mercoledì
13 Maggio 2026

In ospedale attivato il nuovo servizio di cure intermedie: avrà otto posti letto

Sarà a gestione e direzione infermieristica, con la responsabilità clinico-terapeutica affidata ad un Medico Referente del progetto e in forte integrazione con gli altri professionisti

Cure IntermedieE’ stato attivato nei giorni scorsi, presso l’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, il nuovo servizio di Cure intermedie, dedicato a pazienti che, terminata la fase acuta della loro patologia, non sono ancora in condizioni ottimali per essere dimessi e che, in precedenza, restavano, in attesa della dimissione verso il domicilio o verso altre strutture sanitarie e socio-sanitarie, ricoverati nei reparti per acuti – principalmente presso l’Unità Operativa di Medicina – con conseguenti criticità, soprattutto nei momenti di forte afflusso di pazienti in ospedale, come ad esempio quello del picco influenzale.

«Si tratta – scrive l’Ausl – di un progetto innovativo, che contempla una risposta strutturata verso pazienti che necessitano di completare percorsi di riattivazione motoria o riabilitativi, di cure infermieristiche continuative nelle 24 ore e/o d’interventi sanitari non erogabili al domicilio. Il progetto rappresenta un contributo concreto verso la necessità di offrire risposte ai crescenti problemi derivanti dall’aumento delle patologie croniche legate all’innalzamento dell’aspettativa di vita».

Il progetto “Cure Intermedie” prevede una dotazione di 8 posti letto ed è situato nel “Blocco 1” al primo piano del Presidio ospedaliero “Santa Maria delle Croci”, in un’area appositamente ristrutturata e dotata di una piccola palestra per riabilitazione che consente di attivare precocemente o di continuare l’attività di riattivazione motoria o riabilitativa. Il nuovo servizio punta a dare risposta proprio a questi pazienti, che dopo la fase acuta e a seguito di una valutazione della loro situazione clinica ed assistenziale, possono giovarsi di una permanenza nella nuova struttura, nel corso della quale, sulla scorta sulla base di una valutazione multidimensionale e dell’elaborazione di un progetto personalizzato di cura e assistenza – in cui vengono definiti gli obiettivi terapeutici, le specifiche azioni di cura, assistenziali e riabilitative e contestualmente avviate e garantite le attività di formazione e addestramento dei cargivers (famigliari, badanti, assistenti familiari) – si pongono la basi per consentire il ritorno al domicilio del paziente con una maggiore adesione ai programmi terapeutici e la conseguente riduzione del rischio “ricadute” ed il ricorso ad un nuovo ricovero.

Il nuovo Servizio di Cure intermedie è a gestione e direzione infermieristica, con la responsabilità clinico-terapeutica affidata ad un Medico Referente del progetto e in forte integrazione con gli altri professionisti (fisiatra, fisioterapista, assistente sociale…) individuati nel progetto personalizzato del paziente che ne stabilisce anche la durata e la permanenza presso il Servizio di Cure Intermedie.

«Una presa in carico sempre più integrata e a tutto tondo del paziente, attraverso un ‘dialogo’ sempre più stretto e sinergico tra strutture ospedaliere e territoriali-distrettuali è al centro della programmazione sanitaria e socio-sanitaria della Regione Emilia Romagna – commenta la dottoressa Roberta Mazzoni, direttore del Distretto di Ravenna – e con questo progetto andiamo proprio in tale direzione, dando risposte sempre più puntuali ai pazienti e alle loro famiglie».

«Il nuovo servizio di Cure intermedie – spiega il Direttore sanitario dell’Ausl Romagna, dottor Stefano Busetti – oltre a dare una importante risposta all’emergente bisogno derivante dall’aumento di pazienti cronici, rappresenta un traguardo importante per Ravenna che assieme al cosiddetto ‘reparto polmone’ ci fa sperare di dare risposte sempre migliori durante il picco influenzale e più in generale durante i periodi di forte afflusso di pazienti».

Creatività emergente all’insegna del mosaico. Da Ravenna a Monza

Daniela Iurato, Aleksandra Miteva e Sara Vasini, tre giovani artiste dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna e Paola Babini con un’istallazione, ospiti alla Biennale di Monza fino al 6 gennaio

Paola Babini 1
Un’opera di Paola Babini

È aperta al pubblico fino al 6 gennaio alle Orangerie della Reggia di Monza la “Biennale delle Accademie”, un evento che coinvolge dieci Accademie da tutto il territorio nazionale: Bergamo, Bologna, Firenze, Genova, L’Aquila, Milano con Brera e Naba, Ravenna, Torino, Venezia. Ogni Accademia è ospite con tre nomi scelti da un tutor per un totale di 30 giovani artisti. Anche l’Accademia di Belle Arti di Ravenna è presente con tre giovani artiste, Daniela Iurato, Aleksandra Miteva e Sara Vasini selezionate da Paola Babini, docente di Tecniche e tecnologie delle Arti Visive, una scelta che valorizza il mosaico come linguaggio prezioso e quanto mai contemporaneo da riscoprire oltre i confini ravennati. Tre artiste le cui opere sono accomunate, come si legge nel catalogo on-line, «dalla rinnovata lettura dell’arte musiva, fedele agli antichi riti di esecuzione ma contemporanea nella concezione estetica di un universo visivo, allo stesso tempo, franto e unitario, plurimo e organico».

Daniela Iurato, giovane artista ragusana, è presente alla Biennale con due opere, Candida e Mente, pensate come una sorta di dittico, un’operazione che è innanzitutto mentale perché «pensare in coppia, secondo un principio dualistico, ti obbliga alla parzialità delle parti che si completano solo quando sono congiunte», leggiamo nel catalogo della mostra. Nell’opera della Iurato il mosaico pare quasi un ricamo sulla luminosa tela. Su due grandi ovali rigorosamente bianchissimi, forme raffinate dal sapore antico, emergono andamenti delicati, rilievi scultorei che vanno via via assottigliandosi. Le tessere, infatti, paiono lentamente disgregarsi e partendo da un nucleo corposo e ben definito, si affilano fino a diventare esili tracce di marmi e paste vitree. Smalti e marmi, sapientemente uniti, creano forme immaginifiche, puri giochi di fantasia e di andamenti di tessere, il cui rigore emerge dall’elegante composizione dove è evidente che nulla è lasciato al caso, in un gioco sorprendente di fragili equilibri, tra pieni e vuoti, tra la spessa materia musiva e pennellate d’impalpabili pulviscoli.

Anche nelle opere di Aleksandra Miteva, artista macedone, ritorna il binomio tela/mosaico, ma, nella sua poetica, con un’attenzione completamente diversa. Nelle opere della Miteva non è più la fine trama ad accogliere le tessere, ma è la grezza iuta ad incorniciare un mosaico nel quale le tessere, rigorosamente di marmo, hanno colori terrosi e sordi. Sguardare e Desiderium sono due opere oniriche che chiedono un giusto tempo per essere capite: esse, infatti, presentano ritratti struggenti che paiono rifuggire ogni visione frettolosa. Questi volti dalla trama così sgranata paiono affiorare dalla nebbia o addirittura dal passato, e in questa loro sfocatura emerge, verrebbe da dire, il desiderio di uno sguardo intenso e vero, il solo capace di salvare dall’oblio perché, come leggiamo nel catalogo, «ritrarre l’umanità e farlo con frammenti di pietra obbliga a una veduta globale e originaria, senza specifiche aneddotiche o mondane, per cogliere l’essenza dell’umano, quella parte invisibile che si irradia dal corpo e anima l’atmosfera circostante».

All’interno di luminose campane di vetro – The Bell Jar è il titolo dell’installazione, un omaggio riconoscente a Sylvia Plath – Sara Vasini, “l’artista-studente”, ripone piccoli oggetti, semplici giochi della sua infanzia che negli anni ha gelosamente custodito e che ora ha giocosamente, con la serietà che solo i bambini attribuiscono al gioco, trasformato attraverso l’opera del mosaico. All’interno di queste fragili campane rivive, dunque, un universo personale di emozioni. In questi microcosmi della memoria Sara Vasini, che dell’infanzia ha mantenuto immutato lo stupore e la sincerità, racconta molto di sé, della sua poetica, della sua passione smisurata per il mosaico: le superfici non vanno rivestite, bensì è necessario attraverso il mosaico, inteso come espressione di sè, colmare i vuoti – «serrare il vuoto», dice l’artista – sanare le solitudini, riempire i crateri, siano essi le cavità di piccole tazze, di un minuscolo coperchio, di una cucina da bambina o quelli dell’anima. «Il gioco delle bambole, è un gioco solitario», racconta Sara Vasini, come solitario è il gioco del mosaico.

Un’importante novità di questa biennale è la presenza della Biennale OFF, un corollario di iniziative che coinvolge tutta la città: «la Biennale conferma la propria attenzione alla creatività emergente e si apre alla città – così commenta Daniele Astrologo Abadal, responsabile scientifico – con la realizzazione di eventi espositivi disseminati nel centro storico e non solo. Un modo per restare aggiornati sulle ultime novità linguistiche dell’arte contemporanea e per riscoprire e rileggere gli angoli, i luoghi più o meno noti di Monza».

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Paola Babini

Tra gli eventi della Biennale OFF si colloca anche una personale di Paola Babini, A piedi scalzi, visibile allo spazio PozziLei, un lavoro intenso e delicatamente femminile, un’installazione dove le scarpe, «manipolate e inquadrate ad arte, pur essendo state dismesse, preservano la memoria del loro vissuto e della propria condizione esistenziale, così marcata nella donna che cammina in un’infinita varietà di soluzioni stilistiche», si legge nel catalogo. La ricerca sulle scarpe, sia fotografate sia presenti come oggetto, poste all’interno di teche trasparenti dalle cromie accese, appartiene da tempo alla poetica della Babini che di esse ha fatto quasi un oggetto identitario, certamente autobiografico; In her schoes, il titolo di una mostra di alcuni anni fa, A piedi scalzi, è la sua installazione a Monza, parole che dicono una rinnovata attenzione e l’inesausta ricerca per questo tema.

La mostra all’Orangerie è visitabile da giovedì a domenica dalle 10 alle 19. Chiuso il lunedì, martedì, mercoledì. Apertura straordinaria lunedì 6 gennaio. Informazioni al Comune di Monza, tel. 039 322 086. La mostra di Paola Babini, presso lo spazio PozziLei, Piazza, San Pietro Martire, 1, è visitabile tutti i giorni (orario continuato).

Incidente stradale ad Alfonsine: ferito un uomo di 63 anni

L’uomo portato a Cesena in codice di massima gravità. La Reale è rimasta chiusa due ore in mattinata

Incidente Alfonsine
La foto dell’incidente (fonte Polizia locale Bassa Romagna)

Un uomo di 63 anni è rimasto ferito in un incidente stradale avvenuto questa mattina ad Alfonsine. La sua auto è uscita di strada nella via Reale nel tratto compreso tra l’incrocio con via Valeria e la rotatoria di Taglio Corelli. Sul posto per i soccorsi i vigili del fuoco e il 118, che ha inviato oltre all’ambulanza l’auto con il medico a bordo. Il 63enne è stato portato in codice di massima gravità all’ospedale “Bufalini” di Cesena. La strada per permettere rilievi e soccorsi è rimasta chiusa circa due ore: dalle 8.45  alle 10.30. I rilievi sono stati portati a termine dalla polizia locale della Bassa Romagna.

 

Sensi unici, aiuole: così viale Zara sarà libera dalle radici e i pini si salveranno

Progetto da 800mila euro che prevede il sacrificio di parcheggi ma la salvezza degli alberi. I lavori inizieranno ad inizio del 2020

Viale Zara
Viale Zara a Marina di Ravenna

Il Comune di Ravenna ha approvato il progetto per il rifacimento di viale Zara a Marina di Ravenna. Difficile trovarne una più danneggiata dalle radici dei pini che hanno creato dossi enormi con disagi per gli automobilisti che la percorrono a passo d’uomo mettendo a rischio sospensioni e semiasse. Fino a qualche mese fa si pensava che il destino degli alberi – pini con alcuni decenni sulle spalle – fosse segnato. I tecnici di Palazzo Merlato hanno invece trovato una soluzione che consentirà di salvare gran parte delle alberature: ne dovrebbero essere abbattuti un paio, gli altri sono stati dichiarati sani e resteranno in piedi.

I tempi e i costi

Il Comitato cittadino del paese si batte da anni per la riqualificazione della strada che era davvero al limite della praticabilità. Stefano Gardini, presidente del comitato, ha partecipato insieme ad alcuni residenti alla riunione della scorsa settimana con l’assessore Roberto Fagnani. E’ lui – sulla pagina Facebook del comitato – a comunicare i tempi degli interventi: «I lavori cominceranno ad inizio 2020, ipoteticamente a febbraio». Si comincerà da viale dei Mille (la strada che termina in piazza Dora Markus, dove c’è la fontana) e il cantiere proseguirà man mano verso la pineta. Contestualmente ai lavori verranno sistemati i servizi fognari e idrici oltre che riqualificata l’illuminazione. L’importo dei lavori è pari a 800mila euro.

I lavori previsti

La strada è una delle più lunghe della località che attraversa parallelamente alla linea di costa, partendo dalla pineta e arrivando quasi in zona portuale. Il tratto interessato dai lavori è lungo 660 metri attorno ai quali ci sono 68 alberi. Sotto la direzione di un agronomo, si cominceranno a bonificare le radici dall’asfalto. Nel momento del rifacimento della strada, per evitare che la situazione si ripresenti nei prossimi anni, saranno introdotte della barriere anti-penetrazione che impediscano agli alberi, in cerca di acqua, di penetrare nell’asfalto e nelle fogne che sono molto danneggiate dalle radici. Saranno poi allargate le aiuole, oggi molto strette, per dare respiro agli alberi. Questo intervento in particolare causerà la riduzione del numero di parcheggi e la necessità di una nuova circolazione nella strada: la carreggiata si ridurrà infatti a 3,5 metri e sarà necessario istituire un senso di marcia.

La nuova viabilità

Viale Zara diventerà così una strada con sensi unici contrapposti nei vari tratti. Via Callegati, circa a metà dell’intero tracciato stradale, sarà lo spartiacque nel quale si dovranno fermare le auto provenienti da viale Volturno e viale dei Mille. Nel tratto successivo, tra viale dei Mille via Socrate Bernardini, il senso unico sarà verso quest’ultima via. Nei tratti non citati resta il doppio senso di marcia o il senso unico attualmente in vigore.

Bonaccini in tour, 7 tappe in un giorno: mercati, aziende, comizio e cena

Il 28 dicembre il candidato Pd alle elezioni del 26 gennaio partirà alle 9 da Faenza per arrivare 12 ore dopo a Massa Lombarda. Nel mezzo Ravenna, Russi, Godo e il discorso in piazza a Cotignola

Bonaccini ManifestoLa campagna elettorale di Stefano Bonaccini, candidato Pd del centrosinistra per la presidenza dell’Emilia-Romagna, passa dalla provincia di Ravenna. Sabato 28 dicembre il governatore uscente farà sette tappe da mattina a sera tra mercati, visite in aziende, incontri politici e comizio.

Al momento il tour prevede queste tappe. Alle 9 a Faenza al mercato in piazza del Popolo. Alle 10.30 a Ravenna al mercato in via Sighinolfi. Alle 12 visita alla Pneusmarket e incontro con i lavoratori in occasione dell’inaugurazione del punto vendita di pneumatici e servizi in via Classicana 552 a Ravenna. Alle 14.30 a Russi l’incontro con la sindaca Valentina Palli nella sala Ravaglia del centro culturale polivalente di via Cavour 21. Alle 16 a Godo visita alla Eurocompany, azienda di riferimento in Italia per la frutta secca ed essiccata, con cui promuove un’alimentazione sana e sostenibile (via Faentina 280). Alle 18 a Cotignola il comizio in piazza Vittorio Emanuele II. Ultima tappa alle 21 a Massa Lombarda con la cena elettorale al Club ’91 in via Borgo dei Pescatori.

Oil&Gas, licenziamenti alla Schlumberger: triste Natale per 7 lavoratori

In tutto 12 posti a rischio sul territorio nazionale. L’assemblea ha proclamato lo stato di agitazione

La multinazionale Schlumberger, azienda americana attiva nel settore oil&gas, ha avviato il 17 dicembre una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 12 lavoratori sul territorio nazionale di cui 7 a Ravenna (4 a Pescara e uno a Parma). Il 23 dicembre si è svolta l’assemblea dei lavoratori nella base operativa di Ravenna. «L’assemblea – si legge nel comunicato congiunto di Filctem, Femca e Uiltec –a fronte delle forti contraddizioni rispetto a quanto sottolineato nella procedura di licenziamento e alle conseguenze fortemente impattanti sulla base ravennate, ha dichiarato lo stato di agitazione riservandosi ulteriori azioni a sostegno e in difesa dei posti di lavoro».

I sindacati sostengono che l’azienda voglia negare a priori la possibilità di ricorrere a qualsiasi ammortizzatore sociale. Nell’assemblea si è parlato delle azioni finalizzate al contenimento dei costi fissi che adotterà nell’immediato futuro, chiudendo la sede amministrativa di Parma, una sede operativa di Ravenna e delocalizzando nelle sedi estere servizi strategici per le attività in ambito oil&gas sul territorio, per i quali l’azienda ha tuttavia assegnato contratti in essere di attività sia in off shore con la committente Eni, che in on shore nei siti di stoccaggio per la committente Stogit

I lavoratori e le organizzazioni sindacali manifestano forte preoccupazione per la vicenda e si auspicano, quanto prima, l’apertura di un tavolo nazionale di confronto con i rappresentanti della società e le istituzioni competenti alla ricerca di soluzioni alternative e positive.

Il Pala Bubani è pronto: spesi 800mila euro, ora omologato per quasi mille posti

Il 4 gennaio l’inaugurazione in occasione di Faenza-Livorno (basket A2 femminile). La ristrutturazione durata due anni ha tolto i limiti di sicurezza che riducevano la capienza a 99 posti. Spesa divisa tra Comune e Regione

Palabubani
Il parquet del Pala Bubani

Sono stati completati i lavori di ristrutturazione del palazzetto dello sport “Dino Bubani” di Faenza: 800mila euro (metà a carico della Regione e metà del Comune) per un cantiere di circa due anni per adeguamento impiantistico, separazione dei percorsi pubblico/atleti e abbattimento barriere architettoniche per l’utilizzo degli spogliatoi da parte dei diversamente abili. A causa di queste carenze strutturali, il palasport era omologato soltanto per 99 spettatori (in passato poteva accoglierne oltre 1500) ma ora la capienza è passata a 774 spettatori per manifestazioni sportive e 997 per eventi di pubblico spettacolo. Si terrà sabato 4 gennaio alle 18.30, alla presenza delle autorità locali e delle società sportive, l’inaugurazione ufficiale.  A seguire il battesimo con la partita di pallacanestro femminile di serie A2 Faenza-Livorno

I lavori, progettati dal servizio Progettazione Edifici del Settore lavori pubblici dell’Unione Romagna Faentina, suddivisi in due fasi esecutive, hanno riguardato la costruzione sul lato sinistro del nuovo sistema di uscite di sicurezza per il pubblico e all’interno l’esecuzione di opere di adeguamento impiantistico e di ristrutturazione degli spogliatoi. Un intervento di rifunzionalizzazione ha riguardato anche altri percorsi secondari riguardanti la palestra di danza, la boxe, la ginnastica e l’accesso indipendente dal lato destro per le attività degli uffici delle società sportive.

Il Comune di Faenza ha finanziato i suoi 400mila euro attraverso un mutuo, ad interessi zero, contratto con l’Istituto Credito Sportivo nell’ambito dell’annualità 2017, all’interno del programma Sport-Missione-Comune.

Hanno collaborato alla realizzazione dell’intervento i tecnici:  Claudio Coveri, Massimo Donati – LL.PP – URF/ Vito Fiore, Barzagli Ilenia – Studio Archigeo/ Marco Peroni, Nicolò Minguzzi – Marco Peroni Ingegneria/ Christian Fabbi, Studio Energia/ Marco Samorini, Alessandro Rosetti – E.S.I Project/ Fabio Alboni /Paolo Ruggeri Cooprogetto. Amministrazione e rendicontazione: Catia Neri e Letizia Bosi.

Le imprese coinvolte:  La Due Bc – Città di Castello/ Taddei -Bastia Umbra/ Semi SRL – Amelia /Drenater – Rimini/ Tecnoimpianti – Cesena/ Italposa – Forlì/ Edilfab- Arezzo/ Conel Impianti -Faenza/ Edil4.0 – Faenza/ Timoncini Impianti – Faenza/ Isoltek – Faenza/ Il Pennello – Faenza/ Ferrini Lorenzo – Faenza / PubbliGraf- Forlì/ Anita Pulizie- Faenza.

Mario Salvagiani, dolcezza senza pari e sapienza arricchite di fine ironia

Riceviamo e pubblichiamo questo ricordo di Mariella Busi De Logu dell’intellettuale e dirigente culturale ravennate recentemente scomparso

Mario SalvagianiA volte a Ravenna accadono eventi, o meglio, si formano fucine che tentano e riescono, ad alzare il tono assopito dell’arte e della cultura. Quando, alla fine degli anni ’50 arrivai a Ravenna, il centro di produzione di idee e di attività culturali e sociali all’avanguardia aveva la sua fucina al bar Byron. In quel luogo si fondevano metalli preziosi destinati a costruire personaggi legati al mito.
Due tra tutti: Carlo Bubani, il principale creatore del festival “Ravenna Jazz” e Giulio Guberti, ovvero il grande appassionato d’arte che aprì le porte di Ravenna all’arte contemporanea costruendo mostre coraggiose e la bellissima rivista “La Tradizione del Nuovo”. Contemporaneamente all’Istituto per Ragionieri “Ginanni” prendeva corpo un gruppo di docenti di rara intelligenza e cultura. Tra questi ricordo il poeta Mario Bolognesi, Ennio Dirani che poi dirigerà la Biblioteca Oriani e Mario Salvagiani che orienterà le vocazioni culturali e artistiche di questa città.

E qui mi fermo perché in questo momento voglio ricordare Mario Salvagiani nell’ultimo periodo della sua vita, quando il suo sguardo ha ceduto il passo ad una dolcezza senza pari e la sua sapienza si è arricchita di fine ironia. Queste le parole di Luisa Mariani, un’amica comune, quando le ho annunciato la sua scomparsa: «Che dolore! Non immaginavo che mi spiacesse così. Lo conoscevamo da relativamente poco, ma c’era stata subito reciproca simpatia e sintonia. Ricordo i suoi occhi sorridenti e buoni e il filo di voce che ricamava contenuti forti… L’ultima volta che siamo venuti l’abbiamo incontrato per strada, già molto affaticato. Anche allora abbraccio, sorriso dolce e parole sussurrate e preziose».

Infine so di fargli un regalo ricordando Marisa, la compagna di una vita. Spesso, quando ci incontravamo, mi faceva vedere la sua fotografia perché era orgoglioso di tanta bellezza. Quando presentammo l’associazione del DisOrdine salì anche lui nel bellissimo terrazzo che tanto tempo prima, Marisa mi aveva “donato” e anche quel pomeriggio, agli amici seduti vicino a lui, raccontò sottovoce gli episodi che lo avevano visto protagonista del percorso culturale e artistico della città. Arricchì gli episodi con sottile ironia e modestia. Nutriva particolare simpatia e profondo affetto per mio marito e quando al sabato sera andavamo a cena alla Gardella si sedevano vicini e chiaccheravano e ridevano di tempi lontani quando bellezza, simpatia e intelligenza rendevano liete e preziose e ricche di seduzione le loro giornate.

Il Villaggio del Fanciullo salva gli alberi di Natale destinati alla discarica

La comunità di Ponte Nuove pianterà gli abeti nel giardino

Dopo l’Epifania molti alberi di Natale finiscono in discarica e allora il Villaggio del Fanciullo di Ravenna, comunità terapeutica per il recupero sociale delle persone con dipendenze, lancia una campagna di adozione degli abeti dismessi: invece di smaltirli si potranno portare in via 56 Martiri 79 a Ponte Nuovo dove verranno piantati nel giardino e continueranno a vivere, dando vita al “Parco di Natale”.

San Silvestro e Capodanno a ritmo gospel: dal 28 dicembre via al cartellone

Christmas Soul: la notte del 31 concerto in piazza, l’1 al teatro Alighieri (già soldout). E poi eventi collaterali al mare

Virginia Gospel EnsembleIl San Silvestro di Ravenna sarà a ritmo di gospel. Da sabato 28 dicembre iniziano i concerti del cartellone di Christmas Soul, l’evento natalizio del Comune con la direzione artistica di Francesco Plazzi dell’associazione culturale Blues Eye: fino a Capodanno alcune formazioni gospel statunitensi si esibiranno sul palco di piazza del Popolo e al teatro Alighieri (i concerti sono tutti gratuiti).

Si comincia con la formazione Spiagge Soul Holy Fellas, una produzione originale nata dal festival estivo curato da Blues Eye che grazie alle voci di Sara Zaccarelli, Gloria Turrini e Bruno Orioli propone un viaggio nella tradizione spirituale afroamericana (in Piazza del Popolo il 28 alle 17.30). Domenica 29 arriva il primo gruppo da oltre oceano: il Virginia Gospel Ensemble, orchestra della Virginia capitanata dal pluri-premiato autore, insegnante e produttore musicale Earl Bynum. Il programma propone anche alcuni eventi fuori cartellone, organizzati da Blues Eye in collaborazione con gli stabilimenti balneari, attorno all’ora di pranzo: sabato 28 Marco Chiarabini anima il brunch “Le donne, il diavolo e i chiari di luna” al Finisterre Beach a Marina di Ravenna alle 13, mentre domenica il musicista gambiano Jabel Kanuteh si esibisce con Marco Zanotti all’Oasi Beach alle 12.30.

Per l’ultimo giorno del 2019, in Piazza del Popolo, alle 23, gli Spirit of New Orleans, un’originale, numerosa e spettacolare formazione composta da alcuni fra i migliori musicisti gospel delle chiese battiste di New Orleans e della Louisiana, titolari del “Grand Staff Award”, riconoscimento concesso solamente ai migliori gruppi del genere dalla fondazione “Gospel Music Workshop of America”. A loro, per arricchire l’evento, si unirà per alcuni brani la cantante Noreda Graves, che poi darà vita al concerto della mattina di Capodanno al Teatro Alighieri alle 11 (i biglietti per questo concerto sono già esauriti). Noreda è la voce soprano solista dell’Harlem Gospel Choir. Anche questo concerto sarà arricchito, a parti invertite rispetto al 31 dicembre, dalla partecipazione di alcuni membri della corale degli Spirit of New Orleans.

Gli eventi fuori cartellone proseguono il l’1 gennaio col brunch del Finisterre dedicato al Blues pre-bellico e affidato alle mani e alla voce di Paul Venturi (ore 13.30). Sabato 4 gennaio invece Bruno Orioli ricorda il grande maestro del reggae Bob Marley (al Finisterre, ore 13), mentre domenica 5 gennaio si esibisce il duo formato dal cantautore e sassofonista anglo-giamaicano Ken Bailey e da King Frisko (all’Oasi Beach, ore 12.30). Lunedì 6 gennaio chiude il programma l’omaggio della cantante Lisa Turrini alle donne del Blues (Finisterre, ore 13).

Le scuole comunali dell’infanzia aprono le porte ai genitori dei futuri iscritti

Il 9 gennaio open day per brevi visite di orientamento e conoscenza: partecipano 19 strutture. Dopo le festività natalizie si aprono le iscrizioni online

Asilo NidoCon l’approssimarsi dell’apertura del bando per le iscrizioni alle scuole dell’infanzia comunali per l’anno scolastico 2020/2021, giovedì 9 gennaio 2020 dalle 17 alle 19 alcune scuole saranno aperte alle famiglie per consentire ai genitori interessati brevi visite di orientamento e conoscenza.

L’apertura delle iscrizioni è prevista dopo le festività natalizie e la domanda si effettua esclusivamente in modalità on-line, accedendo alla pagina www.istruzioneinfanzia.ra.it dove saranno pubblicati bando e modalità operative.

Questo l’elenco delle scuole che partecipano all’open day:

Felici Insieme – via Palestro, 6

Freccia Azzurra – via Aniene, 52

Fusconi – via Lario, 23

Garibaldi – via S. Baldini, 2

I Delfini – viale del Gabbiano, 23 Punta Marina

I Folletti – piazza Bardi, 1 Mezzano

Il Gabbiano – via Rotta, 44

Il Grillo Parlante – via Fenaria Vecchia, 8 Savarna

Il Pettirosso – via Combattenti Alleati, 16 Porto Fuori

Il Veliero – via Lagosanto, 15 Porto Corsini

L’Airone – via Romea Sud, 508 Fosso Ghiaia

Le Ali – via Cesarea, 10/a

Mani Fiorite – via Caorle, 28

Missiroli – via Piangipane, 101 Piangipane

Monti – via Capodistria, 6

Pasi – via A. Rasponi, 29/31

Peter Pan – via del Pino, 11

Polo Lama Sud – via Vitruvio, 2

Villa dell’Albero – via Cella, 95 Madonna dell’Albero

Luci e decorazioni natalizie potenzialmente pericolose: sequestrati 77mila prodotti

Operazione delle Fiamme Gialle a Ravenna, il responsabile dell’attività rischia fino a 35mila euro di sanzioni

GuardiadiFinanzaDecorazioni, luci colorate, cappelli di Babbo Natale, vari gadget e giocattoli a tema natalizio: 76.825 prodotti in vendita in questi giorni di festa in un’attività commerciale gestita da un imprenditore di origine cinese sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Ravenna. Il responsabile dell’attività è stato segnalato alla Camera di Commercio per la definizione delle sanzioni amministrative che potrebbero superare i 35mila euro. I militari della prima compagnia di Ravenna hanno ritenuto il materiale non conforme alle norme del Codice del Consumo in materia di sicurezza e quindi potenzialmente pericoloso per la salute dei consumatori, in questo caso sarebbero stati soprattutto bambini.

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