venerdì
27 Marzo 2026

Il ravennate Calbucci nominato dal Governo ambasciatore dello sport italiano

Il ravennate Alessandro Calbucci è stato nominato ambasciatore italiano della Diplomazia dello sport insieme ad altri dieci illustri colleghi dal ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.

Campione di beach tennis (per sei anni consecutivi è stato numero 1 del ranking mondiale), il 44enne Calbucci da ormai diversi anni vive in Brasile, dove ha aperto scuole di “racchettoni” e organizza il “Follow The Beach”, torneo internazionale di beach tennis divenuto un evento simbolo di Copacabana.

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I nuovi ambasciatori «devono fare in modo che la loro personalità possa essere utile al sistema Italia, promuovere e far conoscere il nostro paese per favorirne la crescita», ha dichiarato Tajani.

Le nomine sono arrivate nell’ambito della seconda edizione della “Giornata dello Sport Italiano nel Mondo”.

Gli altri dieci ambasciatori italiani all’estero sono: Kimi Antonelli (Formula 1) a San Marino, Maurizio Margaglio (pattinaggio artistico, Finlandia), Gianfranco Zola per il Regno Unito, Vincenzo Montella per la Turchia, Luigi Di Biagio per l’Arabia Saudita e Sofia Cantore per gli Stati Uniti (calcio), Niccolò Campriani (tiro a segno e vicepresidente e direttore sport dell’Olimpiade di Los Angeles 2028), Gianluca Pascucci (dirigente Nba, Stati Uniti), Dario Capelli (dirigente sci paralimpico, Cina) e Carola Saletta (hockey, Onu).

«I presidenti federali si impegnano tutti giorni per i nostri successi – ha dichiarato il presidente del Coni Luciano Buonfiglio – E oggi il ministro Tajani ci sta arricchendo con nuovi ambasciatori, un prodotto importantissimo per il nostro brand perché questi atleti diventano il corpo diplomatico dello sport».

I sindacalisti nei campi per informare i braccianti: «Urgente istituire anche a Ravenna la rete del Lavoro agricolo di qualità»

Anche questa estate, la Flai Cgil ha svolto, attraverso l’iniziativa “Ancora in campo”, una capillare opera di informazione nelle campagne della provincia di Ravenna. Il bilancio del 2025, a oggi, conta 17 uscite dove i sindacalisti hanno incontrato circa 320 lavoratrici e lavoratori, per lo più stranieri residenti in provincia ma anche provenienti da alcune zone limitrofe. Nel corso delle attività sono consegnati materiali informativi e dispositivi di protezione come, ad esempio, cappelli di paglia per ripararsi dal sole.

«L’attività che svolgiamo è ormai radicata nel territorio ravennate – spiega Laura Mazzesi, segretaria generale della Flai Cgil Ravenna – da maggio a novembre di ogni anno siamo impegnati nelle campagne per raggiungere i braccianti e informarli dei loro diritti contrattuali, a partire dal giusto salario e per cercare di debellare lo sfruttamento lavorativo, attraverso l’azione capillare che mettiamo in campo e che, nell’ultimo periodo ha incoraggiato diversi lavoratori a denunciare il lavoro nero e sottopagato. In quasi tutte le aziende, abbiamo registrato una positiva disponibilità dalla maggior parte degli imprenditori agricoli incontrati che, oltre ad accoglierci e a consentirci di distribuire i materiali ai lavoratori, ci hanno spiegato l’andamento del lavoro, gli effetti del clima sulle diverse colture e gli investimenti messi in atto per salvare i raccolti. In altre aziende, invece, sono emerse condizioni di lavoro che meritano di essere approfondite ed eventualmente segnalate alle autorità competenti. Allo stesso tempo, purtroppo, abbiamo registrato una scarsa consapevolezza dei propri diritti contrattuali da parte dei lavoratori».

Alla luce di tutto questo «si rafforza l’urgenza – continua la nota inviata alla stampa dalla Cgil – di istituire anche a Ravenna, la sezione territoriale della rete del Lavoro agricolo di qualità. Nonostante i ripetuti solleciti inviati alla Direzione dell’Inps, per riconvocare il tavolo e firmare l’ipotesi di accordo condivisa ad ottobre 2024, per dare piena applicazione alla legge 199/2016 per la costituzione della cabina di regia provinciale, ancora oggi non abbiamo ricevuto riscontro. È urgente affiancare all’attività repressiva anche quella preventiva per arginare l’illegalità, anche a favore delle molte aziende sul territorio che rispettano i contratti dei lavoratori. Sarebbe, inoltre, l’occasione per confrontarsi sulla necessità di investire e rafforzare i servizi logistici necessari ai lavoratori per raggiungere i campi e rafforzare il collocamento pubblico, attraverso la promozione del portale della Regione Emilia Romagna, “Lavoro per Te” che offre un importante sistema di incrocio tra domanda e offerta del settore agroalimentare».

A sostenere l’importante azione che da anni vede impegnata la categoria nel territorio in maniera strutturale, è il Dipartimento immigrazione e Legalità della Flai Cgil nazionale che nei giorni scorsi ha affiancato le Brigate del Lavoro della Flai di Ravenna nelle campagne.

«In questi giorni – dichiara Matteo Bellegoni, capo dipartimento politiche migratorie e legalità, della Flai Cgil nazionale – abbiamo incontrato una realtà che ha profondamente arricchito la nostra esperienza nazionale di sindacato di strada. Grazie alle compagne e ai compagni di questo territorio che, con la loro passione e competenza, di campo in campo, di frutteto in frutteto, abbiamo avuto l’opportunità non solo di incontrare decine di lavoratrici e lavoratori, ma anche di conoscere un’agricoltura che qui rappresenta un pezzo essenziale dell’economia di questo territorio e del nostro Paese. Abbiamo riscontrato tanta disponibilità e voglia di interagire e confrontarsi da parte dei lavoratori, ma anche situazioni che ancora ci ricordano che non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia rispetto al rischio di sfruttamento e caporalato, fenomeno ancora fortemente presente nelle nostre campagne e del quale abbiamo intravisto, anche in queste nostre uscite, ombre e contorni. In un territorio dove le brigate del lavoro sono diventate strutturali nella pratica quotidiana del nostro sindacato, la nostra forza è quella di rappresentare i lavoratori sul campo. Un sindacato dei lavoratori, che cammina assieme ai lavoratori».

Fair play allo stadio: il Ravenna ha regalato delle piadine ai tifosi ospiti del Bra

Fair play allo stadio Benelli. Domenica scorsa, 7 settembre, in occasione della partita tra il Ravenna e il Bra (finita 3-1 per i padroni di casa), la società giallorossa ha accolto i (pochi) tifosi ospiti sugli spalti con una piadina, in collaborazione con il Mercato Coperto, sponsor di giornata.

«Un piccolo gesto, un grande benvenuto, perché a Ravenna l’ospitalità si serve calda», scrive il club giallorosso sui social. I tifosi del piccolo comune piemontese erano già diventati virali nelle settimane scorse per essere stati accolti con del pesce fritto a San Benedetto del Tronto.

Il Mic di Faenza si aggiudica 80mila euro per la realizzazione di allestimenti accessibili

Il Mic di Faenza è tra i sei progetti italiani selezionati dal Bando PNRR M1C3, per la realizzazione di allestimenti accessibili. Il Museo delle Ceramiche si aggiudicherà quindi 80mila euro stanziati dal Ministero che verranno utilizzati per riallestire la sezione dedicata alla ceramica dell’Asia Orientale, con inaugurazione prevista per il prossimo 13 dicembre.
La sala ospiterà circa 300 manufatti dal VII secolo ad oggi, che appartengono alla cultura orientale, tra le più influenti per lo sviluppo della ceramica del mondo. Il nuovo allestimento porrà una grande attenzione all’accessibilità e fruibilità del patrimonio da parte di un pubblico eterogeneo, che comprende anche persone con disabilità fisiche e cognitive nel rispetto del “diritto alla cultura” con l’obiettivo di favorire il dialogo fra le culture del mondo.

Gli interventi in programma prevedono lavori edili per il superamento di dislivelli fisici, la realizzazione di apparati didattici accessibili e introduzioni in braille, percorsi tattili e audio guide per le persone con difficoltà visive, la proposta di un percorso video in Lis per le persone sorde e utilizzo di pannelli con info-grafiche realizzate con il metodo CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa). Infine, sarà lasciato ampio spazio alle tecnologie multimediali che permettono di superare le barriere cognitive e fisiche.

Lungo il percorso sono previste esperienze di realtà aumentata e la costruzione di ambienti virtuali in grado di fornire al visitatore un’esperienza di apprendimento emotivo: questo grazie a suggestioni sensoriali che riproducono i diversi contesti della cultura asiatica.

«Siamo molto soddisfatti di questo risultato inaspettato — commenta Claudia Casali, direttrice del MIC Faenza —. Questo finanziamento si inserisce in una serie di azioni volte al miglioramento fruitivo, accessibile e inclusivo del nostro patrimonio che il Museo sta mettendo in atto da diversi anni. Questo contributo ci darà la possibilità di inserire supporti multimediali che consentiranno una maggiore e migliore fruizione del patrimonio esposto, con l’aggiunta di uno storytelling indispensabile per la lettura di civiltà lontane nel tempo».

Il Ministero della Cultura ha stanziato in totale 1,2 milioni di euro complessivi. Per il centro-nord Italia andranno, oltre al Mic Faenza, al Complesso Monumentale ex Carcere Borbonico di Avellino e al Mex  (Belluno). Per l’area centro-sud i finanziamenti saranno destinati al Museo della Porziuncola (Assisi), al Museo civico di Carini (Palermo) e al centro di morfologia integrata per l’area del Mediterraneo (Potenza).

Due fine settimana tra le vigne con l’evento “Trat-Tour Oriolo”

Nei week-end del 20-21 e 27-28 settembre torna il “Trat-Tour Oriolo” in vigna, appuntamento dedicato a chi desidera trascorrere un fine settimana all’insegna dei sapori della campagna romagnola. Il punto di ritrovo sarà come sempre la Torre di Oriolo: da qui il sabato dalle ore 12 alle 19 e la domenica dalle ore 10 alle 19 si potrà partire a piedi, in bicicletta o a bordo di un trenino per andare a visitare sette cantine del territorio: Calonga, San Biagio Vecchio, La Sabbiona, Poderi del Nazareno, Leone Conti, Spinetta e Ancarani.

Anche quest’anno si potrà scegliere tra percorsi di varia lunghezza e facilità riportati su una cartina che verrà consegnata al momento della partenza insieme al calice per le degustazioni in cantina. I diversi itinerari passeranno su strade di campagna o all’interno di vigne cariche di grappoli maturi, consentendo una full immersion tra i colori e i profumi della vendemmia e portando i partecipanti a degustare il Centesimino di Oriolo, il Famoso, l’Albana, il Sangiovese e gli altri vini tipici di questo angolo di Romagna. I trenini faranno la spola tra le cantine per tutta la durata dell’evento e faranno tappa anche alla Torre di Oriolo per il solo rientro a partire dalle ore 17. Il biglietto giornaliero del trenino (5 euro) deve essere prenotato online sul sito della Torre di Oriolo (www.torredioriolo.it) I biglietti sono disponibili in numero limitato e devono essere ritirati entro le ore 15 il sabato ed entro le ore 14 la domenica.

Chi vorrà vivere un tour speciale tra le cantine con trasporto personalizzato potrà prenotare un posto riservato su un carro panoramico trainato da un trattore (solo maggiorenni) in partenza dalla Torre di Oriolo in entrambe le giornate. Il trattore farà due partenze al mattino, alle ore 10 e alle 10.30, e due al pomeriggio, alle ore 14.30 e alle 15.00. I posti disponibili sono prenotabili fino a esaurimento sul sito della Torre di Oriolo (dove sono reperibili ulteriori informazioni per il noleggio bici).

All’interno della Torre di Oriolo sarà sempre visitabile la mostra di creazioni in argilla “Torri di Terra”, mentre sabato 20 settembre, alla sera, nello stand del punto ristoro andrà in scena lo spettacolo gratuito “Sogno Today” degli allievi di “Fatti d’Arte”, una performance onirica e poetica che rilegge Shakespeare con occhi contemporanei. In entrambe le giornate sarà attivo un servizio di navetta gratuito offerto da Viaggi Erbacci che collegherà la stazione di Faenza alla Torre di Oriolo con fermata intermedia al parcheggio della Palestra Lucchesi: la navetta partirà dalla stazione alle ore 10, 11 e 12 ed eseguirà il percorso inverso alle ore 18.30, 19.30 e 20.30.

«A Ravenna cento senzatetto, servono soluzioni sul mercato immobiliare»

«Da qualche tempo non esiste più il Tavolo delle Povertà a Ravenna, l’organismo che era stato istituito dal Comune per un coordinamento tra i soggetti che assistono i bisognosi, e ne sentiamo la mancanza». La presidente del comitato che gestisce il dormitorio Re di Girgenti, Maria Rosaria Mancini, auspica un ritorno del Tavolo: «Non c’è più per una scelta politica del Comune che ha ritenuto fosse inutile, invece per gli operatori era un momento di incontro che facilitava la distribuzione delle persone in base ai loro reali bisogni».

La chiusura del Tavolo ha reso più complesso il dialogo fra i tanti soggetti di una fitta rete di aiuto sociale che se coordinati potrebbero ottimizzare gli sforzi e trovare strade più opportune: «Per esempio negli spazi dei dormitori – continua Mancini – ci sono persone che avrebbero più bisogno di essere seguite dai servizi per le dipendenze o per la salute mentale».

Il Re di Girgenti, in via Mangagnina, è stato fondato nel 2003 da Carla Soprani e dal marito Gianremo Bassini. Conta venti posti letto (16 maschi e 4 femmine), il primo ospite della struttura fu un macedone. In più di vent’anni sono passate più di 1.500 persone. Da un paio di mesi è cambiata la presidenza. Soprani, una vera e propria istituzione nel mondo del volontariato a favore degli ultimi, ha lasciato l’incarico a Mancini, pur rimanendo come vice nel direttivo composto da 5 persone che prende le decisioni in maniera collegiale.

«Trovare volontari è un tema sempre più difficile per qualunque realtà del volontariato – si rammarica Mancini –. Intanto perché aumenta l’età della pensione e chi ci arriva preferisce godersi il riposo. Nel nostro caso poi è ancora più difficile perché parliamo di un contesto difficile, dove si ha di fronte la sofferenza delle persone». In totale oggi il gruppo è composto da una ventina di persone che si occupano di tutto, con la collaborazione degli ospiti: pulizie, accoglienza serale, raccolta delle donazioni alimentari, preparazione e distribuzione pasti. I conti tornano anche grazie alle scelte del Comune che concede in comodato gratuito l’immobile di sua proprietà, si fa carico delle bollette e garantisce altre risorse in virtù di una convenzione con il comitato.

Gli ospiti sono soprattutto stranieri, di varie età dai 18  no ai settanta, arrivano dopo la presa in carico dai servizi sociali e il primo contatto con l’ufficio Bassa Soglia del Comune in via D’Azeglio che gestisce le liste di ingresso. La tipologia di accoglienza è cambiata nel corso del tempo. «Oggi abbiamo diverse persone che restano da noi con una certa stabilità – spiega Mancini –. Per alcuni si tratta di mesi, per altri anche anni. Sono persone che convivono con situazioni patologiche, senza rete familiare, tutte con un assistente sociale di riferimento: il dormitorio non sarebbe lo spazio idoneo, ma nei fatti lo diventa perché l’alternativa sarebbero progetti di coabitazione con supporto all’autonomia, come housing first, ma non è così facile. Noi cerchiamo di impiegarli in piccoli lavori e nelle attività di gestione».

Ma ci sono anche persone che al mattino escono per andare al lavoro e rientrano la sera: «La paga non basta per permettersi un alloggio dignitoso in una città dove il mercato degli affitti è sempre più difficile. Questo sarebbe il primo fronte su cui intervenire per favorire l’inserimento di chi oggi vive in un dormitorio». Mancini fa i conti: «Le stime più recenti dicono che c’è una ventina di persone che dormono in strada. Se li sommiamo ai circa 80 posti letto dei dormitori fanno cento persone in situazioni di emergenza abitativa: non sembra un numero impossibile da assorbire per una città di 160mila abitanti».

Un ragionamento valido solo se l’intenzione è quella di fare qualcosa per diminuire queste persone: «Se invece la volontà è di gestire la situazione accettando i numeri attuali allora la rete è sufficiente e l’importante è che non vengano meno le donazioni di forniture alimentari e vestiario». La maggior parte degli ospiti è straniera. Mancini conosce bene il tema dell’immigrazione, il campo di cui si occupa da dipendente della prefettura, oggi a Gorizia e fino a pochi anni fa a Ravenna: «Alcuni di loro attendono la risposta alla domanda di protezione internazionale e se non c’è un posto nella rete dei Cas si rivolgono ai dormitori, oppure trovano sistemazioni di fortuna. Ma sono persone in regola a tutti gli effetti, solo che non trovano lavoro o se lo trovano poi non trovano casa».
Oltre a ospitare persone di notte, al Re dei Girgenti si rivolge anche chi ha bisogno solo di farsi una doccia, di una cena (le cosiddette “sportine”, 60 al giorno in agosto) o un pacco viveri (60-80 famiglie che ruotano in generale con varie cadenze).

A Lugo due raduni in occasione dell’Italian Motor Week 2025

Sono due gli eventi in programma a Lugo in occasione dell’Italian Motor Week 2025, la settimana del Made in Italy motoristico che vanta oltre 100 eventi in calendario in 38 comuni italiani.
Domenica 14 settembre alle 8, nel complesso sportivo di via Madonna delle Stuoie, l’evento «Cinquantini in Libertà» radunerà moto di 50 cc di ogni epoca. Dopo il ritrovo e l’iscrizione, tutti gli intervenuti si trasferiranno in piazza Baracca, da dove i motociclisti partiranno alle 8.30 per un giro sulle colline romagnole, con rientro al Maracanà per un pasta party tra le 13 e le 14.30.
Il secondo evento dell’Italian Motor Week che toccherà Lugo è in programma sabato 20, sempre in collaborazione con l’associazione Una passione in moto e in questo caso anche con il Moto Club Francesco Baracca. Alle 8.30 in piazza Baracca si raduneranno i partecipanti de «La Via degli Estensi», raduno motociclistico aperto a moto di ogni epoca, i cui partecipanti partiranno alle 9 alla volta di Ferrara, attraversando le valli di Comacchio per poi rientrare a Lugo via Argenta e radunarsi nuovamente alle 18 in piazza Baracca.
Il Comune di Lugo aderisce nuovamente all’iniziativa nazionale dell’Italian Motor Week, dopo aver coinvolto nel 2023 Gian Carlo Minardi e Luca Dal Monte per un approfondimento sul Cavallino Rampante e avere organizzato l’anno scorso la mostra «Formula Comics» al museo Baracca: «La passione per i motori fa parte dell’identità della nostra città – commenta il vicesindaco e assessore allo Sport Luigi Pezzi -. Per la terza edizone dell’Italian Motor Week, Lugo sarà il punto di partenza e arrivo di due eventi che coniugano le due ruote alla promozione del territorio. Per l’organizzazione di queste iniziative vanno ringraziate le associazioni “Una passione in moto”, della quale mi piace sottolineare l’attenzione anche per il sociale, e il “Moto Club Francesco Baracca”, grazie al quale anche la Storia con la S maiuscola farà parte di questi eventi. Parliamo di veri e propri spettacoli a due ruote, che raccontano la storia della motorizzazione con mezzi di ogni epoca. Il fatto che il punto nevralgico dei due raduni sia piazza Baracca, dove sorge il monumento all’asso dell’aviazione con il Cavallino rampante, è molto significativo e conferma l’importanza di Lugo nel mondo dei motori».

Cinquanta imbarcazioni da Ravenna a Trieste per la Barcolana: la competizione scatta giovedì 9 ottobre

Parte anche quest’anno da Marina di Ravenna la regata “Go to Barcolana da Ravenna – Trofeo Hera, che si conferma anche per il 2025 un appuntamento per gli appassionati di vela per cimentarsi in una competizione avvincente lungo la costa adriatica. La traversata è collaterale alla 57ª edizione della celebre Barcolana di Trieste, la più grande regata velica del mondo che si terrà dall’1 al 12 ottobre 2025. 

Nella “Go to Barcolana da Ravenna – Trofeo Heragli equipaggi partiranno da Marina di Ravenna alle 14 (con due ore di anticipo rispetto alle edizioni precedenti) di giovedì 9 ottobre, con l’obiettivo di raggiungere il Golfo di Trieste. La regata copre una distanza di 95 miglia nautiche (circa 176 km) e vedrà la partecipazione di circa cinquanta imbarcazioni provenienti dalla costa adriatica centrale e meridionale. La competizione è aperta a tutte le barche con una lunghezza superiore a 8,46 metri, che saranno classificate secondo i compensi ORC. Le iscrizioni si aprono mercoledì 10 settembre, e gli armatori riceveranno un unico numero di mascone valido sia per questa regata preliminare che per l’evento principale di domenica 12 ottobre a Trieste.

«La passione per la vela e per il mare unisce le persone e i territori del Gruppo Hera, molti dei nostri stakeholder, tantissimi nostri clienti.  Per questo con grande piacere confermiamo anche quest’anno l’adesione alla regata di avvicinamento alla Barcolana, a cui parteciperà anche una barca aziendale con un equipaggio composto da colleghi – commenta Isabella MalagoliAmministratore Delegato di Hera Comm  –. Sostenendo la sfida per la ‘Go To Barcolana da Ravenna’, ribadiamo anche quest’anno l’impegno di Hera per la sostenibilità e confermiamo il forte legame della nostra azienda con i territori attraversati dalla regata velica, da Ravenna a Trieste. Barcolana, il grande evento di ottobre, di cui siamo partner da molti anni con la nostra azienda EstEnergy, è un’occasione importante per far conoscere meglio al pubblico tutta la nostra energia. Vi aspettiamo in tanti, in mare, ma anche in piazza Unità d’Italia a Trieste, nel nostro stand».

«Siamo felici che ‘Go to Barcolana da Ravenna–Trofeo Gruppo Hera‘ sia diventato un punto fisso del calendario autunnale del nord Adriatico. Collaborare con Barcolana per questa regata è motivo d’orgoglio. “Go To” ha trasformato un semplice trasferimento di avvicinamento in una regata e in una serie di appuntamenti che mirano a far vivere il clima Barcolana già sulle banchine del Circolo Velico Ravennate – ha affermato Giovanni Ceccarelli Consigliere con delega all’altura del Circolo Velico Ravennate -. Da anni stiamo lavorando per alzare il livello agonistico e di sicurezza della flotta nella nostra area di mare e questo evento offshore è assolutamente in linea con questi due obiettivi ambiziosi. In stretta collaborazione con Società Velica di Barcola e Grignano miriamo ad aumentare le barche iscritte a questa manifestazione e siamo certi di poter fare un buon lavoro, per incentivare la partecipazione ricordiamo a tutti è garantita ospitalità sia prima dell’evento a Ravenna che all’arrivo sulle rive a Trieste».

Per la regata di avvicinamento “Go to Barcolana da Ravenna” anche quest’anno c’è in palio il Trofeo Gruppo Hera, che passa di mano in mano ai vincitori di ogni edizione, che sarà consegnato all’equipaggio vincitore dal Presidente della SVBG Mitja Gialuz in occasione della premiazione che si svolgerà venerdì 10 ottobre alla Camera di Commercio di Trieste. Il trofeo è stato realizzato dalla vincitrice del concorso interno indetto 5 anni fa dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna. 

La “Go to Barcolana da Ravenna” fa parte della “Sfida Adriatica”, il circuito di avvicinamento a Barcolana in quattro regate che unisce il Sud e il Nord del Mare Adriatico per poi arrivare a Trieste. Tanti i circoli coinvolti, a partire dal promotore dell’iniziativa, Assonautica Italiana: SVBG, circolo Velico la Scuffia, Marina di Pescara, Marina Dorica, Lega navale Manfredonia, CVR e le Assonautiche di Pescara/Chieti, Ancona, Ravenna e Trieste. è organizzata dal Circolo Velico Ravennate in collaborazione con la Società Velica di Barcola e Grignano e vede confermata per il quinto anno consecutivo la partnership con la multiutility Hera che, oltre ad offrire in premio un trofeo con la formula ‘challenge perpetuo’, consegnerà a ogni equipaggio partecipante un pacco gara, con maglietta brandizzata.

Maratona di Ravenna sempre più importante: +49% atleti stranieri e +20% runners italiani rispetto al 2024

Crescita, nuove maglie e diverse novità per la Maratona di Ravenna Città d’Arte 2025, in programma domenica 9 novembre. Nel 2024 i partecipanti sono stati più di 16mila, ma è previsto un incremento notevole nel 2025, dato che le iscrizioni al 31 agosto parlano di un aumento del 49% di atleti stranieri e di un più 20% di runners italiani rispetto alla rilevazione di un anno fa.

A due mesi esatti dalla maratona di Ravenna sono state presentate le maglie, durante la conferenza stampa tenutasi nello store Cisalfa di Ravenna, uno dei main sponsor dell’evento. Il colore della t-shirt realizzata da Diadora per le due distanze dei 42K e 21K (rispettivamente corsa nel 2024 da 1.330 e 2.699 persone) sarà quest’anno il blu, con il claim “It’s rime to run”. Sul retro ecco la promessa del percorso di Ravenna: “Fun, Fast, Flat”. Divertente, veloce e pianeggiante, proprio come le strade della città che accoglieranno l’edizione 2025 di quella che lo scorso anno è stata nella mezza maratona una fra le tre gare più veloci in Italia in campo femminile e sul fronte maschile la più veloce in assoluto al mondo del secondo weekend di novembre. Per la sempre molto frequentata Martini Good Morning Ravenna 10km (8.541 partecipanti nel 2024) la t-shirt si colorerà di rosso e sul petto comparirà il marchio Cisalfa. Anche per questa edizione, i volontari dell’evento avranno poi una t-shirt dedicata di colore grigio con gli elementi grafici che saranno in gran parte gli stessi delle magliette dei runners, ma con la dicitura “Staff” ben evidente sulle spalle.

«La t-shirt è un oggetto che tutti aspettano – afferma Stefano Righini, presidente di Ravenna Runners Club, associazione organizzatrice della Maratona –. Siamo sempre molto felici di vedere la maglietta che gira anche al di fuori della maratona, nei nostri parchi o pinete durante 365 giorni l’anno. La rinnovata partnership con due marchi iconici come Diadora e Cisalfa Sport per il secondo anno consecutivo è per noi un segnale importante di crescita e fiducia reciproca. Quello che rende unica la Maratona di Ravenna è la capacità di coinvolgere persone di ogni età attraverso tante iniziative collaterali e collettive creando un’atmosfera di festa che abbraccia tutta la città. Stiamo investendo molto per aumentare i numeri di partecipazioni ma siamo anche attenti ai tecnicismi che possano garantire tempi ai professionisti».

Due delle numerose iniziative collaterali sono legate al progetto “Train your Passion”, un percorso di allenamenti gratuiti con trainer professionisti per avvicinarsi al meglio alla maratona di Ravenna. Tre dei sette appuntamenti si sono già svolti, mentre gli ultimi quattro, in programma nelle prossime settimane, scandiranno la fase finale della preparazione in vista del 9 novembre. Gli incontri si tengono prevalentemente al punto vendita Cisalfa Sport di Ravenna con prossimo appuntamento previsto per il 20 settembre. Per la prima volta nel 2025 si terrà anche nella città bizantina la “Shake Out Run”, nel solco di quello che stanno facendo anche le grandi maratone internazionali. Sabato 8 novembre, alle ore 9.15 partirà dal Pala de Andrè una corsa leggera, informale e non competitiva di circa 6 km. «Sarà l’occasione per sciogliere i muscoli, scaricare la tensione pre-gara e condividere momenti di socialità con altri runner in vista del grande appuntamento del giorno dopo – dichiara il maratoneta e brand ambassador Cisalfa Lorenzo Liotti -. Giro l’Italia e il mondo e la maratona di Ravenna sta prendendo sempre più piede tra i professionisti: sia per il clima ideale che per la conformazione del tracciato».

Sempre al sabato si terrà la Family Run e la Dogs Run, alle quali si aggiungerà una festa dello sport cittadino. Il luogo centrale sarà il Pala de Andrè, in cui tra gli spazi espositivi e le varie attività ci sarà la possibilità di fare il test gratuito di espirometria in collaborazione con l’associazione Respiriamo e l’Ospedale di Ravenna.

«Sono in giunta da diverso tempo e già nel 2011 si iniziava a parlare della maratona senza sapere bene dove si potesse arrivare – dichiara Massimo Cameliani, assessore del Comune di Ravenna –. Quando nel 2014 decisi di chiudere le strade al traffico per portare la maratona fino a Sant’Apollinare, ci arrivarono tanti rimproveri dai cittadini che ora partecipano o assistono. Al giorno d’oggi questo evento attira turisti italiani e stranieri diventando volano per la promozione della città anche nel mese di novembre. Come comune di Ravenna abbiamo una convenzione triennale con Ravenna Runners Club, per pianificare al meglio il tutto e sono contento che si collabori ancora con la Regione Emilia-Romagna per sostenere una delle più importanti maratone del panorama regionale e italiano».

Una scogliera sommersa con ostriche e sabellarie contro l’impatto del cambiamento climatico

Partiranno entro l’anno i lavori di realizzazione della scogliera sommersa che verrà collocata poco più a nord della foce del torrente Bevano e a sud dell’abitato di Lido di Dante. Il progetto è stato finanziato dall’Unione europea nell’ambito dei progetti Life e ha l’obiettivo di testare delle soluzioni basate sulla natura contro l’impatto del cambiamento climatico.

L’intervento prevede la realizzazione di reef artificiali con l’obiettivo di ripristinare gli habitat sottomarini, aumentare la biodiversità, migliorare la qualità dell’acqua e proteggere la costa e gli ecosistemi costieri dalle mareggiate e dai processi di erosione su un tratto sabbioso particolarmente fragile ed esposto ai fenomeni erosivi. Il reef infatti fungerà da barriera artificiale,  smorzando la forza delle onde sulla battigia, ma  anche da vivaio per il ripopolamento di quel tratto di mare con ostriche autoctone e sabellarie, specie oramai minacciate nei nostri mari ma che un tempo erano presenti in quantità anche sul nostro litorale.

La giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo che riguarda la realizzazione del reef e che prevede un contributo di quasi 650.000 euro dalla Commissione Europea grazie al programma Life 2021 – 2027 per la protezione dell’ambiente. Per la realizzazione del reef l’investimento complessivo sarà di circa un milione di euro, di cui 363.544 a carico dell’Amministrazione comunale.

I lavori consisteranno nella posa dei cosiddetti “materassi” in rete metallica di dimensioni modulari di 5 metri per 2 e alti 30 centimetri, posti su più livelli per formare dei macro blocchi e riempiti e confezionati prima della posa con materiale calcareo a spigolo vivo, in modo da creare un ambiente idoneo sia ad accogliere le ostriche sia alla loro crescita. Il reef artificiale non sarà visibile poiché si troverà ad una profondità tra i 2 e 2,60/2,80 metri sotto il livello del mare per favorire la crescita delle ostriche.

La dimensione complessiva della struttura coprirà un’area di circa 100 metri per 48. I lavori saranno svolti interamente da mare con mezzi marittimi (moto-pontoni) idonei al trasporto e alla posa dei massi per la struttura di base e dei “materassi” in rete metallica.

Il reef sarà popolato poi successivamente con le ostriche e le sabellarie, piccoli policheti in grado di creare scogliere sommerse aggregando la sabbia.

«L’area è particolarmente adatta all’insediamento e alla crescita delle specie che si intendono ripristinare – si legge in una nota del Comune -, come testimoniano le popolazioni già esistenti di Sabellaria spinulosa alla base delle vicine barriere frangiflutti. Inoltre, la documentazione storica testimonia la presenza di ostriche autoctone lungo le coste dell’alto Adriatico, di cui oggi, invece, non esiste più traccia. Si creeranno, quindi, le condizioni iniziali idonee all’insediamento di queste specie e si innescherà un processo di bio-costruzione mediante una pre-semina con ostriche autoctone raccolte o allevate (Ostrea edulis) e da Sabellaria spinulosa provenienti da aree limitrofe».

Indirettamente il sito consentirà di aumentare anche il numero di altre specie marine, tra cui alghe, invertebrati e pesci, offrendo un luogo ideale per la riproduzione e protezione degli individui giovanili e ripopolando il mare circostante. Inoltre, attraverso una successiva fase di monitoraggio alla realizzazione del reef si potrà studiare l’efficacia della proposta progettuale in modo da valutarne l’eventuale replicabilità in altre località del Comune di Ravenna o d’Europa.

Il progetto vede impegnati anche due dipartimenti dell’Università di Bologna (Bigea e Dicam) capofila del progetto, il Parco del Delta del Po, Proambiente, spin-off del Centro nazionale delle ricerche, Fondazione Flaminia con il suo centro per l’innovazione Cifla.

Non si ferma all’alt della polizia e tenta di fuggire in monopattino, gettando per strada due etti di hashish

I poliziotti lo hanno notato inveire ad alta voce mentre procedeva in monopattino. Ignorato il conseguente “alt” intimatogli dagli agenti, l’uomo si è dato alla fuga, gettando lungo la strada un involucro, poi recuperato dalla polizia e contenente quasi 2 etti di hashish.

Gli agenti sono poi riusciti a raggiungere anche l’uomo, un italiano di 39 anni con precedenti in materia di sostanze stupefacenti, e lo hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale.

A Matera con le Albe, giorno 1: che spettacolo quei ragazzi, quella città, quelle riprese, quelle storie

Pubblichiamo volentieri (a questo link il Giorno 0) una sorta di diario del nostro appena ventenne collaboratore Ernesto Moia da Matera, città che ospita la prima tappa del Progetto Hamelin di Ravenna Teatro-Teatro delle Albe (in collaborazione con Iac – Centro Arti Integrate e con il supporto della cooperativa sociale Il Sicomoro). Per tre giorni, la celebre città in Basilicata sarà attraversata da riprese cinematografiche e azioni performative nei luoghi pubblici, con protagonisti oltre 200 bambini e ragazzi dai 7 ai 17 anni provenienti da Basilicata, Emilia-Romagna e Lazio, di cui la maggioranza dalle scuole di Ravenna. Il racconto guida è la fiaba de Il Pifferaio di Hamelin, riletta come metafora di una società che tradisce le nuove generazioni e ne paga il prezzo. Al centro, una domanda semplice e radicale: cosa succede a una società che smette di ascoltare i bambini?

Giorno 1, Matera
Foto di Luca Centola

Matera, per la prima volta in 20 anni faccio la tua conoscenza. Partenza alle 8, sveglia alle 7 e 15. Si arriva intorno alle 8 e 40 in piazza San Pietro Caveoso, dunque inizia uno dei momenti che definirei propri delle Albe: tre cori prendono vita grazie alle voci dei ragazzi e delle guide, tra chi è assonnato e chi pensa di essere sul palco del National Theatre, poi raccolti in cerchio si ascolta una registrazione di Ermanna Montanari (tra le fondatrici delle Albe) che apre le preghiere laiche, momenti di ascolto mattutino per tutti i partecipanti alla spedizione Hamelin. Segue la prima scena, anzi l’ultima. La prima scena che giriamo sarà la fine del film, io mi trovo in postazione di regia con il direttore artistico Alessandro Argnani e il regista Alessandro Penta: la scena è mozzafiato, ragazzi e ragazze che scendono per le viuzze dei sassi e si riuniscono attorno al pifferaio. Penta, utilizzando un megafono, dissuade i turisti dal passare nell’inquadratura e spiega ai ragazzi di non guardare in camera. Servono sei ciak prima che la scena venga bene. Una volta un gruppo è lento, un’altra spuntano 3 turisti, un’altra difetta di energia. Dopo un’ultima ripresa da una diversa angolatura i ragazzi vanno a fare merenda, poi abbiamo l’ultima scena del giorno con loro protagonisti, girata con la telecamera che retrocede per una via che a Genova si chiamerebbe carrugio per dimensione e praticità, cercando di riprendere i ragazzi che inseguono il pifferaio.

Mi stacco dal gruppo principale per pranzo e trovo il tempo per una passeggiata: architettura romanica e razionalista, palazzi ottocenteschi che ti guidano verso i sassi, una volta perso tra i vicoli chiudo Maps e vado a istinto, ci sono pochi passanti e a ogni curva la vista è sempre più incredibile. Mi dirigo verso il luogo dove giriamo l’ultima scena della giornata, sul tufo del rione Malve,  con gli adulti che guardano la vallata, disperati e coscienti, hanno abbandonato il loro futuro, hanno lasciato i ragazzi al pifferaio. Gli attori sono materani e ravennati, accompagnatori e non, genitori e non, un altro coro. Alcuni sono muti, altri credono (come i bambini) di essere sul palco del National Theatre a Londra. Argnani e Penta dirigono, dicono (come ai bambini) di non guardare in camera, di muoversi e di non esagerare. Dopo alcune dritte e prove la scena è buona, si prosegue con vari primi piani, singolari e di gruppo, e si rientra al Santuario. Oltre che tra gli adulti è la prima volta per me in cabina di regia, osservo con attenzione tutto ciò che succede e penso che in fin dei conti è tutto assurdo quanto meraviglioso, gente da tante scuole, gente da mondi diversi.

Chiacchiero con due coppie di turisti tra una ripresa e l’altra, una olandese e una britannica, spiego loro cosa stiamo cercando di fare, anche se alla domanda «Why?» tentenno sempre… Non c’è un perché unico e facile da snocciolare in 3 minuti, sono sicuro che quel perché è complesso e profondo, o forse no? Comunque credo non sia corretto riassumere decenni di lavori e ideali in 5 minuti di small talk, ergo concludo. La giornata è faticosa, usciamo alle 8 e rientriamo alle 20 e 30, appena in tempo per cena, con tre corpose fiasche di rosso. Che stanchezza eppure che spettacolo, quei ragazzi, quella città, quelle riprese e quelle storie che ci si racconta alla fine, con le gambe in frantumi e cuori e menti che viaggiano come Shinkansen.

 

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