giovedì
26 Marzo 2026

Quell’idea “matta” di parlare dei giovani tra i Sassi di Matera

Sono tornati a casa ieri i tanti ravennati (l’elenco completo è alla fine di questo articolo) che hanno preso parte alla prima tre giorni del Progetto Hamelin, una messa in scena collettiva (sotto la guida di Ravenna Teatro/Teatro delle Albe) della fiaba del “Pifferaio”. Matera è diventata così un set a cielo aperto per le riprese di quello che diventerà un film, parte di un percorso triennale che nel settembre del 2026 toccherà direttamente anche Ravenna.

Ne abbiamo parlato grazie al nostro ventenne collaboratore Ernesto Moia, che ha tenuto un diario di viaggio in cinque parti, che si conclude qui. (Ecco le puntate precedenti: giorno 0, giorno 1, giorno 2, giorno 3).

Giorno 4, fine

Foto Gruppo
Foto di gruppo dei partecipanti, di Luca Centola

Sveglia alle 8 e 20, partenza alle 9. Nove ore e 45 minuti di viaggio, saluto guide e ragazzi in piazzale Aldo Moro quasi alle 19 (di giovedì 11 settembre). Quattro giorni con le Albe, si ride e si gioca, si lavora, del resto così funziona questo teatro, l’ultimo giorno le prove sono iniziate alle 10 e 30 e l’ultima ripresa è finita alle 22 e 30. La bellezza costa fatica, me ne vale sempre la pena. Dietro queste opere ci sono vari ritratti, di vita e non, qualcosa di antico e al contempo assolutamente moderno. I ragazzi estasiati, i genitori ancor di più, per una storia non originale, proprio per nulla, che però sono pronto a scommettere non sia mai stata raccontata in questo modo. Un’idea matta, a pensarci, portare centinaia di persone in giro per una città rinomata per le sue viuzze e i “sassi”, cercare di coordinarle in file e gruppi per spiegare a chiunque guarderà l’opera che se perdiamo i giovani sostanzialmente possiamo anche non disturbarci a cercare di portare avanti il mondo, perché tanto, se continuiamo a fare come siamo avvezzi, un mondo per i giovani, per noi, non occorrerà.

Un’ultima riga a Matera: che città e che persone meravigliose. Grazie per l’impeccabile ospitalità, non è cosa da poco in questi tempi. Concludo questo diario con una citazione da uno sceneggiatore e scrittore a me caro, da Il ventaglio di Lady Windermere; credo meglio non si possa descrivere quest’opera e questa compagnia: “We are all in the gutters, but some of us are looking at the stars” (“Siamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano le stelle”).

In ordine alfabetico, tutti i partecipanti ravennati, attori per qualche giorno, bambini e bambine, ragazzi e ragazze, genitori e accompagnatori:
Elena Abbondanza, Antonio Achilli, Gianluca Achilli, Elisabetta Agostini, Lara Agresta, Matilde Alampi, Linda Ammendolea, Alfredo Ammendolea, Gabriele Antolini, Elinor Aquilino, Azzurra Arseni, Cosimo Arseni, Brigida Artuso, Margherita Babini, Viola Babini, Rosanna Balestrazzi, Ginevra Barlini, Bianca Bellenghi, Giulio Bernardo Garezzo, Alice Billò, Sebastiano Boldrini, Carlo Bolzoni, Arturo Bompart, Gaia Bonelli, Livia Carattini, Virginia Caravita, Enrico Caravita, Sofia Castagnoli, Davide Mihai Chis, Frida Rodica Chis, Sorin Chis, Eloisa Colombelli, Elisabetta Costa, Zoe Costanzi, Alice Cottifogli, Ludovica Danesi, Sara Di Giulio Cesare, Arianna Donatini, Pietro Fabbrocino, Asia Fantinelli, Luca Foglia, Gioele Franchi, Chiara Gentilesca, Massimo Giordani, Denise Giuliani, Jessica Giuliani, Celeste Giuzio, Greta Gotini, Gabriele Gotini, Gaia Gottarelli, Eugenio Gottarelli, Lorenzo Gottarelli, Giulia Grassetto, Francesco Grassetto, Riccardo Graziani, Carlotta Graziani, Adama Gueye, Alessia Guidotti, Sophie Giovanna Impagnatiello, Tania Lunardini, Serena Magi, Simone Magli, Rebecca Magnani, Giada Magnani, Rita Mambelli, Mara Mantovani, Claudia Mariana, Gessica Mariani, Morena Mattini, Alessandro Mazzavillani, Beatrice Mazzavillani, Debora Meldolesi, Pietro Mengozzi, Andrea Mengozzi, Guia Merlo, Diana Migliaccio, Elisa Migliaccio, Sophia Migliaccio, Pietro Migliaccio, Aida Milandri, Matteo Milucci, Stefania Minardi, Valentina Missiroli, Katiuscia Moccia, Pietro Moglie, Vittoria Nicita, Silvia Olivi, Camilla Onofri, Alice Onofri, Chiara Paganelli, Evelina Palushaj, Marianna Panebarco, Virginia Pannacci, Mattia Panvini, Diego Pappaccogli, Emma Petroncini, Mauro Petroncini, Alice Pleiadi Lampronti, Zoe Pollini, Michele Pollini, Letizia Putignano, Dario Racagni, Laura Redaelli, Mia Rizzo, Barbara Romualdi, Matteo Sansavini, Giulia Saporetti, Lorenzo William Scaglione, Leonardo Scaglione, Ottavia Salerno, Bartolomeo Salerno, Matteo Salerno, Asia Steri, Ylenia Tagliaferri, Mattia Torricelli, Anna Lou Toudjian, Giacomo Tramontani, Francesco Trotta, Goffredo Vasi, Guenda Vieceli, Ernesto Vistoli, Maya Zaffoni, Mascia Zito, Anna Zoli.

Un milione di euro per i nuovi spazi di Santa Teresa: 70 posti letto tra dormitorio e Casa della Carità

Un nuovo dormitorio e l’ampliamento della Casa della Carità. Sono queste le novità dell’Opera Santa Teresa di Ravenna al termine di due anni di lavori, costati circa un milione di euro. L’impegno è stato necessario per adeguare la struttura alla normativa di prevenzione incendi e quindi ampliarne la capacità ricettiva. Santa Teresa ora potrà mettere a disposizione fino a 70 posti letto per le persone e le famiglie indigenti: più di 50 destinati alla Casa della Carità “don Angelo Lolli” e fino a 16 per il dormitorio “Card. Ersilio Tonini”. 

«Nel 2021 abbiamo iniziato ad offrire una doccia calda, una colazione e un cambio di vestiti a uomini e donne ormai abituati a vivere per strada o che c’erano finiti da poco – afferma durante la conferenza stampa di presentazione Linda Giuditta Bari, responsabile della progettazione e del coordinamento dei servizi di carità -. Nel primi sei mesi del 2025, abbiamo accolto più di 300 persone, offerto più di 5.000 colazioni e quasi 1.500 docce, per una media di 45 colazioni al giorno e 15 docce. In questo primo semestre, in alcuni mesi, ogni giorno avvenivano almeno 2 nuovi ingressi di persone bisognose, in cerca d’aiuto. Il trend rimane in crescita, anche nel mese corrente»

La Casa della Carità è uno spazio co-abitato da persone sole, fuggite da Paesi in guerra o da situazioni familiari complesse, lavoratori stranieri, alcuni pensionati sfrattati e famiglie. La struttura è in grado di ospitare più di 50 persone sia di giorno che di notte, per un periodo medio lungo che va dai 3 ai 6 mesi, tempo utile per reintegrare la persona all’interno del tessuto sociale. Quella del dormitorio (che ha a disposizione 16 posti letto dedicati ad ugual numero sia a donne che a uomini) sarà, invece, un’accoglienza esclusivamente notturna con tanto di rinnovi settimanali.

L’inaugurazione ufficiale si terrà tra l’1 e il 2 ottobre. Mercoledì la giornata si aprirà con la visita guidata al Mudal, museo dedicato alla vita di don Angelo Lolli, fondatore dell’Opera e un convegno sulle figure femminili che hanno collaborato con don Lolli. Giovedì 2 ottobre ci sarà la messa celebrata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e arcivescovo di Bologna.  «Siamo in una fase importante perché la storia di Santa Teresa è cambiata – afferma monsignor monsignor Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo della Diocesi di Ravenna-Cervia nonché presidente del Comitato promotore di Santa Teresa -: se in passato l’esigenza, colta da don Lolli, era quella di dare assistenza ai malati cronici, persone e bambini con disabilità, in un’epoca in cui non esisteva il sistema della sanità pubblica, oggi i “nuovi poveri” sono invece le persone sole, in difficoltà, senza una casa. In questi anni si è fatto un grande lavoro per salvare Santa Teresa dai problemi, anche economici, del passato. Oggi siamo pronti per rilanciare la sua missione che resta a servizio dei più fragili e di persone che spesso non possono pagare un affitto o permettersi una casa. Il nostro obiettivo è quello di dar loro un futuro migliore, riprendendo in mano la propria vita».

Santa Teresa ha deciso di lanciare una raccolta fondi (consultabile al seguente link https://www.operasantateresa.it/fondo-solidale-una-casa-a-santa-teresa/) per custodire questa “Grande Casa” e coprire i costi di energia, di pulizia, di manutenzione e di riparazione. «Nel corso di questi ultimi due anni, – ha spiegato l’amministratore del Ramo Ets di Santa Teresa, Matteo Casadio – abbiamo fatto un investimento che sfiora il milione di euro, per mettere a disposizione fino a circa 70 posti letto. Uno sforzo economico, che anche e soprattutto a regime sarà molto impegnativo, in particolare per quello che riguarda i costi della gestione ordinaria della struttura. Queste attività non si svolgono in regime di mercato, ma solo grazie alle liberalità e alle donazioni di coloro che capiscono il valore di questa cittadella e lo vogliono preservare. Fino ad oggi non abbiamo ancora ricevuto contributi pubblici. Per questo ci rivolgiamo a tutta la cittadinanza ravennate, affinché ci aiuti». Questa espansione fisica e di opportunità si aggiunge a servizi già esistenti all’interno del comprensorio: lo studentato che ospita 50 studenti, la casa di riposo di 70 ospiti, il centro medico ambulatoriale e la farmacia.

A Cotignola (con le candele) per la popolazione di Gaza e a sostegno della Global Sumud Flotilla

Cotignola si ritrova con le candele in mano, lunedì 15 settembre dalle ore 20, davanti alla Chiesa del Pio Suffragio (Corso Sforza 27), per un’iniziativa di solidarietà con la popolazione di Gaza, promossa dalle associazioni cotignolesi in collaborazione con il Comune.

In un’atmosfera raccolta e simbolica, si arriverà al buio con le candele accese per entrare nella Chiesa del Suffragio, dove sarà proiettato il documentario Gaza: Doctors Under Attack (2025), che racconta il coraggio dei medici impegnati durante la guerra.

La serata sarà aperta da testimonianze e musica dedicate a Gaza, con la partecipazione di Emergency, Medici Senza Frontiere, e il collegamento con Lorenzo D’Agostino, giornalista a bordo della Global Sumud Flotilla. Interverranno anche la cantautrice Luisa Cottifogli e altri artisti.

In piazza, l’associazione Primola realizzerà una barca fatta di candele, simbolo di vicinanza e sostegno alla Flotilla. Sarà presente un banchetto per le donazioni, che saranno devolute a Medici Senza Frontiere e alla Global Sumud Flotilla.

Il simbolo della manifestazione è Frazchi, raffigurato davanti alla Chiesa del Pio Suffragio, un bambino tra le macerie di Cotignola nel 1945, con una pecora al guinzaglio, unico mezzo per avere latte e sopravvivere. L’immagine, tratta dalla graphic novel L’Argine di Marina Girardi, diventa il filo invisibile che unisce la memoria cotignolese alla tragedia dei bambini di Gaza. «Siamo sempre gli stessi di allora – scrivono gli organizzatori nella cartolina dell’evento – quando salvammo 41 ebrei dal massacro nazifascista. Oggi i popoli devono fare l’impossibile per far prevalere la pace e salvare il popolo di Gaza».

Lavori urgenti, chiude per due giorni un tratto della provinciale all’uscita di Casemurate dell’E45

Dalle ore 7 del 15 settembre fino alle ore 19 del giorno dopo viene chiusa al traffico la strada provinciale 254R “di Cervia”, nel tratto tra la rotatoria vicino all’uscita dell’E45 di Casemurate (quella all’incrocio con le vie Nuova e Fossa) e l’incrocio con la strada provinciale 33 Mensa Matellica, nel territorio del comune di Ravenna.

L’interruzione del traffico è necessaria – si legge in una nota dell’Amministrazione – «per consentire l’effettuazione di lavori urgenti di ripristino della pavimentazione stradale lungo il tratto indicato».

La nuova stagione di “Linea Verde” parte con una puntata dedicata a Ravenna

Ravenna sarà la protagonista della prima puntata dello storica trasmissione televisiva Linea Verde Italia, in onda sabato 13 settembre alle 12.25 su Rai 1. Il programma, condotto da Monica Caradonna e “Tinto”, accompagnerà i telespettatori in un viaggio tra storia, arte, natura, sostenibilità e innovazione.

Durante la puntata si potranno ammirare i luoghi più iconici e sorprendenti di Ravenna e del territorio circostante. Dalla produzione di farine di granchio blu alle cozze selvagge, dai progetti di sostenibilità ambientale del porto di Ravenna e del Parco Marittimo, fino alle nuove esperienze inclusive per visitare i mosaici. Non mancheranno momenti dedicati alla cultura e alla memoria, come la visita alla Tomba di Dante, i murales ispirati al Sommo Poeta, la mostra Dante Plus e la preziosa Aula Magna della Biblioteca Classense, recentemente restaurata.

La Darsena di città sarà il palcoscenico della presentazione in anteprima della call del progetto Footprints. L’iniziativa prevede la selezione di 150 esploratori che saranno invitati a Ravenna per scoprire e raccontare la città attraverso esperienze sostenibili.

Spazio anche alla natura, con una tappa speciale all’Argine degli Angeli del Parco del Delta del Po.

In “Vetrina” c’è la giovane danza d’autore: «Un unicum in Italia per la visibilità degli artisti»

«Quello che emerge durante i due weekend lunghi di Ammutinamenti è solo la punta dell’iceberg di un lavoro portato avanti con determinazione e costanza nel corso di tutto l’anno»: Selina Bassini (curatrice dei progetti di Cantieri Danza) e Christel Grillo (curatrice del Festival Ammutinamenti, insieme a Francesca Serena Casadio, e coordinatrice delle azioni della Vetrina della giovane danza d’autore, Nuove Traiettorie e CollaborAction Kids) raccontano le azioni e le progettualità che interesseranno gli appuntamenti del festival dall’11 al 13 settembre (qui il programma completo).

Se la prima sezione del festival è dedicata ai grandi nomi della danza di ricerca e d’autore, la seconda parte è dedicata al Network Anticorpi XL, tra talenti emergenti, giovani coreografi e performance pensate anche per un pubblico di giovanissimi. Attraverso il finanziamento ministeriale che il network riceve dal 2014 come “ente di promozione della danza per il ricambio generazionale”, sono state rafforzate e ampliate le azioni di formazione, accompagnamento e sostegno produttivo dedicate alla più giovane generazione di coreografi. Oggi il progetto si pone l’obiettivo di continuare a fare rete, portando avanti progetti di promozione e formazione laboratoriale: «La Vetrina è una delle azioni principali della nostra rete. È un unicum in Italia, perché è in grado di fotografare i giovani autori favorendo la visibilità delle loro creazioni» precisa Selina Bassini.

Il network è formato da 38 realtà partner provenienti da 16 regioni di Italia, che collaborano all’ideazione e all’attuazione dei progetti, creando una copertura capillare sul territorio. Ogni anno, i coreogra  emergenti (ovvero senza limiti di età, ma con meno di 5 anni di esperienza nel campo) possono presentare il proprio progetto alla commissione di Anticorpi, con la possibilità di venire selezionati e trasposti in scena nell’ambito del festival ravennate. «E non solo – precisa Grillo – perché dal 2021, con l’implementazione di “Extra”, l’iniziativa affianca alle presentazioni un laboratorio formativo, dove gli artisti vengono guidati nella gestione degli aspetti più tecnici, burocratici e amministrativi del proprio ambito professionale, in modo che siano pronti per approdare in grandi teatri e rassegne».

I criteri che guidano la selezione riguardano la capacità di innovazione, l’originalità del progetto artistico e la coerenza della struttura coreografica, performativa e drammaturgica: «Requisiti che aiutano la selezione senza limitarla – proseguono Bassini e Grillo –. In modo da restituire un’attenta e costante mappatura della nuova scena italiana». Le candidature si aprono a febbraio e si chiudono in aprile; da maggio prende il via il percorso di formazione che accompagna gli artisti fino al debutto di settembre, alla presenza di tecnici, operatori e promotori della rete. «È un progetto che connette territori, reti, artisti e artiste per mappare il presente e costruire il futuro – continua Selina Bassini –. Sono tanti i grandi nomi della scena della danza italiana che hanno mosso i loro primi passi qui, a Ravenna, partendo proprio dalla Vetrina».

Quest’anno sono 125 i lavori pervenuti e 14 quelli selezionati per la Vetrina: «Abbiamo notato una prevalenza di temi politici e introspettivi, con riflessioni sulla relazione con l’altro. C’è poi attenzione alle dinamiche del presente, spesso con l’intento di scardinarle» commenta Grillo. A questa selezione, si aggiunge la sezione Nuove Traiettorie, composta da lavori in cui emerge un forte potenziale ancora da affinare. «Anche in questo caso – prosegue –, si imposta un percorso che aiuti gli autori a valorizzare la propria creatività, più incentrato sull’elaborazione artistica che burocratica». I partner si mettono poi in gioco offrendo supporto, consulenza e spazi di residenza per la creazione: «Luoghi che purtroppo mancano nel ravennate, soprattutto per mancanza di ambienti adeguati. Il sogno sarebbe quello di una riqualifica, magari proprio in zona darsena, che possa offrire uno spazio trasversale agli artisti, fruibile per la danza, la musica e il teatro, con ambienti dedicati alle prove e una foresteria» spiega Bassini. Tra le azioni che entrano in campo nell’ultimo fine settimana di Ammutinamenti anche il progetto CollaborAction Kids che prevede la messa in scena di uno spettacolo di danza per l’infanzia (in questo caso, le prove aperte di Walt e l’arte di volare di Gruppo Ibrido, sabato 13, all’Almagià) accompagnato quest’anno da due pratiche laboratoriali per bambini: letture organizzate dalla libreria Momo e una sessione di Yoga Family.

Infine, la collaborazione con Nerval Teatro che vede partecipare alcuni artisti della Vetrina al Laboratorio permanente, un progetto di inclusione sociale rivolto a persone con disabilità. «Il nostro obiettivo è quello di continuare ad essere un ponte di dialogo a supporto delle realtà emergenti, che rappresentano l’elemento più vitale e dinamico del mondo dell’arte e, al contempo, quello con meno garanzie e strumenti – conclude Bassini –. Speriamo di poterci confrontare prossimamente anche con il Ministero, portando le istanze raccolte in questi anni e mettendo a frutto la nostra esperienza a sostegno delle nuove generazioni».

Il Ravenna impegnato in trasferta contro il Guidonia Montecelio. Mister Marchionni cerca risposte anche lontano dal Benelli

La partita contro il Guidonia Montecelio evoca dolci ricordi per mister Marco Marchionni e tutto il mondo giallorosso. Sono passati esattamente 6 mesi dalla vittoria della coppa Italia di Serie D ai calci di rigore contro la compagine laziale, che cercherà la rivincita tra le mura dello stadio Domenico Francioni di Latina (designata come casa provvisoria in attesa dei lavori di completamento dello stadio Comunale). Un Guidonia Montecelio – che dopo la sconfitta in coppa aveva vinto il girone G di serie D – che si affaccia per la prima volta della storia nel calcio professionistico.  Non è invece un debuttante l’ambizioso proprietario Mauro Fusano, imprenditore nella grande distribuzione degli articoli per la casa che aveva già portato il suo marchio (Maury’s) sulle maglie di un’altra squadra, il Monterosi, arrivato in C nel 2021 e retrocesso ai playout del 2024 contro il Potenza. Dalla stagione seguente quel titolo è stato trasferito al Guidonia Montecelio, che dopo solo un anno di dilettanti ha vinto il campionato con 69 punti.

Nella nuova stagione sono 4 i punti totalizzati dalla società del comune di circa 90mila abitanti alle porte di Roma. Così come il Ravenna, anche la rosa a disposizione di mister Ciro Ginestra è cambiata rispetto alla passata stagione, confermando appena 1/3 dell’organico. «Il Guidonia ha una squadra forte con tanti giocatori di categoria e ottime idee – dichiara l’allenatore del Ravenna in conferenza stampa -. Nelle prime 3 partite di questo campionato ha ben figurato, ottenendo forse meno di ciò che meritava. Ha creato tanto ma perso in casa contro il Pineto, ha sbagliato il rigore nel pareggio con il Perugia e ha vinto a Livorno. Sarà una partita difficile con tante insidie che ci farà capire a che livello siamo».

Il Ravenna torna così fuori casa dopo la sconfitta amara di Forlì: «Dobbiamo iniziare a far capire anche lontano dal Benelli di che pasta siamo fatti – commenta Marchionni -. Sono contento della squadra perché sia in casa che in trasferta cerca sempre di imporre il proprio gioco. Il Forlì ha fatto un solo tiro in porta, mentre il Bra ci ha aspettato con 10 giocatori sotto la linea della palla. Bisogna lavorare per essere più bravi e cinici a sfruttare le tante situazioni e palle gol create ogni partita».

Una delle poche note dolenti della stagione sono i gol subiti nei minuti finali, che hanno rischiato di compromettere due buone prestazioni contro il Campobasso (incassato il 3-2 al 92esimo) e il Bra (subito il gol del 2-1 al 89esimo). «Se in più partite succede la stessa cosa c’è un problema di fondo e bisogna capire come risolverlo, curando i particolari – conferma Marchionni -. Domenica abbiamo subito un gol derivante da un calcio d’angolo nostro. Penso che sia stata una distrazione dovuta al fatto che avevano speso tanto nei novanta minuti, ma come ho detto anche ai ragazzi, in serie C le partite non sono mai finite».

A un mese dall’inizio della stagione è stato chiesto a Marchionni un parere sull’utilizzo del Football Video Support, chiamato in causa di recente per il rigore poi sbagliato dal Bra oltre al 90esimo minuto. «Penso che la tecnologia sia utile, il calcio si sta evolvendo ed è giusto agire di conseguenza. Ci sono meno telecamere rispetto alla massima serie e ciò rende comunque il lavoro difficile agli arbitri che devono interpretare ciò che vedono. Ovviamente dobbiamo limitarci nelle proteste: l’arbitro, così come giocatore e allenatore, può sbagliare».

La squadra è partita per Latina con il nuovo pullman intorno alle ore 12  e arriverà alle 19 nel capoluogo di provincia laziale. Ad accogliere i giallorossi (fischio d’inizio sabato 13 settembre alle 15) ci saranno un centinaio di tifosi (prevendita attiva fino alle 19 di oggi).

Per quanto riguarda i convocati, Okaka, Corsinelli e Mandorlini non sono disponibili per fastidi muscolari, mentre è stato convocato per la prima volta l’attaccante Luciani, che sembra aver recuperato pienamente dalla lesione al gluteo che lo ha tenuto fuori per circa un mese.

A Lugo è tornata pienamente accessibile Piazza XIII Giugno, con 200 parcheggi

Piazza XIII Giugno, a Lugo, ha riaperto al traffico nella serata di giovedì 11 settembre, dopo la chiusura del cantiere partito nella primavera del 2024. Dallo scorso 23 giugno erano tornati disponibili la maggior parte degli stalli, con il cantiere spostatosi nell’area dei parcheggi adiacente al complesso dei Diamanti, mentre oggi la piazza è pienamente accessibile e dispone di 200 parcheggi: 4 per disabili, 4 per ricarica auto elettriche, 4 riservati alla Stazione dei Carabinieri e 188 generici.

I lavori hanno riguardato il completo rifacimento della piazza per recuperare lo spazio pubblico che era da tempo inagibile a causa di gravi dissesti dovuti a errori esecutivi precedenti. I parziali correttivi messi in campo prima di quest’ultimo cantiere, che è stato finanziato interamente con risorse del bilancio comunale di Lugo per 1,4 milioni di euro, non erano stati sufficienti a ripristinare il normale uso del parcheggio, che oggi torna nella piena disponibilità dei lughesi.

«Si conclude finalmente una vicenda lunga e complessa, che ha coinvolto in modo prioritario la nostra amministrazione fin dal suo insediamento e creato disagi anzitutto ai residenti e agli esercenti di quell’area, ma anche di tutto il centro storico – commenta la sindaca di Lugo Elena Zannoni -. Oggi siamo felici di riaprire ai lughesi una piazza XIII Giugno completamente rinnovata, fruibile e migliorata nell’aspetto, consci della sua importanza cruciale per la viabilità del centro storico. Ora contiamo sul fatto che la disponibilità della piazza avrà ricadute positive sulla decongestione del traffico e sull’attività degli esercizi commerciali. La disponibilità di un grande parcheggio a pochi passi dalla zona pedonale, unita a piazza Garibaldi e a tutti gli stalli blu per la sosta breve, completa un’offerta di parcheggi differenziata e consistente, anche se continueremo a lavorare per individuare ulteriori aree».

«Il cronoprogramma del cantiere è stato rispettato, compreso il terzo e ultimo stralcio che ancora rendeva inutilizzabile la parte della piazza adiacente ai Diamanti – commenta l’assessora ai Lavori pubblici di Lugo Veronica Valmori -. L’ottima riuscita dei lavori si deve naturalmente all’impresa esecutrice e alla direzione lavori, costantemente disponibili al confronto con i tecnici comunali e soprattutto con i residenti e gli esercenti che hanno dovuto sopportare un lungo periodo di disagi. Constatare la serietà e la disponibilità della ditta, insieme al progresso graduale e tangibile dei lavori, ha dato fiducia a tutti e il cantiere si è concluso senza alcun intoppo. Ora restano da completare la segnaletica, che sarà pronta entro la settimana prossima, e opere di finitura come le pensiline per le bici e i dissuasori a protezione dei pedoni. Entro il mese di ottobre saranno piantumati i 23 alberi che disporranno di una superficie permeabile superiore rispetto al passato, per garantire una crescita in salute della pianta e mitigare l’effetto “isola di calore” del parcheggio. Aumenteranno anche le aree a verde con superficie drenante, che contribuiranno a rendere la piazza un luogo più accogliente».

Il calore dei lettori per l’americana Elizabeth Strout, incantata da Ravenna: «Tornerò» – FOTO

«Grazie, mi ha molto ispirata», «I suoi personaggi sono miei amici», «Ho letto tutti i suoi libri, questo (inserire a scelta uno dei titoli tra passati e recenti) è il mio preferito», «Può firmarmi questo (il volantino dell’evento), sono tedesca, ho letto tutti i suoi libri ma li ho casa, sono venuta per un giorno a Ravenna e non potevo credere alla fortuna di trovarla qui…».

Centinaia di persone si sono fermate per un autografo e un breve scambio di parole con Elizabeth Strout, che ha riempito l’Alighieri per la sua lectio magistralis. Nel discorso ha raccontato come sia diventata la scrittrice nota in tutto il mondo che è oggi grazie a storie di vita quotidiana, ai ritratti di personaggi indimenticabili, alla vita di un piccolo paese del Maine. Strout, che alle sei aveva letto alcuni stralci dalla Commedia in inglese davanti alla tomba di Dante, era a Ravenna per il Settembre Dantesco e per inaugurare la scuola di scrittura Invèl di Matto Cavezzali e davvero apertura migliore non poteva esserci.

L’autrice americana, nel ripercorrere la sua lunga strada zeppa di inciampi verso il successo, ha infatti raccontato di come la scrittura l’abbia ostinatamente accompagnata per tutta la sua vita, come la curiosità verso le vite degli altri, chiunque fossero, sia sempre stata al centro della sua ricerca narrativa, come è nato lo straordinario personaggio di Olive Kitteridge e di come tutto ciò che ha fatto nella sua vita (dalla cameriera alla stand-up comedian) le abbia permesso di capire qualcosa in più di ciò che voleva e poteva fare con la narrativa, dove «ogni parola conta». La sua infatti è una scrittura elegante, pulita, essenziale, talvolta pungente e ironica, che mette sulla pagina vite e biografie che accompagnano i lettori attraverso gli anni. In questo ultimo romanzo, del resto, Raccontami tutto (Einaudi, trad. di Susanna Basso) assistiamo all’incontro di Lucy Barton e Olive stessa, una gioia inaspettata e avvolgente per chi le ha amate entrambe nei libri precedenti. Lo si è visto bene anche a Ravenna, dove l’autrice, sorridente e disponibile, è stata letteralmente abbracciata dal calore del suo pubblico. Del resto lo aveva detto in apertura, «I lettori italiani sono i miei preferiti» e a Ravenna ieri sera si è potuto capire bene perché.

Incantata dalla città in cui vissero Dante e Byron, si è scoperta amante di cappelletti e piadina e ha salutato gli organizzatori con una promessa: «Tornerò». Quando vuole, Elizabeth, conoscerla è stata un onore e un piacere, la aspettiamo presto.

Treni, via libera alla variante urbanistica per il potenziamento dello scalo merci in Sinistra Candiano. Progetto da 80 milioni di euro

Dodici binari elettrificati e centralizzati, una nuova linea di trazione elettrica, impianti antincendio e interventi per la tutela ambientale. Sono gli elementi principali del progetto di potenziamento dello scalo merci in Sinistra Candiano, a Ravenna, che prevede un investimento complessivo di 80 milioni di euro tra opere e spese tecniche (a carico di ministero e Rfi). La nuova configurazione permetterà di spostare la sosta dei treni che trasportano merci pericolose fuori dall’attuale area urbana dello scalo, migliorando la sicurezza e la gestione complessiva del traffico ferroviario.

La giunta del Comune e la competente commissione consiliare hanno dato parere favorevole alla variante urbanistica al progetto, che passerà ora all’esame del consiglio comunale.
Il potenziamento è il risultato di un percorso condiviso tra Regione, Comune, Autorità portuale e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs) e si colloca nell’ambito della Zona logistica semplificata, che ha nel porto di Ravenna il suo fulcro strategico e mira a rafforzare la competitività del sistema logistico e produttivo regionale.

Nel dettaglio, l’intervento interessa il lato sinistro del canale Candiano, su terreni già destinati a scalo merci ferroviario e di proprietà di Rfi e prevede la realizzazione di sette nuovi binari da affiancare ai cinque già esistenti, prolungati nelle parti terminali, per un totale di dodici, tutti elettrificati e centralizzati, con collegamenti diretti alle linee Castel Bolognese-Ravenna, Faenza-Ravenna e Ferrara-Ravenna. Accanto ai binari, il progetto comprende una serie di opere complementari per garantire efficienza e sicurezza: dall’adeguamento della viabilità di servizio, in area privata recintata e a servizio esclusivo dello scalo, alla realizzazione di una nuova rete per lo smaltimento e il trattamento delle acque di dilavamento, con vasca di prima pioggia e impianti di trattamento e sollevamento. Sono previsti anche un nuovo impianto antincendio, l’installazione di torri faro e la costruzione di un fabbricato tecnologico a due piani, di circa 19 per 10 metri, destinato a ospitare gli apparati impiantistici.

«Il potenziamento dello scalo merci in Sinistra Candiano – affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale e l’assessora a Infrastrutture, Irene Priolo – innalza gli standard di sicurezza e di efficienza del nostro sistema portuale. È un passaggio che consentirà di attrarre nuovi investimenti e consolidare il ruolo di Ravenna come hub logistico e produttivo di primo livello nel Mediterraneo».

«Si tratta – sottolinea il sindaco del Comune di Ravenna, Alessandro Barattoni – di un primo importante passo, per il quale abbiamo velocizzato il più possibile il nostro iter, verso un porto che, nei prossimi anni, sarà sempre più all’avanguardia per poter competere con gli altri scali anche dal punto di vista logistico. Questo intervento, che testimonia la fattiva collaborazione tra tutti i soggetti interessati, rappresenterà un importante potenziamento di un’infrastruttura strategica per città e Regione in un’ottica di sviluppo sostenibile. Ho più volte sottolineato l’importanza, da parte dell’Amministrazione, di ricoprire un ruolo di regia rispetto ad un porto che si conferma imprescindibile per l’intera Emilia-Romagna. Anche per questo, dovremo continuare a lavorare in maniera sinergica per sbloccare investimenti finalizzati a nuovi interventi relativi ai collegamenti».

«Il potenziamento dello scalo merci in Sinistra Candiano comporterà una serie di benefici coerenti con gli obiettivi europei dell’agenda 2030 – dichiara Chiara De Gregorio, responsabile Direzione investimenti Area Centro Rfi -, in quanto renderà possibile l’incremento del servizio merci, l’incentivazione della logistica intermodale e la decongestione dell’impianto di Ravenna con conseguenze positive sulla regolarità della circolazione del traffico passeggeri (l’intervento dovrebbe ridurre di circa il 40-50% il traffico che oggi passa dalla stazione passeggeri, ndr). Un risultato importante ottenuto grazie alla sinergia con il territorio, la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Ravenna, e l’Autorità di Sistema Portuale Adriatico Centro Settentrionale. La chiusura ormai prossima dell’iter approvativo del progetto consentirà a Rfi di avviarne la revisione per recepire le prescrizioni e, dopo la verifica e la validazione finali, portarlo in gara nei primi mesi del 2026 per affidare le prestazioni di progettazione e realizzazione entro il prossimo anno». I lavori dovranno poi essere completati nel 2030, secondo una prima stima.

Un progetto simile dovrà poi essere realizzato anche per la sponda destra del canale, con un investimento simile. Al momento si è però solo in fase di progettazione, con la consegna del primo progetto prevista nel giugno 2026.

Il 12 giugno scorso l’Autorità portuale ha avviato il procedimento per il completamento della procedura di Intesa Stato-Regione, con effetto di variante urbanistica al Rue e al Psc del Comune di Ravenna, necessario per l’approvazione dell’opera. Già nel 2024 Rfi aveva sottoposto l’intervento a verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale presso il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. La procedura si era conclusa con esito negativo, stabilendo quindi che l’opera non dovesse essere sottoposta a Via.

Record di abbonati per il Ravenna: la campagna si chiude a quota 2.735. Superato il primato della serie B

Il Ravenna Fc annuncia che la campagna abbonamenti per la stagione 2025/26 ha superato ogni record della storia giallorossa. Sono infatti 2.735 (comprese naturalmente anche le formule commerciali) le tessere sottoscritte per il ritorno in serie C dei giallorossi. Il precedente primato risaliva alla stagione 1996/1997, in serie B, quando gli abbonamenti furono 2.652.

«Questo risultato – commenta il direttore generale Paolo Scocco – rappresenta un segnale fortissimo di appartenenza e di fiducia nel nostro progetto, ed è la base su cui costruire un futuro ancora più ambizioso. Siamo determinati a ripagare questo entusiasmo con il massimo impegno, dentro e fuori dal campo».

Il Ravenna Fc in una nota inviata alla stampa «ringrazia di cuore ogni singolo abbonato per la fiducia e la vicinanza dimostrata. Questo record appartiene a tutta la nostra comunità: insieme, passo dopo passo, continueremo a scrivere pagine importanti della storia giallorossa.

Inaugurata la nuova rotonda di San Zaccaria. Intervento da quasi 400mila euro della Provincia

È stata inaugurata oggi (12 settembre) la nuova rotonda realizzata in prossimità del centro abitato della frazione di San Zaccaria, all’incrocio tra la strada provinciale 118 “Dismano”, la strada provinciale 3 “Gambellara” e via Vecchia Garetta.

L’intervento, finanziato dalla Provincia di Ravenna per un valore di circa 400.000 mila euro, è stato finalizzato a innalzare le condizioni di sicurezza della circolazione dell’incrocio esistente, rallentando il traffico in prossimità del centro abitato dove sono presenti molteplici attraversamenti pedonali.

La nuova rotatoria rientra nell’ambito degli Accordi di programma sottoscritti con i Comuni per la progettazione e la realizzazione di alcuni interventi di miglioramento della viabilità e della sicurezza della circolazione stradale.

Per la realizzazione della rotonda è stata utilizzata la tipologia delle rotatorie compatte, con diametro esterno pari a 38 metri (raggio 19 metri) e isola centrale parzialmente sormontabile.

È stato incrementato inoltre l’impianto di illuminazione che sarà ulteriormente integrato con un palo, dove è già presente la predisposizione, all’angolo tra la via Dismano e via Vecchia Garretta, ed è stata costruita un’apposita raccolta delle acque piovane provenienti dalla piattaforma stradale attraverso caditoie collegata all’attuale sistema di raccolta acque.

Il progetto ha visto infine la riqualificazione e l’innalzamento della sicurezza della fermata in direzione Ravenna-Cesena e della fermata Cesena-Ravenna del trasporto pubblico locale, con particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche.

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