, per quanto riguarda le scuole superiori, il recupero dei “debiti” venga rinviato al prossimo anno.

Per gli esami di maturità, il ministro ha dichiarato che le commissioni saranno formate solo da membri interni, con un presidente esterno, con possibilità di allargare un po’ le maglie per il voto di ammissione.

Il vescovo prega per i defunti di fronte ai cancelli chiusi del cimitero

Un momento di raccoglimento in particolare per le vittime della pandemia. Al termine è stata benedetta la città

Arcivescovo CimiteroUna preghiera silenziosa, un momento di raccoglimento e la benedizione per tutti i defunti e in particolare quelli uccisi in questi giorni dalla Covid-19. Questa mattina (27 marzo) l’Arcivescovo di Ravenna-Cervia si è recato al cimitero monumentale, facendo sua l’iniziativa dei vescovi italiani di «affidare alla misericordia del Padre tutti i defunti di questa pandemia ed esprimere anche in questo modo la vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore».

Di fronte ai cancelli del cimitero chiuso a causa dell’ordinanza provinciale per il contenimento del virus, monsignor Ghizzoni ha sostato in silenzio e ha recitato alcune preghiere in suffragio di tutti i defunti e in particolare di quelli causati dalla pandemia.

A conclusione di questo momento, l’Arcivescovo ha voluto benedire anche tutta la città.

Nella nota della Cei sull’iniziativa anche un riferimento all’immagine dei mezzi militari, a Bergamo, che trasportano le bare verso i forni crematori: «Rende in maniera plastica la drammaticità di quello che il Paese vive. Per il rispetto delle misure sanitarie, tanti di questi defunti sono morti isolati, senza alcun conforto, né quello degli affetti più cari, né quello assicurato dai sacramenti». Di qui, l’iniziativa di preghiera nei cimiteri da parte dei vescovi, che ricordano come «le comunità cristiane, pur impossibilitate alla vicinanza fisica, non fanno mancare la loro prossimità di preghiera e di carità». Tutti i giorni, infatti, i sacerdoti e l’arcivescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni, celebrano la Messa per «l’intero popolo di Dio, vivi e defunti».

Coronavirus, nuovi 37 casi in provincia di Ravenna. In totale i contagiati sono 489

I dati diffusi in anteprima dal sindaco di Alfonsine. Quasi la metà sono residenti nel comune capoluogo

Coronavirus TamponeAlle 12 di oggi, 27 marzo, sono 37 i nuovi casi di positività al coronavirus registrati in provincia di Ravenna. In attesa della conferma da parte della Regione, i numeri sono diffusi in anteprima dal sindaco di Alfonsine, Riccardo Graziani, che sottolinea come non ci siano nuovi casi nel proprio comune, fermo quindi agli 11 di ieri.

Complessivamente in provincia salgono così a 488 i contagiati dall’inizio dell’emergenza.

Di questi, quasi la metà (214) sono stati registrati nel comune capoluogo, Ravenn.

Per la prima volta nella storia, quest’anno non si correrà la 100 km del Passatore

Gli organizzatori rinviano la 48esima edizione dell’ultramaratona al 2021

Salita FiesoleL’Asd 100 km del Passatore comunica ufficialmente l’annullamento dell’edizione 2020 dell’ultramaratona non essendo possibile rinviare ad altra data la Firenze-Faenza.

Per la prima volta nella sua lunga e gloriosa storia, iniziata nel 1973, l’ultramaratona intitolata a Stefano Pelloni non verrà disputata causa emergenza mondiale scatenata dalla pandemia Covid-19.

La 48esima edizione è rinviata a fine maggio 2021.

Come noto, l’organizzazione della 100 km del Passatore coinvolge, oltre a migliaia di atleti provenienti da tutto il mondo anche personale sanitario, della protezione civile e delle Forze dell’Ordine sempre più impegnate in questioni di fortissima emergenza.

«Confermata l’impossibilità di rinviare entro l’anno 2020 la Firenze-Faenza per motivi logistici e organizzativi, unitamente a manifestazioni già fissate nel periodo autunnale nel calendario del comune di Faenza, l’Asd 100 km del Passatore ha ritenuto giusto comunicare con anticipo l’annullamento della gara», si legge in una nota.

Le iscrizioni già effettuate per l’edizione 2020 della 100 km del Passatore saranno pertanto considerate valide per il 2021.

Bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio in tutta Italia il 31 marzo

Lo chiede il presidente dell’associazione dei Comuni per ricordare le vittime della pandemia

Camera Ardente Bandiere MezzastaMartedì 31 marzo alle 12 bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio osservato dai sindaci d’Italia con la fascia tricolore davanti al proprio Comune.

Lo scrive il presidente dell’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, su twitter.

«Ci uniamo al presidente della Provincia di Bergamo (che aveva invitato tutti i comuni della provincia di Bergamo a esporre bandiere a mezz’asta, ndr) in segno di lutto per le tante vittime dell’epidemia».

E tizzador, ragazzo del 68 critico del 68: Saturno Carnoli, non riconciliato

Una testimonianza di Guido Pasi, amico dell’intellettuale ravennate scomparso a 79 anni

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una testimonianza, un ricordo di Nino Carnoli, a cura di Guido Pasi, ex assessore regionale, comunicatore e giallista, volto noto della sinistra ravennate. Pasi e Carnoli sono stati amici fin dalla comune militanza politica a partire dal ’68.  Qualche anno fa avevano scritto assieme un libro intitolato Il nero e il rosso (come da foto emblematica qui sotto), un racconto a due mani dedicato a due personaggi romagnoli di tendenza politica opposta, legati però dall’arte del mosaico.

Nino Carnoli Rosso E NeroNon credo che qualcuno sia stato a lungo d’accordo con Nino. Se succedeva lui si smarcava, prendeva una posizione inaspettata, a volte irritante, quasi sempre stimolante. È questa sua mutevolezza, che non era trasformismo, a rendere difficile definirlo, fissarlo in qualche modo su un epitaffio.

Come definirlo: falegname come il padre? Ne era capace, ha creato opere bellissime col legno e ha curato un albo delle “armi del mestiere”.

Sarto come sua madre? Ne era capace e si disegnava le giacche.

Grafico? Chi non lo ha conosciuto come uno dei primi a Ravenna?

Insegnante? Lo ricordano allievi di molte generazioni e anche di diversi paesi.

Scrittore? Storico? Saggista? Ci sono libri suoi che resteranno a lungo e anche alcuni che non ha avuto il tempo di scrivere.

Tutto vero, e certamente manca qualcosa, ma non basta. Alla fine la migliore definizione di Saturno Carnoli è quella di un suo amico di sempre, Franco Chiarini: e tizzador.

I romagnoli sanno cosa vuole dire. Non significa provocatore, L’attizzatoio, e tizadur, è uno strumento per ravvivare il fuoco, non provoca incendi, tiene viva la fiamma. Uno che ti da e tezz, ti da la sveglia, ti costringe a riprenderti dal conformismo a cui stavi cedendo. Sì così va bene, forse questo bisognerebbe scrivere sulla sua tomba, quando potrà averne una sulla quale ricordarlo e piangerlo, portando un libro, spaccando una bottiglia di quello buono.

Saturno si chiamava così perché un tempo c’era chi, come suo padre, voleva evitare a tutti i costi di dare al figlio il nome di un santo. Così Nino è nato Saturno, un dio antico che per i Romani rappresentava l’età dell’oro. Una mitica era felice che per lui è stata il sessantotto. L’ha celebrato come gli antichi ad ogni ricorrenza, sentendola, al tempo stesso, lontana e vivente. Tragica anche, per la vicenda giudiziaria che dovette affrontare da militare e che ha raccontato di recente. Poi, come sempre, occasione di critica, perché gli esiti di quell’età dovevano essere demoliti.

Ragazzo del sessantotto critico del sessantotto. Un altro epitaffio allora, si deve scrivere, uno che gli piaceva e che gli sarebbe piaciuto, preso di peso da quegli anni, questa volta in tedesco: Nicht versöhnt, non riconciliato.

Saturno Carnoli, non riconciliato.

Guido Pasi

Raccolta fondi della comunità islamica. E il negozio multietnico dona 5mila euro

Per l’ospedale di Lugo. «È l’occasione di poter dare un vero contribuito a questa terra che tanto ha dato a noi»

Hamel
Hamel Reduoane

Tra le tantissime donazioni registrate in questo periodo nella nostra provincia a favore del sistema sanitario in questa emergenza, il sindaco di Fusignano Nicola Pasi ha tra gli altri ringraziato anche Hamel Reduoane, cittadino marocchino che vive in Italia da molti anni e a Fusignano ha aperto e gestisce un negozio multietnico.

«Un gesto generoso – commenta il sindaco – effettuato da una persona che stimo molto e che ci dimostra come l’attaccamento e l’affetto per la nostra comunità animi profondamente anche il cuore di chi a Fusignano ci è venuto a vivere e non solo di chi ci è nato».

L’imprenditore ha donato 5mila euro all’ospedale di Lugo per affrontare l’emergenza Covid-19. «Con la consapevolezza dell’importanza di essere tutti uniti nella la lotta alla pandemia in corso – ha commentato su Facebook – e convinto che in questo momento drammatico è più che fondamentale agire con senso civico e spirito di cittadinanza attiva ho deciso di contribuire con la mia donazione destinata all’ospedale Umberto di Lugo una somma di 5.000 euro».

«Come lui – è un commento postato su Facebook invece dall’avvocato Lina Taddei, eletta in consiglio comunale con il Pd alle ultime amministrative e ora nel consiglio d’amministrazione di Acer, esperta sul tema immigrazione – anche altri mi hanno contattata con lo stesso spirito, lo stesso che ha mosso e muove molti cittadini anche di origine straniera a compiere gesti di solidarietà e di amore verso questa terra, cittadini attivi parte di un tutto. Uno scrittore diceva che casa non è dove sei nato, ma dove ti senti a casa. Per ora, non posso che ringraziarli. Quando sarà tutto finito, continueremo a condividere questa casa».

E tra le raccolte fondi da segnalare in questo senso anche quella lanciata dalle comunità islamiche di Fusignano, Lugo, Bagnacavallo, Conselice, Massalombarda, Cotignola, Lavezzola, Russi, Alfonsine «perché ci sentiamo parte integrante delle nostre città e del nostro paese. Il nostro – si legge su Facebook – è un gesto doveroso in questa emergenza che si ripercuote su tutti noi. Vorremmo dare il nostro supporto ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari e ai volontari che stanno mettendo a rischio la loro vita per difendere tutti noi. Tutto il fondo raccolta verrà donato all’Ospedale di Lugo, che sia di aiuto ad affrontare questa difficile emergenza generata dal Covid19. È l’occasione di poter dare un vero contribuito a questa terra che tanto ha dato a noi».

Dopo l’albero di Natale a uncinetto, le “cucitrici” di Voltana fanno le mascherine

Su consigli di medici e tecnici ambientali. Verranno distribuite gratuitamente il 28 marzo

Volta Natale Uncinetto
L’albero di Natale a uncinetto realizzato dal Club delle Cucitrici di Voltana

Dopo la realizzazione dell’albero di Natale interamente ricoperto all’uncinetto, il Club delle Cucitrici di Voltana si è messo di nuovo all’opera per dare una mano a seguito dell’emergenza coronavirus.

È in lavorazione, infatti, la produzione di mascherine, rigorosamente fatte a mano, al fine di dare un contributo tangibile per affrontare questa terribile pandemia.

Dopo aver intervistato medici e tecnici ambientali sulla miglior modalità e materiale per eseguire mascherine fatte in casa, sono entrate in fase di produzione a decine. Saranno fatte di uno strato di cotone e di uno di “tessuto non tessuto”.
Prima di essere consegnate, le mascherine saranno igienizzate in una macchina ad ozono; trattamento offerto gratuitamente dalla lavanderia Lavaflash di Ravenna.

«Questo tipo di mascherina – si legge in una nota inviata alla stampa – non garantisce, ovviamente, alcuna certezza di protezione ma può rappresentare una barriera per aiutare a proteggersi, meglio di una sciarpa o un fazzoletto, senza sostituire le ulteriori forme di protezione e tutela che devono continuare ad esser messe in atto».

Le mascherine verranno distribuite, gratuitamente, da sabato 28 marzo, presso la Delegazione comunale di Voltana.
Chi vorrà effettuare un’offerta, i proventi saranno devoluti all’ospedale di Lugo per contribuire ad affrontare le necessità contingenti.

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