domenica
14 Giugno 2026

Coronavirus, positivo anche un lombardo “scappato” nella casa al mare nel Ravennate

Il 75enne è tra i nuovi cinque casi registrati il 10 marzo. Al momento sono otto i ricoverati al Santa Maria delle Croci, una in Terapia Intensiva

Ospedale RavennaTra i nuovi casi di coronavirus registrati ieri (10 marzo) in provincia di Ravenna, uno riguarderebbe anche un 75enne lombardo “scappato” da quella che era la “zona rossa” per rifugiarsi nella sua casa al mare sui lidi ravennati.

Lo scrive il Corriere Romagna in edicola oggi, sottolineando la coincidenza temporale “sospetta”, con i provvedimenti restrittivi sugli spostamenti in vigore inizialmente solo in Lombardia (e nelle province con più contagiati, ma non a Ravenna).

QUI LE PRECISAZIONI DELLA MOGLIE: «MIO MARITO NON È SCAPPATO DALLA ZONA ROSSA»

Tra i cinque casi registrati ieri poi da segnalare i primi due a Cervia (un 50enne ammalatosi fuori provincia e un 89enne ammalatosi fuori regione, scrive il Carlino), quello di un 86enne ricoverato non in gravi condizioni e che avrebbe contratto il virus fuori dal nostro territorio e quello di un 79enne già in quarantena, perché stato in contatto con uno dei contagiati dei giorni scorsi, e al momento in isolamento a casa.

L’unico caso grave resta quello della 68enne ora ricoverata in Terapia intensiva a Ravenna, finita in ospedale per una polmonite. Altri sette pazienti positivi al coronavirus sono ricoverati in ospedale a Ravenna, non in gravi condizioni.

Sono 24 (dato aggiornato alle 17 del 10 marzo) i casi finora registrati in provincia di Ravenna, due dei quali giudicati guariti.

«Vado a un colloquio di lavoro», ma è falso e lui è ubriaco: 53enne denunciato

Fermato dalla polizia locale a Ghibullo: alle 16 aveva un tasso alcolemico del doppio rispetto al limite consentito

15Nell’autocertificazione firmata davanti alla polizia locale ha scritto che si stava spostando in auto per andare a un colloquio di lavoro ma non era vera e in più era ubriaco al volante. La polizia municipale di Ravenna ha denunciato un 53enne per violazione delle disposizioni contenute nel decreto del Governo che limitano gli spostamenti delle persone alle situazioni di compravata necessità per limitare la diffusione del coronavirus.

Il controllo è avvenuto alle 16 di oggi, 10 marzo, sulla Ravegnana a Ghibullo. Gli agenti dell’ufficio di Polizia Giudiziaria, nell’ambito dei controlli sul rispetto al Dpcm, hanno fermato una Renault che percorreva la strada con direzione Forlì-Ravenna. Il conducente ha dichiarato, sottoscrivendo l’autocertificazione, di essere diretto a svolgere un colloquio di lavoro. Gli accertamenti hanno escluso la veridicità della dichiarazione. E all’etilometro è risultato un tasso alcolemico pari a 0,96 g/l, superiore a quello consentito (0,50).

Altri 5 contagi in provincia: età 50-89, uomini, 4 ricoverati. Primi casi a Cervia

Anche quelli in ospedale non sono in gravi condizioni. Uno dei pazienti è residente fuori regione e altri 3 hanno avuto contatti con altre aree, fuori provincia o fuori regione, che verosimilmente sono stati causa della positività. Il totale dei casi ravennati sale a 24 (compresi i due guariti)

Ambulanza CoronavirusAltri 5 casi di positività al nuovo coronavirus Sars-Cov-2, nel confronto tra le 12 di oggi 10 marzo e 24 ore prima, si aggiungono al conteggio in provincia di Ravenna e si arriva così a 24 accertati (inclusi due già dichiarati guariti). In Emilia-Romagna sono complessivamente 1.533 i contagiati, 147 in più rispetto all’aggiornamento di ieri pomeriggio. Un aumento inferiore rispetto a quello di del giorno prima, quando erano stato 206. E passano da 4.607 a 5.167 i campioni refertati.

I cinque nuovi casi ravennati, fanno sapere le autorità, sono tutti uomini tra 50 e 89 anni di età. Un 79enne è a domicilio, gli altri quattro sono ricoverati al “Santa Maria delle Croci” sebbene i loro sintomi non siano gravi. Uno dei pazienti è residente fuori regione e altri 3 hanno avuto contatti con altre aree, fuori provincia o fuori regione, che verosimilmente sono stati causa della positività. L’altro paziente rientra tra i contatti di soggetti già risultati positivi. È quanto emerge dall’indagine epidemiologica effettuata dal dipartimento di Sanità pubblica di Ravenna dell’Ausl Romagna, che ha inoltre individuato i contatti stretti che i pazienti hanno avuto in provincia, attivando per loro la quarantena domiciliare con monitoraggio attivo, come previsto dai protocolli.

L’89enne e il 50enne sono residenti nel comune di Cervia. Sui loro casi fa il quadro Massimo Medri, sindaco della località costiera: «Il primo ha contratto il virus fuori Regione, il secondo è venuto a contatto con il virus fuori Provincia dove lavora, entrambi si trovano ricoverati nel reparto di Malattie Infettive a Ravenna. L’Ausl Romagna sta lavorando con efficienza e altissima professionalità e ha definito procedure e controlli rigorosi, si è prontamente occupata dell’indagine epidemiologica e ad isolare le persone che hanno avuto contatti con i due casi. Invitiamo per ora tutti i cervesi a fare affidamento solo su fonti istituzionali e ufficiali e a seguire le indicazioni divulgate in questi giorni dal Ministero».

Complessivamente in regione ci sono 669 persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 98 (8 in più rispetto a ieri). E salgono a 31 (ieri erano 30) le guarigioni. Crescono anche i decessi, passati da 70 a 85: 15, quindi, quelli nuovi, che riguardano 3 donne e 12 uomini; la maggior parte delle persone decedute aveva patologie pregresse, in qualche caso plurime, mentre per 5 pazienti sono ancora in corso gli approfondimenti. I nuovi decessi si sono registrati uno nella provincia di Bologna, 3 in quella di Reggio Emilia, 2 in quella di Parma, 6 in quella di Piacenza e 3 in quella di Rimini.

Nell’ambito delle esigenze segnalate da carceri e strutture penitenziarie, è stata montata ad opera dei volontari di protezione civile una tenda davanti al carcere di Ravenna.

Il Comune cerca un immobile da 1.500 mq in centro per il Politecnico delle Arti

Lo stabile dovrà ospitare l’Accademia di Belle Arti e l’istituto superiore di studi musicali Verdi. Si farà ricorso a un avviso pubblico per un contratto di locazione

Per il nuovo Politecnico delle Arti di Ravenna servirà un immobile di almeno 1.500 mq in centro storico. Si avvia ufficialmente la ricerca della nuova sede da destinare all’Accademia di Belle Arti e all’Istituto superiore di studi musicali Giuseppe Verdi. È quanto ha stabilito la giunta comunale di oggi, 10 marzo: si farà ricorso a un avviso pubblico finalizzato ad attivare un contratto di locazione.

«Il nuovo stabile – fa sapere il Comune – potrà permettere lo sviluppo di un’offerta formativa comune e la riorganizzazione e razionalizzazione delle strutture con un contenimento dei costi e un incremento nell’efficacia dei servizi: unica segreteria didattica e amministrativa; gestione amministrativa comune del Progetto Erasmus e dei tirocini; realizzazione, anno per anno, di progetti di produzione artistica condivisi; creazione di un’unica biblioteca tramite la messa in comune del rispettivo patrimonio librario e documentale». Nella nuova sede dovrà esserci un auditorium, oltre ad uffici amministrativi, una sala riunioni, aule didattiche, una zona ristoro, spazi da utilizzare come deposito e magazzino, un archivio per il patrimonio librario e documentale, una sala lettura e consultazione.

«Con questo atto amministrativo – affermano il sindaco Michele de Pascale e l’assessora all’Istruzione superiore Ouidad Bakkali – si concretizza il già espresso impegno dell’Amministrazione comunale nei confronti di queste due importanti istituzioni artistiche della città. In attesa che si completi il progetto di statizzazione noi proseguiamo nel processo di valorizzazione, che consentirà a docenti e allievi di esprimere al meglio competenze e progettualità, nella consapevolezza che sarà un arricchimento per loro e per l’intera città».

Coronavirus, nuova ordinanza regionale: bar e ristoranti chiusi anche nel weekend

E Bonaccini annuncia anche la chiusura dei mercati

Movida Caserta RissaPer dare maggiore coerenza e completezza ai provvedimenti assunti dal Governo, «considero necessario sospendere dalle ore 18 alle ore 6 non solo bar e ristoranti, ma anche pizzerie al taglio, piadinerie, tigellerie, kebab, gelaterie». Lo dichiara il presidente della Regione Stefano Bonaccini, annunciando una nuova ordinanza che sarà in vigore da domani, 11 marzo.

«Considero anche necessario che queste attività, insieme a bar e ristoranti, siano sospese nei weekend – dice Bonaccini – onde evitare le scene di assembramento cui abbiamo assistito il fine settimana scorso. Sarà sempre possibile la consegna a domicilio di queste bevande e alimenti, ma non l’asporto».

Infine, Bonaccini annuncia anche la chiusura dei mercati «tutti i giorni della settimana e non solo nei week end», con l’esclusione dei banchi alimentari «laddove assicurino la distanza minima tra le persone».

«Si tratta di restrizioni coerenti con quelle già in vigore e che fanno maggior chiarezza per operatori, cittadini e comuni».

Cosa si può fare? Le risposte del Governo ai dubbi sul decreto #IoRestoaCasa

Sul sito internet dell’Esecutivo un lungo elenco di domande in costante aggiornamento per fare chiarezza dopo il provvedimento che definisce tutta Italia Zona Protetta

De Pascale Conte
De Pascale con il premier Conte

Quando serve l’autocertificazione per gli spostamenti? Cosa posso comprare nei negozi? Le merci possono viaggiare? Posso fare attività motoria? Cosa faccio se ho la febbre? A queste e a tante altre domande che riguardano le limitazioni introdotte dal decreto ribattezzato #IoRestoaCasa, per ridurre il contagio del coronavirus, risponde il sito internet del Governo.

«Una serie di risposte utili alle tante domande che, legittimamente, stanno circolando in queste ore – commenta il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale –. Sarà costantemente aggiornato quindi continuate a seguirlo. Ancora più utile, in questa situazione, è il nostro buon senso, che ci deve portare sistematicamente a mettere in campo le azioni più prudenti possibili, nel rispetto nostro e degli altri. Spostiamoci solo se è essenziale, limitiamo al massimo delle nostre possibilità i contatti con le altre persone, rispettiamo le regole senza fare polemiche e diamo tutti una mano a diffondere le informazioni».

Sette anni dopo, il giro del mondo in bicicletta termina in una Ravenna deserta

I fratelli Gondolini e Marco Meini in piazza del Popolo, da dove erano partiti nel febbraio del 2013 dando vita al MaGio Bike Tour

8d7e94a5 85f9 47cd 978e 42bcf3e4862eIn un’atmosfera surreale, in una piazza del Popolo deserta, nel primo giorno di “coprifuoco” imposto dal nuovo decreto del Governo anti-coronavirus, torna a Ravenna, sette anni dopo, il Magio Bike Tour.

Si tratta del giro del mondo in bicicletta di due ragazzi ravennati, Marco Meini e Giovanni Gondolini, partiti da Ravenna nel febbraio del 2013 in sella alle loro biciclette, accompagnati virtualmente dal nostro giornale, che ha pubblicato nel corso degli anni le loro testimonianze.

Meini ha abbandonato l’avventura nel 2016 per amore, mettendo su famiglia in Canada, mentre Gondolini ha proseguito fino a oggi, raggiunto dal fratello, fatta eccezione per il ritorno obbligato di fine 2017, quando si è dovuto sottoporre a un intervento chirurgico per la frattura del tendine d’achille riportata in Cile.

Oggi il ritorno, nel pieno dell’emergenza coronavirus, con oltre 90mila chilometri pedalati in sette anni, attraversando 70 paesi. Il fratello Francesco invece in tre anni di giro del mondo ne ha percorsi oltre 40mila, attraversando 33 Paesi.

In piazza del Popolo, a salutarli, oltre al nostro direttore, anche lo stesso Meini, rientrato appositamente dal Canada.

Noi li aspettiamo in redazione…

Coronavirus, a Ravenna sempre più bar e ristoranti preferiscono chiudere

Nonostante il decreto ne consenta l’apertura fino alle 18

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Il cartello del Costa Cafè

Nonostante il decreto del Governo consenta ai titolari di restare aperti fino alle 18, sono tanti i bar e ristoranti di Ravenna e dintorni che stanno decidendo di sospendere la propria attività fino al 3 aprile, giorno di scadenza del provvedimento, o “a data da destinarsi”.

In centro spicca, per esempio, la decisione in tal senso di abbassare le serrande del Costa Cafè di piazza Costa e del Fresco di via IV Novembre, così come quella presa ancora prima l’annuncio del premier Conte del Caffè Letterario.

Tra i ristoranti del centro hanno annunciato la chiusura Il Portolano e l’Osteria del Tempo Perso, tra gli altri, mentre fuori dalla città va segnalata la decisione di sospendere l’attività anche a pranzo del Molinetto, alle porte di Punta Marina.

Da ricordare anche l’appello della cooperativa dei bagnini di Cervia che invitano tutti gli associati a sospendere le attività di bar e ristorazione fino al 3 aprile.

Coronavirus, è guarito l’assessore regionale alla Sanità: «Ora vinciamo la guerra»

Donini: «Ce la faremo insieme con la nostra responsabilità e con l’eccellenza del sistema sanitario»

Raffaele DoniniL’assessore regionale Raffaele Donini, positivo al coronavirus poco dopo l’insediamento della giunta dell’Emilia-Romagna, annuncia sui social di essere guarito.

«Ho vinto la mia battaglia, ora sono pronto a combattere insieme a voi per vincere la guerra contro il virus», scrive l’assessore bolognese.

«Il mio sistema immunitario ha avuto la meglio – continua Donini –. Mi sono attenuto strettamente alle indicazioni dei medici ed ho osservato l’isolamento richiesto sperando, di ora in ora, che potessi vincere questa sfida. Così è stato! Ora i controlli di prassi e domani al lavoro».

«Un pensiero affettuoso» va poi alla collega Barbara Lori, ancora ricoverata a Parma «e a tutti coloro che stanno lottando con questo nemico invisibile».

«Ce la faremo insieme con la nostra responsabilità di cittadini e con l’eccellenza e l’umanità dei professionisti del nostro sistema sanitario».

Ausl: «Terapie intensive potenziate, contatti con privati, denunce per fake news»

Il direttore generale dell’azienda sanitaria pubblica in Romagna fa il punto della situazione nella lotta alla diffusione della malattia Covid-19

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Marcello Tonini

Nessuna sottovalutazione, potenziate al massimo le Terapie intensive ed i reparti di Malattie infettive, nessuna carenza di respiratori automatici per i pazienti e ulteriori dotazioni in arrivo, avviati contatti con le cliniche private per valutare possibili forme di integrazione. È il riassunto della situazione, fatto dalla direzione, di come l’Ausl Romagna sta affrontando l’emergenza coronavirus.

Per fare chiarezza interviene Marcello Tonini, dg dell’azienda sanitaria pubblica, con un lungo intervento scritto sul sito internet dell’Ausl. Di seguito i passaggi più importanti.

Basta fake news. «Va stigmatizzata la diffusione, in particolare su social e tramite WhatsApp, di notizie esagerate ed allarmistiche, relative alla situazione negli ospedali ed in particolare all’ospedale di Rimini. Al momento le strutture sono nelle condizioni di far fronte alla situazione. Non vi è stata alcuna carenza nei confronti dei pazienti di respiratori automatici». L’Ausl ricorda che allarmismi inutili, rischiando di diffondere il panico, sono dannosi e pericolosi per tutti e promette ogni azione legale a contrasto di chi diffonde false notizie.

Terapie intensive potenziate. «Nei principali ospedali di tutti gli ambiti territoriali, Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, come peraltro noto sono stati potenziati al massimo i reparti di Terapie intensive e Malattie infettive per accogliere eventuali pazienti e sono state attrezzate apposite aree per ospitare, in sicurezza, pazienti meno critici. All’occorrenza sono già stati predisposti protocolli che prevedono l’utilizzo delle altre strutture ospedaliere, se si renderà necessario, per le patologie di diversa natura». La direzione aziendale ringrazia i privati per la disponibilità e si valutano possibili forme di integrazione.

Non si esce di casa. Tonini ricorda quando dispone il Dpcm del Governo: vanno rispettate le disposizioni per chi è in quarantena e l’invito a lasciare il meno possibile il proprio domicilio, se non strettamente necessario. «La misura più efficace per il contenimento della diffusione del coronavirus è limitare i contatti personali e sociali al minimo indispensabile. Anche in caso di necessità sanitarie si ribadisce l’invito a privilegiare almeno in prima battuta il contatto telefonico, col proprio medico di medicina generale e poi, anche seguendo le sue indicazioni, con le strutture aziendali».

Ringraziamenti al personale in prima linea. La direzione esprime parole di apprezzamento per «l’impegno di tutti i professionisti e gli operatori ospedalieri, della medicina del territorio e dell’igiene pubblica, che è massimo». L’azienda sta vagliando ogni possibile strada per mettere in campo sostegni e rinforzi.

Attenzione alle false raccolte fondi. La direzione aziendale ringrazia anche i cittadini che si stanno facendo avanti per offrire contributi e donazioni per le strutture sanitarie. Al fine di evitare truffe, si ribadiscono le modalità ufficiali per effettuare donazioni in denaro all’Ausl (per qualsivoglia circostanza). È possibile utilizzare le seguenti coordinate bancarie: AZIENDA USL DELLA ROMAGNA – INTESA SAN PAOLO – IBAN: IT34W0306913298100000300064 – Tesoreria AZIENDA UNITA’ SANITARIA LOCALE DELLA ROMAGNA,  precisando nella causale una eventuale motivazione per la donazione, oppure utilizzare il modulo precompilato. Con l’occasione l’azienda precisa che non ha mai inviato, e non invia, persone al domicilio per richiedere donazioni.

La cooperativa bagnini “chiude” le spiagge di Cervia: «Stop a bar e ristorazione»

Dopo il pienone dell’8 marzo e le decisioni del Governo per contenere la diffusione del coronavirus

Spiagge Di CerviaLa cooperativa bagnini di Cervia “chiude” le spiagge e chiede ufficialmente a tutti i 200 imprenditori balneari associati di sospendere ogni attività di bar e di ristorazione fino a giovedì 2 aprile “per attenersi con scrupolo, rigore e senso civico alle disposizioni fornite dalle istituzioni che in questi giorni d’emergenza vedono il coronavirus avanzare nella sua diffusione”.

La decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione straordinario di lunedì 9 marzo, subito dopo le ultime affermazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha dichiarato tutta Italia zona protetta per evitare spostamenti, assembramenti e di conseguenza, contagi.

La cooperativa segnala ai soci come “tutti gli spostamenti siano vietati se non per comprovate necessità, in tutto il paese”.

La decisione della Cooperativa Bagnini è successiva anche alla presa di coscienza di un afflusso massiccio, domenica 8 marzo, “dei turisti sulle spiagge cervesi diventate in giornata meta di migliaia di persone che si sono riversate sul mare per passare una domenica all’aria aperta complice il sole e il clima mite. È comprensibile – scrive la cooperativa – la voglia di stare all’aria aperta ma oggi, nel giro di poche ore, la situazione è cambiata. La soluzione al problema del Coronavirus dipende dalla capacità di limitare volontariamente gli spostamenti e chiede a tutti un sacrificio inevitabile per chi ha a cuore la incolumità del nostro Paese”.

Un plauso alla cooperativa arriva dal sindaco Massimo Medri: «La Cooperativa ha dimostrato ancora una volta di avere grande senso civico e di comunità. Grazie per essersi attenuta con scrupolo, rigore alle disposizioni fornite in questi giorni d’emergenza, e per essere stata di esempio per tutti gli associati».

 

Ecco il modulo di autocertificazione per gli spostamenti, solo per lavoro o salute

Il modello si può compilare prima di mettersi in viaggio o al momento del controllo. È necessario per ogni tragitto

L’ultimo decreto della presidenza del Consiglio dei ministri per contrastare la diffusione del coronavirus, in vigore dal 10 marzo, impone restrizioni agli spostamenti delle persone (non delle merci) su tutto il territorio nazionale. Per giustificare gli spostamenti occorre un modulo di autocertificazione che si può compilare prima di mettersi in viaggio o al momento del controllo (qui si può scaricare il modello).

La regola è che gli spostamenti consentiti sono quelli motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute. È consentito il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza.

Proprio alla luce di questo, il Governo raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, durante il periodo di efficacia del decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie.

Ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5 gradi C) è «fortemente raccomandato rimanere a casa e limitare al minimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante». Divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti a quarantena o positivi al virus.

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